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Che succede al Consiglio Comunale di Santa Ninfa?

SANTA NINFA – Come preannunciato online, il Consiglio Comunale di Santa Ninfa ha partorito dopo oltre 15 anni, un nuovo regolamento sul funzionamento del consiglio comunale. Si tratta di un importantissimo documento che disciplina il confronto politico tra i rappresentanti eletti dai cittadini, e soprattutto l’esercizio dei poteri e la tutela dei diritti di ciascun consigliere. Il regolamento è stato approvato con i soli voti favorevoli della maggioranza, dopo che quest’ultima ha bocciato numerosi degli emendamenti presentati dall’opposizione. Il gruppo Liberamente-Insieme Si può (Genco-Pernice-Russo), ha presentato 18 emendamenti, sebbene il suo capogruppo avesse votato in commissione favorevolmente sull’ammissibilità del regolamento. Di questi, parecchi sono stati accolti all’unanimità nel corso della seduta. Il consigliere Murania aveva proposto quasi cento emendamenti. Dal suo profilo Fb, ne abbiamo contato ben 97, anche se lei ha preferito affermare che fossero solo 33, come gli anni di Cristo. Moltissimi sono provocatori ed irriverenti. Di tutti, pochi sono stati recepiti dalla maggioranza. Il Consigliere Pipitone ha proposto, invece, 13 emendamenti, con lo scopo di dare legittimità ad un regolamento che la stessa ritiene lesivo delle funzioni dei consiglieri comunali, in particolare del loro diritto di accesso e controllo. Solo uno degli emendamenti Pipitone è stato subaccolto dalla maggioranza con tecnica chirurgica. Chi si aspettava uno scontro tra minoranze, considerate le tre distinte batterie di emendamenti, è stato deluso. Anche chi si aspettava un dibattito tra forze politiche, è rimasto a bocca asciutta. La trattazione del regolamento è avvenuta, emendamento per emendamento, articolo per articolo, votazione per votazione, con separate dichiarazioni finali dei consiglieri. L’analisi che segue a volte vi sembrerà surreale. Ci siamo soffermati su alcune “squisitezze”, che hanno l’effetto di una minestra fredda servita in pieno inverno. Ad esempio, nel nuovo regolamento viene abolita la firma del consigliere anziano, nonostante l’emendamento del consigliere Pipitone che propone che venga mantenuto il ruolo istituzionale che l’ordinamento riconosce al primo fra gli eletti. Una vendetta della maggioranza contro la Murania, attuale consigliere anziano, colpevole di essere stata eletta nelle file della minoranza? Ed allora a Partanna, dove il consigliere anziano è passato dalla maggioranza all’opposizione, dopo mesi dalla sua elezione, cosa avrebbero dovuto fare? Cose ancor più gravi politicamente sono la limitazione del diritto di parola dei consiglieri. Con il nuovo regolamento, su ciascun punto all’ordine del giorno, gli interventi dei consiglieri devono essere limitati sempre a due. Il primo intervento deve durare al massimo 5 minuti, il secondo intervento non può superare i 2 minuti. Per alcuni argomenti, quali i bilanci e piani regolatori, i tempi sono aumentati di 5 minuti. Consentitemi. Conoscete un altro comune nel mondo civilizzato e democratico, che senza avere lo strumento delle commissioni bilancio e/o affari economici, e senza l’obbligatorietà della conferenza dei capigruppo, discuta un bilancio limitando i tempi, nonché il numero degli interventi? Permettetemi. A Santa Ninfa, dove ci hanno abituato ad ascoltare in aula soltanto la minoranza, con questi tempi “tecnici” e questa “limitazione numerale”, la maggioranza si approverà il prossimo bilancio in meno di due ore? Per non parlare delle dichiarazioni di voto, che devono essere anch’esse contenute e circoscritte in soli tre minuti, nonostante la proposta “mediata” del gruppo Liberamente-Insieme Si può. Anche sulle interrogazioni vi sono limitazioni similari. A prescindere dal fatto che le interrogazioni urgenti continuano ad essere limitate a 2, mentre a Partanna, sono verbali e potenzialmente a numero illimitato; a Santa Ninfa, l’interrogante potrà parlare non oltre tre minuti, la replica deve contenersi in due minuti. Inoltre, mentre le risposte date dagli amministratori partannesi devono essere contenute in 5 minuti, a Santa Ninfa per il sindaco e gli assessori non ci sono limiti di durata, anzi viene riconosciuto al primo cittadino santaninfese il diritto di chiudere la discussione, nonostante l’emendamento proposto dal gruppo Liberamente-Insieme Si può. I dubbi espressi dal consigliere Pernice in aula, sono stoppati dal Presidente, che si gloria della scelta politica. L’interpellanza dovrà essere illustrata in tre minuti. All’inizio della seduta si può commemorare e/o ricordare eventi purchè parli un solo oratore per gruppo e per non più di 5 minuti. C’è da chiedersi, chi comprerà il cronometro? Hanno incaricato qualcuno di farlo tarare, come avviene con i limitatori di velocità o con l’autovelox? La stessa maggioranza non accoglie un altro emendamento Pipitone, in cui si affermava: “Al