Monthly Archives: Settembre 2019

Il sindaco Nicolò Catania replica all’inchiesta di Tp24 sui grandi eventi di Partanna

PARTANNA – Dopo l’inchiesta in tre puntate di TP24 sui “grandi eventi a Partanna” in cui si evidenziavano cose “curiose” e “stranezze”, pubblichiamo la risposta del sindaco Nicolò Catania contenuta nel seguente comunicato stampa emanato oggi dalla portavoce del Sindaco Letizia Loiacono.

COMUNICATO STAMPA

“Ci troviamo costretti, nostro malgrado, a dare delle puntuali risposte ad un attacco immotivato che in questi giorni la nostra amministrazione comunale ha subito da una ‘sorta’ di inchiesta che non ha raccontato la verità, l’ha distorta aggiungendo alla narrazione tutta una serie di supposizioni che possono essere elaborate solo da chi ignora le più basilari nozioni dell’amministrazione o da chi è in assoluta cattiva fede. Certo, ci sarebbe da chiedersi preliminarmente a chi giova tutta questa montagna di fango buttata addosso al Sindaco e all’Amministrazione Comunale di Partanna. Qual è l’esigenza preminente nel dissacrare quanto di buono in questo territorio si fa piuttosto che enfatizzarlo esortando anche gli altri comuni a far, se del caso, anche di meglio? Tutta questa montagna di fango appare come il tentativo da parte di chi non vuole che qualcuno riesca a fare cose importanti per la valorizzazione e la promozione del territorio belicino. Analogamente ad un gesto intimidatorio, un simile atto diffamatorio sembra porsi nei confronti di un sindaco, di un’amministrazione e di quanti, a vario titolo, hanno a cuore la buona riuscita di tale attività come un consiglio maldestro ad abbassare la testa, a ‘calare la cresta’: ‘un fari lu spertu’… ‘Sindaco, d’estate vattene al mare con la famiglia… tu i tuoi assessori…i tuoi consiglieri e i dipendenti comunali…adeguati… rilassati…’. È un tono che ricorda i consigli dati in un passato non troppo remoto a chi dava fastidio. Sembra che questo fastidio sia creato dal cercare di dar lustro ad un territorio che si avvia ad affermare nuova forza e vitalità. E questo non va bene, bisogna infangare, denigrare, accusare ingiustamente. Di fronte alle nefandezze indicate nell’indagine, sarebbe imprescindibile rivolgersi direttamente alla Procura della Repubblica, non già ad una testata giornalistica on line che, nel prestare il fianco ad una campagna diffamatoria di tale portata, non sente il bisogno, così come il codice deontologico di ogni buon giornalista prevede, di accertare i fatti per dare corrette informazioni ai propri lettori. Non vogliamo minimamente pensare che il non aver fatto una adeguata pubblicità a pagamento su alcune testate online o, ancor peggio, l’aver inavvertitamente dimenticato qualche accredito stampa per entrare gratis agli spettacoli possa aver creato un irrigidimento verso il Comune di Partanna. E non vogliamo neanche pensare che la partecipazione ad un convegno politico di un partito non allineato sulle posizioni, non tanto velate, di certe testate giornalistiche possa aver generato fastidi.

Ciò detto, ci preme preliminarmente preannunciare che dall’analisi effettuata dai nostri avvocati adiremo alle vie legali al fine di tutelare l’immagine del Sindaco, dell’amministrazione e dell’intera città. Sarà nostra cura, a giorni, recarci alla competente Procura della Repubblica a consegnare formale esposto.

Andiamo ai fatti che affronteremo in questo nostro comunicato punto per punto e in una sola puntata.

FALSO affermare che non si conoscono prima i costi della rassegna. I costi del programma, invece, sono certi fin dall’origine delle istruttorie amministrative e, ancor di più, dalla presentazione del progetto all’Assessorato Regionale al Turismo che, informazione omessa, va presentato l’anno prima per l’anno dopo così come previsto dalla circolare dell’assessorato stesso CO.CO. e CO CO.P.S. Tra l’altro, nel corso del 2019, la selezione e l’accettazione delle proposte relative agli spettacoli sono state fatte con lettere formali già nel mese di aprile, maggio, giugno e le proposte stesse recitano costi e condizioni degli spettacoli.

È DA IGNORANTI ricercare nella delibera 166 del 5 luglio 2019 i costi relativi alla rassegna, posto che tale delibera, mero atto di indirizzo politico amministrativo, non abbisogna di indicazione rispetto agli importi in quanto gli stessi sono contenuti nelle procedure ex ante (di cui al punto di prima). Ripetiamo, per essere più chiari, che trattasi di mera delibera di approvazione del programma e di indirizzo agli uffici competenti.

