Monthly Archives: Novembre 2020

Una biografia su Leopardi dei docenti Certa e Marchica fa nuova luce sulla vita dello scrittore

BURGIO – Pochi sanno dei rapporti che il poeta Giacomo Leopardi ha avuto con la Sicilia e con gli scrittori isolani della prima metà dell’ ‘800. Fanno nuova luce sulla vita e sulle opere del poeta di Recanati due docenti agrigentini, i coniugi Stefano Certa e Angela Marchica di Sciacca, professori di matematica, fisica e informatica, i quali hanno ultimato una corposa pubblicazione di 750 pagine, con circa 230 fotografie, di cui molte a colori e alcune inedite, dal titolo “Leopardi e il suo mondo”. Si tratta della prima biografia che sia stata scritta su Leopardi da autori, ricercatori e letterati siciliani. E’ un approfondimento storico ed organico che i due scrittori saccensi hanno realizzato grazie a nuove ricerche portate alla luce nel corso di appositi viaggi fatti di recente anche a Napoli, dove il Leopardi abitò e morì, e grazie a documenti mai opportunamente presi in considerazione perché in passato essi sono stati in parte al centro di polemiche e dubbi tra gli stessi studiosi. I documenti esistono – precisa il prof. Stefano Certa – contrariamente a quanto sostenuto da qualche studioso che sospettava addirittura che fossero una invenzione di Antonio Ranieri, l’amico napoletano di Leopardi. I due autori raccontano alcuni aspetti umani ed avvenimenti poco conosciuti della vita del poeta. Si soffermano su diversi documenti come il certificato di morte di Leopardi stilato dal messinese dott. Stefano Mollica, mai fotografato e pubblicato. Nella biografia è descritto l’aspetto umano di Leopardi nelle varie fasi della sua vita. Si pone l’accento sui rapporti familiari del poeta, la cui famiglia, dal lato materno, era numerosa. Si scopre come i rapporti con i parenti fossero continui e, quando il poeta era molto giovane, come gli zii siano stati molto presenti nella sua educazione. Contrariamente a quello che si pensa, Giacomo Leopardi non era solo né da giovane né da adulto, era circondato da affetto e rispetto che, a volte, gli risultarono gravosi Nella biografia sono presentati sia i luoghi, in cui Leopardi ha vissuto quando riuscì finalmente a lasciare Recanati, sia le persone con cui il poeta si è incontrato nelle varie fasi della sua vita. Le novità evidenziate nel libro biografico sul poeta riguardano anche la cultura scientifica di Leopardi poco studiata nelle scuole, la proposta del marchese Tommaso Gargallo a che Leopardi potesse occupare la cattedra per un corso semestrale di Eloquenza presso l’università di Palermo, alcuni disegni eseguiti dal poeta in età adolescenziale, i suoi rapporti avuti con alcuni intellettuali siciliani dell’epoca e tante foto, alcune del tutto inedite, dell’atto di morte, dell’amica Paolina Rainieri e della casa napoletana di vico Pero 2 dove Leopardi morì. L’attenzione della Sicilia all’opera di Leopardi fu confermata nel 1834 dalla pubblicazione dei “Canti”, nell’edizione Piatti 1831 di Firenze, da parte della tipografia palermitana di Francesco Spampinato. Giacomo Leopardi ebbe con gli intellettuali siciliani del suo tempo qualche scambio epistolare, con il marchese siracusano Tommaso Gargallo che lo incontrò a Napoli, con il docente universitario palermitano Vincenzo Mortillaro. Il libro è destinato ai giovani, agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori nonché agli universitari. “Il nostro sogno – affermano Stefano ed Angela – è quello di recarci a Recanati, libri alla mano, per donarli alla discendente del poeta, la contessa Olimpia Leopardi, e al sindaco della cittadina Antonio Bravi”.

