Monthly Archives: Settembre 2018

Il giornale e il giornalista

Il giornale è uno strumento di comunicazione di massa, particolarmente diffuso nel mondo. Esso ci mette in contatto tutti i giorni con i diversi settori della politica, dell’economia, della cronaca, dello sport, riportando notizie il più fedelmente possibile.
Nel nostro Belpaese, detto “dalla memoria corta”, in cui più si va avanti negli anni e meno si legge, vivono venti milioni di cittadini che, pur avendo una certa cultura, non leggono. Secondo le statistiche Istat. in Italia, la lettura quotidiana del giornale non è ancora un’abitudine diffusa; da noi solo il 10 – 15% dei cittadini legge i giornali.
La stampa italiana non è riuscita ad acquistare la fiducia della popolazione, perché viene considerata, giustamente, ancora un mezzo di comunicazione di idee di parte, uno strumento in mano a precisi gruppi di potere politico o economico, che lo usano a proprio uso e consumo.
-Il giornalista, spesso chiamato all’inglese: reporter è un lavoratore del campo dell’informazione nel settore del giornalismo, che, oltre a informare la cronaca, si occupa di scoprire, analizzare, descrivere e scegliere notizie, per poi redigere articoli, inchieste per testate giornalistiche periodiche o agenzie di stampa, su un mezzo di comunicazione di massa (carta stampata, radio, televisione, internet).
Diversamente dalla maggioranza degli altri stati, in Italia l’attività del giornalista è regolamentata da una legge (L. 3 febbraio 1963 n. 69).
Giacomo Di Girolamo giornalista di Marsala nel suo libro “Cosa grigia” ha scritto che <>.
Il giornalismo in Italia vive in un contesto assurdo e pericoloso, che spinge al conformismo, che non invita a rischiare, a prendere iniziativa, a intrufolarsi nelle questioni più imbarazzanti. Ci sono naturalmente dei giornalisti controcorrente, che per una questione di onestà intellettuale e professionalità, fanno eccezione e, purtroppo, pagano la loro ostinazione di persona a caro prezzo.
Lo sapevano bene Giancarlo Siani, Mauro Francese, Mauro Rostagno, Cosimo di Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Beppe Alfano, Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Anna Politkovskaja, Peppino Impastato, Giuseppe Fava, ed altri. Morti, perché nell’esprimere le loro idee non pilotate erano soli e privi di sostegno.

Vito Marino

“Esperienza di solidarietà umana al II Circolo Didattico Ruggero Settimo”

