Monthly Archives: Febbraio 2018

Liberi e Uguali martedì presenterà a Partanna i candidati alle prossime elezioni politiche

PARTANNA – Martedì 27 febbraio alle ore 18 nei locali dell’Alterego in piazza Falcone e Borsellino di Partanna Liberi e Uguali con Pietro Grasso presenterà con lo slogan “per i molti non per i pochi”  i candidati del gruppo  alle prossime elezioni politiche: Nicolò Asaro, Francesco Zammuto, Teresa Monteleone, Cesare Lo Leggio e Mariella Maggio. Introdurrà e farà da moderatore Antonino La Tona componente del Comitato esecutivo provinciale Art. 1- Mdp LeU.

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Il linguaggio mafioso. Scritto, parlato, non detto” di Giuseppe Paternostro

PALERMO – Il linguaggio mafioso. Scritto, parlato, non detto di Giuseppe Paternostro, primo testo della collana I Saggi edito AutAut edizioni, di Francesca Calà e Salvo Spitalieri, con un’analisi approfondita e accurata del codice verbale, non verbale e scritto, Giuseppe Paternostro, ricercatore di linguistica italiana nel dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo, grazie alla numerosa mole documentaristica raccolta, interviste, dichiarazioni, intercettazioni, appunti, lettere degli uomini di Cosa Nostra, approfondisce i metodi comunicativi, il sistema valoriale e le trasformazioni che il linguaggio della mafia ha subito nel corso degli anni, fino al suo adattamento al milieu culturale in cui il mafioso vive ed esercita il proprio controllo.

Dai messaggi criptati, ai pizzini di Provenzano, dalle lettere di scrocco, fino al volto appariscente e televisivo che non esclude l’utilizzo dei social network, per mezzo di alcuni termini chiave, ancora oggi, la mafia parla alla cosa nostra.

Attraverso un excursus storico che parte dai primi anni del ‘900 e si conclude nel 2017 – con le ultime interviste rilasciate dai figli dei boss Provenzano e Riina o le frasi scritte sulle home dei più celebri socialnetwork – l’analisi condotta da Paternosto sul gergo mafioso, u baccagghiu, aggregante e al tempo stesso esclusivo delle cosche, rivela la volontaria estraneità alla società, e il mantenimento di un dialogo univoco tra i membri dei clan mafiosi per mantenere la riservatezza rispetto alle azioni de gerganti.

Dalle fonti giudiziarie analizzate e riportate nel saggio di Giuseppe Paternostro affiorano gli “statuti” della mafia, ossia le linee guida a cui gli uomini d’onore si sono attenuti minuziosamente per conservarsi membri delle cosche; le “lettere di scrocco”, dispacci anonimi rivolti quasi sempre a proprietari di fondi a cui si chiedeva una data somma di denaro per i “bisogni delle famiglie”; le palummedde, i pizzini di Provenzano e il papello di Totò Riina.

Se da una parte i pizzini sono messaggi a uso esclusivamente interno, le lettere di scrocco, concepiti per comunicare con l’esterno, sono funzionali per lo svolgimento della principale attività della mafia, ossia il racket della protezione. Gli uomini dell’onorata società, dunque, da sgrammaticati e semianalfabeti, costruiscono una rete comunicativa sotterranea ed efficace che non esclude neppure lo stravolgimento del vocabolario della lingua italiana e dei termini quali “onore”, “famiglia”, “umiltà”, “amicizia”, “verità” che diventano, in questo contesto, simboli per accedere ad un mondo impenetrabile. Le parole e i silenzi scanditi da pause, e una calligrafia incerta dei messaggi – delle “palummedde” o dei pizzini – disseminati nelle isolate masserie, divengono, nell’organizzazione criminale, “un esercizio di potere”.

Eppure, se da una parte il mezzo comunicativo all’interno di Cosa Nostra si avvale di una struttura (comunicativa) che tende a mantenere la segretezza, dall’altra, la scelta di rivolgersi ai media e ai social per parlare pubblicamente non è sempre stata una necessità dei mafiosi, per informare, come nel caso di Buscetta, o per proclamare la propria innocenza, come nel caso di Liggio, ma di fare dei media, in misura sempre maggiore, un uso strumentale.