Enzo Minio

Conferenza stampa congiunta (via web) sul “caos” della gestione da parte del governo regionale dell’emergenza sanitaria Covid in Sicilia

PALERMO – Oggi, lunedì 23 novembre alle ore 12.00 Giuseppe Lupo (capogruppo Pd), Giorgio Pasqua (capogruppo M5S) e Claudio Fava (Cento Passi) terranno una conferenza stampa congiunta (via web) sul “caos” della gestione da parte del governo regionale dell’emergenza sanitaria Covid in Sicilia e sulla recente vicenda legata alla comunicazione dei dati ospedalieri. Nel corso della conferenza stampa si parlerà anche della mozione di censura, presentata all’Ars nei confronti dell’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, firmata da Lupo, Pasqua e Fava insieme con i deputati dei gruppi parlamentari.

L’intervento dell’Oipa di Partanna per la salute degli animali del territorio

PARTANNA – I volontari della delegazione OIPA di Partanna, proprio per garantire due aree di sgambamento “come si deve” ai circa 100 cani accolti nella struttura comunale di Partanna, si sono rimboccati le maniche e le hanno pulite e liberate dalle erbe infestanti, e a proprie spese hanno acquistato il pietrisco bianco per disporlo sul terreno fangoso. Questo consentirà di pulirle più facilmente, evitando così che i cani siano costretti a sgambare nel fango e nella melma.

Un altro grave problema per cui i volontari si sono prodigati per migliorare il benessere degli animali è quello del cibo gettato a terra direttamente sulla pavimentazione dei box dove sono presenti i cani. I volontari hanno acquistato e donato diverse mangiatoie a tramoggia per i randagi di Partanna che potranno così cibarsi in modo più sano e igienico, evitando così l’insorgere di malattie e infezioni, con conseguenti contagi reciproci tra gli animali presenti.

Non solo. Dal momento che la struttura comunale lascia molto a desiderare per carenze, e tante sono le attrezzature ancora mancanti, i volontari hanno anche donato una barella che servirà ad accogliere gli animali durante la fase post-operatoria, che si aggiunge ai ferri operatori per la sterilizzazione di cani e gatti, già donata in passato.

La sala “toelettatura” è stata allestita con strumenti più idonei alla cura degli animali presenti, come shampoo, pettini, spazzole, guanti antimorso, una tosatrice e un soffiatore professionale per asciugare i cani. Tutto questo al fine di migliorare l’igiene e la possibilità di essere adottati.

Tutte queste migliorie e donazioni che i volontari hanno provveduto a dare vita “con il proprio sudore”, sono stati fatti per la salute degli animali del territorio e per la dignità e decoro della comunità locale, nell’attesa che il Comune, come promesso da tempo, faccia la sua parte.

Per info sulle adozioni dei cani, diventare un volontario, o mostrarsi partecipi delle varie iniziative, contattare il Delegato OIPA Partanna (TP) Andrea La Commare mandando un messaggio su Whatsapp al numero 380 3689091 o un’email a partanna@oipa.org.

E’ nato Federico Cannia

PARTANNA – Il 9 novembre scorso alle ore 5,15 è nato a Castelvetrano un bel bambino, Federico Cannia, figlio dei partannesi Mimma Amari e Francesco Cannia, genitori entrambi impegnati da sempre in politica e nel sociale. Ovviamente mamma e papà sono molto felici e lo hanno evidenziato in maniera esplicita con la seguente riflessione che è un inno alla vita che si manifesta in un momento delicato per la nostra società: “La nascita di un figlio è sicuramente una delle gioie più grandi che una coppia possa provare, diventare genitori in piena pandemia e con le incertezze sanitarie, economiche e sociali che ci circondano, sicuramente ci pongono davanti più preoccupazioni. Tuttavia siamo convinti che la nascita di una nuova creatura sia sempre un inno alla vita e oggi in piena pandemia lo è di più”.

