KLEOS - mercoledì, 9 agosto 14:16

Letture e impressioni sul romanzo di Orhan Pamuk “La donna dai capelli rossi”

SANTA MARGHERITA BELICE – Lunedì 7 agosto, fra le mura di Palazzo Filangeri di Cutò a Santa Margherita Belìce, si è svolta la presentazione del romanzo di Orhan Pamuk, La donna dai capelli rossi (Einaudi), vincitore della XIV edizione del Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa. L’evento è stato pensato e organizzato per la […]

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SANTA MARGHERITA BELICE – Lunedì 7 agosto, fra le mura di Palazzo Filangeri di Cutò a Santa Margherita Belìce, si è svolta la presentazione del romanzo di Orhan Pamuk, La donna dai capelli rossi (Einaudi), vincitore della XIV edizione del Premio Letterario Internazionale Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

L’evento è stato pensato e organizzato per la prima volta dall’associazione culturale margheritese Sogni D’oro, insieme ad un gruppo di giovani compaesani, al fine di conoscere meglio l’opera premiata dalla terra del Gattopardo e la vita dello stesso autore turco, che parteciperà alla cerimonia di consegna del premio prevista per sabato 12 agosto.

Così un appassionato salottino letterario, presentato da Onorio Abbruzzo, lunedì ha accolto un pubblico desideroso di approfondire la questione Pamuk e le relative motivazioni del premio assegnatogli. La giuria, presieduta da Gioacchino Lanza Tomasi, figlio dello scrittore siciliano, nel corso degli anni ha sempre prediletto autori e testi di una certa rilevanza etica e politica, per cui nell’intervento di apertura discusso da Santino Miccichè lunedì ci si è chiesto: chi è Orhan Pamuk?

Nato a Istanbul da una famiglia borghese, segnato dalla doppia vita del padre che lo ha abbandonato da piccolo, indagatore dell’identità turca divisa fra Oriente e Occidente, Premio Nobel per la Letteratura nel 2006, costretto a vivere negli Stati Uniti a causa di un regime turco ostile agli intellettuali e ai liberi pensatori. Tutti aspetti che hanno influenzato la sua ultima fatica, La donna dai capelli rossi, ha continuato a spiegare Marilena Valenti, dalla quale trama è possibile dedurre il contesto socio – culturale della Turchia dell’ultimo trentennio, proprio come da Il Gattopardo emerge un quadro completo della Sicilia di fine Ottocento. A cimentarsi nella lettura di alcuni passi tratti dal romanzo di Pamuk sono state le voci di Valeria Fina e Valeria Valenti, accompagnate dal dolce sottofondo musicale di Nicola Ganci al pianoforte. Proiettati durante la serata anche video e interviste di Pamuk che hanno arricchito e confermato le riflessioni e le impressioni mosse all’interno del Palazzo gattopardiano. Una nuova iniziativa di alto spessore che si è affidata al potere rivelatore e curativo della Letteratura, promossa dai giovani per i giovani e i lettori di tutte le età. Adesso, per chi non l’avesse ancora fatto, non resta che leggere il romanzo e attendere con una più sentita e nutrita consapevolezza la premiazione di sabato.

Elenia Teri

 


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