Monthly Archives: Marzo 2020

Ricostruzione di carriera: MSA propone ricorso gratuito per docenti e personale ATA

ROMA – Il Miur riconosce solo parzialmente il servizio pre-ruolo svolto presso la scuola statale e nega completamente il riconoscimento di quello prestato nella scuola paritaria. Di fronte a questa illegittimità, MSA propone un ricorso gratuito per la ricostruzione della carriera a favore del personale docente e Ata assunto con contratto a tempo indeterminato.

La ricostruzione carriera, riservata al personale docente e Ata assunto con contratto a tempo indeterminato nella scuola pubblica e che ha superato l’anno di prova, è una procedura che permette di maturare un’anzianità di servizio utile ai fini dell’inquadramento del dipendente nel corretto scaglione stipendiale. Grazie alla ricostruzione della carriera è quindi possibile godere di benefici economici e giuridici (punteggio) in base ai servizi prestati prima dell’immissione in ruolo. Il Miur riconosce integralmente il servizio pre-ruolo svolto nei primi 4 anni nella scuola statale, mentre i successivi anni sono valutati soltanto nella misura dei 2/3 ai fini giuridici e di 1/3 ai fini economici. D’altra parte, nessun riconoscimento viene dato per il servizio svolto nelle scuole paritarie.
Tale comportamento del Miur è in aperto contrasto sia con la normativa europea, secondo cui i contratti a tempo determinato devono essere equiparati a quelli a tempo indeterminato, sia con l’art. 526, D.Lgs. n. 297 del 1994, nella parte in cui sancisce che al personale docente ed educativo non di ruolo spetta il trattamento economico iniziale previsto per il corrispondente personale docente di ruolo.
“Abbiamo più volte sottolineato l’illegittimità del comportamento del Miur: è assurdo che non venga completamente riconosciuto il servizio pre-ruolo, in considerazione del fatto che l’attività viene prestata nel medesimo contesto e richiede la stessa professionalità dei colleghi assunti a tempo indeterminato” commenta il prof. Luciano Scandura, responsabile dell’Associazione MSA comparto scuola.
“Di fronte a tali illegittimità, MSA che è sempre attenta ad ogni forma di discriminazione, propone un ricorso gratuito finalizzato alla ricostruzione integrale della carriera computando per intero il servizio pre-ruolo sia ai fini giuridici che economici. Per ricevere le istruzioni per aderire al ricorso, è possibile contattare MSA via WhatsApp al numero 392-6225285”.

Vito Marino: I nostri antenati giocavano con gli  “astragali”

CASTELVETRANO – Quando ero ragazzo i giochi si svolgevano sempre per strada in maniera collettiva fra ragazzi dello stesso rione. Nell’attuale via XX Settembre, oltre la chiesa della SS. Annunziata, più comunemente conosciuta come “Badia”, c’era un terreno abbandonato “li cumuna” dove esisteva una discarica di calcinacci. Qui un giorno cercando “li ciappeddi”, pezzi di mattoni piatti tondeggianti, per adattarle ad un gioco simile alle bocce, un mio amico ha trovato un osso particolare, col quale  ha insegnato al nostro gruppo  un gioco che ha delle somiglianze a quello dei dadi. Da quel giorno non ho più sentito parlare di questo gioco; nessuno dei miei coetanei se lo ricorda. 

Dopo più di mezzo secolo, trovandomi al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, per visitare i Bronzi di Riace, ho visto esposto in una vetrina un osso, simile a quello usato da noi ragazzi per il gioco. Ho avuto un tuffo al cuore, in un baleno mi è tornato alla mente quell’osso con cui giocavamo. La guida mi ha spiegato che, al tempo dei greci si usava per giocare. Consultando il blog “Enciclopedia dell’ Arte Antica (1994) di P. Amandry” trovo dei chiarimenti in merito: 

Si tratta dell’Astragalo, un nome greco dato ad un osso che si trova nelle giunture delle gambe e dei piedi dell’uomo, e negli arti posteriori dei quadrupedi. In latino si chiamava “talus”.