TENDENZIOSO definire uno ‘stratagemma’ la parte della rendicontazione alla Regione Siciliana che riguarda il personale del Comune impegnato nella fase di programmazione, di realizzazione e di rendicontazione della rassegna stessa; tutto ciò mostra quanto sia a dir poco strumentale far finta di non sapere che l’intera manifestazione Artemusicultura (che nei suoi circa 2 mesi di attuazione quasi quotidianamente prevede attività e spettacoli) viene realizzata dall’Amministrazione utilizzando esclusivamente il proprio personale (determina sindacale n.25 del 12.07.2019 costituzione unità di progetto) che, come ben noto ai tanti, presta esclusivo servizio per l’intera durata della manifestazione stessa. Non sanno, o fanno finta di non sapere, quindi, che, il montaggio giornaliero di palchi, scenografie, sedie, gruppi elettrogeni; la sistemazione di transenne e luoghi (Castello, piazza e teatro provinciale); gli adempimenti amministrativi; la siae giornaliera; il servizio maschere al castello e al teatro provinciale; la redazione e la gestione del piano di sicurezza, del piano di evacuazione, del piano sanitario; la vigilanza e l’ordine pubblico; i collaudi e la commissione comunale vigilanza pubblici spettacoli, etc, etc, etc… sono effettuati esclusivamente dal personale interno senza affidare alcun tipo di incarico né a ditte esterne né a professionisti vari. Infine, dette spese, che, anni fa, l’Assessorato Regionale al Turismo non aveva ammesso alla rendicontazione, vengono invece regolarmente contabilizzate nella stessa a seguito di un parere del C.G.A. dell’11/04/2017 emesso proprio in virtù di un formale ricorso fatto da questa Amministrazione e accolto con DPR 797 dell’11/08/2017.

ALLUSIVO e FALSO sostenere che si danno incarichi per organizzare i concerti. Gli spettacoli del Comune di Partanna vengono acquistati dalle società esclusiviste degli stessi che, nel tempo, si sono succedute sulla scorta delle proposte da loro formulate. Il signor Costa, fra i manager più importanti dell’Italia Meridionale, nonché persona rispettabilissima, è fornitore del Comune di Partanna già dal 2003, senza per altro essere l’unico, così come si vuole artatamente far intendere. Per altro, il rapporto di stima e di amicizia che intercorre con il Signor Costa non costituisce di certo un elemento di negatività, ma presupposto di fiducia e garanzia.

FALSA, ancora, l’affermazione che la Musica da Bere S.r.l. non abbia l’esclusiva degli spettacoli proposti, esclusiva esistente e valida per la Provincia di Trapani per la stagione estiva, come da documenti presentati al Comune, e ancor più FALSA risulta essere la gratuita affermazione che, in altre località siciliane, gli spettacoli, a parità di termini di confronto, siano costati cifre inferiori.

FALSO E TENDENZIOSO, oltre che volto ad insinuare il dubbio nel lettore di chissà quali nefandezze, è sostenere che il concerto di Max Gazzè nel Comune di Agira sia costato circa 40.000 euro, quando, inconfutabilmente tale concerto è costato 63.440,00 euro finanziati da una sponsorizzazione del Centro Commerciale “Sicilia Outlet Village” a cui vanno aggiunti i costi che il Comune di Agira ha sostenuto per servizi tecnico-logistici. Se si fosse stati più attenti, si sarebbe rilevato che il costo della prestazione di Max Gazzè a Partanna è stato di 46.609,83 euro, quindi, quasi 17.000 euro in meno rispetto ad Agira, senza, inoltre, considerare che il contributo del Comune Partanna di soli 28.000,00 euro e che tutti i costi relativi alla SIAE, alla pubblicità, al servizio di sicurezza, alle assicurazioni, ai diritti di prevendita da riconoscere a terzi, costo del biglietto di ingresso inferiore ai prezzi di mercato e, ovviamente, assunzione in proprio del relativo rischio di impresa sono stati posti a carico della società Musica da bere. Sarebbe bastato, in sintesi, leggere agli atti del Comune la rendicontazione dei costi sostenuti comprensiva della dichiarazione osservatoria di un professionista iscritto all’albo dei Commercialisti e Revisori Contabili. Quanto ha incassato il Sig. Costa per lo spettacolo di Max Gazzè? Semplice! Bastava andare a verificare, non solo l’attestazione e il rendiconto, ma, volendo, anche il relativo modello C1 della SIAE per rendersi conto che al pareggio dei costi sono mancati circa 1.000 euro (altro che guadagnare decine di migliaia di euro!!!). Analoga è la situazione verificatasi l’anno scorso con il concerto di Massimo Ranieri.

ILLOGICO E STRUMENTALE mettere a confronto i costi sostenuti per il concerto di Giusy Ferreri dal Comune di Partanna e dal Comune di Lipari perché trattasi di due forniture aventi caratteristiche diverse. Infatti, il costo dello spettacolo di Lipari si riferisce alla sola prestazione artistica di Giusy Ferreri e relativi musicisti, omettendo quindi di considerare gli ulteriori 11.400,00 euro spesi dal locale Comitato per i festeggiamenti e al netto di quanto il Comune di Lipari ha fornito separatamente relativamente agli impianti audio e luci completi con relativo personale tecnico e di facchinaggio specializzato, la scenografia che NON era quella del tour ufficiale che ha ospitato Partanna, le torri Layer, la copertura del palco, i costi dei traghetti, il catering (con pranzi e cene) e gli hotel per 2 giorni per tutto il personale artistico, tecnico e di produzione. Si omette, inoltre, volutamente e strumentalmente, in quanto ben evidenziato negli atti, che il costo dello spettacolo di Partanna in data 10 agosto, data unica in quel periodo in Sicilia, è risultato gravato da maggiori costi dovuti alla quota relativa agli spostamenti.