“Ogni enunciato, ogni atto linguistico, ogni mossa comunicativa compiuta in pubblico da un uomo d’onore ha un destinatario immediato, ma anche un destinatario ultimo, che è Cosa nostra stessa, la quale ne giudica il comportamento”. Dunque, la mafia ha continuato e continua a rivolgersi alla cosa nostra. La mafia è capace di “strumentalizzare l’informazione e di condizionare la stampa”, aveva affermato il procuratore Pietro Grasso, “sa usare a proprio vantaggio mezzi di informazione”, ad esempio “per avvisare chi si deve difendere da un’indagine o deve fare sparire delle prove”.

 

Affondamento del Daniela L, silenzio del Governo, Tumbiolo scrive al Presidente Mattarella

MAZARA DEL VALLO – Il Presidente della Distretto della Pesca e Crescita Blu, Giovanni Tumbiolo, è tornato a farsi sentire presso le massime Autorità Nazionali in merito alla triste vicenda del motopesca mazarese Daniela L sequestrato nell’ottobre 2012, in acque internazionali a 38 miglia dalle coste libiche, da un gruppo di miliziani armati con atto di vera e propria pirateria, ed affondato nel porto di Bengasi.

Il numero uno del Distretto (che fin dalle prime ore del sequestro ha seguito da vicino la complessa vicenda) appena ricevuti dai miliziani i fotogrammi relativi all’affondamento, ha immediatamente informato le Autorità italiane dell’accaduto, e trasmesso una nota con le dolorose immagini al Premier Paolo Gentiloni.

Nella stessa nota, Tumbiolo aveva sottolineato sia il sostegno che la professionalità della Diplomazia Italiana per la liberazione dei pescatori ma anche la “leggerezza” e la “sciatteria” di alcuni ambienti governativi che hanno messo la società armatoriale a rischio di fallimento.

Nella lettera Tumbiolo evidenzia che la vicenda del m/p Daniela L è l’ultimo atto della “guerra del pesce” che è costata oltre 100 milioni in termini di danni economici alla Comunità mazarese ed oltre 4.000 posti di lavoro persi, secondo le stime dell’Osservatorio della Pesca del Mediterraneo.

Il Presidente del Distretto ha deciso di rivolgere un accorato appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprimendo in premessa il proprio “imbarazzo e stupore” per la mancata soluzione della vicenda.

Un grido di dolore quello di Tumbiolo: “Lo Stato ha voltato le spalle agli armatori del Daniela L che oggi rappresentano plasticamente il dramma della marineria della capitale della pesca mediterranea. Infatti – ha spiegato Tumbiolo – per un cavillo procedurale, gli armatori sono stati esclusi dal dovuto indennizzo, cioè il premio per la demolizione previsto dai regolamenti comunitari. Io credo, ne sono profondamente convinto, che uno Stato giusto debba riconoscere a questi armatori almeno un trattamento paritetico rispetto agli altri e non abbandonarli all’inesorabile fallimento”.

Tumbiolo ha così concluso: “Trovo ingiusta questa cinica indifferenza. Caro Presidente, Lei rappresenta l’ultima speranza per questa nostra laboriosa Comunità che, seppur in crisi, porta da anni in Italia e nel mondo la bandiera del Cluster e della Blue Economy quale prestigioso modello di sviluppo, innovazione e dialogo fra i popoli”.

Il Presidente del Distretto ha relazionato ed informato della vicenda il Presidente della Regione Siciliana on. Nello Musumeci.

Assegnate 600 tonnellate in più alla quota di tonno rosso per l’Italia per il prossimo triennio