Covid-19: una malattia multisistemica capace di attaccare non solo l’apparato respiratorio, ma tutti gli organi vitali con serie conseguenze

ROMA – Covid-19 interessa non solo i polmoni, organo principale a essere colpito, come noto dalle crisi respiratorie che affliggono i pazienti sintomatici. Si tratta infatti di una malattia multisistemica che può causare danni anche in altri organi e apparati. A questo tema è stata dedicata la Tavola Rotonda online di ieri mattina (20 novembre) “L’esperienza clinica italiana nell’emergenza Covid come fondamento di una documentazione di consenso istituzionale”, organizzata con il contributo non condizionato di Gilead Sciences e con la partecipazione di specialisti appartenenti a diverse branche: il prof. Massimo Antonelli, Direttore dell’Istituto di Anestesia e Rianimazione, Policlinico A. Gemelli; il prof. Claudio Mastroianni, Vice Presidente SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, Direttore Malattie Infettive, Policlinico Umberto I, Roma; la prof.ssa Ketty Peris, Direttore UOC di Dermatologia, Policlinico A. Gemelli; il prof. Luca Richeldi, Direttore di Pneumologia, Area Torace, Policlinico A. Gemelli; l’on. Claudio Pedrazzini, XII Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati.

Le esperienze cliniche maturate in questi mesi di emergenza hanno mostrato come gli effetti del Covid-19 nei pazienti sintomatici abbiano molteplici manifestazioni. Proprio in virtù di quanto si è verificato, sono emerse le basi per creare un percorso strutturato: il danno d’organo nel breve, medio e lungo termine, valutato in ambito multidisciplinare, deve essere tenuto in considerazione per condividere le pratiche migliori ed andare incontro a linee guida o documentazioni di consenso.

“Una delle complicanze più rilevanti è un quadro di infiammazione a livello dell’endotelio e quindi dei vasi, che implica problematiche di tipo cardiovascolare e trombotico: questo è molto importante perché provoca un fenomeno di ipercoagulabilità, ossia la tendenza del sangue a formare coaguli (trombi) con una frequenza maggiore del normale, quindi di trombo-infiammazione per cui i pazienti possono avere quadri di trombosi molto importanti – evidenzia il prof. Mastroianni – Non mancano poi manifestazioni anche su altri organi, a livello dermatologico, renale, neurologico. Non solo si può verificare un danno organico di tipo vascolare, ma anche uno legato a problematiche da stress. Anche nei pazienti che guariscono persiste una sindrome post Covid, caratterizzata da stanchezza e da processi infiammatori che vanno accuratamente valutati e gestiti. Spesso vi sono anche manifestazioni cardiometaboliche, che si possono presentare in forme più gravi nei soggetti diabetici; si possono verificare manifestazioni gastrointestinali che possono portare a un aumento della traslocazione microbica. I danni neurologici non si limitano solo alla perdita temporanea di gusto e olfatto, ma possono manifestarsi quadri clinici più gravi come ictus; infine da non trascurare lo stress post traumatico. Non dimentichiamo poi che l’infezione da SARS-COV-2 può rendere complicata la gestione di pazienti immunodepressi, come le persone con patologie onco-ematologiche. Questi dati ci inducono a valutare la necessità di un approccio multispecialistico e multidisciplinare che non coinvolga solo infettivologi, pneumologi, medici d’urgenza, anestesisti, che comunque restano le figure di riferimento nella gestione clinica della malattia”.

Questi 9 mesi di Covid-19 in Italia hanno mostrato che i sintomi più severi sono febbre, tosse, aumento della frequenza respiratoria, bassa saturazione di ossigeno. Tuttavia, gli effetti rischiano spesso di essere ben peggiori. “Il virus Sars-CoV-2 si caratterizza per il fatto che attacca i recettori ACE2, che sono ubiquitari nel nostro organismo e di conseguenza la sua proteina di superficie si lega a questi recettori in diversi organi – spiega il prof. Massimo Antonelli – Questo non avviene solo al livello delle cellule alveolari, ma anche con le cellule endoteliali. Inoltre, essendo i recettori ubiquitari, anche altri organi vengono colpiti, come il rene: il 27% del campione identificato già nel mese di marzo dall’ISS di insufficienze renali si spiega attraverso questo duplice punto di attacco, endotelio ed epitelio. Il primo è comune a polmone e rene, il secondo ha le sue caratteristiche specifiche”.

