Monthly Archives: Febbraio 2018

V Congresso Uil Fpl. Giorgio Macaddino confermato segretario generale

TRAPANIGiorgio Macaddino, 50 anni, di Mazara del Vallo è stato confermato segretario generale Uil Fpl Trapani nel corso del quinto congresso di categoria “Pubblico impiego. Patrimonio di tutti” che si è svolto stamattina (20 febbraio) nei locali della Uil Trapani in via Nausica.

Insieme a lui è stata eletta la segreteria Uil Fpl di cui fanno parte Donatella Fiorito, Vito Lotta, Antonino Renda, Dario Scaletta.

“L’impegno della categoria che mi onoro di rappresentare – afferma Giorgio Macaddino – proseguirà nel solco del lavoro già fatto negli ultimi anni, portando avanti le battaglie per la tutela dei lavoratori, come quelle in corso per la stabilizzazione dei lavoratori precari di amministrazioni comunali e vari enti locali”.

Ai lavori di questa mattina hanno preso parte, tra gli altri, il segretario generale della Uil Trapani Eugenio Tumbarello, il presidente nazionale del Caf Uil Giovanni Angileri e il segretario generale Uil Fpl Sicilia Enzo Tango.

L’Asp di Trapani assume a tempo indeterminato i primi 50 dipendenti aventi diritto alla stabilizzazione

TRAPANI – L’Azienda sanitaria provinciale di Trapani procede all’assunzione a tempo indeterminato di 50 dipendenti, in atto con contratto di lavoro a tempo determinato, aventi diritto alla stabilizzazione, in coerenza con il Piano triennale del fabbisogno. Lo prevede la delibera firmata nei giorni scorsi dal commissario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani Giovanni Bavetta.

Si tratta di 28 dirigenti medici, 2 dirigenti dell’area tecnico-professionale, un dirigente dell’area infermieristica, e 20 dipendenti del comparto non dirigenziale. Il provvedimento è immediatamente esecutivo, e quindi verranno subito immessi in servizio a tempo indeterminato, in prova, dalla data che sarà stabilità nei contratti individuali di lavoro.

Nelle scorse settimane era stata effettuata una ricognizione interna del personale precario con contratto di lavoro a tempo determinato in possesso dei requisiti previsti dal comma 1 del decreto legislativo n. 75 del 25 maggio 2017, e cioè:

– risultare in servizio, anche per un solo giorno, successivamente alla data del 28 agosto 2015, con contratto di lavoro a tempo determinato presso l’amministrazione che deve procedere all’assunzione; ha priorità di assunzione il personale in servizio alla data di entrata in vigore del d.lgs. (il 22 giugno 2017);

-sia stato assunto a tempo determinato attingendo da una graduatoria, a tempo determinato o indeterminato, riferita ad una procedura concorsuale – ordinaria, per esami e/o titoli, ovvero anche prevista in una normativa di legge – in relazione alle medesime attività svolte;

-abbia maturato, al 31 dicembre 2017, alle dipendenze della stessa amministrazione che procede all’assunzione, ovvero di enti del S.S.N., almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni.

I posti previsti risultano coerenti con la programmazione triennale del fabbisogno di personale, quali posti espressamente destinati alle procedure di stabilizzazione relativamente agli anni 2017/2018. Per le ulteriori 123 unità di personale avente titolo, come anche illustrato nell’incontro con le organizzazioni sindacali del 9 febbraio scorso, nel rispetto dei limiti finanziari disposti dalla vigente normativa nazionale e regionale, si varierà appositamente il vigente Piano triennale del Fabbisogno, prevedendo i relativi posti da destinare alle ulteriori procedure di stabilizzazione.

Invece per i profili professionali, in possesso dei requisiti di cui al comma 2 del decreto legislativo n. 75 del 25 maggio 2017, n. 75 e cioè con contratti di lavoro flessibile e senza aver effettuato procedure concorsuali, l’Amministrazione si riserva, nei limiti del rispetto dell’adeguato accesso dall’esterno, di avviare i previsti bandi di concorso riservati al suddetto personale.