Astragali sono stati rinvenuti in tutto il vicino Oriente, in Grecia e in Italia; negli abitati, all’interno di edifici pubblici, di santuari e di tombe.

Quest’osso tratto dagli animali fu utilizzato come oggetto di gioco da tempi molto remoti (per lo meno a partire dall’epoca calcolitica, in Asia Minore) fino a epoche recenti.

Il gioco, che si chiama degli “aliossi”, usa gli ossicini di astragali ricavati da pecore o montoni o maiali, perché più piccoli e maneggevoli. Alla stessa stregua di dadi a quattro facce, ad ognuna delle quattro facce era attribuito un valore numerico (1, 3, 4, 6).  La combinazione più ambita era il “colpo di Afrodite” che consisteva nell’ottenere con un sol lancio tutte facce diverse. Le regole del gioco ed il numero di combinazioni possibili variavano a seconda del numero di astragali che ogni giocatore lanciava. Questo gioco poteva aver luogo dovunque e in ogni circostanza. Giocavano i grandi ma anche i bambini che ne ricevevano in dono a scuola Essi li consacravano agli dei, al termine dell’infanzia o dell’adolescenza.

La maggior parte di questi ossicini. risalenti all’antichità si presenta nel suo aspetto originario. Vi sono tuttavia esemplari, che sono stati forati in un senso o nell’altro oppure in entrambi i sensi da canali a sezione circolare: numerosi esemplari mostrano una o più facce lisciate, altri sono colorati di rosso vermiglio, altri ancora dorati, o piombati o iscritti con nomi di divinità.

In quelli piombati, risalenti al II millennio a.C., il piombo veniva colato all’interno del condotto o dei condotti che lo attraversavano.

Aristotele spiega che questi ossicini per via della differenza di peso, causato dalle modifiche apportate nelle loro diverse parti, non si spostano seguendo una traiettoria rettilinea, quindi occorreva una certa perizia per il gioco.

All’astragalo si attribuiva un potere magico: portati, come pendaglio, avevano funzione di talismano.

Oltre agli astragali naturali si sono trovati quelli di loro imitazioni in materiali diversi: oro, argento, bronzo, piombo, vetro, avorio, terracotta, marmo, terracotta invetriata, cristallo di rocca, agata, onice, ecc. Tali imitazioni generalmente riproducono le dimensioni di quelli naturali. Un’eccezione è rappresentata da un esemplare in bronzo del peso di 93 kg trovato a Susa (oggi nel Museo del Louvre).

La presenza di astragali nei templi stanno ad indicare il loro impiego nell’ambito delle consultazioni oracolari. In diverse località sono state ritrovate tabelle che recano una lista dei responsi ottenuti in seguito a cinquantasei lanci di cinque ossicini, Un rito oracolare aveva probabilmente luogo anche all’interno dell’Antro Coricio, dove sono stati raccolti 22.000 astragali.

Astragali sono stati rinvenuti nei corredi funerari, specie in sepolture di bambini. All’interno di una tomba a Locri di un giovane morto nel V sec. a.C. esisteva un vero deposito di ben 1002 esemplari.

Vito Marino

Oggi, mercoledì 25 marzo 2020, si celebra il Dantedì, la giornata dedicata a Dante Alighieri

