Monthly Archives: Gennaio 2017

Il problema dei tagli al personale delle Poste in Sicilia

PALERMO – “La continua e inarrestabile politica di riduzione delle risorse umane, adottata dai vertici di Poste Italiane in Sicilia, sta provocando un insopportabile aggravamento della condizione sociale di tanti siciliani e delle relative famiglie: non solo si preclude l’ingresso di nuovo personale, nonostante la carenza di organico per la mancata sostituzione di circa 900 dipendenti che hanno lasciato il servizio negli ultimi due anni senza intravedere alcuna possibilità di ricambio occupazionale, ma al contempo si frustrano le legittime aspettative degli operatori part time che lavorano in Sicilia (secondo i dati forniti dalle organizzazioni di categoria risultano oltre 1000 part time che operano in Sicilia su 3000 operatori allo sportello) che aspettano la conversione del loro rapporto di lavoro in full time”. Lo dice il deputato all’Ars di Sicilia Democratica, Salvo Giuffrida, che prosegue: “Tali scelte insensate hanno effetti devastanti che incidono sulle dinamiche economiche della Sicilia perché peggiorano la situazione di profonda crisi economica e sociale a causa della drastica diminuzione di posti di lavoro, con ulteriori ripercussioni negative sui servizi postali, sempre più inefficienti e inadeguati, che provocano continui disagi alla collettività. Pertanto occorre che la politica intervenga, specie in vista dell’ulteriore taglio di oltre 800 posti di lavoro previsti dall’ultima riorganizzazione dell’azienda, entro il 2017″.

Per tale ragione – conclude il deputato – ritengo doveroso verificare, a seguito delle legittime prese di posizione delle organizzazioni sindacali, quali siano le vere ragioni che abbiano indotto Poste Italiane a realizzare politiche così assurde e devastanti che hanno impoverito i servizi e calpestato i diritti dei lavoratori”.

“festa della pace 2017 – costruiamo la pace”

MAZARA DEL VALLO – “Soltanto un solo nome può essere abbinato alla parola pace, e quel nome è Gesù – Possiamo essere di colore diverso, bianchi, gialli, neri, essere di religione diversa, cattolici, musulmani, ortodossi, ma una sola cosa ci deve unire: la Pace” .

E’ quanto ha detto don Vincenzo Aloisi parroco della Parrocchia Sacro Cuore in Santa Maria di Gesù di Mazara del Vallo durante la Festa della Pace organizzata dall’Azione Cattolica Ragazzi sabato 21 gennaio 2017.

Alla festa hanno partecipato i Ragazzi dell’Azione Cattolica accompagnati dai rispettivi nonni che hanno potuto vedere il coinvolgimento dei loro nipoti nelle varie attività che sono state messe in atto sul tema della “non violenza”.

Durante la festa molto gradito è stato l’intervento della Responsabile A.C.R. della Diocesi di Mazara Melinda BARBERA che ha presentato il gadget del mese della Pace spiegando ai ragazzi il progetto “Un circo per il Tappeto di Iqbal”. L’Azione Cattolica Italiana con questo progetto vuole aiutare i ragazzi della Cooperativa Sociale del quartiere Barra di Napoli a realizzare il loro sogno, cioè costruire un tendone da circo per accogliere i bambini, i giovani, le loro famiglie in un cammino di aggregazione e di formazione sociale.

Successivamente la festa è stata caratterizzata dalla testimonianza di due operatori di pace della Caritas Parrocchiale, Salvatore ABBATE e Daniela MARASCIA, che hanno ascoltato le tante domande fatte dai ragazzi su come riescono a fare il loro servizio: con un sorriso è stata la loro risposta.

La festa è terminata con la celebrazione eucaristica.

Ricerca e innovazione per la cura delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino

ROMA – Promuovere, sostenere e finanziare la ricerca e l’innovazione sulle Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino sono gli obiettivi della Fondazione AMICI Italia Onlus che è stata presentata recentemente a Roma. Patologie che colpiscono più di 4 milioni di persone nel mondo e circa 200 mila in Italia.