“Credo sia un momento importante per questo personale – commenta Bavetta – che corona un traguardo professionale che darà stabilità e certezze ma anche per questa azienda che avrà dei professionisti più motivati. Anche dal punto di visto economico-finanziario questa procedura di stabilizzazione non comporterà, nel complessivo costo del personale, alcun onere aggiuntivo rispetto alla spesa corrente del personale comunque in servizio, visto che gran parte dei profili sono già in servizio in questa amministrazione a tempo determinato”.

 

I ginecologi dell’asp incontrano gli studenti per il progetto “Scuola – gyn”

TRAPANI – Al via il “Progetto scuola-GYN. I ragazzi incontrano la salute!” realizzato dall’A.S.P. di Trapani, per il tramite del reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale S. Antonio Abate, e il Rotary Club di Trapani per promuovere nell’ambito sanitario alcune iniziative volte alla prevenzione della salute di studenti di entrambi i sessi, progetto siglato dal primario Laura Giambanco e dal presidente del Rotary Club di Trapani Giuseppe Cognata.

Si tratta di un format che prevede degli incontri presso due scuole superiori di Trapani, l’istituto alberghiero Florio e l’istituto superiore “Calvino-Amico”, i cui dirigenti scolastici Pina Mandina e Margherita Ciotta hanno accolto con favore il progetto, su temi legati alla prevenzione e alla salute “genitale e riproduttiva”, tanto femminile quanto maschile. L’azione è principalmente finalizzata ad attrarre l’attenzione dei giovani sulle malattie legate al sesso, ovvero le cosiddette malattie sessualmente trasmissibili. Sabato (17 febbraio) sono già partiti gli incontri con i ragazzi e le ragazze dell’alberghiero.

“Un’iniziativa che nasce per promuovere l’integrazione ospedale – territorio, che è uno degli obiettivi che ci ha posto il nostro commissario Giovanni Bavetta – spiega la dott.ssa Giambanco – e abbiamo coinvolto anche l’unità operativa Assistenza territoriale Materno-infantile dell’ASP, diretta da Natalino Ferrara. Noi ginecologi ospedalieri, raccolti nel gruppo ‘GYN-TEAM’, insieme ai colleghi dei consultori, vogliamo promuovere questo scambio interattivo con ragazzi di entrambi i sessi, pur essendo noi ginecologi per antonomasia medici delle donne. Una collaborazione con le scuole e con il Rotary che ha il fine ultimo di parlare con i ragazzi, spiegare le motivazioni della prevenzione, poiché è volontà dei medici stessi quella di essere medici che accompagnano, seguono e prevengono le malattie, non soltanto quelli che ‘riparano’”.

Tutti gli incontri saranno differenziati in base all’età degli alunni, e per questo rivolti a quelli del II anno e del V anno, mentre alcuni incontri, saranno anche differenziati tra ragazzi e ragazze.

Questo il primo ciclo di incontri:

Programma per V anno

Come siamo fatte e soprattutto…come funzioniamo??? -A .Pollina (solo ragazze)

La contraccezione – M. Borriello

L’emergenza…opssss – L. Giambanco

Endometriosi…ahi ahi, quando la pancia fa davvero male – V. Iannone

HPV…mi verruca o non mi verruca? – N. Ferrara

Le malattie sessualmente trasmesse….beate loro!… – P. Fasullo (solo ragazzi)

Programma per II anno

La contraccezione

L’emergenza

HPV…solo una sigla???

Nella foto, i ginecologi Laura Giambanco, Natalino Ferrara, Maddalena Borriello, Vito Iannone, Antonella Pollina e Pietro Fasullo, i dirigenti scolastici Pina Mandina e Margherita Ciotta e il presidente Rotary Giuseppe Cognata.