CASTELVETRANO – Oggii, mercoledì 25 marzo 2020, si celebra il Dantedì, la giornata dedicata a Dante Alighieri, padre della lingua italiana e simbolo della cultura italiana nel mondo.
Avrebbe dovuto essere una festa per chi ama l’Italia, una giornata di condivisione del messaggio universale che il Sommo Poeta ci ha consegnato attraverso la sua opera, nel segno dell’incontro e del dialogo.
Il Dantedì cade invece in un momento che è, per noi tutti, di grande angoscia e sofferenza.
Uniti nel dolore per le tantissime vite falcidiate dalla pandemia in corso, in apprensione per le condizioni di chi lotta per la vita contro un nemico subdolo e invisibile, solidali a quanti si trovano in prima linea ad assicurare cure e assistenza tra infinite difficoltà, coltiviamo la speranza che l’incubo passi in fretta e che l’umanità sappia ricavare da una delle sue pagine più buie la necessaria lezione per dar vita ad un futuro migliore.
Dopo il dolore, dopo le tenebre, la Luce la Grazia la Vita. Ce lo ricorda Dante nel dispiegarsi dell’itinerario oltremondano raccontato nelle tre cantiche della Commedia, rendendo testimonianza che c’è un sentimento che vince su tutto: l’Amore.
Il mistero che tiene unito “in un volume, ciò che per l’universo si squaderna” (Par. XXXIII, 86-87).
La forza “che move il sole e l’altre stelle” (Par. XXXIII, 145).
Il legame invisibile che oggi ci fa sentire partecipi di un destino comune: vicini nonostante le distanze, uniti malgrado il forzato isolamento, desiderosi di riabbracciarci dopo la tempesta.

La Società Dante Alighieri ha scelto di celebrare il Dantedì 2020 nel segno dell’Amore attraverso un particolare e, ci auguriamo, partecipato flash-mob: l’invito è a leggere in balcone i versi 100-105 del canto V dell’Inferno, il più noto, il più popolare; dando voce tutti insieme alle parole di Francesca e Paolo, filmandoci con uno smartphone e condividendo sui social il video con l’hashtag #stoacasacondante:

“Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.”

Il nostro Comitato, nel dare ampia diffusione all’iniziativa, ricorda che essa è prevista per le ore 18:00 italiane e che, tra gli altri, hanno voluto dare il loro sostegno alla manifestazione lo scrittore Gianrico Carofiglio, il linguista Giulio Ferroni, il critico d’arte Claudio Strinati, il poeta Davide Rondoni. Molti altri si stanno aggiungendo in queste ore.
Vi esortiamo, cari amici, a condividere le vostre testimonianze e riflessioni. A postare, se vi fa piacere, le vostre letture sulla nostra pagina Facebook e su quella nazionale della Società Dante Alighieri. “Certi che ancora una volta l’Amore salverà il nostro mondo!”, conclude il Presidente della Società Dante Alighieri per il Comitato di Castelvetrano, prof. Rosario M. Atria.

 

 

 

Coronavirus, Paziente 1 respira in modo autonomo, lascia la Rianimazione

TRAPANI – Non è più in ventilazione meccanica ed ha ripreso a respirare in modo autonomo il ‘Paziente 1’, proveniente da Marsala, ricoverato i primi di marzo al Sant’Antonio Abate di Trapani per Covid-19.

Lo conferma Antonio Cacciapuoti, Direttore Unità OperativaComplessa Anestesia, Rianimazione, Terapia Iperbarica e Terapia del Dolore. 

Il paziente sessantenne, che era stato riscontrato positivo al coronavirus al rientro da una delle zone rosse del nord Italia, ha lasciato la Rianimazione ed è stato trasferito nel reparto di Pneumologia per il proseguimento della terapia sino alla negativizzazione dei tamponi.

“Sono felice di potere dare questa buona notizia – ha detto il direttore generale dell’Asp di Trapani, Fabio Damiani – Si tratta di un primo risultato al quale sono certo ne seguiranno molti altri. Confermo l’assoluta importanza di un corretto comportamento sociale che prevede l’isolamento e il rispetto delle regole per difendere se stessi e gli altri dal rischio del contagio da coronavirus”.

Il vescovo affida la diocesi e le città di Mazara e Marsala ai Santi Patroni

MAZARA DEL VALLO – In questo tempo difficile che stiamo vivendo, il Vescovo domani (25 marzo), giovedì e sabato, affiderà la Diocesi e le città di Mazara del Vallo e Marsala ai santi patroni. Domani – mercoledì – alle 18, presso il Santuario della Madonna del Paradiso di Mazara, monsignor Mogavero affiderà l’intera Diocesi alla patrona. Giovedì, sempre alle ore 18, il Vescovo si recherà presso la chiesa di San Vito a mare per l’atto di affidamento al santo Patrono di Mazara del Vallo. Sabato 28 marzo, alle ore 18, monsignor Mogavero si recherà presso il Santuario della Madonna della Cava di Marsala, per affidare la città alla patrona. Il Vescovo oggi ha anche invitato i parroci delle chiese madri degli altri Comuni della Diocesi, a invocare il patrocinio dei rispettivi Patroni, dandone opportuna informazione ai fedeli. I tre momenti di affidamento presieduti dal Vescovo avverranno a porte chiuse ma i fedeli potranno seguire la diretta che verrà trasmessa sulla Fanpage 