Presidente è data facoltà di interrompere il consigliere comunale solo per giustificato motivo. Ma a Partanna siamo in un altro ordinamento giuridico? Nel regolamento partannesse c’è scritto: “Solo al Presidente è permesso di interrompere chi sta parlando, per richiamo al regolamento od ai termini di durata degli interventi dallo stesso stabiliti o a tutela della dignità degli altri Consiglieri o componenti la Giunta.” Lasciare senza “freni” il sindaco, attribuendogli il potere di terminare la discussione, senza limiti di tempo; e dall’altro, arginare l’esercizio del diritto di “espressione dei consiglieri”; quale ordinamento giuridico vi ricorda? Inutili le richieste dell’opposizione, la maggioranza si chiude nel suo guscio, e resta totalmente bloccata sulle sue posizioni. Solo grazie alla mediazione presidenziale, passa all’unanimità, la modifica regolamentare che consentirà di aprire la discussione sugli emendamenti, rimanendo comunque immutata la previsione iniziale per cui sugli stessi non è previsto il dibattito. Ma il catenaccio si avverte soprattutto sulle regole di esercizio del diritto di accesso dei consiglieri comunali, i quali potranno accedere agli uffici, per visionare gli atti, per chiedere informazioni, ed estrarre copia solo per due giorni a settimana e per complessive quattro ore settimanali, con giorni fissati in calendario. Il martedì dalle 16 alle 18 ed il venerdì dalle 10 alle 12. I consiglieri dovranno prendere il numero e fare il turno davanti agli uffici? Ed i 5 di minoranza, dovranno mettersi in fila dietro i consiglieri-assessori? E suonato il timer? scatterà l’allarme o qualcuno farà tintinnare un campanello? E gli uffici abbasseranno la saracinesca o tireranno fuori il cartellino rosso? L’estrazione di copia degli atti viene limitata solo a 3 documenti a settimana. A Santa Ninfa, tutta l’attività di controllo ispettivo del consigliere viene rigidamente inquadrata e prefissata; a Partanna, invece per i consiglieri “Il rilascio delle copie avviene entro i tre giorni successivi a quello della richiesta, salvo che non si tratti di atti particolarmente complessi, nel qual caso l’ufficio potrà indicare un maggior termine per il rilascio comunque non superiore a trenta giorni”. I consiglieri di Santa Ninfa, sono forse figli di un Dio Minore rispetto ai loro colleghi partannesi? Per fortuna, il gruppo Liberamente-Insieme si può, riesce a far passare una deroga allo schema per l’accesso agli atti, propedeutico al consiglio. Ma non c’è da stupirsi. Logicamente qualcuno ha fatto notare alla maggioranza che il diritto di accesso agli atti collegato al diritto di voto consiliare ha una disciplina specifica, la cui violazione, comporta di volta in volta, l’illegittimità delle deliberazioni. Per uno strano fato, il consigliere Murania riesce ad ammaliare il Presidente, facendosi approvare dal consiglio all’unanimità gli emendamenti aggiuntivi relativi: alle adunanze aperte; alla disciplina del diritto di iniziativa consiliare e conseguente potere di proporre proposte deliberative; alla regolamentazione delle comunicazioni al consiglio. Vano è stato il tentativo di mantenere in vita, da parte della minoranza, ordini del giorno ed atti di indirizzo. Mentre a Partanna, recentemente è stato introdotto anche l’istituto del Question Time, ed ormai in quasi tutti i comuni limitrofi hanno la diretta streaming, ed i partannesi possono “vedere e rivedere” il consiglio comunale, anche a distanza di mesi; a Santa Ninfa, nemmeno il canto delle “sirene” riesce a distogliere la maggioranza dai suoi obiettivi. Tutta la minoranza, chiusa la discussione, vota contrario. Il consigliere Murania perché si tratta di norme che fanno un torto tremendo a Santa Ninfa e ai santaninfesi; il capogruppo di Liberamente-Insieme Si può, perché si tratta di disposizioni che ostacolano il confronto all’interno del Consiglio; la “Liberamente Pura” Pipitone perché si limita e si riduce il potere di controllo dei consiglieri. Il gruppo di maggioranza non alza nemmeno la mano e “silentemente” va dritto per la sua strada. Chiose umane dolenti. Lo scontro finale tra la Presidenza ed il consigliere Russo (entrambi PD), non poteva essere risparmiato a questo pipistrello? Ed assicurare un pizzico di cortesia istituzionale? Durante la seduta, una sospensione di 10 minuti, chiesta educatamente dal consigliere Pipitone, si protrae perché i consiglieri di maggioranza, ad eccezione del Presidente, a quanto pare vanno “a desinare”. A differenza di epoche passate, “gli oppositori” non vengono informati, e quindi restano in trincea, insieme ad un’orfana Presidenza, come i soldati dell’ultima frontiera. Ma con il nuovo regolamento, ci saranno ancora consiglieri comunali protagonisti armati come soldati di “poteri di controllo legali” o diventeranno tutti cantanti insoddisfatti in bilico tra palco e realtà, capaci di consolarsi solo con fiumi di Maalox?

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