KLEOS - giovedì, 6 marzo 19:58

Breve storia di un peccato veniale che, a furia di essere continuamente copiato, è diventato peccato mortale

Presentiamo qui di seguito una breve storia (pubblicata nel n. numero 14  di Kleos del 12/09/2009) di un peccato veniale (scrivere Barthamnah al posto del corretto Bartannah) che, a furia di essere continuamente copiato, è diventato peccato mortale:   1881. Nel libro  “Biblioteca arabo-sicula” Michele Amari scrive come ultimo di ventinove borghi citati da ‘al Muqaddasi: […]

Presentiamo qui di seguito una breve storia (pubblicata nel n. numero 14  di Kleos del 12/09/2009) di un peccato veniale (scrivere Barthamnah al posto del corretto Bartannah) che, a furia di essere continuamente copiato, è diventato peccato mortale:

 

1881. Nel libro  “Biblioteca arabo-sicula” Michele Amari scrive come ultimo di ventinove borghi citati da ‘al Muqaddasi:

“Bartannah (Partanna)”, vol. II, cap. LXXXVII p. 670.

 

1956. Nel libro “Partanna nella storia, nell’arte, nella fede e nel folclore” Antonio Varvaro Bruno trascrive erroneamente la citazione tratta dal libro dell’Amari:

“La prima volta che s’incontra nelle scritture antiche il nome di Partanna è in un trattato dal titolo: ‘Le divisioni più acconce a far conoscere i climi della terra’. Ne è autore Abdalla al Muqaddasi o Muqdisi, cioè Servodidio il Gerosalemitano, detto pure Ibn al Banna, ossia il figlio dell’architetto. Nato nel 947, viaggiò venti anni e pubblicò il libro citato nel 988. Dalla traduzione dell’Amari si osserva che nell’elencare ventinove città e borghi di Sicilia, in ultimo figura BARTHAMNAH. Trascritta in lingua araba, ha la iniziale B invece della P corrispondente, nel cui alfabeto manca. L’H intermedia aspira la T; quella finale, comune ai nomi femminili arabi, nulla toglie o aggiunge”(p. 37 dove c’è pure la nota 1 nella quale viene citato M. Amari e la sua Biblioteca arabo-sicula).

 

1981. Nel libro pubblicato dal Rotary Club di Castelvetrano, “Paesi della Valle del Belice”, gli autori G. Davi e M.P. Demma riprendono l’errore:

“Partanna sorse in una zona già abitata in età preistorica e ricca di suggestioni classiche forse già nel IX, ma più probabilmente nel X secolo, in seguito all’invasione araba della Sicilia e allo stanziarsi di popolazioni berbere nel vallo di Mazara…Questa ipotesi di datazione sembra trovare conferma nella testimonianza di uno scrittore arabo, Abdalla ‘Al Muqaddasi, che in un trattato elenca ventinove città e borghi di Sicilia, che aveva visitato dal 968 al 988, fra cui Barthamnh che viene citata per ultima forse perché in quel momento poco importante: è sintomatico notare tuttavia che nell’elenco non sono compresi casali vicini come Burgimilluso, Rahal el Merat (Salaparuta), Salemi etc.”(p. 83).

 

1986. Nel libro “Partanna ‘900”, Francesco Saladino scrive, perpetuando l’errore:

“Appare ragionevole affermare che l’attuale nome di Partanna, le sarà stato imposto da un gruppo di musulmani che, sbarcati nei pressi di Capo Granitola, il 16 giugno dell’827, occuparono Mazara e successivamente penetrarono nell’entroterra e si stanziarono nelle nostre campagne. Era loro costume quello di dare alle colonie, nomi provenienti dalla madre patria o da caratteristiche delle condizioni locali o somiglianza di nomi usati in epoche più remote. Il nome Barr e l’aggettico Thamnah da cui BARTHAMNAH e successivamente Partanna, etimologicamente significa Terra sicura e potrebbe avere relazione di continuità con un castello greco delle nostre contrade espugnato e distrutto dai Romani” (pp.15-16).

 

1997. Nel libro “Il nome di Partanna nell’opera storica di Varvaro Bruno”, Antonino Bencivinni individua, tra le altre cose, l’errore e scrive (considerando quanto è avvenuto dopo) “con grande senso premonitore”:

“Sono andato a controllare il testo dell’Amari e là non risulta scritto “Barthamnah”, bensì “Barthannah” cioè con due “n” e non con “mn”. Data l’autorità dell’Amari è verosimile pensare che sia lui ad aver ragione, ma il problema che io voglio sollevare da un’osservazione anche banale (citare ‘Barthamnah’ e non ‘Barthannah’) è, a mio parere, più serio dell’osservazione. Data l’acquisita autorità di Varvaro Bruno e data la mole delle sue ricerche, forse per questo irripetibili, si corre il rischio che molti, rifacendosi, senza controllarlo, a Varvaro Bruno – e lo dice chi oggi con convinzione lo sta commemorando – possano oggettivamente collocarsi in una posizione di cassa di risonanza anche dei suoi errori che proprio per questo rischiano di essere ripetuti pure dai non storici che perpetueranno così falsità e non verità storiche”.

