KLEOS - sabato, 21 gennaio 5:40

Non c’è emergenza per la Meningite

E’ emergenza o non è emergenza? La domanda si pone perché le notizie in questo ultimo periodo si rincorrono veloci, come veloce è il decorso della terribile patologia provocata dal Neisseria Meningitidis, caratterizzata da rigidità della nuca, nausea/vomito, febbre alta con periodo di incubazione da 1 a 10 giorni. Se da un lato il Ministero […]

medici e infermieri

E’ emergenza o non è emergenza? La domanda si pone perché le notizie in questo ultimo periodo si rincorrono veloci, come veloce è il decorso della terribile patologia provocata dal Neisseria Meningitidis, caratterizzata da rigidità della nuca, nausea/vomito, febbre alta con periodo di incubazione da 1 a 10 giorni.

Se da un lato il Ministero della Salute si affretta a placare gli animi, ricordando che non essendo stati raggiunti i 2 casi ogni 100.000 abitanti non siamo ancora in emergenza sanitaria, è anche vero che le riunioni tecniche per fronteggiare il problema ci sono già state, e vi hanno preso parte oltre che i tecnici del ministero anche i referenti dell’Istituto Superiore di Sanità, dei NAS dei carabinieri che si occupano di emergenze sanitarie, dell’Agenzia Italiana del Farmaco e della Regione Toscana, il territorio attualmente più colpito. D’altra parte giornali e televisioni non hanno nascosto la notizia, tant’è che sono noti i casi della Toscana, dove a Livorno sono in arrivo 5.000 dosi di vaccino, di Napoli dove è stata ricoverata una ragazzina di 13 anni, della Puglia a Barletta è stato ricoverato un senegalese di 43 anni, di Treviso, di Palermo, ma potrei purtroppo elencarne ancora molti altri. Dunque la patologia non è circostanziata in un piccolo territorio, ma ormai dovremo ragionare su base nazionale. Sempre più aziende sanitarie esortano alla vaccinazione “per via precauzionale” soprattutto tra le fasce d’età dai 13 mesi in su e tra gli adolescenti (13-19 anni), essendo considerate categorie più a rischio sia per via del sistema immunitario più fragile, sia perché si è più portati alla frequentazione di luoghi promiscui ed a stare a distanza più ravvicinata, ossia uno dei fattori di rischio più rilevanti per la diffusione di un batterio che si diffonde nell’aria dalle esalazioni e dai respiri.

Ma c’è una seconda domanda che ci angoscia ancora di più ed è fonte di dibattito, a volte anche molto acceso tra gli esperti: per quale ragione si stanno manifestando tutti questi casi a distanza di tempo così ravvicinata? C’è chi pensa all’esplosione del fenomeno-immigrazione, più che altro perché proprio nelle zone di più frequente provenienza dei migranti si è riscontrato il più alto tasso di diffusione della malattia: tale motivazione è però fortemente respinta dagli esperti, o almeno da una parte rilevante di essi, che avvalorano la tesi del lungo ed estenuante viaggio fino alla coste europee che può essere fronteggiato solo da individui in piena salute. Purtroppo però non considerano i portatori asintomatici. Si pensa anche al continuo calo nel tempo delle vaccinazioni, che provoca o presumibilmente ha provocato una costante diminuzione dell’immunità acquisita verso il batterio: questa potrebbe essere una ragione plausibile, anche se da quando i casi si stanno susseguendo soprattutto i genitori dei bambini più piccoli stanno letteralmente prendendo d’assalto ospedali e studi di pediatria, e provvedendo in massa all’acquisto dei vaccini che in questi ultimi mesi hanno riscontrato un’impennata nelle vendite. Quindi si avrà anche un’impennata nell’acquisizione di immunità.

In conclusione il fenomeno è in evoluzione e di certo la situazione va attentamente monitorata in quanto si potrebbe sì limitare a casi limitati, ma è anche tecnicamente possibile che si possa superare la fatidica soglia dei 2 casi ogni 100.000 abitanti e quindi entrare in emergenza sanitaria nazionale. Il consiglio rimane la vaccinazione, che non evita il contagio ma attenua sensibilmente la virulenza in caso di infezione. La terapia antibiotica è preventiva per chi è entrato in contatto con casi sospetti o curativa in caso di infezione conclamata, ma purtroppo non è sempre risolutiva. Consiste in una tripletta di antibiotici che agiscono in modo complementare tra loro. Per il resto una raccomandazione particolare agli adolescenti: evitare la frequentazione di luoghi affollati, tipo discoteche o centri di aggregazione e per le scuole è auspicabile una seria programmazione comportamentale e di vaccinazione. A presto e Buon 2017 a tutti!

Fabrizio Barone

 


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