“Le Malattie Infiammatorie Croniche dell’intestino (MICI) sono vere e proprie “malattie sociali”, di grande impatto economico il cui costo raggiunge valori rilevanti ed il ritardo diagnostico riscontrato può essere anche notevole, comportando non soltanto la persistenza di disturbi invalidanti, ma anche la progressione verso forme più gravi ed estese, che inesorabilmente si ripercuotono sulla qualità di vita del paziente sotto diversi aspetti: sociale, personale, lavorativo” – sottolinea Gianfranco Antoni, presidente Fondazione AMICI Italia Onlus. Le MICI hanno un’incidenza stimata intorno ai 10-15 nuovi casi su 100.000 abitanti all’anno, con una prevalenza calcolata di circa lo 0,2 – 0,4%. Tali malattie si manifestano prevalentemente in età giovanile (20 – 30 anni) ed in terza età (65 anni), ma non sono rari i casi anche nei bambini e negli adolescenti. L’ipotesi più accreditata sulle cause delle MICI e’ che dipendano da una risposta alterata del sistema immunitario in soggetti geneticamente predisposti.

 

Composizione corporea e rischio di malattia

Lo stato di nutrizione e di salute di un soggetto può essere valutato con l’antropometria che rappresenta “il metodo più applicabile, economico e non invasivo per determinare le dimensioni, la proporzione e la composizione del corpo umano. Inoltre, poiché le dimensioni corporee ad ogni età riflettono lo stato generale di salute e di benessere degli individui e delle popolazioni, l’antropometria può essere impiegata per stimare la funzionalità lo stato di salute e la sopravvivenza” (OMS, 1995).

In pratica, osservando le dimensioni e le proporzioni di un soggetto è possibile valutarne la composizione corporea e correlare essa al rischio di malattia per il soggetto in esame. L’Indice di Massa Corporea (IMC o BMI dall’inglese) è uno degli indici antropometrici più noti e permette di classificare un soggetto come sottopeso, normopeso, sovrappeso, preobeso, e obeso. È dato dalla combinazione di due misure corporee, peso e altezza, ed è riconosciuto da tempo nella pratica clinica come indicatore del rischio di malattia e di mortalità. Ad esempio, da un punto di vista statistico, il soggetto obeso ha una maggiore probabilità di ammalarsi e/o di morire prematuramente rispetto ad un soggetto normopeso. E ad incidere sul rischio di malattia non sarà soltanto la quantità di grasso assoluta presente nel corpo di un soggetto sovrappeso o obeso. È importante anche in quale zona del corpo saranno presenti i depositi di grasso. Infatti, una localizzazione dei depositi adiposi prevalentemente nella parte superiore del corpo (torace e addome) espone ad un rischio cardiovascolare maggiore rispetto ad un soggetto che presenta distribuzione del grasso soprattutto a livello di fianchi e cosce. Proprio sulla base di queste osservazioni, la circonferenza vita è considerata un indicatore del tessuto adiposo intra-addominale (grasso viscerale) ed è indicatore molto importante nella diagnosi di sindrome metabolica. Valori che superano i 102 cm nell’uomo e gli 88 cm nella donna rappresentano fattori di rischio elevato di incorrere in patologie cardiovascolari (OMS, 1998).

Altro indicatore antropometrico che sembra avere stretta correlazione con problemi cardiovascolari è la plica sottoscapolare cioè l’indicatore che permette di valutare i depositi di grasso nella zona posteriore del torace, esattamente sotto la scapola. Si tratta dei depositi di grasso meglio correlati con la pressione arteriosa e quindi con il rischio di ipertensione.

In ragione di ciò, osservazioni sulla composizione corporea basate sulla semplice valutazione delle misure antropometriche possono darci utili informazioni sul rischio di malattia. Ad incidere sulla “qualità” del nostro corpo è lo stile di vita ed in particolar modo le scelte alimentari che facciamo e la sedentarietà. Correggere queste due facce della stessa medaglia (lo stile di vita) permette di rientrare verso misure corporee di normalità e di incidere sulla salute, riducendo notevolmente il rischio di malattia.

