KLEOS - sabato, 13 maggio 5:05

L’anticorruzione “trasparente”… dell’Asp 9 di Trapani

di Antonino Bencivinni    Al dr. Giovanni Bavetta, nominato commissario straordinario dell’Asp n. 9 di Trapani con decorrenza 10 aprile 2017, non mancano i titoli per meritare questo prestigioso incarico, conferitogli dall’assessore regionale alla sanità, né gli manca la conoscenza del territorio sanitario che dovrà dirigere: è stato, infatti, primario di ginecologia nell’ospedale di Castelvetrano, […]

Kleos 13 maggio 2017

di Antonino Bencivinni    Al dr. Giovanni Bavetta, nominato commissario straordinario dell’Asp n. 9 di Trapani con decorrenza 10 aprile 2017, non mancano i titoli per meritare questo prestigioso incarico, conferitogli dall’assessore regionale alla sanità, né gli manca la conoscenza del territorio sanitario che dovrà dirigere: è stato, infatti, primario di ginecologia nell’ospedale di Castelvetrano, primario di ostetricia e ginecologia nell’Ospedale S. Antonio Abate di Trapani, nonché direttore del Dipartimento materno infantile dell’Asp di Trapani. Successivamente il dr. Giovanni Bavetta è stato pure direttore sanitario degli ospedali Villa Sofia-Cervello a Palermo. Al momento del suo insediamento a Trapani, si è trovato di fronte ai tanti problemi dell’Asp di Trapani fra cui quelli lasciati dal precedente direttore generale dell’Asp, Fabrizio De Nicola (nella foto), che, dopo una carriera piena di risultati, alla fine è stranamente scivolato come su una buccia di banana, firmando, ad una settimana dalle sue dimissioni, due importanti delibere con le quali si prevedeva (in ossequio alla legge anticorruzione n. 190 del 2012) la rotazione entro il primo maggio 2017 della maggior parte dei dirigenti amministrativi dell’Asp di Trapani, ben 12 su 18 in tutto (difformemente, peraltro, alle stesse indicazioni del regolamento dell’Asp 9 per la rotazione che prevedevano che di norma “nello stesso anno non può ruotare più di un terzo del personale delle strutture interessate”). La fretta con cui si sono volute varare a tutti i costi le delibere (che vengono firmate mercoledì 5 aprile e pubblicate domenica 9 aprile, ultimo giorno di servizio di De Nicola all’Asp 9) non trova una spiegazione plausibile, stando alla problematica della rotazione e dell’anticorruzione: la legge dello Stato sull’anticorruzione e sulla rotazione degli incarichi dirigenziali, infatti, come si è detto, non era di qualche mese prima, ma del 2012 e De Nicola era già allora direttore generale dell’Asp di Trapani, che ha guidato ininterrottamente dal 1° settembre 2009 al 10 aprile 2017; perché, dunque, tutto questo ritardo nel vararla (dal 2012 al 2017) e invece tutta quella fretta di farlo a tutti i costi nell’ultima settimana di servizio all’Asp 9, prima cioè di andare via e assumere in toto un incarico di prestigio a Palermo (è andato alla guida del Policlinico, come commissario straordinario)?

E’ “fisiologico” che un atto di straordinaria amministrazione qual è la modifica degli assetti della dirigenza amministrativa di tutta l’Asp sia stato emanato da un direttore che non avrebbe potuto sperimentarne alcun effetto perché dimissionario, e sia stato presentato come un piatto pronto e pressoché immodificabile al nuovo commissario straordinario che avrebbe dovuto e dovrebbe prenderne atto per cinque anni per gli incarichi dirigenziali di struttura complessa e per tre anni per gli incarichi dirigenziali di struttura semplice?. Il nuovo direttore Bavetta ora deve fare i conti, senza tante possibilità di intervento, con delibere già approvate che, oltre a provocare malumori e ricorsi (e conseguente dispendio di denaro da parte dell’Asp per spese legali), non sono certamente immuni da critiche pesanti.

