Archivi del mese: maggio 2015

rifiuti agricoli plastici

Tavolo tecnico per il tema dei rifiuti agricoli plastici non pericolosi

MENFI – Al fine di una politica mirata alla tutela del territorio, con la volontà di incentivare buone pratiche anche nel settore agricolo, l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con la Soat di Menfi e la Consulta Agricola, ieri (27 maggio), presso la Sala Conferenze della Soat di Menfi, ha organizzato un tavolo tecnico volto ad affrontare il tema dei “rifiuti agricoli plastici non pericolosi”.

Tale problematica scaturisce dall’errato o difficile conferimento e smaltimento di questa tipologia di rifiuti agricoli.

Il tavolo tecnico, costituito dall’Assessore all’Agricoltura dott.ssa Carmen Amico, dal Presidente della Consulta Agricola dott. Enrico Monaco e dai funzionari della Soat di Menfi Antonino Sutera ,Gaspare Bonfiglio e Giacomo Buscemi, ha visto anche la partecipazione dei rappresentanti delle sigle sindacali, delle aziende agricole e dei rivenditori dei prodotti agricoli.

È stato un interessante momento di confronto sulla tematica che è culminato con la proposizione, da parte degli organizzatori e sulla base di un accordo con una società privata di settore ( LeonplastSrl ), di un servizio di raccolta gratuita, nel territorio di Menfi, dei rifiuti agricoli plastici non pericolosi e l’emissione del relativo formulario con le quarte copie.

Il servizio di raccolta rifiuti della società privata in questione non comporterà nessuna spesa economica per il Comune di Menfi e per gli agricoltori, in quanto sarà erogato gratuitamente a tutti i soggetti interessati che sottoscriveranno l’accordo.

Un accordo che prevede una serie di adempimenti indispensabili per il regolare servizio di raccolta, ed in particolare: la suddivisione dei rifiuti per tipologia; la raccolta di specifici rifiuti (ad es. la manichetta) deve essere effettuata con attrezzi forniti dalla società stessa; i rifiuti plastici che potranno essere ritirati sono vasi, pacciamatura bianca, nera e bianconera, cassette, tubi e tutti quei rifiuti plastici che la società erogatrice del servizio potrà destinare a recupero.

Le adesioni sono aperte e potranno esser avanzate presso gli uffici della Soat di Menfi in via Pio La Torre n. 11 in Menfi.

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“Battuta fotografica” IV Edizione dedicata a I Bagli: “La Civiltà rurale”

CASTELVETRANO - La “Battuta Fotografica” (IV Edizione) del Club Unesco Castelvetrano Selinunte, in collaborazione con l’Unione Italiana Fotoamatori,  quest’anno è dedicata a “I bagli – La Civiltà rurale”.

Con l’appuntamento di domenica 31 maggio si percorrerà l’itinerario monumentale e paesaggistico volto alla conoscenza di alcuni tra i più notevoli esempi di costruzioni rurali del nostro territorio.

Sarà l’occasione per trascorrere una piacevole giornata che si concluderà al Baglio Florio presso le Cave di Cusa a Campobello di Mazara.

Le attività agricole e rurali, che fino a non molto tempo fa caratterizzavano la vita in campagna di numerosi nuclei familiari, sono pressoché scomparse con l’avvento delle nuove tecnologie capaci di soppiantare il lavoro manuale con i mezzi meccanici.

Rimangono oggi, muti testimoni di una fiorente epoca, i bagli, disseminati in tutto il territorio dei due comuni, caratterizzati dai vari ambienti per le diverse lavorazioni, come ad esempio il palmento, le stalle, gli appartamenti signorili dei proprietari o le stanze dell’annaloru o dei campieri.

Spesso alcune di queste aziende agricole possedevano anche una cappelletta affinché i campieri non si dovessero spostare fino alla città per seguire la Santa Messa.

Un prete aveva il compito di fare un giro per le chiese campestri per portare il conforto cristiano ai contadini affaticati dal pesante lavoro manuale.

Programma:

ore 9.00 Area di sosta Bar Oasi (svincolo Autostradale uscita Castelvetrano): registrazione dei partecipanti.

ore 10.00 13.30 “Battuta Fotografica” dal Baglio Tortorici al baglio Galfano, dal baglio La Croce al baglio Cusa, Baglio Ingham in Campobello di Mazara (itinerari monumentale e paesaggistico).

ore 13.30 Baglio Florio (presso Cave di Cusa) ospiti del Comune di Campobello di Mazara.

ore 16.30 Saluti, ringraziamenti e consegna attestato ai partecipanti.