“Un recente studio dell’Università di Trieste, relativo a un significativo numero di autopsie, fa emergere che al livello dell’interstizio polmonare c’è un grande rimaneggiamento avendo anche a distanza la cosiddetta metaplasia sinciziale, ossia una modificazione reversibile della funzione respiratoria, che pregiudica ancora di più gli scambi gassosi oltre a quello che avviene nel momento iniziale. Queste sono delle sindromi che al loro esordio noi chiamiamo ARDS, Sindrome da Distress Respiratorio Acuta, con caratteristiche ben precise” aggiunge il prof. Antonelli.

Le prevalenza di manifestazioni cutanee in corso di Covid-19 è riportata in percentuali molto variabili, ma compare comunque fino al 20% dei casi, dimostrando dunque una presenza non trascurabile. “In questi mesi sono stati meglio caratterizzati gli aspetti clinici e istologici delle lesioni cutanee fino a delinearne una sorta di classificazione, visto che possono essere di forme variabili – spiega la prof.ssa Ketty Peris – Vi sono manifestazioni esantematiche, tipo varicella o morbillooni vascolari; altre manifestazioni come quella orticarioide, meno frequenti. Alcune di que; manifestazioni maculo-papulose, le più frequenti, presenti in quasi il 50% dei pazienti; lesiste manifestazioni emergono durante l’infezione virale, altre sono precoci e potrebbero essere un segno di un paziente asintomatico ma in grado di trasmettere l’infezione. Purtroppo questi studi sono ancora limitati: non sempre queste manifestazioni hanno confermato la positività dell’infezione. A volte è difficile distinguere se la manifestazione cutanea sia causata dal Covid o da un farmaco usato contro questa patologia come l’idrossiclorochina o alcuni antivirali e retrovirali che a volte danno importanti manifestazioni di questo tipo. Ciò che possiamo dire con certezza è che le manifestazioni cutanee sono frequenti e devono essere meglio caratterizzate per trarne indicazioni importanti per diagnosi precoci e trattamenti mirati”.

A portare il punto di vista istituzionale, l’on. Claudio Pedrazzini, tra i primi parlamentari a risultare positivo al Covid-19 lo scorso marzo. “Questi mesi di pandemia ci suggeriscono diverse riflessioni. Anzitutto, emerge la necessità di un rinnovamento della medicina del territorio e un’implementazione delle nuove tecnologie come la telemedicina: questi strumenti devono essere funzionali a una più efficiente assistenza domiciliare, che possa garantire un alleggerimento delle pressioni sugli ospedali per i casi non gravi. Serve dunque un’organizzazione sanitaria che parta dai Medici di Medicina Generale, che devono essere incentivati e avere gli strumenti adeguati per offrire i propri interventi. Un altro aspetto importante è la tutela che deve essere riservata ai pazienti sintomatici anche dopo che siano usciti dalla malattia: il post Covid, quel periodo in cui i pazienti devono affrontare le conseguenze della malattia, può durare anche uno o due mesi prima di recuperare la piena forma superando stanchezza, dolori muscolari, problemi respiratori”.

Coronavirus, Asp Trapani: sabato 21 e domenica 22 novembre screening Covid19 per alunni scuole elementari

TRAPANI – Continua la campagna di screening rivolta alla popolazione scolastica del territorio trapanese promossa dall’Assessorato regionale della Salute d’intesa con Anci Sicilia. Oggi, sabato 21 e domenica 22 novembre 2020 l’Asp di Trapani avvia una campagna di screening con tamponi antigenici rapidi rivolta agli alunni delle scuole elementari di tutta la provincia di Trapani, alle famiglie e al personale scolastico.

L’attività, condotta dalle squadre di medici e infermieri Usca dell’Asp di Trapani, si svolgerà in modalità Drive in dalle 9 alle 18 (chiusura prenotazioni online alle 16), con un punto di servizio per l’effettuazione dei test per ciascun Comune con popolazione superiore a 10mila abitanti.