A Montelepre si presenta «L’inchiesta Merra», volume sulla prima operazione antimafia nella Sicilia autonoma

MONTELEPRE – Si terrà a Montelepre, sabato 24 febbraio 2018 (alle ore 17.00) presso la Sala della Torre Ventimiglia, la presentazione del volume «L’operazione Milazzo e la mafia – L’inchiesta Merra la prima operazione antimafia nella Sicilia autonoma» di Fabrizio Fonte. Porteranno i saluti Maria Rita Crisci e Giovanni Filingeri, rispettivamente Sindaco e storico del Comune di Montelepre, mentre introdurrà i lavori il prof. Pierluigi Basile.

«La presentazione a Montelepre del volume sull’inchiesta Merra acquisisce un significato del tutto particolare, considerato il fatto che il Presidente emerito della Corte di Appello, che portò avanti la prima operazione antimafia nella Sicilia autonoma, era originario fabrizio Fonteproprio della cittadina palermitana. Non solo, infatti, una delle vie principali di Montelepre riporta il suo nome, ma ogni anno l’amministrazione comunale assegna una borsa di studio, per onorare la sua memoria, ai giovani studenti che si sono contraddistinti positivamente nel loro percorso di studi. Entrato in magistratura, con l’incarico di uditore giudiziario presso la Corte d’appello di Palermo, nel 1913 a metà degli anni ’50 fu anche Procuratore generale della Repubblica a Milano. L’inchiesta Merra, che prende vita in un contesto politico straordinario, quanto imprevedibile, ormai passato alla storia con la definizione di «operazione Milazzo», consentì di scardinare i desiderata di «cosa nostra», grazie all’attività posta in essere da una «Commissione d’inchiesta» presieduta proprio dal giudice Merra. Le due relazioni conclusive, inviate prima all’Assemblea Regionale Siciliana e poi alla Magistratura ordinaria, delinearono un quadro inquietante di commistione tra esponenti di primissimo piano di «cosa nostra» ed apparati burocratici della Regione Siciliana. Al termine dell’inchiesta sull’Eras (Ente per la Riforma Agraria Siciliana), fortemente voluta per l’appunto dal primo Governo Milazzo, l’alto magistrato venne addirittura insignito dal Presidente Gronchi del titolo di «Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana». Il testo, subito dopo i saluti del Sindaco di Montelepre Maria Rita Crisci e dello storico Giovanni Filingeri, verrà introdotto dal prof. Pierluigi Basile, che ad oggi risulta uno dei più profondi conoscitori del periodo milazzista».

Movida marsalese: al PalaMedipower la campagna di sensibilizzazione per dire “no al bullismo”

MARSALA – Una campagna per dire no al bullismo è stata al centro delle notti marsalesi in occasione del carnevale del PalaMedipower, uno degli eventi più popolari degli anni ’90, rinato quest’anno a Marsala.

Sabato 10 febbraio l’evento si è aperto con un grande party che ha segnato il ritorno della storica location. Martedì grasso si è tenuta un’altra grande serata, con un super ospite, il cantante Shade (popolarissimo in rete e autore di alcune hit come “bene, ma non benissimo). Sabato 17 febbraio il party di chiusura ha ospitato invece Fred De Palma, un altro idolo dei giovani che hanno ballato al PalaMedipower.

In quest’ultima occasione, vista l’affluenza delle prime due serate, gli organizzatori dell’evento hanno realizzato una campagna di sensibilizzazione contro il bullismo. Con immagini e video proiettati su un grande led-wall. Durante la sua esibizione, l’artista ospite ha sensibilizzato dal palco i giovani a non usare le mani, piuttosto a “pensare ad altro”. L’iniziativa ha il solo scopo di sensibilizzare i giovani su un tema molto importante come il bullismo, ultimamente purtroppo sempre più all’ordine del giorno nella cronaca locale.

Questa campagna di sensibilizzazione verrà replicata in occasione di “Marsala In Mongolfiera”, l’evento organizzato dall’associazione Ciuri domenica 25 febbraio.