ROMA – Su indicazione della comunità europea, il Ministero delle Politiche Agricole ha aumentato la quota tonno rosso all’Italia, aggiungendo 600 tonnellate alla quota di 3.294 tonnellate, ormai bloccata da diversi anni, spingendola, quindi fino a 3.894 tonnellate. Un aumento significativo di quasi il 20 per cento che era atteso da quasi 20 anni. Una notizia positiva che rischia, pero’, di fare scontrare gli interessi in particolare di due regioni come la Sicilia e la Campania, che pescano tanto tonno con sistemi diversi tra loro. Non a caso sono diverse le richieste di distribuzione della modalità di pesca per la nuova quota. La Sicilia ha chiesto che queste quote siano distribuite principalmente a chi pesca il tonno con il sistema palangaro, alle tonnare fisse e alle cosiddette quote accidentali. Al momento tre quarti delle quote tonno, il 75 per cento circa, appartengono al cosiddetto sistema a circuizione, molto praticato in Campania, regione che, secondo i dati del 2017, pesca 2.460 tonnellate di tonno rosso. Per questo, in vista della nuova ripartizione, l’assessore regionale siciliano alla Pesca mediterranea Edy Bandiera ha chiesto al Ministero modifiche ai criteri di distribuzione delle nuove quote, considerando inaccettabile una ripartizione triennale che assegni circa il 75% al sistema di pesca della circuizione, a fronte di appena il 14% a quello del palangaro, diffuso in Sicilia. In più l’emanazione del decreto di ripartizione del Ministero rappresenta un’occasione importante per la riattivazione delle tonnare fisse, attraverso l’assegnazione di alcune quote, con la conseguenza di stimolare uno sviluppo a largo respiro di tonnare come quella di Favignana che è ferma dal 2008.

Osservatorio sul precariato. Pubblicati i dati di dicembre 2017

Osservatorio sul precariato

LA CONSISTENZA DEI RAPPORTI DI LAVORO

Alla fine del 2017, nel settore privato si registra un saldo tra i flussi di assunzioni e cessazioni registrati nel corso dell’anno pari a +488.000, superiore a quello corrispondente del 2016 (+326.000) e inferiore a quello del 2015 (+613.000).

Il saldo annuo complessivo, che misura la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro, riflette dinamiche diverse per le singole tipologie contrattuali: è pari infatti a -117.000 per i contratti a tempo indeterminato, a +58.000 per i contratti di apprendistato, a +10.000 per i contratti stagionali e, soprattutto, a +537.000 per i contratti a tempo determinato.

LA DINAMICA DEI FLUSSI

Nel corso del 2017 è aumentato il turnover dei posti di lavoro grazie soprattutto alla forte crescita delle assunzioni (tra gennaio e dicembre 2017 in aumento del 18,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Sono aumentate anche le cessazioni ma ad un ritmo inferiore (+17%).

Alla crescita delle assunzioni il maggior contributo è stato dato dai contratti a tempo determinato (+27,3%) e dall’apprendistato (+21,7%); sono invece diminuite le assunzioni a tempo indeterminato (-7,8%), contrazione imputabile soprattutto alle assunzioni a part time.

Tra le assunzioni a tempo determinato appare significativo l’incremento dei contratti di somministrazione (+21,5%) e ancora di più quello dei contratti di lavoro a chiamata che, con riferimento sempre all’arco temporale gennaio-dicembre, sono passati da 199.000 (2016) a 438.000 (2017), con un incremento del 120%. Questo significativo aumento – come, in parte, anche quello dei contratti di somministrazione e dei contratti a tempo determinato – può essere posto in relazione alla necessità per le imprese di ricorrere a strumenti contrattuali sostitutivi dei voucher, cancellati dal legislatore a partire dalla metà dello scorso mese di marzo e sostituiti, da luglio e solo per le imprese con meno di 6 dipendenti, dai nuovi contratti di prestazione occasionale.

Questi andamenti hanno comportato una riduzione dell’incidenza dei contratti a tempo indeterminato sul totale delle assunzioni: 23,2% nei dodici mesi del 2017 contro il 42% del 2015, quando era in vigore l’esonero contributivo triennale per i contratti a tempo indeterminato.

Le trasformazioni complessive – includendo, accanto a quelle da tempo determinato a tempo indeterminato, anche le prosecuzioni a tempo indeterminato degli apprendisti – sono state nel 2017 371.000, in flessione rispetto al medesimo periodo del 2016 (-15,6%). Su tale flessione ha influito l’attesa per i nuovi sgravi contributivi entrati in vigore il 1 gennaio 2018.

Quanto alle cessazioni sono aumentate soprattutto quelle di rapporti a termine (+25,3%) mentre le cessazioni di rapporti a tempo indeterminato sono sostanzialmente stabili (-0,2%).

Tra le cause di cessazione, i licenziamenti riferiti a rapporti di lavoro a tempo indeterminato risultano pari a 616.000, in diminuzione rispetto al corrispondente periodo di gennaio-dicembre 2016 (-6,7%) mentre sono in aumento le dimissioni (+6,1%). Il tasso di licenziamento, calcolato sull’occupazione a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti, è risultato per il 2017 pari al 5,3%, inferiore a quello registrato per lo stesso periodo del 2016 (5,5%).