IGNORANTE E INCOMPETENTE sostenere che gli spettacoli siano acquistati con affidamenti diretti e ancor più da IGNORANTE e INCOMPETENTE sostenere che la norma non lo consenta. Intanto, gli affidamenti non vengono fatti con delibera (errore grossolano), ma con determina dirigenziale a seguito di delibera di indirizzo dell’amministrazione (delibera n. 166 del 5 luglio 2019) che, come tutte le determine di affidamento, può essere fatta, da parte dei dirigenti, anche un minuto prima dell’inizio della manifestazione trattandosi di un mero atto gestionale. Non si riesce a capire, pertanto, dove stia il dolo o la colpa. Accusare di aver falsato una procedura amministrativa è di una gravità inaudita e fare riferimento a procedure di affidamenti di servizi che nulla hanno a che vedere con quelle messe in atto evidenzia mala fede e ignoranza. L’acquisto in esclusiva degli spettacoli viene fatta ai sensi dell’articolo 63 comma 3 lettera b del DLgs 50/2016, trattandosi di acquisire una prestazione artistica prescinde dal limite di importo quindi senza limite e sforamento di qualsivoglia soglia. Del resto bastava leggere attentamente tutta la determina di affidamento il cui excursus motivazionale e giuridico, impeccabile e completo, evidenzia come tale affidamento sia stato fatto in unica determina differenziando gli acquisti solo perché sottoposti a due diversi regimi iva. È evidente, quindi, come sia infondato, errato, ma addirittura anacronistico, il riferimento al codice dei contratti che stabilisce la soglia limite di 40.000 euro, per altro elevata a 150.000 euro da recente modifica normativa. E’ assolutamente falso e di conseguenza tendenzioso asserire che all’interno dell’atto deliberativo di variazione di bilancio, approvato con scrupolo dalla maggioranza consiliare e con tutti i pareri di legittimità previsti dalla norma, ci sia traccia di tagli per qualsivoglia attività, men che meno tagli a somme che riguardano la vigilanza antincendio ai Vigili del Fuoco che, invece, hanno assicurato in tutte le manifestazioni, un servizio puntuale ed efficiente. Del resto, risulta parimenti incomprensibile dare per scontato il mancato pagamento della tassa di riferimento al servizio dei Vigili del Fuoco considerato che le manifestazioni sono ancora in corso e, come è noto, termineranno il 28 settembre.

COCCIUTO: Si torna ancora a parlare del famoso contributo del Parco Archeologico di Selinunte equivocando volutamente, al fine di ingenerare facili e inopportune polemiche anche con i Comuni limitrofi, senza valutare la questione nella maniera corretta e sorvolando su fatti amministrativi chiari e trasparenti. Precisiamo, intanto, dandone così notizia anche all’ignorante suggeritore (forse con interessi più “radical chic” che lo inducono a non essere mai presente alle manifestazioni partannesi?) che su 34 manifestazioni previste in programma (tra l’altro pubblicato da Tp24) ben 16 sono state effettuate e programmate all’interno del Castello Grifeo. Quindi, torniamo a questioni tecniche che il “suggeritore/inquirente” sembra sconoscere: non si può semplicisticamente individuare la destinazione delle somme nella determina dirigenziale di accertamento dell’entrata, perché in quanto tale, recita, per ogni affidamento, il riepilogo di tutte le entrate previste nonché citate nella delibera di indirizzo. L’effettiva destinazione di tali somme può essere solo verificata allorquando il Comune presenterà il relativo rendiconto al direttore del Parco. Per essere più chiari, qualsivoglia entrata accertata da qualsiasi Ente Pubblico può essere liquidata solo ed esclusivamente a presentazione del rendiconto. Trattasi dell’ABC delle procedure amministrative e contabili. Infine, con buona pace di chi in questi giorni ha volutamente fomentato sterili polemiche e campanilismi inutili, Sindaco di Castelvetrano compreso, teniamo definitivamente a precisare che il finanziamento del Parco Archeologico di Selinunte è stato concesso a seguito di regolare “progetto” di promozione e valorizzazione del Castello Grifeo (prot.n.16195 del 12.07.2019), progetto che contiene al proprio interno il relativo piano economico dei costi e delle attività per un ammontare complessivo di 65.000 euro che, correttamente il direttore del Parco, anche in virtù di un accordo di collaborazione, ha riconosciuto finanziabile in due diversi momenti: il primo per consentire l’avvio di dette attività e il secondo per dare copertura al totale costo del progetto in questione. Non ci risulta, tra l’altro, che analoghe progettualità siano state presentate da altri Enti per cui è veramente incomprensibile continuare in queste futili polemiche che a tutto portano tranne che ad un’azione di sviluppo del territorio condivisa in modo univoco e programmatico.