CASTELVETRANO – Il 31 maggio 2108, per il terzo anno consecutivo, l’Unitre Castelvetrano Selinunte con la partecipazione dei Club ed Associazioni più rappresentativi della Città e del Gruppo Geolive, Multimedical ed il Centro Commerciale Piazza, ha organizzato il III Concorso Fotografico aperto a tutti gli alunni di tutte le Scuole castelvetranesi. Una speciale Commissione d’Esperti, dopo aver visionato le tante foto pervenute, ha stilato la graduatoria dei vincitori ai quali sono stati consegnati dei premi in denaro durante la cerimonia di premiazione che si è svolta nell’Aula Magna della Scuola Media “Vito Pappalardo”.
Giuliano Firenze, frequentante la V Classe Elementare del II Circolo Didattico “Ruggero Settimo”, è risultato fra i vincitori. Orbene Giuliano così giovane per la sua innocente generosità, rappresenta per me e quanti hanno avuto la fortuna di viverla, una esperienza di solidarietà umana, forse, unica ed irripetibile che non si può e deve fermarsi soltanto a questo racconto, ma che può e deve aprirsi alla vita. Voglio sostenere il “gesto” di Giuliano con forza, affinchè possa diventare una pagina di vita non solo per i più piccoli, ma, soprattutto, per i più grandi.
Un paio di giorni addietro, mi telefona una mia ex alunna, Zinella Fazio, docente alla “Ruggero Settimo” e mi porta a conoscenza che un suo ex alunno, Giuliano Firenze che a partire dall’a.s. corrente frequenta la Prima Media della “Gennaro Pardo”, ha maturato l’idea di destinare agli alunni delle prime classi della sua ex scuola, la metà del suo premio e a tal proposito ha già comprato 53 penne da consegnare agli alunni delle prime classi della sua ex scuola. Vengo coinvolto, mi procuro 53 matite che assieme alle penne vengono abbellite con nastri e nastrini per la consegna ai destinatari, nella cerimonia ufficiale, che si è svolta il 27 settembre u.s. , nell’Aula Magna della “Ruggero Settimo” alla mia presenza, della Dirigente Scolastica, prof.ssa Maria Luisa Simanella, delle insegnanti Zinella Fazio, Anna Maria La Rocca, Filiana Ingargiola, Francesca Di Stefano, Paola Pantaleo, Giovanna Di Stefano, Fabio Pisciotta, Nini Giardina e naturalmente dell’attore principale, Giuliano Firenze, della sua Mamma e della sorellina ed in particolare alla presenza di 53 ragazzini stupendi, meravigliosi che hanno scritto assieme a Giuliano una bella pagina che non ha niente da invidiare al libro Cuore. Con il mio aiuto Giuliano consegna i suoi regalini ai “bimbetti” raggianti e felici. Dopo le parole d’apprezzamento e d’affetto indirizzati a Giuliano da parte della D.S. Maria Luisa Simanella, delle insegnanti Zinella Fazio e Anna Maria La Rocca come non evidenziare il gesto, a parte la mattinata indimenticabile, che un “Ragazzino” d’appena 11 anni mi ha e ci ha trasmesso: a) divulgare quanto più possibile il messaggio del gesto e la generosità che da esso trapela; b) la solidarietà non è compassione verso i più bisognosi, ma è una necessità che alberga nel cuore delle persone per impegnarsi per il bene comune; c) solo impegnandosi a favore dei più bisognosi si può dare valore e senso alla ns. vita; d) altro insegnamento che si può estrapolare dal gesto di Giuliano Firenze riguarda certamente i valori che “Famiglia e Scuola” che riescono a trasmettere ed impartire. Non bisogna trascurare l’ambiente in cui si cresce per fortificare e rinsaldare i veri valori della generosità e solidarietà verso i deboli e i più bisognosi. Bravo.Bravissimo,Giuliano,sono e siamo orgogliosi di Te.Con tanto affetto, Preside Totò Ferri

Foto: Giuliano Firenze tra la Preside Maria Luisa Simanella e il Preside Antonio Ferri in alto la foto con la quale Giuliano è risultato vincitore nel III Concorso di Fotografia e poi l’immensa platea dei Ragazzini della Prima Classe Elementare e dei loro Insegnanti.

Scuola: sindacati incontrano il ministro, le quattro priorità della scuola siciliana

PALERMO – “La messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici, il loro adeguamento e la costruzione di nuove scuole; il raggiungimento della media nazionale sul tempo pieno o almeno nel breve termine il 15/20% della copertura delle classi della scuola primaria, attualmente ferma al 7%; la trasformazione dei posti sul sostegno dell’organico in deroga in posti di diritto; la stabilizzazione del personale Ata che, complessivamente sotto organico, da anni vive nella precarietà”. Sono queste le quattro priorità sottoposte dai segretari regionali della Flc Cgil, Graziamaria Pistorino, Cisl Scuola, Francesca Bellia, e Uil Scuola, Claudio Parasporo, al ministro dell’istruzione Marco Bussetti nel corso di un incontro presso la scuola Giovanni Falcone di Palermo.
“Le richieste – aggiungono – muovono dalla necessità di uscire dallo stato drammatico in cui versa da troppo tempo la scuola nell’Isola rispetto al resto del Paese. Dall’edilizia scolastica all’abbandono e al tempo pieno, dagli organici dei docenti di sostegno a quelli degli ausiliari, dei tecnici e degli amministrativi. In ognuno di questi settori la Sicilia è maglia nera”.
“La maggior parte delle strutture – continuano – risulta inadeguata, fatiscente e sprovvista di standard di sicurezza. Il tempo pieno è fermo ad un misero 7% a fronte di una media nazionale del 35.7%. Mentre oltre 7.000 insegnanti di sostegno e 8.000 tra ausiliari, tecnici e amministrativi vivono da anni nella precarietà, nonostante i posti ci siano e lo Stato potrebbe stabilizzarli a costo zero”.
“Ecco perché consideriamo l’accordo firmato oggi tra il Ministero e la Regione Siciliana – concludono – un piccolissimo passo in avanti rispetto al lungo percorso che ancora bisogna fare. Pertanto chiediamo al ministro e al governo nazionale di predisporre un Piano per la scuola in Sicilia e al Sud e di prendere impegni concreti, con capitoli di spesa dedicati nella prossima legge di bilancio”.