LE RETRIBUZIONI INIZIALI DEI NUOVI RAPPORTI DI LAVORO

Quanto alla struttura retributiva dei nuovi rapporti di lavoro, si registra, per le assunzioni a tempo indeterminato intervenute a gennaio-dicembre 2017, una riduzione della quota di retribuzioni inferiori a 1.750 euro che passano dal 57,4% del 2016 al 54,3% del 2017.

LA FRUIZIONE DEGLI INCENTIVI “OCCUPAZIONE GIOVANI” E “OCCUPAZIONE SUD”

Tra gennaio e dicembre 2017 sono stati incentivati 58.942 rapporti di lavoro nell’ambito del Programma “Garanzia Giovani” e 111.466 rapporti di lavoro (88.956 assunzioni e 22.510 trasformazioni) nell’ambito della misura “Occupazione Sud”.

Rinviata ad altra data la passeggiata serale per il risparmio energetico a causa del maltempo

PARTANNA – A causa delle avverse condizioni meteorologiche è stata rinviata ad altra data la passeggiata serale per il risparmio energetico che avrebbe dovuto svolgersi oggi (23 febbraio) dalle 18,30 alle 19,00 nell’ambito della manifestazione “Mi illumino di meno”, ideata da “Caterpillar”, il contenitore radiofonico di Rai Radio2, e alla quale il Comune ha aderito. Per consentire a tutti di partecipare la camminata sarà posticipata ad altra giornata, per la quale verrà data tempestiva comunicazione.

Approvato il progetto esecutivo di riqualificazione della Caserma dei Carabinieri

PARTANNA – La Giunta municipale, guidata dal sindaco Nicolò Catania, ha approvato il progetto esecutivo da 727.309,24 euro per i “Lavori di riqualificazione e adeguamento strutturale della Caserma dei carabinieri e degli Uffici giudiziari del Comune di Partanna”. Fra gli interventi previsti figurano il miglioramento ed adeguamento strutturale degli edifici; la revisione ed adeguamento dell’impianto elettrico della sede della stazione dei carabinieri e degli uffici giudiziari, l’installazione di corpi illuminanti a basso consumo nella zona parcheggio, la realizzazione di un impianto fotovoltaico, il rifacimento dei bagni, la sostituzione degli infissi, la tinteggiatura di alcuni locali e la creazione di uno spazio per la raccolta differenziata dei rifiuti.

Il progetto è già stato finanziato dall’assessorato regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità a seguito della partecipazione dell’ente locale al bando per la promozione di interventi di recupero finalizzati al miglioramento della qualità della vita e dei servizi pubblici urbani nei comuni della Regione Siciliana.

Lo stanziamento dell’importo complessivo di 727.309,24 euro è così ripartito: 478.206,69 euro a base d’asta, 96.337,43 euro per costo della manodopera, 4.015,67 euro quali oneri sulla sicurezza e 245.086,88 euro per somme a disposizione dell’amministrazione.

“Gli interventi – afferma il sindaco Nicolò Catania – rientrano nel piano intrapreso dall’amministrazione comunale per rendere più moderna ed efficiente la stazione locale dei carabinieri e gli annessi uffici giudiziari al fine di rafforzarne l’operatività necessaria per svolgere efficacemente le proprie funzioni in difesa dei cittadini. Considerando poi che la caserma si trova nel cuore del centro storico i lavori sono la naturale prosecuzione dell’importante opera di riqualificazione del centro urbano che stiamo portando avanti”.

Nominati i nuovi direttori sanitari dei Distretti di Castelvetrano e a Mazara del Vallo

CASTELVETRANO – Il commissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Trapani Giovanni Bavetta ha nominato oggi (23 febbraio) due nuovi direttori di distretto sanitario.

Al distretto di Mazara del Vallo, vacante dopo le dimissioni di Pietro Giacalone, va Ninfa Lampasona, che era responsabile dell’unità operativa cure primarie e specialistica del distretto di Castelvetrano.

Alla guida del distretto sanitario di Castelvetrano è stato indicato Pietro Candela, che era direttore dell’unità operativa ospedalità privata dell’ASP, che sostituisce Antonino Arena, il cui incarico era scaduto.