GRAVE e offensivo accusare indistintamente di mancata trasparenza e linearità amministrativa tanto il Sindaco quanto l’Amministrazione, ma, cosa ancor più grave, accusare dirigenti e funzionari del Comune di Partanna quando di fatto, tutti i procedimenti e le procedure amministrative sono seguite da atti che rispettano quelle norme che ogni amministrazione ha l’obbligo di adottare.

In conclusione, risulta del tutto evidente che l’ignorante e maligno suggeritore, per il tramite della testata giornalistica TP24, abbia solo infangato gratuitamente uomini e cose, tentando di vanificare azioni importanti e consolidate di valorizzazione del territorio”.

 

Madonie: stasera incontro aperto sulle Zone Franche Montane

PALERMO – Un incontro aperto agli operatori economici e alla cittadinanza, sull’istituzione in Sicilia delle Zone Franche Montane (ZFM), si terrà oggi, 16 settembre, dalle ore 20, a Castellana Sicula (Palermo) in Piazza Europa. L’iniziativa è promossa dal Comitato regionale promotore delle ZFM per combattere lo spopolamento e promuovere lo sviluppo di questi territori e verterà sui seguenti temi: esonero del versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente; esenzione ai fini delle imposte dirette sul reddito; esenzione ai fini Irap del valore della produzione netta derivante dallo sviluppo dell’attività esercitata dall’impresa; esenzione dell’Imu per gli immobili posseduti ed utilizzati per l’esercizio dell’attività economica; agevolazioni sulle aliquote Iva diversificate in relazione alla loro classificazione in micro, piccole, medie e grandi imprese.

“Auspichiamo la presenza e la partecipazione attiva di tutti gli amministratori locali – dichiara il Comitato – sindaci, assessori, consiglieri comunali del paesaggio madonita, nello spirito di massima collaborazione e concertazione. Dopo anni di attesa è arrivato il momento di convincere la deputazione e il governo regionali ad approvare una legge obiettivo salvavita delle aree interne della Sicilia”.

La Sicilia riscopre Le Vie dei Tesori. Il primo weekend ha registrato 18 mila presenze nei 170 siti delle 10 città.

TRAPANI – Dieci città, grandi e piccole, centosettanta luoghi aperti, le passeggiate pressoché esaurite ovunque: Le Vie dei Tesori archivia il suo primo weekend con il bellissimo numero di 18 mila partecipanti con punte veramente alte a Trapani e Caltanissetta, segue Siracusa e a brevissimo, la bella sorpresa di Noto. Tra i “borghi” più piccoli, Sambuca (aperta solo sabato e domenica) supera Acireale e la vicina Naro. Il sito più visitato in assoluto è stato il castello Maniace di Siracusa con 1100 presenze.

E visto che l’anno scorso era stata la performance a sorpresa migliore, anche quest’anno Trapani non si è smentita: eccola infatti sistemarsi su questo podio provvisorio con i visitatori che per tutti i tre giorni di festival sono sciamati tra i suoi 25 siti, preferendo la Torre della Colombaia (ma non è una novità, l’ex carcere anche l’anno scorso è stato tra i preferiti, ci si arriva solo in barca e su prenotazione) ma anche l’elegantissimo palazzo Milo Pappalardo con il suo balcone scolpito e la delicata sala della musica soppalcata; e chiostri e campanile di San Domenico con la vista mozzafiato sull’intera città. Poco lontano, Marsala per questo suo debutto nel festival ha un’ottima performance. I visitatori ovviamente hanno fatto la coda per salire sul famoso campanile, ma hanno preferito in assoluto visitare il Museo archeologico Lilibeo con le due navi punica e romana; la chiesa di Santo Stefano con il camminamento segreto e – nessuno ci avrebbe mai scommesso – il Museo degli arazzi dove, ad un certo punto della giornata, si sono svolte in contemporanea tre visite guidate in altrettante lingue, italiano, francese e fiammingo. Caltanissetta non si smentisce: un flusso inesauribile di visitatori che si è messo in coda ordinata – e lunghissima – per entrare per la prima volta in assoluto nella residenza del “signore delle zolfare” Villa Testasecca (che sarà aperta ancora soltanto nel prossimo weekend): tra i visitatori, il sindaco, il Prefetto e il soprintendente di Caltanissetta, accolti dai padroni di casa, la famiglia Benza; ma code lunghe anche per visitare il museo e lo stabilimento di produzione Averna dove sono stati svelati i segreti dell’amaro dei monaci (che tutti hanno portato con sé in bottigliette mignon). Nell’Agrigentino, Sambuca vince su Naro. Hanno aperto le porte 12 siti nell’elegante e turistica Sciacca dove ha avuto un vero exploit Palazzo Lazzarini con il suo giardino segreto, e il campanile della chiesa di San Michele, che probabilmente nasceva da una torre a difesa delle scorribande dei pirati. A Sambuca i visitatori hanno preferito di gran lunga la Chiesa Madre restituita alla cittadina dopo cinquant’anni dal terremoto del Belice, mentre a Naro il pubblico è rimasto affascinato dall’estrosa sacrestia dei monaci di San Francesco, e dal vicino convento, oggi sede del Comune, dove è anche la biblioteca Feliciana: e qui ha riscosso grande interesse i codici miniati e la Bibbia poliglotta del ‘600. Siracusa accoglie il sito più visitato in assoluto, il bellissimo Castello Maniace e gli altri venti seguono abbastanza compatti; è una bella sorpresa Noto dove il pubblico è sciamato affettuoso tra i saloni sontuosi di Palazzo Nicolaci e quelli di palazzo Ducezio, sede del Comune. Ad Acireale vince di gran lunga la biblioteca e pinacoteca Zelantea, tra incunaboli e antiche stampe di Guido Reni, il sorprendente e inedito palazzo Vescovile è al terzo posto. Messina conferma la scelta degli altri anni: i più visitati sono sempre Forte San Salvatore, eterno vincitore da cui si vede tutto lo Stretto, seguito dal Sacrario Cristo Re e Torre Ottagona. In giro ovunque, mischiati tra i visitatori, sindaci ed amministratori che hanno voluto pagare il biglietto per partecipare alla festa con i cittadini.

