KLEOS - sabato, 9 aprile 15:33

“Le De.Co non sono un marchio”

PARTANNA – Gentilissimo Direttore, al momento in cui scrivo, il consiglio comunale di Partanna si appresta a discutere un regolamento illegittimo sulle De.Co. vorrei dare il mio contributo, disinteressato. “Le De.Co non sono un marchio.” La Denominazione Comunale mentre è più correttamente un processo culturale, non è un marchio di garanzia di qualità, ma la […]

PARTANNA – Gentilissimo Direttore, al momento in cui scrivo, il consiglio comunale di Partanna si appresta a discutere un regolamento illegittimo sulle De.Co. vorrei dare il mio contributo, disinteressato. “Le De.Co non sono un marchio.” La Denominazione Comunale mentre è più correttamente un processo culturale, non è un marchio di garanzia di qualità, ma la carta d’identità di un prodotto, un’attestazione che lega in maniera anagrafica un prodotto/produzione/evento al luogo storico di origine. In questo processo culturale, i disciplinari, le commissioni, e i regolamenti, mutuati dai marchi di tutela di tipo europeo (dop, igp, doc, ect) sono perfettamente inutili, oltre che dannosi (vedasi bene la posizione del Mipaf e non solo). La legittimità del «marchio» De.C.O. è stata, sin dalle prime iniziative intraprese per la sua istituzione, assai contestata, dibattuta ed ostacolata. In particolare, il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (Direzione Generale per la qualità dei prodotti agroalimentari e la tutela del consumatore), in una nota del 5 febbraio 2004 – indirizzata, tra gli altri, all’ANCI, alle Regioni ed alle Province autonome – ha ribadito la propria posizione di netto dissenso dal «Progetto De.CO» promosso dall’ANCI, ritenendolo in contrasto con quanto stabilito dalla Commissione europea in merito ai riconoscimenti DOP e IGP. Detta nota ministeriale testualmente recita: «La scrivente Amministrazione ha più volte censurato l’ANCI dal continuare ad istituire marchi di qualità comunali, sottolineando la illegittimità di tali procedure. Si ribadisce con forza che non è ammissibile ottenere il riconoscimento di un prodotto agroalimentare con strumenti diversi dalla rigorosa osservanza del reg. CEE n. 2081/92. La Commissione europea, come già sottolineato in precedenti note inviate all’ANCI, ha sempre assunto un atteggiamento di condanna nei confronti di detti marchi, attivando procedure di infrazione ogni volta che un Ente pubblico territoriale ha promosso tali marchi di qualità. Lo stesso Governo italiano è stato oggetto di un ricorso per inadempimento voluto dalla Commissione europea per non aver rispettato gli obblighi in virtù dell’art. 28 del Trattato istitutivo della Comunità europea». Le De.Co (Denominazione Comunale) nascono da una idea semplice, del grande Luigi Veronelli che così le spiegava: «attraverso la De.Co il prodotto del Territorio acquista una sua identità». Le De.Co rappresentano uno strumento di marketing e di sviluppo del territorio e devono spingere ad invogliare i consumatori ad apprezzare i prodotti del territorio, nel territorio stesso d’origine.

dr Nino Sutera


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