L’iscrizione è gratuita. La partecipazione è aperta a tutti i fotoamatori.

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“Assicurare la fruizione pubblica della tonnara di Scopello e garantire la tutela del monumento. Nessun contrasto”

CASTELLAMMARE DEL GOLFO – «Non esiste alcun contrasto sulle modalità di fruizione della tonnara di Scopello. Le nostre posizioni sono convergenti. Nessuna contrapposizione».

Lo sottolineano il sindaco Nicolò Coppola ed il presidente del consiglio comunale Domenico Bucca, in riferimento alla vicenda dell’accesso alla tonnara di Scopello.

«Nella riunione del 30 aprile svoltasi in Soprintendenza, in assoluto accordo, abbiamo ribadito la necessità di assicurare la fruizione pubblica della tonnara e dello specchio acqueo antistante – fanno presente il sindaco Coppola ed il presidente del consiglio comunale Bucca-. Nella stessa riunione, inoltre, è emersa l’assoluta necessità di garantire al tempo stesso la tutela del monumento “tonnara”. Significa fruire della tonnara e contemporaneamente garantire la cura e conservazione di quello che è un nostro bene storico sicuramente da difendere e proteggere».

A tal proposito il sindaco Coppola fa presente che «a breve l’amministrazione comunale, nel caso in cui i proprietari dovessero concedere la disponibilità, formulerà le richieste per un accordo definitivo per la fruizione della tonnara».

Sulla questione dell’accesso al mare e della fruizione della tonnara di Scopello, il presidente del consiglio comunale Domenico Bucca precisa che «le dichiarazioni riportate nell’articolo pubblicato il 4 maggio sul Giornale di Sicilia, sono state raccolte il 26 aprile e facevano espressamente riferimento alla polemica con Legambiente Sicilia, non certamente con l’amministrazione comunale. Non c’è dubbio, però, che la delicatezza del sito impongono una attenta valutazione da parte di tutti».

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Convenzione per una maggiore fruizione dell’ex Stabilimento Florio

FAVIGNANA - Il sindaco delle Egadi, Giuseppe Pagoto, esprime soddisfazione per l’approvazione in Consiglio Comunale all’unanimità della convenzione fra la Soprintendenza BB.CC.AA. di Trapani e la stessa Amministrazione Comunale, finalizzata all’ampliamento della fruizione dell’ex Stabilimento Florio di Favignana.

La nuova convenzione, che definisce anche strategie e obiettivi comuni di valorizzazione e sviluppo culturale del bene, e avrà una durata di quattro anni, prevede la gestione di alcuni servizi da parte del Comune, tra i quali la bigliettazione, la pulizia, la vigilanza e la manutenzione ordinaria, ed è volta al potenziamento di tutte le attività culturali e museali della struttura.

L’ingresso all’ex Stabilimento Florio è consentito pagando un biglietto di entrata di 6 o 3 euro (restano le esenzioni per i minori di 18 anni, i bambini e per i portatori di handicap, e resta per tutti indistintamente l’ingresso gratuito la prima domenica di ogni mese). Il 90 per cento delle entrate frutto della bigliettazione andrà al Comune.

L’Ex Stabilimento è uno dei musei siciliani più commentati su TripAdvisor e plurirecensito. Il personale che vi presta servizio è costituito quasi totalmente da giovani favignanesi che in questi anni hanno maturato una notevole esperienza nell’accoglienza e nelle visite guidate all’interno della struttura, effettuate in diverse lingue europee.

La stipula della convenzione si è realizzata secondo le previsioni del codice culturale (articolo 112) per la gestione integrata di servizi di fruizione e valorizzazione, ed è stata rinnovata in parte anche nei contenuti: c’è la possibilità, ad esempio, che l’ex Stabilimento diventi una sede per matrimoni civili grazie all’impegno e all’attenzione da parte della Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani guidata dalla dottoressa Paola Misuraca.

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Santino Atria è fuori pericolo. La testimonianza di Nicola Catania

PARTANNA – AGRIGENTO – Il sindaco di Partanna Nicola Catania, che si trovava nella via del ritorno dopo essere stato a Vittoria (RG) per l’intitolazione di una biblioteca a Rita Atria, ha avuto l’opportunità di potersi rendere personalmente conto della condizione del vicepresidente del consiglio di Partanna Santino Atria drammaticamente coinvolto in un terribile incidente con un autobus il cui conducente purtroppo è deceduto.