Di seguito le località inserite nella piattaforma online predisposta dalla Regione Siciliana www.siciliacoronavirus.it attraverso la quale è possibile prenotarsi:

Distretto Sanitario di Trapani:

Trapani: piazzale Ilio

Erice: piazza Pertini

Valderice: Via San Barnaba (solo domenica 22 novembre)

Paceco: via Sen. Grammatico (solo sabato 21 novembre)

Custonaci: Parco Cerriolo (solo domenica 22 novembre, anche nei Comuni di Custonaci, San Vito Lo Capo, Buseto Palizzolo.

Distretto Sanitario di Marsala:

Marsala: area attrezzata per il mercato settimanale – ingresso via degli Atleti

Distretto Sanitario di Mazara del Vallo:

Mazara del Vallo: Porto Nuovo

Salemi: via San Matteo – sede Protezione Civile Comunale

Distretto Sanitario di Castelvetrano:

Castelvetrano: via Autonomia Siciliana – Area Industriale

Partanna: piazza Galileo Galilei (piazza Mercato)

Campobello di Mazara: piazza Eremita (Istituto Collodi)

Distretto di Alcamo:

Alcamo: Contrada Sasi

Castellammare del Golfo: piazzale antistante Cimitero (solo domenica 22 novembre)

A Trapani si celebra la giornata nazionale dell’albero

TRAPANI – “Riqualifichiamo e ossigeniamo la città”: è lo slogan scelto dal neonato action group “ORA!” per celebrare la giornata dell’albero, che si tiene domani, 21 novembre. A partire dalle ore 10.30 nell’area verde di via Clio, a Trapani, l’action group “ORA!” con la collaborazione del Comune di Trapani dell’Associazione Vergiara e dell’Ares Onlus provvederà alla piantumazione di 50 piante tra alberi e arbusti, provenienti dai vivai dell’Azienda Foreste Demaniali della Regione Siciliana. Pini, cipressi, carrubi, palme nane, mirti e oleandri le specie che verranno messe a dimora nella grande area di via Clio, dando un primo impulso a quello che potrebbe diventare in futuro un vero e proprio polmone verde nel quartiere di Villa Rosina nord.

Alle 15 la manifestazione si sposterà invece nel comune di Buseto Palizzolo, dove la piantumazione verrà eseguita sul colle di Bombolone.

La cittadinanza di entrambi i comuni è invitata a partecipare e chi vorrà potrà piantare il proprio albero, con la possibilità di vederlo crescere nel tempo. Naturalmente l’afflusso sarà regolato in base alle normative vigenti, evitando assembramenti.

“A causa delle restrizioni dovute al Covid – dichiara Giuseppe Mazzara, responsabile di “ORA!” – non potremo invitare i ragazzi della scuola primaria, che sono i naturali destinatari di una iniziativa simile. Tuttavia la pandemia sta solamente spostando sullo sfondo quella che sarà la più grande sfida della nostra generazione, vale a dire la lotta al cambiamento climatico, per questo anche durante questo periodo è necessario che una ricorrenza come questa vada celebrata, sensibilizzando la cittadinanza su questo tematica”.

“L’importanza del respiro la stiamo vedendo tutti in questi giorni – aggiunge Silvestro Bonaventura, anche lui responsabile di “ORA!” – e gli alberi non solo forniscono ossigeno alla cittadinanza, ma riqualificano anche il tessuto urbano. Vogliamo dare oggi un piccolo contributo a una zona molto popolosa augurandoci che sia solo l’avvio di un percorso che da via Clio inizia a mettere le proprie radici”.

Coronavirus la situazione a Trapani e provincia. Aggiornamento di venerdì 20 novembre 2020

TRAPANICoronavirus la situazione a Trapani e provincia. Aggiornamento di venerdì 20 novembre 2020.
Totale casi attuali positivi 2512 (il dato è al netto di decessi e guarigioni) così distribuiti:
Alcamo 341; Buseto Palizzolo 4; Calatafimi-Segesta 11; Campobello di Mazara 27; Castellammare del Golfo 60; Castelvetrano 200; Custonaci 44; Erice 93; Favignana 3; Gibellina 27; Marsala 429; Mazara del Vallo 325; Paceco 65; Pantelleria 69; Partanna 34; Poggioreale 1; Salaparuta 7; Salemi 38; Santa Ninfa 4; Trapani 584; Valderice 68; Vita 3, San Vito Lo Capo 45; Petrosino 30.

deceduti 57.

guariti  1216.