Digitalizzazione: Asp Trapani prima azienda sanitaria siciliana a dotarsi dello Spid

TRAPANI – L’ASP di Trapani è la prima azienda sanitaria della Sicilia a essersi dotata del sistema SPID, (Sistema Pubblico di Identità Digitale) che consente ai cittadini di accedere ai servizi online erogati dalla pubblica amministrazione, che richiedono autenticazione, con un’unica identità digitale, utilizzabile da computer, tablet o smartphone.
Secondo l’articolo 64 del Codice dell’amministrazione digitale (Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82) infatti, tutte le pubbliche amministrazioni devono rendere i propri servizi online accessibili tramite SPID, per favorire e semplificare l’utilizzo dei servizi digitali da parte di tutti i cittadini.
Si può accedere, tramite le proprie credenziali SPID, a tutti i servizi dell’ASP accessibili dallo “Sportello on line”, come esenzioni ticket per reddito e cambio medico, e dal prossimo mese si potrà utilizzare anche per prenotare tutta una serie di visite ed esami senza recarsi più allo sportello CUP.
Il servizio è stato predisposto dal responsabile dell’unità operativa ICT dell’ASP Maurizio Bruno.
“Un ulteriore passo che stiamo facendo – commenta il commissario straordinario dell’ASP Giovanni Bavetta – verso la sburocratizzazione e il passaggio dal cartaceo al digitale. Con l’accesso diretto tramite SPID non sarà più necessario registrarsi direttamente al nostro portale per usufruire immediatamente dei servizi on line. Credo poi che ricordare una sola password per accedere a tutti i servizi che fornisce la pubblica amministrazione sia anche comodo per l’utente”.