Le notizie trapelate anche dai notiziari televisivi non sono state precise come la testimonianza del sindaco Nicola Catania che ci ha rassicurato sulla condizione di Santino Atria che è fuori pericolo. Questa è la testimonianza diretta di Catania che è sulla via del ritorno a Partanna.

“Esco solo ora dall’ospedale di Agrigento – ha detto – Ho parlato con i medici che ci hanno tranquilizzati. Santino sta meglio! Lo hanno stubato! E’ vigile  e mi hanno fatto parlare con lui. Al polmone fortunatamente solo una contusione. Al ginocchio sinistro presenta una grande contusione e qualche lesione. La tibia ha fratture multiple scomposte, ma Santino è già in trazione. Domani esce dalla rianimazione per andare in ortopedia dove si pensa che sarà sottoposto ad un intervento chirurgico. Per fortuna il quadro è molto migliorato . Resta il grande dispiacere per il lutto di un povero padre di famiglia (il conducente dell’autobus deceduto) che come lui era in quella strada disgraziata per andare a lavorare”.

atria-cangemiIl Presidente del Consiglio Comunale Massimo Cangemi, a nome dell’intero Consiglio Comunale di Partanna, esprime “sentita vicinanza al Vicepresidente del Consiglio Santino Atria per il grave incidente stradale occorso allo stesso in data odierna, in cui ha perso la vita, purtroppo, il conducente di un autobus. Auspica, inoltre, una pronta guarigione per il Vicepresidente, perché possa tornare al più presto alle Sue attività”.

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Meeting alle Egadi dal 28 maggio al 2 giugno

EGADI – Le vacanze all’aria aperta, nella bellezza della natura, piacciono molto agli italiani e agli stranieri che visitano il nostro paese. Anche quest’anno i parchi e le aree protette si confermano il segmento più rappresentativo del turismo natura: a livello nazionale le visite registrate nel 2014 hanno raggiunto i 102 milioni, con un fatturato di 11.883 miliardi di euro. Un vero boom che non conosce crisi tanto che dal 2007 si fa Meeting alle Egadi.

Ad oggi si è registrata una crescita delle presenze nelle strutture ricettive delle aree protette (+7%) e del fatturato (+21%). E non solo, il 47% dei turisti sceglie la vacanza natura per le attività sportive, e tra queste quelle più richieste sono il biking (29%), il trekking (25%) e l’escursionismo (24%).

Gli aspetti naturali si confermano anche come principale elemento di scelta della destinazione di vacanza degli europei: tre su dieci scelgono infatti luoghi legati alla natura (+ 4% rispetto al 2012). Infine secondo gli italiani la sostenibilità è più una opportunità che non un freno allo sviluppo di un’area turistica, mentre il 60% degli italiani ritiene che la sensibilità per l’ecoturismo e il turismo sostenibile nei prossimi 10 anni crescerà.

Di tutto questo si parlerà a Favignana, Levanzo e Marettimo, ovvero l’arcipelago delle Isole Egadi in provincia di Trapani, che per un lungo fine settimana dal 28 maggio al 2 giugno prossimi diventerà capitale del turismo all’aria aperta con l’iniziativa “Isole Egadi a pedali, a remi, a piedi”, promossa da Vivilitalia con il Comune di Favignana e l’Area Marina Protetta delle Isole Egadi.

La cinque giorni delle Egadi, che rientra anche nel programma di Voler Bene all’Italia, la Festa Nazionale dei Piccoli Comuni di Legambiente, sarà aperta dal convegno–dibattito, “Nuovi Turismi ambientali per la crescita dei territori”, che vedrà gli interventi dei massimi esperti italiani del settore fra i quali Paolo Grigolli, Direttore di Trentino School of Management, Stefano Landi dell’Università Luiss di Roma, Sebastiano Venneri di Vivilitalia, Michela Valentini di Talenti Italiani, Chiara Bille dell’APT di Rovereto esperta di web marketing legato al turismo, insieme ad esperti di attività all’aria aperta come Diego Ruggirello e Giuseppe Gallo, guide di climbing, Francesco Petralia di Sottocosta per il kayak da mare, Andrea Giorgi di Four Season per l’escursionismo a piedi, Michele Mutterle della Fiab per il cicloturismo e Gianfranco Zanna di Legambiente Sicilia per il turismo natura.

Padroni di casa il Sindaco di Favignana Giuseppe Pagoto e Stefano Donati, Direttore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi.