Complesso intervento di chirurgia al Sant’Antonio Abate

TRAPANI – Delicato intervento chirurgico eseguito all’ospedale S. Antonio Abate di Trapani su una paziente, giudicata inoperabile presso altre strutture sanitarie del nord Italia, e che era stata ospedalizzata a seguito di ripetuti episodi di “melena” (sanguinamento proveniente dal tratto gastrointestinale).

L’intervento di chirurgia resettiva multiorgano è stato effettuato dall’unità operativa di Chirugia generale del presidio ospedaliero, diretta da Lelio Brancato.

In seguito alla comparsa di difficoltà respiratorie si è deciso di optare per il trattamento chirurgico, che è consistito in una gastrectomia totale, con asportazione del lobo sinistro del fegato, di parte del diaframma e della coda pancreatica.

In particolare l’equipe chirurgica, composta dai medici G. Gambino, G. Montalbano, V. Bertino e A. Hasgharnia e dagli infermieri professionali S. Colomba, S. Sugameli, e N. Scarcella, si è cimentata nell’asportazione di una massa addominale sarcomatosa, delle dimensioni di 30x27x24 cm, di pertinenza gastrica e infiltrante il lobo sinistro del fegato, il diaframma di sinistra e il corpo pancreatico.

La paziente è stata già dimessa, in assenza di complicanze chirurgiche. “La realizzazione di questi particolari interventi – commenta il commissario dell’ASP Giovanni Bavetta – sono grazie al nuovo modello organizzativo del dipartimento di chirurgia generale della nostra azienda, che ha creato un ‘percorso diagnostico terapeutico ed assistenziale’, concentrando tutti gli interventi a bassa complessità all’ospedale di Salemi, e decongestionando il reparto del S. Antonio, che può così dedicarsi agli interventi di più alta complessità”.

Inaugurazione del “Museo del Mosaico”, unico in tutto il Centro Sud d’Italia

MONREALE –  Mercoledì 21 febbraio prossimo alle ore 9.30 presso la Sala Consiliare del Comune di Monreale (PA) avrà luogo l’inaugurazione del Museo dell’Arte del Mosaico (MAM), importante realtà museale, unica in tutto il Centro e Sud Italia.

Un significativo percorso per recuperare i valori della tradizione culturale italiana che hanno visto, nel mosaico, importanti momenti di rappresentazione in tutte le epoche storiche del nostro paese ed in tutti i luoghi, da Pompei alla cattedrale di Monreale.

Monreale è oggi “Città del Mosaico”, grazie all’attività incessante del Dirigente e del gruppo docenti del liceo artistico D’Aleo, che hanno sostenuto in questi anni l’importanza che il percorso dell’arte realizza attraverso il mosaico, e per l’azione del Sindaco Piero Capizzi e della Sua Giunta che hanno concesso gli spazi per realizzare questa iniziativa.

Grazie a queste iniziative Monreale è diventata un percorso ideale per la storia del mosaico. Dalla prestigiosa cattedrale alla industriosa scuola artistica, passando attraverso il Museo, il mosaico diventa in questo modo “cosa viva”, che rappresenta l’essere più sincero dell’espressione artistica dei giovani ragazzi.

La presenza delle autorità, sia civili che religiose, della associazione dei commercianti e di tutta la cittadinanza rappresenta, in modo forte ed univoco, come questa tradizione mosaicista sia l’essenza di una cultura che, in primis dai giovani, non è mai stata dimenticata.

Il Museo ospiterà mostre personali di mosaicisti di fama nazionale e internazionale, presentazione di libri, riviste, cataloghi del settore e verranno realizzati gemellaggi con le scuole del mosaico di Ravenna, Firenze, Spilimbergo (PN), Chartres (FR), seminari, convegni, dibattiti e mostre didattiche.

Il museo accoglierà anche il raduno dei mosaicisti associati A.I.M.C., l’Associazione Internazionale mosaicisti Contemporanei, e la prestigiosa Biennale del Mosaico.

