KLEOS - sabato, 19 gennaio 11:00

Quinto Periodo

Agli inizi del 1980 inizia la mia esperienza amministrativa, eletto Consigliere Comunale nel P.S.I. Nel 1984 è eletto sindaco Ciccio Lo Sciuto. Entro in Giunta con la delega di V. Sindaco ed Assessore alla P.I.,allo Sport e Spettacolo, ai BB.CC. Impegni prioritari,realizzare: a) una organica politica scolastica; b) riapertura del Teatro Selinus; c) apertura del […]

Agli inizi del 1980 inizia la mia esperienza amministrativa, eletto Consigliere Comunale nel P.S.I. Nel 1984 è eletto sindaco Ciccio Lo Sciuto. Entro in Giunta con la delega di V. Sindaco ed Assessore alla P.I.,allo Sport e Spettacolo, ai BB.CC. Impegni prioritari,realizzare: a) una organica politica scolastica; b) riapertura del Teatro Selinus; c) apertura del Museo per favorire il rientro dell’Efebo; d) rilancio turistico con interventi sui frangiflutti antistanti lo Scaro di Marinella; e) attività dello spettacolo di grande richiamo sia nella borgata di Marinella che all’interno del Parco Archeologico; f) promozione delle attività sportive,amatoriali e del tempo libero; g) favorire e promuovere le festività religiose con particolare riguardo alla festa dell’Aurora. Dopo appena pochi mesi dalla elezione della Giunta presieduta da Ciccio Lo Sciuto, per iniziativa del Rotary Club Presidente Ciccio Montalbano, FOTO 45, sul Periodico Rotary Notizie marzo 1984 numero 15 viene pubblicato un articolo avente per tema “Rotary ed Istituzioni a confronto”: intervista al V. Sindaco, Antonio Ferri:
Signor Preside, Ella sa che il Rotary è un Club di servizio che si autofinanzia per tutte le iniziative aventi finalità sociali ed umane. Cosa pensa del Rotary Club?
“Sono convinto che qualunque associazione di cittadini i quali, in modo visibile, si prefiggono finalità sociali e culturali tendenti ad elevare le condizioni di vita di una Comunità non può che essere ben accetta. Anzi, ritengo che in un momento di esercizio di vera democrazia, questo tipo di associazione diventa indispensabile come momento di sollecitazione e di stimolo nei riguardi delle istituzioni democratiche. Specificatamente, per quanto riguarda il Rotary, non si può che esprimere vivo apprezzamento per le varie iniziative di quest’ultimo ricordando in particolare la manifestazione sul dramma antico, il restauro della tavola del ’400 con ridipinti del ’700 facente parte di un polittico del Quartararo di influenza Antonelliana per l’aspetto “strictu sensu” culturale; mentre per il versante sociale assai apprezzabili le iniziative a favore degli anziani e delle persone diversamente abili. Da qui consegue che, se le attività del Rotary si sono limitate per il passato e si limiteranno per il futuro a porre e ad affrontare problemi di interesse sociale e culturale e non ci sarà mai, neppure involontariamente, l’intenzione di sostituirsi agli Organi dello Stato, ritengo che non potremo che valutare positivamente tale apporto e anzi dovremmo cercarlo e sostenerlo”. Lei forse saprà che ogni anno il Rotary si propone un tema. Quello di quest’anno è ”Tutelare le tradizioni per crescere nell’identità”. Ora se è vero che le tradizioni sono, in generale, le radici della nostra umanità, che cosa pensa delle iniziative del Rotary che si possono così riassumere: ristampare l’opera del Ferrigno sull’Aurora e conseguente stampa di un manifesto pubblicitario sull’evento riscoprendo e riproponendo le condizioni originarie della stessa ed organizzando una pubblica manifestazione, con l’apporto del Comune, con l’intervento di uno studioso della materia ed infine valutare l’opportunità di intestare una strada al benemerito prof. Ferrigno.Ebbene cosa ne pensa e quale contributo ritenga Ella che l’Amministrazione possa dare?
“Sono fermamente convinto che non ci possa essere crescita sociale e culturale se una Comunità non affonda il suo modo di essere cittadini del nostro tempo nella propria storia, riscoprendo le proprie più significative tradizioni per crescere e progredire. La storia di un popolo è la ricostruzione del proprio passato e il tempo attuale, che voglia essere storia del domani, non può e non
deve prescindere dalla propria ‘civitas’ in un ideale ‘continuum’ dinamico. In particolare con l’incarico di Assessore ai Beni Culturali ed Ambientali non posso non plaudire all’iniziativa, sia come aspetto culturale in direzione della valorizzazione di una tradizione popolare così ricca di significato religioso sia, in prospettiva, in direzione turistica ed economica. Anzi credo di poter anticipare che l’apporto del Comune non potrà limitarsi al solito e troppo inflazionato patrocinio, ma semmai, in perfetta sintonia e d’intesa con il Rotary Club, dovrà gestire, promuovere, programmare, amministrare l’intera iniziativa con la super visione delle Autorità Religiose. Riaffermo quindi il principio generale del momento avvincente associativo e contemporaneamente la