I nuovi incarichi sono affidati ai sensi del “Regolamento aziendale di affidamento, conferma e revoca degli incarichi e della rotazione del personale dirigenziale”. Entrambi gli incarichi di direzione sono conferiti ex art. 18 del contratto.

Inoltre il commissario ha assegnato tre incarichi di alta professionalità ai dirigenti medici Antonino La Rosa (Verifica prestazioni riabilitative e Liste d’attesa), Pietro Giacalone (Gestone cure primarie) e Antonino Armato (Gestione e verifica prestazioni Specialistica interna ed esterna).

 

XXIV Edizione Premio Anna Kuliscioff, Concorso Nazionale di Poesia sul tema della Donna

TORINO – Si può partecipare con una sola poesia sul tema della donna. Il tema proposto può essere sviluppato liberamente, senza alcun vincolo di contenuto. Il Premio si propone di ricordare la figura di Anna Kuliscioff, una vita dedicata all’impegno civile per l’emancipazione femminile e la giustizia sociale, all’insegna della solidarietà e dell’affermazione dei diritti.

La quota di partecipazione è di 10 euro.

Massimo 50 versi. Testo in lingua italiana. Libertà di stile e di metrica.

Il termine, per la presentazione delle opere, è previsto per giovedì 15 marzo 2018.

La partecipazione è libera a tutti (sia donne che uomini)

Il premio si caratterizza per la specificità di coinvolgere direttamente gli Autori nella valutazione delle poesie, Non è prevista Giuria, poiché sono gli stessi Concorrenti a valutare le poesie.

Premio in denaro al vincitore (oltre agli altri premi previsti dal Regolamento)

L’invio della poesia deve essere effettuato solo con spedizione elettronica, con e-mail all’indirizzo cultsoc@fastwebnet.it, a cui va allegato un file esclusivamente in formato word con la poesia ed i dati dell’Autore ed il riscontro dell’avvenuto versamento.

Il versamento della quota va effettuato su Conto Corrente Postale N. 001009353721 intestato al Centro Studi Cultura e Società o con bonifico bancario (Codice IBAN IT21P0760101000001009353721), precisando la causale del versamento ed il proprio nominativo.

Premio Kuliscioff Regolamento

Apre oggi a Firenze il 1° Congresso Nazionale Fondazione Pma sulla Procreazione Medicalmente Assistita

FIRENZE – La fertilità diminuisce, sia per cause genetiche che per fattori esterni. E non è un problema solo femminile, ma interessa in egual modo uomini e donne. Ciò nonostante in Italia non ci sono adeguati centri a supporto delle coppie, e le informazioni a tal riguardo sono spesso insufficienti. Eppure la scienza sta affinando nuovi strumenti: parliamo dell’acquisizione di gameti e della diagnosi genetica preimpianto. Una promessa che potrà rivoluzionare definitivamente tutte le coppie in difficoltà e desiderose di allargare la propria famiglia.

I nuovi strumenti saranno presentati oggi venerdì 23 e sabato 24 febbraio, presso la Leopolda a Firenze, in occasione del 1° Congresso Nazionale sulla Procreazione Medicalmente Assistita, organizzato dal Prof. Luca Mencaglia, Medico Specialista in Ginecologia e Ostetricia e Direttore Unità Operativa Complessa Centro PMA USL sud-est Toscana e Presidente della Fondazione PMA.Italia.

Cresce l’attenzione da parte delle Regioni per poter fruire di un servizio dall’estero che permetta loro di individuare donatrici e di poter sostenere esami preventivi, con la disponibilità e un contatto con la paziente ricevente. Tale metodica potrà permettere la corretta preparazione e l’isolamento dei gameti al fine di disporre di ovociti e spermatozoi in grado di soddisfare le operazioni.

Aumenta la richiesta di fecondazione eterologa da parte di pazienti femminili o in menopausa o incapaci di produrre ovociti. In Italia, però, la legge non permette alcun rimborso delle spese sostenute alle eventuali donatrici di ovociti, come avviene negli altri Paesi Europei. La conseguenza più diretta è quindi la mancanza di “donatrici spontanee” e per questo motivo il ricorso a banche che si trovano quasi tutte in Grecia, Spagna e Danimarca.