COME PARTECIPARE a LE VIE DEI TESORI

Per partecipare basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul sito www.leviedeitesori.it e presentarsi sul luogo. Un coupon da 12 euro è valido per 10 visite, da 6 euro per 4 visite e da 2.50 euro è valido per un singolo ingresso. Un coupon da 3.50 euro è valido per un singolo ingresso ai luoghi su prenotazione (su www.leviedeitesori.it o con ingresso sul luogo, se i posti non sono tutti prenotati). Un coupon da 5 euro è valido per la partecipazione a una passeggiata (anche in questo caso, su prenotazione). A tutti coloro che acquisiranno i coupon sul sito verrà inviata per mail una pagina dotata di un codice QR da stampare (o salvare sullo smartphone) e mostrare all’ingresso dei luoghi. I coupon non sono personali e possono essere utilizzati da più persone fino a esaurimento del loro valore. Per chi è sprovvisto del coupon “multiplo” saranno disponibili agli ingressi dei luoghi esclusivamente ticket singoli da 2.50 euro. Non pagano i bambini sotto 5 anni e gli accompagnatori delle persone con disabilità. Le scuole o i gruppi organizzati che volessero stabilire data e orario della visita, possono scrivere all’indirizzo mail prenotazioni@leviedeitesori.it.

 

il fiorentino Simone Faggioli conquista la 61a “Monterice”. Christian Merli (vincitore lo scorso anno) arriva secondo

TRAPANI – Sarà un’edizione da ricordare, la 61a “Monterice”, decima prova del Campionato italiano velocità in salita e ottava tappa del Campionato italiano autostoriche, che si è conclusa nel pomeriggio di ieri (15 settembre) sul circuito Valderice-Erice. Ad aggiudicarsi la gara è stato il fiorentino Simone Faggioli su Norma M20 FC Zytek che ha registrato il miglior tempo in gara 1 con un tempo di 2’50″40. Faggioli l’ha spuntata sul trentino Christian Merli su Osella FA 30 Zytek (miglior tempo nelle prove di sabato), vincitore lo scorso anno della 60a edizione, sul secondo scalino del podio con un distacco da Faggioli di 1’’98. Il terzo posto del podio è andato al catanese Domenico Cubeda al volante di un’Osella FA 30 Zytek (curata dalla Paco74 Corse), molto soddisfatto dell’ottimo ritmo di gara. Con la vittoria di ieri, Faggioli (assente dalle ultime due edizioni della gara organizzata dall’Aci Trapani) ha anche firmato il nuovo record del tracciato, abbassando di circa due secondi il precedente del 2017, firmato da Scola. A ridosso del podio il marsalese Francesco Conticelli, il giovane pilota al volante per la seconda volta della nuova Osella FA 30 Zytek con cui ha preceduto il mai domo Omar Magliona, sempre molto combattivo sulla Osella PA 2000 Honda. Sesta posizione per un altro sardo in ottima forma in Sicilia: Sergio Farris finalmente in buon feeling con l’Osella PA 2000 Honda.

Quello tra Faggioli e Merli è stato un duello sul filo dei secondi. Merli ha spinto in fondo l’acceleratore sul circuito di quasi 6 chilometri ma non è riuscito ad avere la meglio su Faggioli che ha conquistato il primo scalino del podio anche con un paio di brividi che hanno esaltato il pubblico. Per Merli è stata una Monterice più impegnativa del previsto, dove anche un contatto con le barriere è stato tra i rischi assunti per tentare in ogni modo l’affondo.

