KLEOS - martedì, 9 ottobre 17:22

Intervento su tumore del retto all’ospedale

MAZARA DEL VALLO – All’Ospedale “Abele Ajello” di Mazara del Vallo è stato eseguito con successo un innovativo intervento di asportazione di un tumore del retto basso, mediante “resezione anteriore del retto laparoscopica con asportazione totale del mesoretto per via trans-anale video assistita” (cosiddetta LAR-TaTME). L’intervento è stato eseguito dall’équipe dell’unità operativa di Chirurgia generale […]

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MAZARA DEL VALLO – All’Ospedale “Abele Ajello” di Mazara del Vallo è stato eseguito con successo un innovativo intervento di asportazione di un tumore del retto basso, mediante “resezione anteriore del retto laparoscopica con asportazione totale del mesoretto per via trans-anale video assistita” (cosiddetta LAR-TaTME). L’intervento è stato eseguito dall’équipe dell’unità operativa di Chirurgia generale diretta da Giacomo Urso e composta da Pietro Fazio, Valentina di Paola, Francesca Bono, coadiuvata dagli anestesisti coordinati da Mariella Fiaccavento, e con la collaborazione del personale di sala operatoria, gestito da Giuseppe Palumbo.
Una paziente di 79 anni, affetta da tumore del retto a sei centimetri dall’ano, sottoposta a chemio-radioterapia preoperatoria, è stata operata di resezione anteriore del retto laparoscopica con totale escissione del mesoretto per via trans anale, e dimessa, dopo una degenza post-operatoria di sette giorni, in ottime condizioni generali.
La particolarità della tecnica, praticata in Italia da pochi altri centri ospedalieri, si giova del lavoro di due équipe chirurgiche che intervengono contemporaneamente sul paziente, l’una per via laparoscopica, liberando la parte dell’intestino situata all’interno della cavità addominale, e l’altra isolando il retto malato attraverso l’ano.
“La laparoscopia per via trans-anale – spiega Urso – consente una migliore precisione del gesto chirurgico e una perfetta asportazione del tumore del retto grazie alla magnificazione dell’immagine. Questa tecnica permette di controllare chiaramente il margine di sicurezza rispetto alla posizione del tumore per abbassare la possibilità di una recidiva, aumentando la possibilità di conservare gli sfinteri. Inoltre si riesce a visualizzare meglio il passaggio dei fasci nervosi, con l’obiettivo di ridurre il rischio di compromettere la funzione sessuale e la continenza urinaria e intestinale”.
La metodica riduce al minimo il trauma dell’intervento, con minor dolore post-operatorio, una più rapida ripresa dell’alimentazione e delle funzioni intestinali, riduzione dell’immunodepressione e delle infezioni della ferita chirurgica, permettendo così una degenza ospedaliera più breve.

“Va sottolineato – conclude Urso – che l’esecuzione di tale intervento, oltre a una certa complessità organizzativa, richiede una notevole esperienza di chirurgia del retto, di chirurgia laparoscopica e di chirurgia trans anale e stretta sinergia con oncologia medica e con radioterapia: caratteristiche queste che ben si sposano con l’ospedale di Mazara del Vallo, dove lo scorso anno sono stati eseguiti numerosi interventi di rimozione di tumori del colon retto per via laparoscopica”.


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