Dr. Davide Traina

Biologo Nutrizionista

 

Manufatti di artigiani locali

Salvatore Ditta, un anziano pensionato di Partanna del quale abbiamo già pubblicato oggetti della cultura popolare da lui realizzati, in numeri precedenti di Kleos (n. 9 del 17 ottobre 2015, n. 1 del 23 gennaio 2016, n. 2 del 13 febbraio 2016, n. 5 del 21 maggio 2016 e n. 8 del 17 settembre 2016) continua la sua attività amatoriale che adatta anche al periodo dell’anno: qui accanto pubblichiamo la sua ultima realizzazione: una bambina che cavalca in un’atmosfera natalizia: nei nostri territori ancora resistono manufatti di origine popolare opera di cultori che con amore continuano a far rivivere tradizioni cui ancora i cittadini, soprattutto quelli di una certa età, rimangono saldamente legati.

Partanna niente differenziata per pile elettriche e medicinali

Differenziare o non differenziare? E’ questo il dubbio amletico che attanaglia la mente di alquanti cittadini! E se “differenziare”, perché? E’ evidente che l’obiettivo primario della differenziazione sia quello di salvaguardare l’ambiente e, quindi, la salute pubblica. Che non è poco. Se poi, dalla vendita del vetro, della carta, dell’alluminio, si riesce anche a raggranellare qualche “euretto” tanto di guadagnato. In teoria, infatti, il riciclaggio di tali prodotti dovrebbe far tornare nelle casse del Comune una somma tale da far diminuire la spesa posta in capo al contribuente. Purtroppo, però, non sembra che la famigerata aliquota TIA abbia voglia di abbassarsi. Come mai? Forse è perché secondo un principio che regola l’economia (irreale!), ad un maggior incremento delle casse comunali corrisponde un incremento dei “rivoli” di spesa; o forse perché non tutti i cittadini si dimostrano sensibili alle sollecitazioni in materia di differenziazione. E la questione torna al dubbio amletico. Infatti, chiarito (?) perché differenziare, vien da chiedersi: se “differenziare”, come? Prendiamo, ad esempio, il problema dello smaltimento delle pile elettriche e dei medicinali. Si fa, a ragione, un gran parlare del potere altamente inquinante di tali prodotti. E ci chiediamo, quindi, perché davanti alle farmacie e ai negozi di ferramenta i contenitori adibiti a tale raccolta rimangano perennemente traboccanti. Io non so quale sia l’ente preposto alla rimozione di tali prodotti; so, però, perfettamente chi è il responsabile della salute pubblica cittadina. Direttamente o indirettamente, è il sindaco che deve farsi carico di mettere il cittadino nelle condizioni di adempiere al suo dovere civico di smaltire i prodotti pericolosi. Nel perdurare di una tale critica situazione, infatti, quale soluzione si prospetta all’utente? Non ci sono che due vie: riporre medicinali e pile elettriche nel contenitore destinato ad RSU o disfarsene autonomamente buttandoli lungo i margini delle strade di campagna. Nell’un caso o nell’altro, prodotti altamente pericolosi finiscono con l’inquinare l’ambiente e attentare alla salute pubblica.

 

Oceania

Oceania di John Musker e Ron Clements, con le voci di Chiara Grispo, Fabrizio Vidale, Angela Finocchiaro e Raphael Gualazzi; Usa 2016; colore, durata 113’. Animazione – Walt Disney.

