KLEOS - mercoledì, 27 settembre 20:38

Lettera di Giuseppe La Colla

Giuseppe La Colla, autore di una mostra fotografica su Selinunte a Siracusa ha inviato, dopo il nostro articolo, la seguente lettera al Preside Totò Ferri. “Egregio Prof. Ferri, sono Giuseppe La Colla e non le nascondo il compiacimento per l’interesse che Lei, anche tramite la Pubblicazione su Kleos, ha nutrito nei miei confronti e soprattutto […]

Limone di Siracusa Igp, frutti

Giuseppe La Colla, autore di una mostra fotografica su Selinunte a Siracusa ha inviato, dopo il nostro articolo, la seguente lettera al Preside Totò Ferri.

“Egregio Prof. Ferri,

sono Giuseppe La Colla e non le nascondo il compiacimento per l’interesse che Lei, anche tramite la Pubblicazione su Kleos, ha nutrito nei miei confronti e soprattutto per l’iniziativa fotografica che ho portato avanti a Siracusa, dove vivo e lavoro, al fine di dare quel po’ di luce in più che merita il nostro territorio e in particolare Selinunte.

Mi creda, ritengo sia un onore e un privilegio poter comunicare al mondo intero, e a Siracusa di mondo ne passa parecchio, quanto siano belle le nostre pietre, il nostro lembo di terra immerso fra ulivi secolari e una bellezza che davvero tutti dovrebbero ammirare.La mostra appena conclusa è stata un successo, non personale perchè non era quello il mio scopo, ma per le numerose presenze italiane e straniere che danno la misura di quanto oggi più di ieri ci sia la volontà, la curiosità, la possibilità, l’interesse al viaggio e alla scoperta di quanto ci sia di bello nella nostra isola. Concordo con lei quando dice che è l’ora di metter da parte litigi, invidie e diatribe di campanile perché così si rischia di rimanere confinati in una dimensione di emarginazione territoriale e di alienazione culturale quando in moltissime realtà delle Sicilia stessa si va esattamente nella direzione contraria, cioè in quella della valorizzazione e riscoperta dei beni artistici e monumentali che alla fin fine rappresentano la ragione stessa del nostro passato e del nostro futuro assieme perché ci appartengono e ci contraddistinguono più di ogni presunzione di potere o di ricchezza materiale. Per quanto mi riguarda, il linguaggio della fotografia rappresenta più delle parole il codice per comunicare al mondo la bellezza che ci circonda e per me, che in mezzo alle rovine di Selinunte ci sono cresciuto, quello di allestire una mostra che avesse i Templi selinuntini come soggetto era una priorità assoluta, un dovere verso la grandezza di chi ci ha preceduto e ha saputo creare una civiltà di immensa valenza culturale, storica e artistica. Come è noto, Selinunte è ben lontana dall’essere quel centro propulsore di eventi e aggregazione culturale che come minimo dovrebbe essere ma penso pure che piangere sul latte versato non serva a nulla e allora ognuno di noi per quanto è possibile deve promuovere i luoghi di Pammilo, di Empedocle, di Gennaro Pardo, di Giovanni Gentile, di Virgilio Titone, di Luciano Messina, di Gianni Diecidue e di tanti altri illustri uomini che nel nome della bellezza e della conoscenza hanno reso grande non solo l’antica Selinus ma anche Castelvetrano che proprio dalla fascinazione dei suoi tesori d’arte può ripartire per avere un posto di primaria importanza nel panorama culturale italiano e non solo, perché le potenzialità ci sono tutte, nei luoghi e nelle persone. In ultimo mi auguro che l’operato di tanti giovani talenti, cui lei mi ha gentilmente voluto accostare, per quanto mi ritenga un semplice amatore del linguaggio fotografico da cui traggo ispirazione per raccontare luoghi e persone senza alcuna velleità artistica, possa un giorno, spero il meno lontano possibile, trovare la giusta linfa vitale nell’operato di chi ci amministra perché è innegabile che il genio, il talento, la buona volontà, il lavoro, l’amore, la passione divulgativa per la propria terra senza amministratori illuminati che trasformino quelle risorse in opportunità rimane un vano tentativo di evocare tempi migliori nella rassegnazione di un presente fatto di degrado, malaffare, corruzione e che in ultima analisi sarebbe la morte civile di un territorio che non merita affatto questa fine…e questo non ce lo possiamo assolutamente permettere. Grazie ancora per la sua attenzione e per l’impegno che esplica nella nostra comunità.      

G. La Colla

 


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