E poi ogni giorno, laboratori ed escursioni gratuite e aperte a tutti di cicloturismo, lezioni di climbing sulle pareti rocciose, trekking a piedi e laboratori di kayak da mare. Una full immersion nel turismo en plein air, dove per una volta, alle Egadi non sarà il mare a farla da padrone, ma piuttosto il legame con la natura e la bellezza delle isole, nel segno del turismo di qualità, amico dell’ambiente. L’obiettivo sarà far capire insomma, con l’esperienza diretta, come questi territori, come molti altri in Italia, possono offrire proposte alternative al classico turismo balneare, per destagionalizzare l’offerta e creare opportunità occupazionali sul territorio anche fuori dai tradizionali mesi estivi.

“Con questa iniziativa”, spiega Giuseppe Pagoto, sindaco di Favignana e Presidente dell’Area Marina Protetta “Isole Egadi, “vogliamo far conoscere il nostro territorio in una chiave nuova, non solo quella legata al turismo balneare ed estivo, ma attraverso le tante possibilità che questo offre, come appunto le attività sportive all’aria aperta. E’ un settore sul quale crediamo fortemente e sul quale stiamo investendo, perché punta sulla tutela dell’ambiente e sulla sua bellezza”.

“Negli ultimi anni”, dichiara Stefano Donati, direttore AMP Isole Egadi, “abbiamo dato concretezza alla tutela dell’area marina protetta, ma senza dimenticarci di puntare sulla fruizione turistica responsabile, la nautica da diporto, la subacquea. Oggi guardiamo ai turismi sportivi ecosostenibili. Il mix di paesaggio, natura, storia e gastronomia delle Egadi è perfetto per attrarre queste nuove forme di turismo, destagionalizzato, che non consuma risorse e genera ricchezza per i territori”.

“L’esperienza delle Egadi”, commenta Sebastiano Venneri, presidente di Vivilitalia, “può essere replicata nelle tante isole minori del Paese, ma anche in tanti luoghi di pregio del nostro territorio, specie quelli ancora lontano dai flussi del turismo di massa, dove è possibile offrire occasioni per promuovere proposte di vacanza legate al benessere, allo sport e all’attività all’aria aperta e dove paesaggi naturali preziosi e ben conservati diventano anche palcoscenico privilegiato per una fruizione sostenibile e piacevole del territorio”.

 

Cutrona, Tumbarello, Granello, Toscano, Di Matteo, Falco, Fodale

Sit-in davanti la prefettura di Trapani e Attivo unitario dei pensionati

TRAPANI – “Garantire la tutela dei diritti dei pensionati, attraverso la restituzione dei soldi ingiustamente trattenuti, in modo da ripristinare un diritto e da contribuire alla ripresa dei consumi”.

E’ questo, in sostanza, il messaggio contenuto in una lettera che i segretari generali di Spi Cgil Trapani Antonella Granello, Fnp Cisl Palermo Trapani Mimmo Di Matteo, Uil Pensionati Trapani Leonardo Falco e Uil Pensionati Sicilia Nino Toscano, hanno consegnato il 25 maggio mattina, al termine dell’attivo unitario pensionati, al prefetto di Trapani Leopoldo Falco.

Un’ampia delegazione di pensionati trapanesi il 26 mattina, infatti, ha manifestato con un sit-in davanti la Prefettura di Trapani per esprime le proprie preoccupazioni nei confronti dei recenti provvedimenti adottati senza il confronto che era stato richiesta dai sindacati, dal Governo Renzi in materia di pensioni e di welfare.

“Abbiamo chiarito – affermano – le preoccupazioni dei pensionati per il provvedimento adottato dal Governo nei giorni scorsi, che lede il diritto dei pensionati, non dando esecuzione piena alla sentenza della Corte Costituzionale”.

I sindacati durante l’incontro hanno dunque ribadito le richieste da trasmettere al governo nazionale, di “un confronto sui provvedimenti dopo la sentenza della Corte, e sulla modifica della legge Fornero per consentire a coloro che hanno maturato i requisiti prima della riforma, di andare in pensione”.

L’iniziativa è stata delle segreterie territoriali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil pensionatiTrapani. Al sit-in è seguito l’attivo unitario dei pensionati nei locali dell’ex-aula consiliare della Provincia Regionale di Trapani, dove si sono susseguiti diversi interventi sul tema “Welfare e concertazione locale – Le sfide del cambiamento”.

I lavori sono stati presieduti dal segretario generale Fnp Cisl Palermo Trapani Mimmo Di Matteo, mentre la relazione è stata affidata allasegretaria generale Spi Cgil Trapani Antonella Granello.