Oceania è l’ultimo film d’animazione di casa Disney distribuito sul grande schermo, come ormai da tradizione, durante il periodo natalizio. La protagonista è la rivoluzionaria principessa Vaiana Waialiki, figlia sedicenne, nonché erede, del capo dell’isola oceanica di Motu Nui. Addestrata fin da piccola a governare secondo le antiche leggi fedelmente custodite e professate dal padre, Vaiana sente che il destino ha per lei in serbo molto altro, qualcosa legato ad un richiamo continuo e indistinto dell’Oceano al quale il padre si oppone senza riserve. Quando l’avvento di una carestia minaccia l’isola, Vaiana decide di rispondere al richiamo dell’Oceano per salvare il suo popolo, partendo alla ricerca del semidio Maui che dovrà aiutarla a compiere la missione attraverso un viaggio irto di ostacoli. Oceania rappresenta la formula perfetta che, ancora una volta, contraddistingue il classico marchio Disney, fatto di storie sognanti a ritmo di musiche intramontabili ed eroi dotati di una personalità al passo con i tempi. Se la trama sembra essere la solita, con un protagonista pronto ad affrontare ardue sfide pur di inverare i propri sogni, il profilo di Vaiana, invece, assume un ruolo nuovo e attuale in quanto rispecchia la posizione sociale raggiunta dalle donne di questo secolo, forti ed emancipate, il cui interesse non si limita più alla ricerca del principe azzurro o della storia d’amore, ma mira alla conquista di se stesse e della propria identità in piena autonomia, senza dividere la scena con nessuno. Le bellissime canzoni, impreziosite con i suoni degli strumenti tipici del folclore neozelandese, sono interpretate dalle voci italiane di Chiara Grispo (Vaiana) giovanissima ex concorrente di Amici, da Angela Finocchiaro (nonna Tala) e da Raphel Gualazzi (Tamatoa). Sergio Sylvestre e Rocco Hunt, invece, firmano con un duetto una delle tracce della colonna sonora, intitolata Prego. Il film guadagna il plauso sia dei critici sia del pubblico, tanto da attirare ben 35 mila spettatori al cinema nel solo primo giorno di uscita. Da vedere a qualsiasi età, perché non si è mai troppo grandi per un film Disney.

Elenia Teri

 

 

RAG’N’BONE MAN – HUMAN

Cari lettori kleossiani, iniziamo il 2017 con un debuttante per il mercato italiano. Stiamo parlando di Rory Graham, in arte Rag’NBone Man, che con il suo ultimo lavoro, Human, sta spopolando in tutta Europa e non solo. Primo su Itunes e in diverse classifiche europee, vanta svariati milioni di visualizzazioni su Vevo\Youtube. La stazza imponente di questo rapper britannico, barbuto e super tatuato, farebbe pensare ad un gangster, come d’altronde per quasi tutti gli stereotipi del genere, ma lui invece è l’esatto contrario, è l’incarnazione del gigante buono, come si può ben intuire dai testi dei sui brani e Human non fa eccezione, con il suo flusso di emozioni e di temi, tra cui amore, sofferenza, rapporti tra le persone. Da novembre ha iniziato il suo tour europeo, facendo registrare il Sold out praticamente ovunque.