Con il settimo posto assoluto e la vittoria tra le Sportscar Motori Moto il veneto Federico Liber su Gloria C8P Suzuki di classe 1600, ha afferrato il titolo tricolore con due splendide e decise salite di gara, che hanno dato la vittoria all’alfiere Alby Racing al fotofinish. Solo 7 centesimi di secondo di vantaggio per Liber in gara 1, aumentati a poco più di un secondo in gara 2, sul sempre combattivo lucano Achille Lombardi sulla Osella PA 21 Jrb BMW da 1000 cc curata dal Team Puglia, particolarmente in palla, che ha permesso al potentino di allungare definitivamente per la Coppa di classe 1000, ma ha ne ridotto le chances tricolori.

«A fine gara possiamo ritenerci soddisfatti e felici» ha dichiarato a caldo il Presidente dell’Aci Trapani, Giovanni Pellegrino. «Tutto è andato per il meglio – ha detto ancora Pellegrino – lo svolgimento regolare delle due manche ci ha regalato una giornata all’insegna dello sport automobilistico con una straordinaria partecipazione di pubblico lungo tutti i tornanti del circuito. L’intero territorio ha registrato un’autentica impennata di presenze, a dimostrare che la gara può definirsi una vera occasione di incomingturistico». La soddisfazione per l’intera Aci Trapani è anche arrivata dal numero di partecipanti alla gara: 300 iscritti e 279 verificati”.

 

Risorse umane partannesi soffocate

Se non puoi fare quello in cui credi, credi almeno in quello che fai. Già, è nota la nostra posizione contro quel tipo di cultura egemone a Partanna basata più sui valori della furbizia che su quelli dell’intelligenza, più su valori della subcultura indotti da una classe epistemica (“ma chi te lo fare? Se quello dice quello che dice lo fa per una scopo! Ad un parmu di lu me c…) e furbescamente intercettata dal Sindaco e complici.  E se l’intelligente può essere capito dall’intelligente, l’ignorante…  fate voi. Abbiamo sempre stigmatizzato non le persone – tutte degne di rispetto – ma le loro azioni incongrue: cinque serate bianche sono eccessive, il ricorso alle famose tre F (Fiesta, footballo, Forca) denotano la cosa peggiore di un popolo di una comunità: la mancanza di fantasia, il copiare gli altri peggiori di noi, la perdita della propria identità. La cultura non è appannaggio di una classe di vecchi bacucchi che se ne stanno isolati nelle loro torri più o meno eburnee: la cultura richiede che  tutti noi studiamo per un mondo migliore e Gramsci in tempi non sospetti diceva: studiate, studiate abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza. Per non parlare dei risvolti economici che porta una maggior cultura e una maggiore intelligenza: a livello europeo Cresson ha parlato di “società della conoscenza” sostenuto dai maggiori studiosi – molti dei quali economisti – che hanno individuato nella conoscenza la leva per trovare un posto un di lavoro. Partanna è sempre più affollata e sempre più deserta. E’ vero: i migliori se ne vanno. La fuga dei cervelli è totale: e molte delle persone intelligenti, veramente valide, fuggono anch’esse rifugiandosi in quelle torri eburnee di cui si accennava prima. E spesso ho avuto occasione di dire che non mi preoccupo tanto per la fuga dei cervelli, ma per gli imbecilli che restano qua. Partanna non sa ascoltare, Partanna nega i fatti che hanno quelle rare persone resilienti capaci di raggiungere i gradi più alti nei loro campi. Partanna non li apprezza: li invidia e le autorità epistemiche (quelli che impongono le loro idee a furia di maldicenze e pettegolezzi) fanno di tutto per screditarli: “chissà è partuto” questo lo stigma che ha accompagnato persone brave e indifese (qualcuna delle quali nel passato è arrivata al suicidio) per tutta la vita. Ma esiste un’altra Partanna, come è esistita un’altra America, quella pacifica che sapeva che nel Vietnam c’era una guerra sporca e ingiusta. E’ la Partanna dei visionari, di chi non si accontenta delle elemosine dei potenti, di chi sarà sempre CONTRO, di chi non soggiace al QUAETA NON MOVERE E MOTA QUAETARE, di chi paga di persona per mantenere quella dignità che rende liberi. A Partanna sembra non interessare la dignità, ma l’onore. E l’onore ha sempre un sapore mafioso, indica sempre un falso mito: già, bisogna essere uomini d’onore. La dignità è altro. Perché qualcuno abbia onore è essenziale che non l’abbiano tutti. Se tutti fossimo cavalieri della Repubblica per alti meriti, il titolo perderebbe di valore. “A questa nozione di onore si contrappone quella moderna di DIGNITA’, che oggi usiamo in senso universalistico e ugualitario quando parliamo dell’intrinseca ‘dignità’ dell’uomo o della dignità del cittadino, comune – beninteso – a tutti. Questo concetto di dignità è ovviamente, l’unico compatibile con una società democratica. Così Habermas.