 

2000. Nei due depliant turistici prodotti dal comune alla fine degli anni Novanta ed all’inizio degli anni Duemila e curati da Antonino Bencivinni, si trova scritto “Barthannah” correttamente.

Nel primo, dal titolo “Partanna una guida per la città” si legge, infatti:

“L’antico centro andò costituendosi in età medioevale sotto la dominazione araba (e il nome “Partanna” sembra di origine araba: la presenza in questo sito di un casale di nome “Barthannah” è attestata in età araba, già nel 988, quando viene citata da Al Muqaddasi tra 29 città e borghi della Sicilia) e poi sotto la dominazione normanna”.

 

Nel secondo depliant, dal titolo “Partanna” si legge ancora:

“Partanna fu abitata in epoche successive da Sicani, Greci e Romani. L’antico centro andò costituendosi in età medioevale sotto la dominazione araba (e il nome “Partanna” sembra di origine araba: la presenza in questo sito di un casale di nome “Barthannah” è attestata, in età araba, già nel 988, quando viene citata da Al Muqaddasi tra 29 città e borghi della Sicilia) e poi sotto la dominazione normanna”.

 

2001. Ritorna l’errore nel Libro “Partanna terra et castrum” di Vincenza Nastasi:

“Il nome di Partanna viene citato, per la prima volta, in un trattato pubblicato nel 988 dal titolo ‘Le divisioni più acconce a far conoscere i climi della terra’, del geografo arabo Abdalla al Muqaddasi e inserisce BARTHAMNAH al ventinovesimo posto di un elenco di città e borghi siciliani che aveva visitato tra il 968 e il 988”. (p. 13).

 

Dicembre 2007 ed anni successivi. Nei depliant turistici prodotti dal comune, rispunta l’errore.

Nel Depliant (ad opera di non si sa chi) dal titolo “Città di Partanna Percorsi monumentali preistorici eno-gastronomici”, c’è scritto:

“Il nome Partanna sembra derivare dall’arabo ‘Barthamnah”, etimologicamente ‘terra sicura’”

 

Nel Depliant (promosso dall’assessorato al turismo, cultura e spettacolo assieme ad altri Enti) dal titolo “Partanna il cuore del Belice”, Idea-progetto e testi di Maurizio Marchese; progetto-comunicazione di Eliana Zarzana, si legge la stessa cosa:

“Il nome Partanna sembra derivare dall’arabo ‘Barthamnah’, etimologicamente ‘terra sicura’”

 

Giugno 2009. Il periodico della Belice Ambiente “Il Riciclone” (n. 3 del giugno 2009, p. 7) scrive riprendendo l’errore in un articolo dal titolo “Partanna, città dei fossati”:

“Partanna viene citata da Abballa (ndr. Si doveva scrivere Abdalla, ma quest’altro errore è stato letteralmente copiato da quanto scritto nel sito del comune di Partanna nel link “Informazioni turistiche”) al Muqaddasi, che visita la Sicilia tra il 968 ed il 988, con il nome di Barthamnah”.

 

A tutt’oggi, settembre 2009. Nel Sito del comune di Partanna (www.comune.partanna.tp.it) si legge:

“Partanna viene citata da Abballa ((ndr. Si doveva scrivere Abdalla, ma quest’altro nuovo errore è stato probabilmente prodotto in automatico dal programma word ed il testo, poi, non è stato rivisto, ma è stato purtroppo copiato come è il caso del “Riciclone”) al Muqaddasi, che visita la Sicilia tra il 968 ed il 988, con il nome di Barthamnah. Sicuramente si trattava di un casale nel quale convivevano famiglie berbere, greche e romane.”.

 

A tutt’oggi, settembre 2009. In Wikipedia, l’enciclopedia degli internettiani, alla voce Partanna si legge:

“Partanna è un comune di 11.847 abitanti della provincia di Trapani, situato fra le valli del Modione, a ovest, e del Belice, a est. Incerta è l’etimologia del nome, che da alcuni è ritenuto di origine greca (da παρθένος, parthenos, “vergine”), da altri di origine araba (Barthamnah, “terra scura”)”.

 

Su Kleos, n. 14 del 12 settembre 2009 Antonino Bencivinni scrive, ponendo  definitivamente la parola fine all’errore (almeno stavolta – a differenza del 1997 data di pubblicazione del libro “Il nome di Partanna nell’opera storica di Varvaro Bruno – così si spera in considerazione della diffusione della rivista):

“Come ha ribadito Michele Amari, l’antico nome arabo di Partanna era Bartannah e non Barthamnah come hanno scritto e continuano a scrivere (con una pratica ‘ammirevole’ di copiatura reciproca continua) tutti quelli che si sono occupati di storia di Partanna”.


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