L’Azienda sanitaria provinciale di Trapani è in condizione di eseguire i test dei tamponi per la diagnosi del nuovo coronavirus

TRAPANI – Da oggi martedì 24 marzo 2020, l’Azienda sanitaria provinciale di Trapani è in condizione di eseguire i test dei tamponi per la diagnosi del nuovo coronavirus.

I test vengono eseguiti nel Laboratorio di Biologia molecolare dell’ospedale Paolo Borsellino di Marsala da un team di 3 medici e 2 biologi provenienti dai presidi ospedalieri di Trapani e Marsala.

La strumentazione dedicata all’esame consente di avere gli esiti dei test in un arco di tempo da 3 a 4 ore, rendendo possibile l’analisi di un numero complessivo pari a 120/200 tamponi al giorno.

La possibilità di eseguire le analisi dei campioni per la verifica della presenza del virus responsabile dell’infezione da Covid-19 direttamente sul territorio, ci mette nelle condizioni di elaborare la mappa dei focolai locali e ci consente il monitoraggio dell’epidemia in tempi più stretti – ha detto il direttore generale dell’Asp di Trapani, Fabio Damiani – L’emergenza Coronavirus impegna tutte le strutture sanitarie che quotidianamente lavorano a pieno regime per garantire la massima produttività ed efficienza dell’assistenza, e rispondere all’emergenza sanitaria di questo momento”.

Libere donazioni, pacchi con alimenti: no stop assistenza a famiglie e indigenti. La diocesi scende in campo con Caritas, parrocchie, “San vito” e “Mons. Di Leo”

MAZARA DEL VALLO – Le parrocchie chiuse, il blocco delle attività pastorali (riunioni, catechesi, assemblee) e le mense fraterne inattive in questo momento, non hanno fermato l’impegno nelle attività di carità della Diocesi di Mazara del Vallo. Da Marsala a Castelvetrano, da Pantelleria a Campobello di Mazara, sono diverse le iniziative messe in campo per non far mancare alle famiglie bisognose e agli indigenti, vicinanza e calore umano anche e soprattutto in questo momento difficile che l’Italia – e il mondo intero – sta vivendo. L’impegno della Diocesi è tradotto attraverso le Caritas parrocchiali, la Caritas diocesana, la “Fondazione San Vito Onlus” e l’Opera di religione “Monsignor Gioacchino Di Leo”, che ogni giorno assicurano, soprattutto, beni alimentari di prima necessità. «All’impegno di dipendenti e volontari non è mancata la risposta solidale delle persone di buona volontà», ha detto il Vescovo, monsignor Domenico Mogavero. A Marsala, ad esempio, un cittadino ha donato 265 euro da destinare all’acquisto di buoni spesa per famiglie in difficoltà. Il panificio “Mannone”, sempre a Marsala, invece, partecipa all’impegno per la solidarietà, donando ogni sera tutti i prodotti invenduti, che vengono distribuiti nell’ambito del progetto “Condividiamo”, sostenuto coi fondi 8×1000. Il panificio Koncz Mihaela di Marsala dona ogni giorno 2 chili e mezzo di pane per donarlo a qualche famiglia bisognosa. E poi altre donazioni: «Una signora 80enne, per il suo compleanno, ha voluto donare 100 euro per acquistare buoni spesa – racconta don Francesco Fiorino, responsabile dell’Opera di religione “Monsignor Gioacchino Di Leo” – un altro bonifico di 100 euro è arrivato da una coppia di pensionati; una giovane mamma ha donato 20 euro, una farmacia, invece, ha donato latte e omogeneizzati. Ma sono anche arrivati 25 kg di arance, olio extra vergine d’oliva». Iniziative di carità si svolgono anche in altre zone della Diocesi. A Pantelleria, attualmente, il servizio della Caritas viene assicurato dai sacerdoti sull’isola. Nella parrocchia Sacro Cuore in Santa Maria di Gesù di Mazara del Vallo il normale servizio di distribuzione di beni di prima necessità è garantito ogni primo giovedì del mese. La Caritas parrocchiale ha attivato anche un servizio su chiamata telefonica che assicura assistenza straordinaria alle famiglie anche con servizio a domicilio (i numeri da chiamare sono: 3472115662, 3420021310, 3402782919). La distribuzione dei beni di prima necessità viene anche assicurato nelle parrocchie marsalesi San Francesco da Paola, Maria Ss. Ausiliatrice, Maria Ss. Madre della Chiesa e presso l’Unità pastorale di Campobello di Mazara, con consegna del pacco spesa a domicilio, ogni 15 giorni. Stamattina, intanto, presso la Fondazione “San Vito Onlus” è avvenuta la distribuzione dei sacchetti con i beni alimentari di prima necessità. La stessa cosa era avvenuta la scorsa settimana presso il cortile interno dei locali che ospitano la mensa fraterna “Giorgio La Pira” a Marsala. Nella città lilibetana, intanto, un signore marsalese ha espresso la volontà di donare alla Diocesi un appartamento da destinare a casa fraterna d’accoglienza.  