Ricoverati in Terapia Intensiva 6.

Ricoverati non in Terapia intensiva 82.

tamponi effettuati fino ad oggi 356.

tamponi per la ricerca dell’antigene 348.

SIMG – Influenza in arrivo : picco previsto per gennaio inoltrato, attesi milioni di casi

ROMA – Il picco influenzale quest’anno è previsto per metà gennaio e coinvolgerà circa tre milioni di italiani. Altri tre, invece, quelli previsti fino alla primavera. Il virus quest’anno inizierà a circolare un po’ in ritardo rispetto agli anni precedenti, quando a novembre si contavano già circa due milioni di casi. Le attuali misure preventive per contrastare la pandemia da Covid-19, infatti, potrebbero rivelarsi efficaci anche contro altri tipi di virus, inclusi quelli influenzali. Secondo i medici della SIMG – Società Italiana Medicina Generale e delle Cure Primarie, la prossima stagione influenzale potrebbe comportare numeri più bassi rispetto alla precedente, che registrò circa 8 milioni di casi soltanto in Italia. La previsione sarebbe confermata anche dai dati australiani, che sottolineano questa tendenza.

“L’influenza è da sempre una delle principali sfide sanitarie di fine anno – dichiara il prof. Claudio Cricelli, Presidente SIMG – Mai come quest’anno, però, effettuare la relativa vaccinazione è fondamentale, perché è ormai risaputo che l’influenza presenti sintomi molto simili a quelli del Covid-19. In queste settimane noi medici di base stiamo somministrando circa 18 milioni di dosi; dovremmo riuscire a terminarle per fine novembre, ma continueremo a somministrarle ad oltranza, finché ce ne saranno a disposizione. Intendiamo, a tal proposito, lanciare un appello per consentire un accesso al vaccino efficace e celere. Noi medici di base, infatti, siamo l’ultimo anello di un lungo processo di produzione e di diffusione: questo va ulteriormente sollecitato e rafforzato, e in tempi brevi, così da fronteggiare contemporaneamente anche l’attuale emergenza pandemica”.

Si svolgerà da sabato 21 a domenica 29 novembre 2020 il 37° Congresso Nazionale SIMG – Società Italiana Medicina Generale e delle Cure Primarie: sarà la Settimana della Medicina Generale, in modalità online. Nel congresso verranno messi in rilievo i principali problemi clinici che si presentano al Medico di Medicina Generale (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, neurodegenerative, controllo del dolore, solo per citare i più ricorrenti) e che dovranno essere affrontati con un approccio manageriale tenendo conto di un contesto che sempre più frequentemente coinvolge la comorbidità, la fragilità, la disabilità, l’età avanzata e, con questi, le politerapie.

Particolare attenzione verrà posta alla qualità delle cure e alla misurabilità dei percorsi, senza trascurare gli aspetti di relazione e coinvolgimento dei pazienti. Verranno inoltre presentate e discusse tutte le novità terapeutiche, con particolare attenzione ai farmaci destinati al trattamento delle più frequenti ed importanti malattie croniche, prevalentemente gestite a livello territoriale (Diabete, BPCO, Ipertensione Arteriosa, Fibrillazione Atriale, Osteoporosi), alcune delle quali sottoposte a limitazioni prescrittive imposte ai Medici di Medicina Generale dagli Enti Regolatori.

“Mai come ora appare assolutamente prioritario innalzare il livello di competenza del Medico di Medicina Generale – aggiunge il prof. Claudio Cricelli – Saranno sempre più necessarie competenze cliniche, oltre a competenze comunicative e gestionali. La pandemia di Covid-19 impone ai medici di apprendere più moderne soluzioni diagnostico-terapeutiche per le prevalenti patologie cardiovascolari, metaboliche, respiratorie al fine di gestire al meglio la complessità, senza trascurare i percorsi di prevenzione, come quelli delle vaccinazioni, tenendo conto del nuovo contesto epidemiologico determinato dal SARS-CoV2”.