 

Cani uccisi per avvelenamento

PALERMO – “I cani ancora oggi, purtroppo, vengono sottovalutati per quanto riguarda sia le loro doti mentali che le loro capacità affettive. Vengono dunque poco compresi e, di conseguenza, troppo spesso maltrattati. Ebbene, non lo meritano e noi dovremmo smetterla di agire così spesso malamente nei loro confronti. Dovremmo, invece, mostrare quella gratitudine che essi si meritano per quanto di bello sanno sempre regalarci.” Così l’on. Stefano Pellegrino, presidente della Commissione Affari Istituzionali presso l’Ars in merito alla mattanza dei 30 cani avvelenati a Sciacca.

L’efferato gesto si somma ad atti analoghi compiuti nei giorni scorsi a Santa Ninfa e Campobello di Mazara, in provincia di Trapani, in cui altri cani hanno perso la vita per avvelenamento. A tal proposito, il codice penale, art. 544 bis è chiaro: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni”.

“Il maltrattamento di animali o, peggio, cagionarne la morte – continua Pellegrino – è dunque un gravissimo reato punito con pene severissime. È noto l’orientamento normativo, soprattutto regionale, tendente a tutelare il legame affettivo con gli animali. Profondo sdegno desta la condotta dei seminatori di morte e autori di atrocità inaudite nei confronti dei cani meno fortunati costretti al randagismo”.

Premiata la partannese Maria Grazia Alia

PARTANNA – Alla partannese Maria Grazia Alia è stata conferita, per la sua opera Il diario,  la segnalazione di merito per la sezione Narrativa breve della XXV Edizione del Premio Nazionale Letteratura d’Amore. La cerimonia di premiazione si è tenuta sabato 17 febbraio a Torino.

Alla premiata sono state assegnate la Targa del Centro Studi Cultura e Società, la Vetrinetta con presentazione personalizzata in cornice del diploma e dell’incipit del racconto  e la pubblicazione dell’opera nell’Antologia del Premio.