L’uri di la jurnata

Il popolino dei vecchi tempi usava poco l’orologio, molti non lo possedevano ed altri non lo conoscevano; tutti però sapevano interpretare il suono delle campane delle chiese.
Esse incominciavano a suonare la mattina prestissimo, poiché verso le ore 4,30 c’era la prima messa per permettere ai contadini, che a quell’ora già si avviavano verso la campagna, di assistervi. Durante la mattinata le campane annunciavano le altre messe ad un orario stabilito e a mezzogiorno suonava “la mezza”.
Inoltre:
Alle ore 15 suonava “l’Agonia”
” “ 16 ” “la 20° ora” (vint’ura)
” ” 17 ” “la 21° ora” (vintun’ura) -3 ore prima dell’Ave Maria
” ” 20 ” “l’Ave Maria”
” ” 21 ” “1 ora di notte”- 1 ora dopo l’Ave Maria
Dopo quest’ora le campane non suonavano più, ma la gente continuava lo stesso a calcolare il tempo con “2 uri di notti” (ore 22), “3 uri di notti” (ore 23), “mezzannotti” ore 24.
Ricordo benissimo che mia madre in inverno, seguendo il suono delle campane, quando suonava 21 ura, diceva con rammarico: “e finiu n’autra iurnata!”.
Durante “l’Ave Maria”, mentre si recitava il rosario in chiesa, in casa, le vecchiette sedute attorno al braciere con la carbonella accesa, o fuori a prendersi il fresco, secondo la stagione, recitavano le loro preghiere.
Poiché in inverno l’Ave Maria si anticipava di un’ora (alle ore 19), anche le altre ore successive subivano delle modifiche.
A conferma dell’usanza di considerare le ore 21, 22, 23 come 1 ora di notte, 2 ore di notte e 3 ore di notte, ricordo che un “viaticu di San Giuseppi”, che mia madre recitava durante il Natale, fra l’altro diceva:
– “Est un’ ura di la notti sa cu c’è darrè li porti? Un Vicchiareddu e ‘na Signura, ci faciti alloggiu a st’ ura? -Nun si po”-. Il viatico continuava così con: su du’ uri di la notti, 3 uri e la mezzannotti.
Anche il Martoglio nelle sue commedie dialettali parla di “2 uri, e 3 uri di la notti”.
Nelle campagne, dove non arrivavano i rintocchi delle campane, era il gallo che annunciava l’approssimarsi dell’alba. Poiché i contadini lavoravano “di li sett’arbi” (dall’alba) “a la cuddata di lu suli” (al tramonto) ovvero: “di lu scuru a lu scuru”, non avevano bisogno di orologio; era il sole che, attraverso l’inclinazione delle ombre lasciate durante il suo cammino, regolava tutte le ore della giornata. Quando il sole era alto sulla propria testa, era “la mezza” e mangiavano qualche cosa. “A la ntrabbunuta” (al tramonto), il contadino smetteva di lavorare, cenava e andava subito a letto, “comu li addini” (come le galline), si diceva.
Verso gli anni ’50 gli orologi delle chiese furono forniti di campane, che annunciavano l’orario con dei rintocchi, ogni quarto d’ora; inoltre suonavano a distesa a mezzogiorno e alle ore 8,20 per sollecitare chi doveva andare a scuola. Alcune persone portavano nel taschino del panciotto un grosso orologio con una appariscente catena appesa all’occhiello. Nelle famiglie dei benestanti, l’orologio a pendolo e quello con il carillon, più o meno lussuoso, non mancava mai. La sveglia, con la cassa metallica, è subentrata in tempi più recenti dando la possibilità, anche ai più poveri, di possederne una.
Poiché il calcolo delle ore, adottato dalla Chiesa per le preghiere, proviene da quello dell’Impero Romano, ho fatto delle ricerche, questa volta in biblioteca, che esulano dallo scopo principale di questo mio libro, ma che cito quì sotto, perché potrebbe interessare (vogliate scusare questa mia presunzione) a qualche probabile lettore.

LE ORE ROMANE – La prima divisione della giornata in ore spetta ai Caldei (1).
Costoro dividevano il giorno e la notte in ore equinoziali, tutte della stessa durata, ed in ore temporali disuguali fra loro, perché ottenute dividendo indipendentemente in 12 parti il periodo dall’alba al tramonto e quello dal tramonto all’alba successiva.
Di conseguenza durante gli equinozi ( il giorno uguale alla notte), le ore risultavano uguali nelle 24 ore, mentre durante i solstizi (giorno più lungo della notte in estate e notte più lunga del giorno in inverno) le ore risultavano disuguali fra giorno e notte.
Tale sistema fu adottato nel III secolo a.c. dai Greci i quali a loro volta lo trasmisero ai Romani.
Dai vangeli si legge che dall’ora sesta all’ora nona, coincidente con l’agonia in croce di Gesù Cristo, il cielo si oscurò e che alla nona ora Gesù spirò in croce. Dalle note a chiarimento, gli stessi vangeli informano che l’ora sesta corrisponde alle ore 12, mentre l’ora nona corrisponde alle ore 15.
Infatti se ci riferiamo alle ore romane, l’alba (ore 7), corrisponde alla prima ora della giornata, mentre il tramonto ( ore 18), corrisponde alla XII ora (ultima ora del giorno). Così avremo:
Ore 7 = I ora (alba)
” 8 = II ”
” 9 = III ”
” 10 = IV ”
” 11 = V ”
” 12 = VI ” (mezzogiorno) ….. .
” 13 = VII ” . . – agonia e morte di Gesù
” 14 = VIII ” . .
” 15 = IX ” . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
” 16 = X ”
” 17 = XI ”
” 18 = XII ” (tramonto)

