KLEOS - domenica, 10 febbraio 11:06

Tra Smart-City e Smart-Land, come reinventare il territorio 51 anni dopo il terremoto nella Valle del Belice

PARTANNA – Cos’è una Smart-City? Con questo termine si vuole definire le città intelligenti – ma che qualcuno potrebbe anche definire “furbe” – in cui infrastrutture urbane, cittadini e territorio si relazionano in modo innovativo, in modo da aumentare la qualità della vita attraverso l’oculata ed efficiente gestione delle risorse disponibili. Il termine smart è […]

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PARTANNA – Cos’è una Smart-City? Con questo termine si vuole definire le città intelligenti – ma che qualcuno potrebbe anche definire “furbe” – in cui infrastrutture urbane, cittadini e territorio si relazionano in modo innovativo, in modo da aumentare la qualità della vita attraverso l’oculata ed efficiente gestione delle risorse disponibili. Il termine smart è uno dei termini più abusato e gettonato degli ultimi tempi, ma se si pensa che smart stia a significare una mera applicazione della tecnologia sulle nostre vite, si rischia di perdere la dimensione reale di una trasformazione tecnologica, economica e sociale che sta cambiando la configurazione dei territori come la Valle del Belice. Proprio nel territorio belicino si presenta sempre più la necessità di avviare, grazie all’attuazione di politiche smart, una trasformazione radicale in un territorio che a distanza di 51 anni, porta ancora i segni e le cicatrici di un sisma che ha avuto gravi ripercussioni dal punto di vista demografico, economico e soprattutto sociale, con ripercussioni che ancora oggi influenzano la vita delle comunità e di quei cittadini che il terremoto non l’hanno vissuto, ma che devono affrontare le conseguenze di un disastro naturale e delle politiche attuate per la ricostruzione che ancora oggi si ripercuotono sulle generazioni post-sisma. Per rispondere alle esigenze di cittadini e imprese, le nuove tecnologie sono uno strumento fondamentale per garantire una maggiore vivibilità e maggiore sostenibilità dei nostri territori, così come fondamentale diventa la collaborazione tra tutti gli attori in essi operanti: enti, cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione. SiSmart+51, L’incontro aperto a tutta la cittadinanza presentato dall’Ass. Cambia Partanna, ha visto gli interventi di Valeria Battaglia – Vice-presidente dell’Ass. Cambia Partanna e Consigliere Comunale -, di Marco Furfaro – Coordinatore Nazionale di Rete Futura, Fondatore di TILT, Presidente di Spaziando – e di Ivan Stomeo – Sindaco di Melpignano (LE), Presidente dell’Ass. Naz. dei Borghi Autentici d’Italia, Cofondatore dell’Ass. Naz. dei Comuni Virtuosi e Delegato ANCI per Ambiente e Rifiuti – ed è stato pensato per essere un’occasione per fare il punto, anche ascoltando le esperienze concrete di altre realtà cittadine presenti in Italia, sul ruolo dell’innovazione e sull’impiego delle nuove tecnologie come fattori abilitanti per trasformare il volto dei piccoli comuni e al contempo sviluppare dei processi di innovazione sociale. L’accento del dibattito deve essere posto sulla necessità di reinventare il territorio in una prospettiva che tenga insieme il concetto di smart-city e smart-land, cercando di capire davvero cosa significhi essere smart e come politiche diffuse e condivise all’interno di più ampi territori possano aumentarne la competitività economica e l’attrattività sociale. La smart-city è certamente la città del futuro dove, grazie all’uso della tecnologia come strumento e non come fine, si producono più servizi per i cittadini e per le imprese riducendo gli sprechi ambientali, economici e sociali. Ma essere una comunità intelligente è anche un rivedere il sistema di governance, rimettendo in gioco la questione del bene comune, dell’interesse pubblico, del modo di essere cittadino, del concetto di cittadinanza e di democrazia. Dopo un’attenta analisi delle possibilità offerte da un approccio nuovo alla gestione e della partecipazione della comunità nel suo territorio è necessario, per la comunità partannese e belicina, mettere in atto un nuovo modello di valorizzazione del territorio orientato all’innovazione e allo sviluppo duraturo in un’ottica global, ovvero affrontare le sfide che il mondo del Terzo Millennio pone ai piccoli centri come Partanna, con i piedi ben fissi nel locale, ma con lo sguardo puntato verso il globale. Sembrerebbe che gli strumenti siano già a disposizione per cominciare questo percorso. Una struttura sovracomunale già esistente come quella dell’Unione dei Comuni potrebbe essere resa efficace ed efficiente, applicando la logica dei servizi condivisi come modello organizzativo sinergico e collaborativo tra i comuni belicini.

Associazione Cambia Partanna


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