Qui di seguito il testo dell’opera premiata

IL DIARIO 

Ognuno di noi porta nel cuore immagini di stagioni vissute e il ricordo ne perpetua l’esistenza, perché, se il tempo è vita, la vita dimora nella memoria. Ormai Delia, guardando dall’ampia vetrata della sua cucina, aveva visto alternarsi molte stagioni. Era nuovamente primavera. Le rondini con il loro garrito erano tornate a solcare il cielo terso del mattino e sull’albero di gelso candidi fiori impalpabili erano presagio di rinnovata magia. Nelle aiuole le primule erano tornate a sbocciare e anche il glicine, con i suoi racemi di fiori azzurro-violacei intensamente profumati, era in pieno splendore. “Candido, marito mio, tu amavi molto la primavera”, disse Delia prendendo tra le mani una vecchia foto che li ritraeva insieme e da giovani in un momento felice. Lei minuta, capelli lunghi e neri come l’ebano, sguardo intenso e un sorriso radioso che scalda il cuore. Lui alto, vigoroso, volto dai tratti gentili, mani forti che delicatamente stringono quelle di lei e negli occhi una gran voglia di vivere appieno quel tempo gioioso che si nutre di sogni. Erano belli, giovani e profondamente innamorati. Si erano conosciuti proprio in primavera e dopo poche settimane Candido le dichiarò il suo amore. La foto che Delia guardava con tanta tenerezza immortalava per l’appunto quel momento: loro due insieme, in una festa di paese, in un complice incrocio di mani e di sguardi, con il tempo che sembrava fermarsi mentre intorno a loro frenetica scorreva la vita. Quella sera Candido le regalò un diario dalle pagine colorate. Sulla prima pagina scrisse : “A te mia cara, che tu possa riempire queste pagine così come riempirai la mia vita. Che la tua vita a venire non conosca giorni bui, ma solo colori, bellezza, sogni!”. Da quella sera Delia non smise di scrivere; scrisse del loro giovane amore, dei loro studi, dei loro amici, della laurea di entrambi, della cattedra di Filosofia per lui e di Lettere per lei, della proposta di matrimonio, della loro prima casa presa in affitto, dei preparativi per il giorno del “sì”, del suo abito bianco in pizzo francese, del suo bouquet di rose bianche e astromelie, di quel giorno tanto atteso in cui le loro esistenze si unirono per sempre. Quotidianamente annotò su quelle pagine colorate sentimenti, emozioni, impressioni, sensazioni, sogni. Solo per qualche mese smise di scrivere… dopo aver saputo che non avrebbero potuto avere la gioia di un figlio. Fu un duro colpo per entrambi, ma , forti di un amore indelebile e profondo, continuarono il loro cammino più uniti che mai. L’insegnamento per Delia e Candido era una vera missione; l’interessamento per gli studenti andava al di là del dovere professionale. Erano insegnanti preparati, disponibili, intraprendenti. La malattia di Candido si manifestò subito dopo che i due coniugi andarono in pensione. Una calda mattina d’estate, Candido si allontanò dallo loro villetta per fare una breve passeggiata e non fece più ritorno. Delia si preoccupò molto e andò a cercarlo. Lo trovò seduto a terra, frastornato, paonazzo in viso e che farfugliava frasi senza senso. Candido non era più riuscito a trovare la strada del ritorno. Quella sera Delia scrisse sul diario pagine di sgomento per l’accaduto, parole di incertezza e di paura; da quel momento non scrisse più. L’Alzheimer era entrata prorompente nella loro vita. La malattia in pochi mesi andò incontro ad un progressivo peggioramento. Candido non era più lui … spento lo sguardo e triste il cuore. Avida come una ladra la malattia gli stava rubando i ricordi, i colori di un’intera esistenza che stava precipitando in un baratro di oscurità. I medici che consultarono dissero che le cure erano insoddisfacenti e che per rallentare la perdita delle capacità intellettive e della memoria occorreva stimolare costantemente il paziente. Allora Delia pensò al diario. Leggere e rileggere ad alta voce quel diario poteva aiutare il marito a non annullare il suo passato. Amorevolmente si prese cura di lui e tra le tante faccende da fare trovò sempre il tempo per leggere il diario.”Ti ricordi di quando dal paese ci siamo trasferiti qui in campagna? E che quel glicine l’hai piantato tu? Eh, Candido, ricordi?”, gli chiedeva con dolcezza. “Non ti preoccupare, ora leggerò proprio quelle pagine e vedrai che ricorderai”. Mentre scorreva le pagine del suo diario leggendo ad alta voce anche lei riscopriva particolari che aveva dimenticato, sfumature del loro passato che ora ritornavano nitide. Candido la stava ad ascoltare in silenzio, sereno, accennando talvolta un sorriso. Sovente Delia lo prendeva per mano e lo conduceva a fare una passeggiata. In lontananza si vedeva il mare. Quanti bei tramonti avevano ammirato da quel viale alberato, ma ben presto Candido non si entusiasmò più a quella vista. Passarono gli anni, anni difficili e colmi di dolore. Una notte la morte lo colse nel sonno. Candido se ne andò per sempre insieme a quel poco che gli restava dei ricordi di una vita. Ecco, la stagione delle promesse era tornata. La sulla ancora una volta tappezzava di rosso il verde prato. Delia prese la foto, la baciò e la mise tra le pagine del suo diario, che strinse a sé con tenerezza. Il diario era tutto ciò che a Delia restava di una lunga vita fatta di amore e condivisione, tutto ciò che di più caro le restava di suo marito. Le cose materiali non contavano; lì fra quelle pagine c’era il tempo vissuto, c’era la vita . Delia ripose il diario in un cassetto, poi uscì da casa, guardò il cielo azzurro e disse: “E’ il regalo più bello che avresti potuto farmi”.