Salvo Li Vigni

La questione dei cani senza tante ipocrisie

Lo so. Il fatto è stranoto ai partannesi. E l’argomento rischia di innescare nuove polemiche. Parto spesso dai fatti personali perché le vere femministe mi hanno insegnato che il “personale è politico”. Mai il contrario, aggiungo io, e niente è più lontano dalla gente che la politica. Dunque: due enormi cani sono penetrati nel mio recinto ed hanno sbranato (senza motivo, non era per fame) 5 galline, due pavoni, 3 oche e una ventina di coniglietti leoni. Ero a Milano e a chi era andato per far cessare il macello è andata bene: è riuscito a mettersi in salvo sulla sua auto. Educatamente il mio amico li ha ringraziati per la visita (Così mi ha riferito: secondo me, per averlo risparmiato). Succedeva un mese fa. Ieri (13 gennaio) voltando per via delle Rose Rosse ho incontrato un cane lupo con la bocca coperta di sangue. Io non ho paura dei cani: specie se sono in macchina. Pensavo a quanto doveva soffrire: qualche cattivone aveva dovuto dargliele sul muso dopo la rassicurazione solita del padrone: non fa niente (Ma il cane non lo sapeva). Arrivato al pollaio una micia dilaniata che mi guardava con i suoi occhi aperti. Era una micina piccola e innocua, forse juventina visto che sembrava indossare la maglia di Del Piero. Non era “mia”. Mi faceva compagnia e in cambio di qualche scatoletta mi faceva perfino le fusa. Lo so: gli animali non ragionano e soprattutto non hanno sentimenti: ma allora perché gli occhi di quella gattina (la chiamavo “Macchia”) continuavano a chiedermi: perché? Pensai alle parole di Cesare Pavese: “Guardare certi morti è umiliante… non ci si sente capitati lì per caso”. Mi sfogai su facebook anche se avevo in memoria il grande Baumann con cui ho avuto il privilegio di cenare insieme. E Baumann insiste nel dire che in rete non ci sono legami, ma connessioni e interconnessioni. Non tutti hanno il cuore di coniglio, non tutti hanno paura di “Striscia la notizia”: i partannesi sono migliori di coloro che li amministrano. E molti mi hanno risposto. Il succo: amici del cane è già una discriminazione che ha il vantaggio di far correre sul carro del vincitore (vedi la Brambilla ormai con le cosce piene di cellulite) tutti coloro che possono permettersi un cane con licenza di uccidere. Le mie galline – ve lo giuro – erano disarmate. E anche i pavoni non si pavoneggiavano: avrebbero voluto vivere, ve lo assicuro. E c’era pure un Gallo che si è salvato perché ha sempre predicato la non violenza e soprattutto sa volare sugli alberi più alti. Mettiamoci d’accordo. Da un punto di vista giuridico noi abbiamo il migliore: Cesare Beccaria e il suo “Dei delitti e delle pene”. La pena deve essere commisuta alla colpa: perché se io rubo vado in galera per un tot di anni (i politici no direte voi e che sono scemi dico io?) mentre per un cane assassino c’è non solo l’assoluzione, ma il rinnovo del porto d’armi permanente come 007 con licenza di uccidere? Hanno le mani legate i responsabili? E’ chiaro come il sindaco abbia tentato di fare il tutto per tutto. E per questo va ringraziato. Ma soprattutto va aiutato visto che molti sedicenti “Amici del cane” arrivano a fare minacce degne solo di selvaggi e mafiosi. Non vogliamo un sindaco superman né un eroe. E già Brecht doceva “maledetto quel popolo che ha bisogno di eroi.” Che si vada più in alto. Che si coinvolgano i cittadini onesti. Che si formino dei pool affinché a rispondere di azioni tese all’esercizio della democrazia siano in tanti. Lo so, l’idea fu di Chinnici e potrebbe sembrare esagerato. Non è così: la democrazia e il rispetto dei cittadini valgono ad ogni livello. Nessuno vuole il massacro dei cani. Nessuno è un assassino. Io stesso che scrivo, detesto le soluzioni drastiche e incivili: la mia Lilith – un cirneco che rincorreva lucertole e ha perfino lottato con una vipera – è morta per un boccone avvelenato. Chi l’ha avvelenata è peggiore dei cani randagi. Che si facciano fiaccolate, manifestazioni, rivendicazioni in nome di quella libertà di circolazione che era proibita solo ai tempi del fascismo. Oppure facciano qualcosa di concreto: la politica degli annunci è naufragata sotto un tsunami di no al referendum. Hanno buone intenzioni. D’accordo. Ma non sanno che la strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni? E in attesa di acchiappare tutti i cani randagi, che hanno fatto? Lo so: c’è sempre in agguato “Striscia la notizia”. Pronto, amministratori? Siete connessi? Perché di legami con i cittadini non ne esistono proprio. Che fare? Ricorrere alla fantasia. Si può fare molto. Ma non sarò certo io a suggerire. A meno che non venga pagato adeguatamente per la mia prestazione da devolvere in beneficenza. E gli altri cittadini? E la solidarietà? Rispondo con la saggezza indifferente alla “cosa pubblica” di cui soffrono i partannesi e che io ho denunciato nel mio Sicily: “ad un parmu di lu me c….” Grazie. Mi auguro in futuro che non debba scrivere qualcosa di tragico… perché come scriveva John Donne: “nessun uomo è un’isola. Facciamo parte tutti dello stesso Continente”. E perciò quando suona la campana non andare a chiedere per chi essa suona. Essa suona per te.

Vito Piazza