Credo i partannesi manipolati e indottrinati dagli stereotipi di una classe dirigente fasulla quanto immorale si fermino qui. O si siano già fermati leggendo il mio nome.

Perciò, credendo che il destino siamo noi a farcelo (e mi rivolgo a quella fetta che non non ha mai avuto raccomandazioni, all’ALTRA PARTANNA)  non è vero che non ci resti che piangere.   Possiamo fare molto. A partire dalle piccole cose: purchè non abbiamo come scopo di “arrivare” (come molte leader partannesi che usano i gruppi per aver offerte cariche che non sono altro che immondizia usando magari armi improprie come seduzione – tette e culi – e manipolazione passiva), ma capaci di arrivare alla messa in pratica di un grande educatore, Don Milani: “Anche il fine dei vostri ragazzi è un mistero, forse non esiste, forse è volgare… Cercasi un fine. Bisogna che sia onesto, grande. Che non presupponga nel ragazzo null’altro che d’essere uomo. Cioè che vada bene per credenti ed atei…”

Ritornando a bomba. Esiste l’ALTRA PARTANNA, quella che non guarda al passato, che vuole essere libera. Ci sono varie iniziative che il Comune ignora: centri di documentazione attiva, ricercatori, storici, scienziati, mostre, gruppi di studio ecc. Ce n’è una. Quella di creare un gruppo di lettura. Perché? Per imparare ad ascoltare chi ne sa più di noi. Per imparare il congiuntivo, per imparare la lingua. Ricordo Sciascia che narra di un magistrato che ha davanti come imputato il suo ex prof di lettere.

– Professore, mi tolga una curiosità…

– Se posso…

– Lei in tutti i compiti mi metteva 3 o 4. Una volta mi mise  cinque. Perché?

– Perché si vede che quella volta hai copiato da un autore più bravo!

Si potrebbe organizzare una lettura al mese con dibattito. Personalmente avrei la possibilità di far intervenire Dacia Maraini, come ebbi la possibilità di far intervenire Carlo Castellaneta e il compianto Vincenzo Consolo. Ma non ci sono soldi. Propongo quindi di dare lettura alla Lettera ad una professoressa di Don milani, come inizio. E poi Partanna offre un gran numero di poeti e scrittori che sono stati cacciati e isolati nelle loro torri eburnee. Qualcuno lo può fare? Certo che sì, ma sarà un NO perché da vecchio maestro elementare so bene che quando si rimproverano gli assenti, i rimproveri possono essere sentiti solo dai presenti!

Vito Piazza

Dirigente Superiore emerito del Miur e già docente di                            Psicologia clinica alla II cattedra dell’Università di Milano.

61a edizione “Monterice”, allo start 279 vetture: miglior crono nella prima manche per il fiorentino Simone Faggioli

TRAPANI – Tutto come da programma. Le prove di ricognizione della 61a “Monterice” si sono concluse da poco meno di un’ora e si sono svolte regolarmente, senza nessuno stop intermedio, con una giornata di sole. La prima manche è scattata alle 8 di oggi, domenica 15 settembre, quando si è acceso il semaforo verde per la prima vettura al via della competizione organizzata dall’Automobile Club Trapani, decimo round di Campionato Italiano Velocità Montagna con validità per il Trofeo Italiano Velocità Montagna sud. A partire per primi saranno i protagonisti del Campionato Italiano Velocità salita autostoriche, di cui la gara trapanese è 8° round stagionale.

Quella di quest’anno è una gara da primato: 279 sono i partenti nelle due manche di ricognizioni.

La “vendemmia della legalità” sul vigneto confiscato alla mafia

SALEMI – Domani mattina (15 settembre), con inizio alle ore 8,30, presso il fondo agricolo del turismo rurale “Al Ciliegio” di contrada Fiumelungo, 179/A a Salemi, si rinnova il consueto appuntamento annuale con la “vendemmia della legalità”: sarà raccolta l’uva biologica che viene coltivata con gli operai ma la partecipazione è aperta a tutti coloro che vogliono dare una mano, comprese associazioni del territorio. «Partecipare alla mattinata d’impegno sociale è un’occasione di condivisione» spiega il Presidente della Fondazione San Vito Onlus, Vito Puccio. A chi vorrà partecipare è consigliato indossare abbigliamento comodo. La Fondazione, da qualche mese, è tornata a gestire il bene confiscato alla mafia e acquisito al patrimonio del Comune di Salemi. Da quasi due anni il periodo di gestione era scaduto e, il nuovo bando pubblicato dal Comune, è stato nuovamente aggiudicato dalla Fondazione. In mezzo al vigneto, nell’ex casolare, sorge il ristorante con cucina tipica siciliana. La “vendemmia della legalità” si concluderà con la condivisione di una colazione rustica tra operai e volontari.