(1) – Popolo dei Caldei – vissuti nel 2.000 a.c. in Mesopotamia.
– Erodoto (storico e grande viaggiatore Greco di Alicarnasso
-484-430 a.c.- parla di una casta sacerdotale babilonese.
preposta alla interpretazione dei fenomeni celesti.
– Oggi esiste una comunità di cattolici di rito caldeo in Mesopotamia.
LE ORE CANONICHE – Poiché durante le mie ricerche ho trovato questo argomento, mi fa piacere trascriverlo, dato che entra sempre nell’argomento delle ore:
– Si tratta di preghiere composte di salmi, inni, letture, orazioni, che preti e monaci hanno l’obbligo di recitare o cantare, secondo le prescrizioni del breviario.
Dal IX secolo in poi, l’ufficio giornaliero comprende otto ore, in corrispondenza della divisione romana della giornata:
– Mattutino – Laudi – Prima ora – Terza ora – Sesta ora – Nona ora – Vespro – Compieta.

Vito Marino

Arresto in flagranza di reato

CASTELVETRANO – Personale del Commissariato di P.S. di Castelvetrano appartenente all’Ufficio Volanti – nell’ambito di specifici servizi di prevenzione e controllo del territorio, finalizzati a reprimere i reati in genere – ha proceduto, all’alba di mercoledì 26 settembre 2018, all’arresto in flagranza di reato di Antonino Pellicane, nato a Mazara del Vallo il 18.3.1981, per inosservanza degli obblighi inerenti la misura della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno.
Antonino Pellicane, rintracciato presso la centralissima via Garibaldi, veniva riconosciuto immediatamente dagli Agenti del Commissariato in servizio durante il regolare quadrante notturno e, bloccato ed accompagnato presso il Commissariato di P.S. di Castelvetrano, veniva dichiarato in stato di arresto, per inosservanza della prescrizione anzidetta della misura di prevenzione alla quale era sottoposto.
Nella mattinata del 26, il Giudice monocratico del Tribunale di Marsala convalidava la legittimità dell’arresto operato dagli Agenti del Commissariato e risottoponeva Pellicane Antonino alla misura della Sorveglianza Speciale con obbligo di soggiorno che aveva precedentemente trasgredito.
L’arresto di Antonino Pellicane non è altro che l’ennesimo realizzato dalle Volanti del Commissariato di Castelvetrano nell’ambito di quell’attività finalizzata al controllo del territorio disposta dal Questore di Trapani.

Record mondiale di raccolta di lumache in un’ora

TORINO – Per la settima volta Maurizio Paschetta è campione mondiale di record agricoli. Ieri (lunedì 24 settembre) ha polverizzato il record detenuto dal bulgaro Nikolaj Milanov che a Trojan, nel 1994, in un’ora raccolse 200 lumache. «The Natural Boy», questo il suo soprannome, ha raccolto nello stesso tempo 1086 lumache (oltre 5 volte di più), record mondiale certificato dalla World International Champions dal giudice Luigi D’Amico . «Ho dato tutto quello che potevo – ha commentato Maurizio Paschetta al termine della gara, trasmessa in diretta Facebook sulla sua pagina ufficiale (https://www.facebook.com/Maurizio.Paschetta.Official/ ) gara mondiale presentata da Davide Bazzichetto – è il risultato di un duro lavoro, ma anche di costanza, passione e resistenza». «Sono soddisfatto e ringrazio tutti i fan e le persone che mi hanno seguito – ha aggiunto -. Nella prima mezz’ora ho raccolto vicino alla rete, come una sorta di riscaldamento , gli ultimi 30 minuti più verso la metà del recinto, cosa più difficile perché ho dovuto allungarmi il più possibile senza mai entrare all’interno». La gara è stata disputata nell’allevamento «Le lumache del Marchesato» di Giacomo Torre in via Revello 38/A a Saluzzo , Piemonte , Italia .
Per Maurizio Paschetta si tratta del settimo record mondiale, dopo quello in mungitura vacca a mano, pigiatura uva con i piedi, spaccalegna con accetta, impilamento balle piccole di fieno su un rimorchio agricolo, raccolta tartufi con cane su ring e vangatura del terreno a mano .