“Anche il sistema pubblico si è reso conto di questa necessità – spiega il prof. Luca Mencaglia, Specialista in Ginecologia e Ostetricia e Direttore Unità Operativa Complessa Centro PMA USL sud-est Toscana – La Toscana da sempre ricopre una posizione leader su questi temi sensibili. Anche l’Emilia Romagna e il Lazio stanno preparando un bando di ricerca di gameti nelle banche estere per consentire alle coppie interessate di poter effettuare la fecondazione eterologa presso enti pubblici al solo costo del ticket. In un centro pubblico la stima dei costi si aggira sui 2800-3000 euro. In un ente privato, invece, il costo aumenta sino a circa 8mila euro”.

La diagnosi genetica preimpianto, definita secondo l’acronimo inglese PGT (preimplantation genetic testing), è un test effettuato sugli embrioni. Questa diagnosi normalmente viene effettuata sull’embrione che si trova allo stato di blastocisti, ossia dopo 5-6 giorni di coltura in vitro. Vengono prelevate da 5 a 10 cellule dalla parte di questi embrioni che diventerà placenta. La tecnica può riguardare sia le alterazioni strutturali numeriche dei cromosomi, sia le malattie genetiche specifiche.

“In tal caso – spiega il dott. Filippo Ubaldi, Direttore clinico dei Centri di medicina di riproduzione Genera – il beneficio fondamentale è nella possibilità di individuare l’embrione cromosomicamente corretto distinguendolo da quello alterato geneticamente, in modo tale che quelli alterati non vengano trasferiti. Il vantaggio di questo processo è che si evitano dei transfer inutili e si riduce enormemente il numero di aborti. Questi ultimi nel primo trimestre di gravidanza dipendono soprattutto da alterazioni cromosomiche. L’embrione cromosomicamente corretto viene così trasferito singolarmente e la paziente avrà tra il 50 e il 60% di probabilità di avere una gravidanza singola a termine”.

La diagnosi preimpianto normalmente viene effettuata in pazienti in età materna avanzata, ossia donne che abbiano superato i 35-36 anni, momento della vita della donna in cui aumenta la possibilità di formare embrioni con alterazioni cromosomiche. Viene effettuata nelle pazienti con aborti ripetuti o fallimenti ripetuti di transfer embrionari. Tuttavia, può essere riservata anche a donne giovani, laddove siano presenti molti embrioni: in questi casi lo scopo è quello di trasferire soltanto il singolo embrione che abbia maggiore probabilità di impianto, riducendo drasticamente il rischio di gravidanza multipla, una delle maggiori e più importanti complicanze in procreazione medicalmente assistita.

“Per quanto riguarda la diagnosi preimpianto effettuata in caso di malattie genetiche – aggiunge Ubaldi – recentemente la Corte Costituzionale ha ammesso al trattamento di procreazione medicalmente assistita non soltanto le coppie sterili (come già stabilisce la legge 40), ma anche le coppie fertili che siano già portatrici di malattie genetiche, onde evitare di formare spontaneamente embrioni affetti da queste malattie. Tra le malattie genetiche più comuni, in Italia troviamo la fibrosi cistica e la beta-talassemia, dove la prevalenza di portatori sani è circa 1 a 20 – 1 a 25 a seconda delle diverse regioni. La probabilità che due portatori sani si incontrino è circa tra 1 a 400 e 1 a 500: in tal caso, nel 25% delle probabilità si darà vita a un bambino malato per queste due malattie”.

A chi si rivolgono le donne in difficoltà? Le donne spesso chiedono consiglio alle madri. Il Sistema Sanitario offre delle informazioni in merito attraverso il consultorio, ma non sono sufficienti. “Noi di PMA Italia – chiude Mencaglia – stiamo cercando di mettere sul territorio degli ambulatori per dare queste informazioni. Occorre però essere più penetranti, andando nelle scuole e nelle università, per informare i più giovani. Se una donna ha rapporti sessuali costanti e, nell’arco di 6-8 mesi, non raggiunge una gravidanza, deve recarsi in un centro specializzato, così da poter richiedere una diagnosi precisa. Ma sono problemi difficilmente riconoscibili. Spesso la donna, infatti, presta massima attenzione nell’evitare una gravidanza, perché magari in quel momento non la vuole. E comprende quando forse è troppo tardi il problema di infertilità”.