A concludere i lavori dell’attivo unitario Nino Toscano, segretario generale Uil Pensionati Sicilia.

Sono intervenuti, tra gli altri, i segretari generali di CgilTrapani Filippo Cutrona, Cisl Palermo Trapani Daniela De Luca e Uil Trapani Eugenio Tumbarello.

Nella foto da sn: Filippo Cutrona, Eugenio Tumbarello, Antonella Granello, Nino Toscano, Mimmo Di Matteo, Leo Falco, Teresina Fodale

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Continua col Medioevo la Settimana della Cultura

PARTANNA – La Settimana della Cultura continua oggi (27 maggio) con una giornata dedicata al Medioevo.

In mattinata nelle scuderie del Castello Medioevale la storica e saggista Elena Percivaldi si è soffermata sul tema della vita nel Medioevo evidenziando la luce nei secoli bui.

DSC_1422Fra i luoghi comuni sul Medioevo messi in evidenza dalla relatrice, la concezione della inferiorità della donna, l’alimentazione carente, la scarsa igiene, la paura del diavolo, la tirannide della morte, la mancanza di svago, la penuria di invenzioni importanti, l’epoca bacchettona e priva di ironia.

Presenti al tavolo della presidenza il vicesindaco Antonino Zinnanti e il presidente della neonata associazione culturale “Il Medioevo”, avv. Gulotta.

Il pubblico era formato prevalentemente da studenti dell’Istituto Superiore “Dante Alighieri” e dai loro docenti.

DSC_1414Ha fatto la sua parte anche  un gruppo di figuranti in abito medievale guidati da Rosario Pandolfo. I costumi erano quelli del Corteo di S. Vito, patrono della città che sarà festeggiato il 14 giugno.DSC_1423

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Sicily all’ex Monastero delle Benedettine

PARTANNA – Nell’ambito della Settimana della Cultura, è stato presentato ieri sera (26 maggio), a cura della sezione cittadina della Fidapa, il romanzo dell’ispettore Vito PiazzaSicily“. Presenti numerosi rappresentanti del mondo della scuola locale.

Hanno presentato il libro il poeta Tino Traina e la docente Paola Grassa. Presenti, oltre all’autore, il sindaco di Partanna Nicola Catania, l’assessore alla Cultura Francesca Accardo, la  presidente cittadina della Fidapa Anna Maria Clemenza e le due cerimoniere della Fidapa Mimma Amari e Antonella Mendolia.

DSC_1407Molti i plausi rivolti in direzione dell’ispettore Piazza e della sua opera.

Tale iniziativa si inserisce all’interno di un’idea che vede, ha detto il sindaco Catania, “l’ex Monastero delle Benedettine alla stregua di un Caffé Letterario in cui possa circolare la cultura con una serie di iniziative che permettano la crescita culturale complessiva della nostra comunità. E’ attraverso la cultura – ha continuato il sindaco – che ciascuno conquista la propria autonomia e la propria libertà”.

Pubblichiamo qui di seguito l’intervento integrale del poeta Tino Traina

 SICILY di Vito Piazza

Presentazione di Tino Traina

Un ringraziamento particolare a Vito Piazza il quale, oltre ad avermi già concesso il privilegio della lettura di questo libro quando ancora era in fogli volanti ed in parte abbozzato, mi concede ora l’onore di presentarlo.

In realtà devo confessare che all’iniziale entusiasmo si è andata sostituendo via via una certa preoccupazione e un certo smarrimento.

Perché?

Ma per il fatto che nel mio immaginario si era ormai concretizzata una visione della Sicilia tutto sommato positiva quale è sempre venuta fuori dalla descrizione e dalla impressione sia dei viaggiatori di grande prestigio culturale come Goethe che, più di due secoli fa, nel suo”Viaggio in Italia” definiva la Sicilia “ la chiave di tutto, senza la quale non ci si può fare un’idea dell’Italia”, o come Guy de Maupassant che nel suo “La vie errante” definisce la Sicilia “Perla del Mediterraneo”, sia di tutta la letteratura a sfondo turistico, sociale, politico passando attraverso le opere di Capuana,Verga, De Roberto, Pirandello, Sciascia, Bufalino, Consolo per i quali luoghi, fatti, persone si collocano e si sviluppano in uno scenario dove si alternano vinti e vincitori che una critica severa e oggettiva non esclude quasi mai dalla speranza di riscatto.

