KLEOS - sabato, 16 settembre 5:13

Povera…Selinunte!

di Antonino Bencivinni  Purtroppo, nonostante le intenzioni manifestate in un passato anche recente quando si parlava con convinzione perfino di sito Unesco, sembra che Selinunte sia destinata a stare al palo turistico ancora per chissà quanto tempo in barba al suo parco archeologico continuamente sbandierato come il parco più grande d’Europa e tra i più […]

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di Antonino Bencivinni  Purtroppo, nonostante le intenzioni manifestate in un passato anche recente quando si parlava con convinzione perfino di sito Unesco, sembra che Selinunte sia destinata a stare al palo turistico ancora per chissà quanto tempo in barba al suo parco archeologico continuamente sbandierato come il parco più grande d’Europa e tra i più visitati.

Quest’estate le manchevolezze tradizionali della borgata marinara si sono dilatate a dismisura, prima di tutte la questione della spazzatura che ha affermato la sua significativa presenza perfino nelle strade principali e nei posti più visibili, accompagnata da una puzza intensa dovuta anche alla mancata raccolta in tempi da considerare “civili”. Spazzatura e sporcizia persistente hanno fatto da corona ad altri fenomeni collegati: dalla mancata pulizia del litorale, alla presenza costante di cani randagi che non costituiscono solo un pericolo soprattutto per i bambini ma sono anche fonte di mancanza di pulizia diffusa. Questi fenomeni, molto più accentuati rispetto agli altri anni, sono stati accompagnati dalle solite macchie di schiuma spesso miste a imprecisate macchie marrone, che hanno, come sempre, caratterizzato l’acqua del mare in particolare nel mese di agosto.

La puzza che veniva dal mare vuoi per le alghe putrefatte che per altro ha fatto il resto. Presenza di blatte, illuminazione carente, pass non concessi sono altre cose da notare. Qui stiamo parlando non di carenza di servizi che, se introdotti, potrebbero o avrebbero potuto rendere più piacevole il soggiorno, ma di fenomeni che spingono piuttosto la gente ad andare via e a non venire a Marinella di Selinunte.

In articoli scritti negli anni scorsi chiedevamo alle diverse amministrazioni un maggiore impegno per il raggiungimento di chiamiamole “piccole” cose (da internet e dal “campo” per i cellulari, ai cestini ogni 50 metri nelle strade principali, ai quotidiani e alle tesserine telefoniche reperibili in zona centrale, ecc. ecc.; appunto “piccole cose” che avrebbero fatto e farebbero crescere il gradimento della località; quest’anno, come si è detto, le cose sono andate molto peggio (non si sono fatti nemmeno i tradizionali giochi pirotecnici per la festa della Madonna) a causa di problemi di maggiore gravità a cui si è aggiunta la continua perdita di acqua dalle condutture che nessuno ha aggiustato per mesi e mesi. In questo contesto deprimente (altro che sito Unesco!) il cacio sui maccheroni è stato il cambio di viabilità che ha costretto tutti i veicoli a motore, anche con grande perdita di tempo, a fare il giro di tutta Marinella, per esempio per raggiungere la zona del porticciolo, riempiendo così tutta la borgata di una più consistente dose di smog uscito bellamente dai tubi di scappamento. Non parliamo poi (per dissuadere i turisti dal venire?), di una Ztl nelle cui aree di sosta gli autoveicoli non potevano restare dopo l’orario ultimo di sosta serale. Il titolo “Povera…Selinunte” ha voluto essere la manifestazione di una perdita, allo stato attuale, di una speranza di riscatto per una Selinunte che fino a qualche tempo fa ci ha fatto perfino sognare la possibilità di un salto verso il sito Unesco assieme a tutto il territorio vicino.

 


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