Il 25 marzo del 1970 da Partinico iniziarono le trasmissioni della prima radio libera

PARTINICO – Il 25 marzo 1970 da Partinico, piccolo centro della Sicilia occidentale, alle 17,30 inizia la trasmissione della prima radio libera Italiana in FM. E’ la “radio dei poveri cristi”, una iniziativa rivoluzionaria voluta da Danilo Dolci, con Franco Alasia e Pino Lombardo.

La trasmissione proseguì per 26 ore, fino all’arrivo delle Forze dell’Ordine che sequestrarono le apparecchiature denunciarono i responsabili.

50 anni dopo, il 25 marzo alla stessa ora, Radio 100 passi in collegamento con tante radio su tutto il territorio nazionale e con il circuito 100 passi medianetwork ricorderà quel giorno emanando la trasmissione originale e mandando un’inedita intervista all’unico
superstite di quella radio, Pino Lombardo e a Amico Dolci, figlio di Danilo.

L’iniziativa è in collaborazione con il liceo delle scienze umane e linguistico Danilo Dolci di Palermo. Avrebbero dovuto essere gli studenti del liceo a condurre la trasmissione dopo un periodo di formazione, ma i recenti accadimenti lo hanno impedito. Saranno comunque trasmesse le loro testimonianze.

La trasmissione emanata da Radio 100 passi sarà rilanciata in contemporanea anche dalle radio del circuito 100passiMedianetwork e da altre emittenti collegate su tutto il territorio nazionale e sul web.

In questo momento d’isolamento e l’impossibilità d’incontrarsi per le giuste norme ci contrasto al Coronavirus, sempre più importante è il ruolo della radio.

La trasmissione a partire dalle 17,30 sarà ascoltabile da sito radio100passi.net , tramite la app scaricabile gratuitamente dagli store, sui social network e da tutte le radio collegate on air e sul web.

10 documentari in streaming per portare il cinema del reale nelle case fino al 3 aprile 

PALERMO –  Storie dal mondo per continuare a stare in relazione superando la condizione di isolamento imposta dall’emergenza coronavirus. Fino al 3 aprile, termine del decreto “Resto a casa”, Sole Luna Doc Film Festival porterà il “cinema del reale” nelle case di tutti con l’iniziativa Bring the doc home: una selezione di documentari gratuiti in streaming accessibili dal sito www.solelunadoc.org. Dieci titoli (7 lungometraggi e 3 corti) a cui si aggiungeranno quelli di altri autori che hanno preso parte al Festival nel corso degli anni e che stanno aderendo con entusiasmo di ora in ora.