Qui le cose sono diverse. Si tratta di un’opera dove i vari personaggi differiscono tra di loro non tanto per spessore culturale, meriti o demeriti, vizi o virtù, pregi o difetti ma per l’appartenenza.

Andiamo per gradi, cominciando dai due protagonisti per eccellenza:

L’uomo della Montagna e Nakona.

Chi sono, cosa rappresentano.

Cominciamo col dire che l’uomo della Montagna è l’autore del libro, e siccome l’autore del libro è Vito Piazza, tutti voi direte che l’uomo della Montagna è Vito Piazza secondo il più elementare dei sillogismi.                                                                                                                                                                              Si tratta dell’unico sillogismo nella storia che non è andato a buon fine, per il semplice motivo che non esiste Vito Piazza, ma esiste L’uomo della Montagna che vive a Milano e L’uomo di Milano che vive in Montagna.

Questi due signori , nel loro continuo viaggiare dall’uno all’altro posto non si incontrano mai, neppure a metà strada.

Ne deriva un malessere esistenziale con mancata integrazione delle proprie vicende come individuo, nel processo storico familiare, sociale culturale.

Infatti l’Uomo della Montagna che esordisce nel libro al risveglio, un po’ stralunato, è quello di Milano in uno dei suoi ritorni, che dovrà ricongiungersi ad ogni elemento del paesaggio, dopo però averlo “riconosciuto”.

Sono già i primi segnali che l’autore dà di quell’immobilità che avvolge e coinvolge tutto e tutti, nell’ esigenza collettiva del ripetersi di abitudini consolidate nel tempo, di quell’annoiu che aveva come antidoto “lu sparlìu” la cui sede più sacra era “sutta lu pedi di pignu” di quel parlare e fare ammatula che rientrano nella più ampia filosofia di vita nakonese magistralmente espressa con il termine “annacarisi”

Nakona è il paese abitato da gente “più astuta che prudente, più arguta che sincera” priva di interessi collettivi, che non crede in Dio ma nei Santi, incapace di contare sulle proprie forze e quindi rivolta alla ricerca religiosa della raccomandazione che una volta ottenuta rendeva perenni servi fedeli del beneficiante scambiato per benefattore.

Paradossalmente – dice l’autore – la cosa più viva di Nakona è il cimitero, gli Scapuccini ed è andando verso il cimitero lungo la via che avrebbe percorso il suo funerale, che l’autore descrive come immagina che esso avvenga, con tutto il rituale d’obbligo in simili occasioni, dall’abito scuro alle scarpe nuove, al cùnzulu descrivendo le vie del paese e il corteo di parenti, conoscenti e amici che osserva e studia nei comportamenti e nelle reazioni immaginando finalmente post mortem quei riconoscimenti, quella riconoscenza, quelle gratificazioni che ritiene avrebbe meritato in vita.

Ed è infatti in vita che vuole gli vengano riconosciuti finalmente i suoi meriti.

Orgoglioso e superbo, questa invece la nomea che lo accompagnerà tutta la vita come una ingiuria, lo stigma di chi è nato povero e intelligente.

L’intelligenza come dono inutile e quindi sprecato se dato ad un povero.

Decide quindi di risorgere senza aspettare i classici tre giorni, accorgendosi che quello che era avvenuto non era il suo funerale, ma quello di Nakona.

Ma in quel viaggio immaginario quante rievocazioni di luoghi, fatti e persone!

La maestra Li Causi,Padre Goloso succeduto a Padre Caracci; il magrissimo Padre Antonino; Gina innamorata di Franco e lui, giovane uomo della Montagna, segretamente innamorato di Gina; e poi Rino,Giacomo, Bino, Giuseppe, Natale, Nicola delle casse da morto, persone divenute ora personaggi che Vito Piazza passa in rassegna evidenziandone pregi e difetti.

Chi vuole inoltre potrà sbizzarrirsi a cercare di identificare chi sia quel prete che durante l’omelia definirà “ragazzina che dice cretinaggini” Rita Atria; o il cattolico integralista che faceva le veci del sindaco, che non volle che ‘Nzulu e Nardina si sposassero in chiesa; o il geometra che decise la distruzione di ciò che il terremoto aveva risparmiato come la “vanedda cacata”emblema impareggiabile di architettura popolana piena di storia e di storie; e chi era lu Scagliunutu il più ricco del paese?

E quella Rossella bellissima piantata da un fidanzato che fuggì in America facendole perdere la ragione?