“Non è un problema…di Campanile!”

di  Antonino Bencivinni  Il sindaco di Partanna Nicolò Catania, da 13 anni è stato protagonista, assieme al fidatissimo Angelo Bulgarello e ad altri, della realizzazione di un’estate di volgarmente dette “feste” nel centro belicino dove ogni anno sono arrivati numerosi visitatori oltre che tanti espositori. Ormai le “feste” sono diventate un punto di riferimento non solo per i locali, ma per tutti gli abitanti del territorio ed anche oltre. Da non dimenticare le notti bianche con i concerti di numerosi cantanti di grido. In questo contesto di richiamo graditissimo in particolare agli esercenti, non sono mancate le iniziative più propriamente culturali al Castello Grifeo. Il sindaco è riuscito a presentare, continuamente negli anni, progetti credibili che si sono realizzati con l’apporto necessario di finanziamenti da parte degli Enti che nel corso del tempo si sono succeduti nella gestione giuridica del Castello Grifeo: “nell’ordine – ribadisce Catania – l’assessorato regionale ai Beni Culturali, la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Trapani, il Polo regionale del Museo Pepoli di Trapani e il Parco Archeologico di Selinunte sia nel periodo antecedente alla creazione dell’Ente Parco sia quest’anno con la raggiunta autonomia gestionale e finanziaria”. L’Ente Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria quest’estate ha concesso un contributo di 65 mila euro al Comune di Partanna per attività culturali. Tale contributo ha fatto parlare di sé – per fortuna per un tempo ridotto – più delle stesse feste di Partanna, quasi superandone l’eco. Per lo più chi ne ha parlato ha ribadito che non si trattava di campanilismo, cosa che – lo si riconoscerà – non può essere creduta del tutto a cuor leggero.

Riteniamo piuttosto che sia il caso di ricordare a tutti noi che il territorio nel suo complesso non può decollare con campanilismi o peggio con mentalità prevaricatoria: si può sicuramente crescere solo con l’idea di essere veramente un territorio privo di capi naturali. Solo per citare, ad esempio, Partanna e i suoi amministratori, non si può misconoscere l’adesione che hanno dato all’idea (e a quello che significa) di un ospedale della Valle del Belice, né si può misconoscere il sostegno attivo dato da Partanna quando si è più intensamente parlato di sito Unesco per Selinunte, comprensivo del territorio interno come Partanna stessa, e la battaglia positiva condotta dal sindaco Catania che ha aderito in toto a quell’idea di sito Unesco, autorevolmente ribadita nell’aprile del 2016 dal Commissario dell’Unesco Raymond Bondin. Dati questi precedenti di collaborazione positiva ci è sembrato eccessivo creare un caso per il finanziamento partannese che appare, peraltro, nel pieno rispetto della legge.

Lu Mariolu

Lo scacciapensieri non è uno strumento musicale siciliano per antonomasia, per come è considerato da molti; esso è diffuso in tutto il globo in una grande varietà di fogge e modelli, ciascuno con il proprio nome locale. Questo strumento musicale nel passato ha accompagnato i canti popolari siciliani e quelli dei carrettieri.

In Sicilia è conosciuto con il nome di Mariuolu a Palermo, Marauni a Catania, ‘Nngannalarruni ad Agrigento o Maranzanu in generale.Lo scacciapensieri appartiene alla famiglia degli strumenti musicali a pizzico ed è costituito da una lametta metallica fissata su un telaio in ferro. Il suono, molto particolare, è generato dalla vibrazione della lametta e si può modificare con il movimento delle labbra, delle guance e della cavità orale, che funzionano da cassa armonica.

Il marranzano, presente in Sicilia dall’epoca tardo medievale, in realtà è uno strumento molto più diffuso di quanto crediamo.

Conosciuto in Europa già dal XIV secolo conobbe  una particolare diffusione in Europa centrale nel corso del 1700/1800; specie in area Tedesca. Fu chiamato Maultrommel in Germania e Italian jew’s harp in Inghilterra; noto anche in Francia con il nome Guimbarde, e nei paesi baschi con quello di Muxukitarra (chitarra di bocca). Con caratteristiche molto simili, lo strumento è presente anche in Indonesia e in Vietnam; le origini pare infatti ci portino tra l’Asia Orientale e Sud-Orientale, e i modelli più antichi, erano probabilmente costruiti in canna di bambù, proprio come quelli che attualmente si possono trovare in quelle aree.

In Sicilia il marranzano presenta delle caratteristiche costruttive che lo fanno distinguere da tutti gli altri modelli di scacciapensieri. Purtroppo la musica generata dal marranzano è stata nel tempo associata alla malavita locale, per l’accostamento fatto nell’ambito di alcuni film molto noti, e questa fama ha portato a svilire il vero valore culturale dello strumento che pare ormai essere relegato alla categoria dei souvenir caratteristici, complice anche la quasi totale scomparsa degli antichi artigiani che producevano strumenti di qualità.

Usato negli accompagnamenti dei gruppi folcloristici, oggi il suono dello scacciapensieri sta conoscendo momenti di rivalutazione all’interno di un contesto musicale europeo, ed è sempre più inserito in circuiti di innovazione e sperimentazione in campo jazzistico e della musica elettronica.

Vito Marino