Assemblea Diocesana Ordinaria di inizio anno associativo 2018 – 19

MAZARA DEL VALLO – Si è celebrata sabato 22 settembre 2018 presso la Parrocchia Cristo Re di Mazara del Vallo l’Assemblea Diocesana Ordinaria di apertura nuovo anno associativo 2018 – 19 dell’Azione Cattolica Italiana Diocesi di Mazara del Vallo.
All’Assemblea iniziata alle ore 16.30 con un momento di preghiera condotto dall’Assistente Unitario diocesano don Pino Biondo, hanno partecipato i rappresentanti delle diverse associazioni
parrocchiali dell’Azione Cattolica presente nel territorio della Diocesi.
A seguire i saluti del neo Presidente Diocesano di A.C. Enza Luppino che ringraziando tutti i
partecipanti ha introdotto il cammino annuale.
La presidente ha paragonato l’AC ad un albero dalle profonde radici ma vulnerabile perché esposta all’attacco di tanti agenti/fattori atmosferici esterni che la circondano. E allora non bisogna aver paura e chiudersi in se stessi ma uscire fuori dalle mura a tessere nuove relazioni.
Il cammino associativo di quest’anno ci porta ad analizzare il secondo dei verbi (Custodire,
Generare, Abitare) che Papa Francesco ha consegnato lo scorso anno all’AC in occasione dei
festeggiamenti dei 150 anni dalla fondazione per contribuire a realizzare il grande progetto di
Chiesa in uscita da lui voluto. Il verbo è GENERARE.
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A trent’anni dalla morte di Mauro Rostagno, un film racconta il recupero del suo archivio

PALERMO – A trent’anni esatti dalla morte di Mauro Rostagno – ucciso dalla mafia il 26 settembre 1988, in un agguato in contrada Lenzi, a poche centinaia di metri dalla “sua” comunità Saman – nasce una serata per ricordarlo e per ospitare la proiezione de “La rivoluzione in onda”, documentario di Alberto Castiglione che racconta la storia del recupero dell’archivio del giornalista e attivista. Il film sarà proiettato al Teatro Garibaldi, domani (martedì 25 settembre) alle 20, grazie ad una sinergia tra Le Vie dei Tesori, il CriCD (Centro regionale del Catalogo) e la biennale Manifesta12. L’ingresso è gratuito sino a esaurimento posti.

Mauro Rostagno lavorava ad Rtc, piccola emittente trapanese che mandò in onda le sue inchieste sugli intrecci tra mafia, politica e colletti bianchi nella Trapani degli anni Ottanta. Le videocassette dei servizi giornalistici, in parte ormai quasi inutilizzabili, e il lavoro di recupero della documentazione, sono stati fondamentali per la riapertura del processo, che portò alla condanna del mandante dell’omicidio del giornalista. “La rivoluzione in onda” di Alberto Castiglione incrocia, dunque, la scoperta dell’archivio perduto, la vicenda giudiziaria e quella biografica.

L’archivio è stato recuperato grazie al supporto della Filmoteca regionale siciliana, che ha messo a disposizione professionisti e mezzi tecnici. Il Fondo Rostagno, adesso è custodito dal CriCD, il Centro regionale per l’inventario e la catalogazione della Regione Siciliana, di cui la Filmoteca fa parte, dopo che la sorella del giornalista, Carla Rostagno, ha voluto donare al Cricd tutto il corpus documentario, composto da oltre 500 videocassette e appunti che rischiavano di andare irrimediabilmente perduti.