A Nakona la diversità è considerata devianza, qui sono i silenzi che parlano e tutto è organizzato, voluto da certe “autorità epistemiche occulte”, come le definisce l’autore,che fin dalla nascita segnano i destini a seconda della appartenenza, vero e proprio patto di sangue e onore, spesso sancito dalla” ingiuria”, cioè da un soprannome che meglio consentiva di identificare persona e appartenenza.

Una cattiva madre era stata Nakona, dove non esistono colpevoli anche se ci sono colpe; un palcoscenico dove ognuno recita la sua parte che sua però non è, non è mai stata e non sarà mai.

Ma a lui, l’Uomo della Montagna, nessuno avrebbe imposto una parte.

A lui di umili origini toccava un destino di riscatto, quasi di vendicatore di tutti i nakonesi di umili origini che subivano da sempre e per sempre le prepotenze dei più ricchi.

Né padroni , né padrini, vanta orgogliosamente Vito Piazza!

Quanto tempo è passato dal giorno di quella prima elementare in cui la bionda mamma di Maurizio gli fece togliere il posto al primo banco che si era meritato come il più bravo della classe!

Ma lui era povero e non poteva meritare quel primo banco.

Neanche cento anni riescono a chiudere una simile ferita in un bambino.

Narcisismo il suo certo, ma dell’innocenza infantile, di quel bambino che gli resterà come spina nel cuore, che non potrà (e forse non deve) dimenticare la vergogna provata per le “pezze al culo “dei suoi pantaloni rattoppati che doveva per forza esibire quando interrogato.

Traumi terribili dell’infanzia per chi ad una intelligenza superiore associa quella sensibilità che lo farà anche poeta capace di visioni della realtà straordinarie, e di senso di responsabilità troppo pesante per le sue piccole spalle.

Ma era il bambino umiliato e spesso ingiustamente punito che doveva mantenere le promesse di riscatto che aveva fatto a se stesso e a quelli del paese che vedevano in lui non lu capu d’opira, o lu malacunnutta, o peggio ancora Giufà , ma Robin Hood, oppure Tex, eroi insomma che si levano contro le soperchierie, la tracotanza, l’ignoranza, contro chi ritiene che tutto quello che conta è una buona reputazione alla quale sacrificare ogni novità, ogni tentativo di riscatto sociale, politico, culturale.

Comu voli Diu! A legittimare uno stato di immobilità e di rassegnazione che tale deve rimanere contro ogni possibile rivalsa, l’annoiu come “svuotamento dell’essere e dell’esserci, come vuoto di sentimenti più che sentimento del vuoto”

Le autorità epistemiche con i loro amici ed amici degli amici stabilivano l’ordine, i confini, la tua vita, il tuo destino, il tuo spazio vitale tanto più piccolo quanto più misera la tua appartenenza.

Poche le speranze per poveri ed emarginati.

Ma soprattutto per i poveri.

La povertà viene ritenuta imperdonabile, non redimibile; al povero non restava che nascondersi o emigrare.

Non poteva non scriverlo questo libro Vito Piazza.

Chi meglio di lui, autorità ormai internazionale nel campo della psicopatologia infantile e dell’handicap, avrebbe saputo mettere a fuoco i danni psicologici che un ambiente negativo può esercitare nell’infanzia sullo sviluppo libero e completo della personalità?

Chi meglio di lui denunciare come violenza sul minore il soffocamento dell’intelligenza e la mortificazione dell’immaginazione del bambino emarginandolo per differenze economiche , razziali, religiose?

Chi meglio di lui far comprendere che il bambino non è un adulto in miniatura, ma persona con dignità individuale e personalità in tumultuosa interazione con l’ambiente?

L’adulto ha il compito doveroso di accompagnarlo in questo viaggio di formazione costituito da tappe ognuna delle quali importantissima e insostituibile per la formazione del carattere e della personalità.

Vito Piazza lo fa esponendo la sua vicenda personale di vita, di chi patisce giorno dopo giorno le conseguenze del distacco anzitempo con il luogo degli affetti, forzato dalla incomunicabilità crudele dell’adulto.

Libro autobiografico in un certo senso, ma in cui l’autore si è posto a fianco di quelli che la sua sensibilità ha saputo riconoscere come sofferenti, in un abbraccio solidale di compianto e compiacimento.

Una confessione autobiografica quella di Vito Piazza spesso con distacco ironico seppure nostalgico in cui mescola sapientemente memoria sentimentale e memoria critica di una realtà che un io infantile e sognatore riesce a filtrare in memoria individuale ora con stile idillico-evocativo dell’infanzia-adolescenza ora con stile epico-narrativo dell’età adulta.