Una deliberazione sull’anticorruzione e sulle rotazioni ha un’indubbia importanza – non solo per l’Asp – in quanto le rotazioni dei dirigenti dovrebbero costituire un deterrente contro la corruzione: nell’Asp di Trapani, però, non esisteva e non esiste un criterio oggettivo per stabilire quali risorse umane, in nome dell’anticorruzione, avrebbero dovuto turnare e quali no (come avviene, per esempio, in altri settori quali la Magistratura in cui ruotano indistintamente tutti i giudici che raggiungono una determinata anzianità di servizio): è stato singolare quindi che la turnazione, voluta dal legislatore nel 2012 per prevenire la corruzione e applicata all’Asp di Trapani dal direttore generale (ormai ex) Fabrizio De Nicola immediatamente prima di andare via (aprile 2017), ha riguardato da un lato ben 12 dirigenti su 18, dall’altro ha visto restare al loro posto, che occupano ininterrottamente da 6/7 anni circa senza ruotare, ben due dei sei dirigenti apicali di strutture complesse dei settori chiave ad alto rischio di “corruzione” (lo diciamo senza ovviamente entrare minimamente nel merito della serietà e professionalità dei dirigenti de quibus e successivi, ma solo dell’applicazione del principio dell’anticorruzione e della turnazione) quali sono il Provveditorato (quello che indice le gare che sono, come purtroppo si sa, a forte rischio corruzione!) e la Gestione amministrativa delle attività territoriali (a cui è demandata nientemeno che la gestione dei centri convenzionati esterni quali per esempio centri di fisiochinesiterapia e laboratori di analisi esterni, centri di dialisi, ecc.). E’ come se in una scuola con molti plessi non ruotasse, per la legge anticorruzione, il dirigente scolastico ma qualche capo plesso. E ancora – cosa clamorosa! – questa turnazione, voluta da De Nicola, non vede coinvolta la figura del capo del dipartimento amministrativo che è sovraordinato a tutte le strutture amministrative semplici e complesse dell’Asp di Trapani. E come se, in nome dell’anticorruzione, ruotassero alcuni colonnelli e l’unico generale in servizio rimanesse al suo posto, che occupa peraltro già da un certo numero di anni!

Molti dei dirigenti di struttura semplice che hanno turnato poi (ben 4 su 9) sono passati ad incarico superiore (sono state assegnate loro, cioè, altre 4 strutture complesse esistenti nell’organico ma mai attivate fino a questo momento) con ovviamente, da parte degli interessati, una “graditissima” turnazione che, più che portare la mente all’anticorruzione (l’incarico superiore comporta una notevole differenza di responsabilità e di indennità retributiva – cifra, per intenderci, superiore a 500 euro in più al mese), potrebbe far nascere seri dubbi e perplessità sull’intera vicenda, considerando pure che le promozioni non sono automatiche o determinate solamente da criteri oggettivi come, ad esempio, l’anzianità di servizio, ma presuppongono un’alta discrezionalità del direttore generale nell’assegnazione degli incarichi.

Con queste peculiarità della turnazione trapanese voluta da De Nicola, è difficile a maggior ragione capire la “naturalità” di altre incongruenze che pure ci sono nei provvedimenti di rotazione del 9 aprile (in taluni casi ci si è dimenticato, nella migliore delle ipotesi, che si stavano spostando persone, non si stavano riempiendo caselle, come rappresentato nella copertina!) e poi non è difficile fare l’associazione con l’imminenza delle elezioni comunali (l’11 giugno prossimo si voterà per le comunali di Trapani, Erice, Petrosino e Castelvetrano) e delle elezioni regionali (che sono a novembre di quest’anno).

Nonostante questo pesante macigno ricevuto in eredità da Bavetta, tutti si augurano che faccia la sua parte per il miglioramento dell’offerta sanitaria nel trapanese e i segnali sono positivi con i suoi primi interventi di decisionalità gestionale. In un mese di attività ha, infatti, assunto centinaia di operatori sanitari ed ha emanato la delibera dell’Atto aziendale 2017 dell’ASP di Trapani che è stato adeguato al documento di riorganizzazione della rete ospedaliera, emanato dalla Regione Sicilia (peccato, però, che nel documento di riorganizzazione della rete ospedaliera, l’ospedale di Castelvetrano, per il quale è stata decisa anche la chiusura del reparto di Nefrologia e Dialisi, sia altresì l’unico ospedale della provincia di Trapani che perde la direzione sanitaria!).

“L’atto aziendale – ha spiegato Bavetta – contiene le scelte strategiche e il modello di organizzazione e funzionamento della nostra azienda sanitaria. Il provvedimento, immediatamente esecutivo, è propedeutico per l’approvazione entro il 20 maggio della nuova dotazione organica. Non perderemo nemmeno un minuto per immettere in ruolo il nuovo personale nel nostro sistema sanitario provinciale attraverso le procedure di reclutamento per la copertura di tutti i posti vacanti, disponibili e necessari”.

 

 

 


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