Tra i registi internazionali che hanno già aderito all’iniziativa: Natxo Leuza Fernandez, Aliki Saragas, Ruben Monterosso, Federico Savonitto, Marco Zuin, Claire Laborey, Nicola Contini, Riccardo Biadene, Carolina Astudillo.

I documentari raccontano storie, individuali e collettive, di lotta e di speranza, svelando personaggi affascinanti come il francese Alain Daniélou, indologo e musicologo vissuto in India tra gli anni Trenta e Sessanta del Novecento, ed aprendo finestre sul mondo, su luoghi vicini e lontani: dal Sud America al Monte Pellegrino di Palermo e la sua gente; dall’Africa con i film premiati alle ultime due edizioni del Sole Luna Doc Film Festival – “Born in Gambia” e “Strike a Rock” – ai distretti produttivi della Cina dove anche molti italiani hanno costruito una nuova vita; dall’Indonesia dei minatori di zolfo alle storie inaspettate di piccole isole come Manus in Australia, o Naoshima, in Giappone.

Questo l’elenco dei film già disponibili:

ALAIN DANIELOU. LA VIA DEL LABIRINTO, Riccardo Biadene (Svizzera –Italia, 2017, 78’)

BRING THE SUN HOME, Chiara Andrich, Giovanni Pellegrini (Italia, 2013, 54’)

EL GRAN VUELO, Carolina Astudillo (Spagna, 2014, 59’)

IL SEGRETO DELLE CALZE, Nicola Contini (Italia, 2016, 52’)

NAOSHIMA (DREAM ON THE TONGUE), Claire Laborey (Francia, 2014, 67’)

PELLEGRINO, Ruben Monterosso, Federico Savonitto (Italia, 2017, 60’)

STRIKE A ROCK, Aliki Saragas (Sud Africa, 2017, 84’)

BORN IN GAMBIA, Natxo Leuza Fernandez (Spagna, 2018, 27’)

LA SEDIA DI CARTONE, Marco Zuin (Italia, 2015, 16’)

TERRAFORM, Sil Van Der Woerd, Jorik Dozy (Regno Unito, Indonesia, Olanda e Singapore, 2017, 5′)

NOWHERE LINE: VOICES FROM MANUS ISLAND, Lukas Schrank (Australia e Inghilterra, 2015, 15’)

L’iniziativa segue quella di altre rassegne e piattaforme di cinema e trae ispirazione per il titolo da uno dei film proposti e prodotto da Sole Luna nel 2012: Bring the sun home di Giovanni Pellegrini e Chiara Andrich, quest’ultima direttrice artistica del festival con Andrea Mura dal 2014. Una storia di cooperazione, emancipazione e sviluppo che vede protagoniste 40 donne analfabete del Sud America che grazie alla ONG Barefoot College vanno in India per imparare a costruire piccoli impianti solari che porteranno la luce nelle case dei loro villaggi.

“Con Bring the doc home – dice la presidente di Sole Luna Festival, Lucia Gotti Venturato – ci proponiamo di fare la stessa cosa: accendere una piccola luce in questo momento difficile mettendo a disposizione una parte dell’Archivio del Festival”. “Un contributo – aggiungono i direttori artistici Chiara Andrich e Andrea Mura – possibile grazie alla generosità entusiasta di tanti autori, produttori e distributori che stanno accogliendo l’invito del Sole Luna Doc Film Festival”. Una forma di resistenza che trasforma la più che opportuna necessità dell’isolamento in un viaggio senza confini insieme a Sole Luna.

Sole Luna doc Film festival ha avuto il suo esordio nel 2006 a Palermo e giungerà nel 2020 alla quindicesima edizione. Si propone di unire e favorire l’incontro tra persone, idee, prospettive e sguardi attraverso il documentario d’autore. Dal 2006  sono oltre 125 mila gli spettatori che hanno partecipato al festival mentre l’archivio Sole Luna raccoglie 9 mila documentari provenienti da tutto il mondo.