Un’analisi incalzante la sua di fatti e persone con impronta ora realistica ora psicologica che si avvale di forti toni ironico-satirici spesso dissacranti nei confronti di tutto ciò che si presenta come luogo comune, scontato da una tradizione acritica e impositiva, con il gusto della citazione colta in latino soprattutto, del pastiche, dell’uso di proverbi siciliani ( se ne possono contare una quarantina circa), della descrizione paesaggistica che raggiunge spesso livelli poetici e pittorici, del ricorso ai miti greci.

Uno stile in definitiva che ha nella componente citatorio-parodica, una sorta di recupero di stili e modelli di tutta una tradizione precedente che, in linea con la letteratura postmoderna, estende notevolmente la leggibilità ad un più ampio territorio socio-culturale rivolto soprattutto a quelle verità che riguardano le fasce sociali più deboli.

Tino Traina

 

 

 

 

 

 

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Grande successo per l’inaugurazione della Biblioteca dei Bambini

PARTANNA – La manifestazione si è svolta all’insegna del buon tempo in uno scenario speciale avvolto dal fascino dell’antico Chiostro del Monastero, che ha ripreso vita grazie alla presenza dei tanti bambini della scuola primaria che hanno partecipato al momento culturale; ospiti d’onore il famoso autore di libri per ragazzi Luigi Dal Cin e il dott. Fugaldi della Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani.

Presenti i dirigenti scolastici di Partanna in servizio e quelli che sono ormai in pensione; rappresentanti della Fidapa sez. di Partanna, della Pro Loco di Partanna e del mondo dell’associazionismo Partannese.

biblioteca bambiniHa aperto i lavori della mattinata il Sindaco Nicola Catania che ha ringraziato tutti coloro che hanno collaborato a vario titolo per la buona riuscita dell’evento: tutta la squadra degli assessori che si sono ampiamente spesi per la realizzazione dell’evento, il prof. Dal Cin che ha accettato di intervenire dando spessore alla giornata, il dott. Fugaldi che ha sostenuto il progetto di apertura della biblioteca, i dirigenti scolastici Vita Biundo e Francesca Accardo e tutti gli insegnanti che si sono profusi per l’attiva collaborazione di coinvolgimento delle scolaresche, il Responsabile dei Servizi Culturali dott. Quartararo e tutto il personale della biblioteca, il Responsabile dell’Ufficio di Gabinetto dott.ssa Nastasi e tutto il personale di quell’Ufficio, il personale dell’Ufficio Manutenzione e il Presidente dell’IPAB Boccone del Povero, sig. Bucaria per l’ospitalità, oltre il consiglio di amministrazione dell’IPAB..

Un ringraziamento particolare è andato alla prof.ssa Ciarcià per gli splendidi lavori di decoro della biblioteca, a tutto il gruppo che fattivamente ha collaborato per l’ideazione dell’evento: la prof.ssa Giusy Chiofalo, gli insegnanti Noemi Maggio, Giuseppe Pandolfo, Volpe Antonella, il dott. Domenico De Gennaro, l’avvocato Gulotta e l’esperto del Sindaco Angelo Bulgarello.

Si è passati al momento del taglio del nastro e dell’inaugurazione della splendida biblioteca che, dice il sindaco, “è veramente un gioiellino, che concilia l’importanza della funzione sociale con la bellezza degli allestimenti”.

I ragazzi hanno visitato con grande interesse la biblioteca. La mattinata è continuata con spettacoli di intrattenimento dei ragazzi da parte della compagnia Tunghi Tunghi, che ha allietato i piccoli partecipanti.

La giornata si è conclusa con l’intervento di Dal Cin che ha sapientemente spiegato ai ragazzi, sotto forma di gioco, come si crea un libro e quale sia il segreto per sapere scrivere: l’Osservazione.

Il Sindaco si è dichiarato orgoglioso dell’obiettivo raggiunto “di avere donato alla collettività un servizio così importante e fondamentale per stimolare la crescita culturale dei nostri giovani”. Ha continuato auspicando che “i giovani ne sappiano fare buon uso e che questa strada di cooperazione intrapresa con gli altri soggetti operanti sul territorio prosegua per dare opportunità di crescita alla nostra comunità e al nostro territorio”.

Catania conclude, augurandosi che in futuro “si riuscirà a realizzare tante manifestazioni come quella di questa settimana, che si possa realizzare l’esperienza del ‘Caffè Letterario’, eventi che certamente potranno vivacizzare ed alimentare il livello culturale della nostra amata Partanna”.

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