capacità decisionale e culturale dell’Ente locale. Su questa linea, condivido le scelte fatte dal Sovrintendente alle antichità prof. Vincenzo Tusa specificatamente per quanto riguarda l’Efebo e le monete selinuntine ritrovate. Un vivo apprezzamento, pertanto, per la Benemerita. Questi beni d’inestimabile valore devono essere usufruiti dai cittadini di tutto il mondo e, pertanto, non si può prescindere dalla realizzazione di un sistema di sicurezza per assicurare e vigilare sul patrimonio artistico monumentale della Città. Personalmente non solo sono d’accordo ad intestare una strada o una piazza al Ferrigno ma cercherò di ripristinare la vecchia toponomastica: via dei calzolai, dei bottai, della balata liscia.In questa ottica sottoporrò al Consiglio Comunale l’approvazione di un regolamento per dare riconoscimento a tutti quei concittadini che negli anni passati o in futuro si sono o si potranno rendere meritevoli di tale riconoscimento senza veti per nessuno”.Quali sono gli orientamenti dell’Amministrazione e suo in particolare circa l’idea di creare un museo galleria al fine di valorizzare le varie forme d’arte (arabo normanna, barocco) presenti nel nostro territorio?
“Ho già preso visione della lettera inviata dal Rotary all’Amministrazione e in tal senso mi adopererò per realizzare una Pinacoteca in città cercando di recuperare un sito particolare ‘la casa natale del Pardo”.
L’intervista, poi, continua con altre domande e conseguenti risposte. Temi affrontati hanno riguardato gli emarginati della baraccopoli, i diversamente abili, gli anziani, le festività religiose. Per la risoluzione dei loro gravi problemi ho sempre sostenuto che occorrevano allora e a maggior ragione oggi: opere strutturali di risanamento, opera di solidarietà e non gesti generici di ipocrito pietismo. In questa direzione l’Amministrazione intende realizzare una “Casa per Anziani” il cui progetto ammonta a 3 miliardi di lire con un finanziamento di 1 miliardo già disposto dall’Assessorato Regionale EE.LL. La casa per gli anziani negli anni successivi fu realizzata ma destinata ad altri usi. Riflessioni successive agli anni ’90: fra le festività religiose, con profonde radici nel territorio e nella tradizione popolare, si ricordano la festa del Santo Patrono della città, San Giovanni, che si celebra il 24 maggio di ogni anno e l’Aurora che si celebra la Domenica di Pasqua. Quest’ ultima festività è stata festeggiata anche in altri paesi del trapanese ma quella di Castelvetrano è stata sicuramente la più importante non solo per il significato religioso ma anche per la massiccia partecipazione di gente da tutte le parti. Un caro amico prete dei Salesiani di Palermo, Padre Cerrito, conosciuto in occasione degli esami di stato al Don Bosco di Palermo, negli anni ’70, venne a trovarmi appositamente per assistere al rito dell’Aurora. Fu talmente e favorevolmente impressionato che dopo poco tempo volle farmi omaggio di una Madonna dipinta da lui personalmente su un foglio di giornale (Foto 46.bis). Da quel momento e fino a quando l’Amministrazione Lo Sciuto ha governato, ha sempre cercato di collaborare con le Autorità Religiose per diffondere il messaggio dell’Aurora che è stata, e sarebbe dovuta rimanere tale, la festa religiosa cioè di maggiore coinvolgimento popolare e religioso, ma così non è stato. Chi ha governato il Paese negli anni successivi al ’90 e dopo ancora, ha fatto altre scelte, sicuramente valide e condivise dalle Autorità Religiose, scelte, però, che tanti di noi abbiamo dovuto accettare ma non necessariamente condividere. La festa dell’Aurora nei ricordi dei Castelvetranesi di allora rimarrà sempre viva per le forti emozioni religiose che generava ma anche occasioni per conoscersi e poi magari “fidanzarsi”. E proprio l’amico Giuseppe D’Arienzo, parlando di questa antica tradizione mi ricordava le abitudini dei campobellesi: infatti costituiva impegno irrinunciabile ad ogni fidanzamento portare la “zzita” all’Aurora. Poiché a quei tempi il carretto era l’ unico mezzo di trasporto, si partiva alle cinque di mattina per raggiungere la piazza Garibaldi. Tanti fidanzamenti durante un anno, tanti carretti incolonnati alla volta di Castelvetrano. Intorno alle 8,00, posteggiato il proprio carro nella via Gagini, si raggiungevano i posti strategici in piazza per assistere al rito dell’Aurora. Un video in mio possesso regalatomi da Arianna Maniscalco, regia di Francesco La Bruna, documenta i vari momenti della festività. Momenti che in modo episodico e frammentario sono documentati dalle foto successive. Si nota la gioia della gente al passaggio dell’Arcangelo che precedeva il Cristo risorto e la Madonna e tanto altro ancora. Una cosa è certa: la festa dell’Aurora non è stata solo una festa religiosa ma è stata, più ieri che oggi, un momento per incontrarsi e familiarizzare.


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