Monthly Archives: Settembre 2021

Istituto Ferrigno-Accardi, presentato “Il denaro non vale nulla finché non si spende” di Roberto Tumbarello

CASTELVETRANO – Una riflessione sull’uso del denaro, su come servirsene senza d iventarne schiavi e sul valore dello studio come passe-partout per raggiungere mete gratificanti in ambito umano, professionale ed economico. A raccontare l’influenza che il denaro esercita sulla società di oggi e la necessità di insegnare ai più giovani a considerarlo sempre come uno strumento e mai come un fine, il giornalista e scrittore Roberto Tumbarello, ospite lo scorso 23 settembre dell’Istituto di Istruzione Superiore, Tecnica e Professionale “G.B. Ferrigno – V. Accardi” di Castelvetrano e Campobello di Mazara, per la presentazione agli studenti delle quinte del saggio “Il denaro non vale nulla finché non si spende”. Prende così avvio un ciclo di iniziative che la scuola intende promuovere nel corso dell’anno sui temi dell’economia, del commercio, della finanza e del marketing, settori sulla cui formazione l’Istituto “Ferrigno – Accardi” ha da tempo puntato grazie a diversi indirizzi specifici che lo hanno reso un punto di riferimento nella preparazione di numerosi ed apprezzati professionisti che operano sul territorio. Attraverso aneddoti e curiosità divertenti tratte dalla propria storia personale, Tumbarello ha spiegato ai docenti e ai ragazzi intervenuti nella biblioteca dell’Istituto e a quelli collegati on-line dalle proprie classi che in giovane età furono lo studio e il desiderio di scrivere il suo lasciapassare per arricchire la propria cultura, uscire dalla diffusa povertà del secondo dopoguerra e raggiungere l’indipendenza economica. Tumbarello si è soffermato anche sul concetto di responsabilità personale nella costruzione del proprio bagaglio culturale. “Quando sarete colti – ha detto – vi renderete conto di quanto siete ignoranti, perché la cultura è infinita e non si smette mai di imparare. Per questo il vostro compito sarà quello di non rinunciare mai all’arricchimento delle vostre competenze, prestando attenzione a tutto ciò che la scuola può insegnarvi perché dal senso di responsabilità e dalla capacità di pensare di ognuno di voi dipende il futuro del nostro paese”. L’incontro, organizzato dal Rotary club di Mazara del Vallo rappresentato dal presidente Vincenzo Modica e dal docente e socio del club Lillo Giorgi, è stato introdotto dalla dottoressa Caterina Buffa, Dirigente Scolastico dell’Istituto.

In Italia 5 milioni di persone sono affette da osteoporosi e rischiano gravi conseguenze

ROMA – In Italia 5 milioni di persone affette da osteoporosi. Il 23% delle donne oltre i 40 anni e il 14% degli uomini con più di 60 anni rischiano rilevanti conseguenze, sia in termini di mortalità che di disabilità motoria.
Allarme osteoporosi, malattia sottovalutata tra le patologie croniche. Nel 2050 il numero degli uomini over 60 a rischio fratture del femore o dell’anca aumenterà di 10 volte
“Prevenzione arma vincente: deve essere attuata con un approccio multidisciplinare che coinvolga diversi specialisti. Le fratture più rappresentative di questa patologia sono quella vertebrale e quella femorale: il rischio di morte per quest’ultima è del 20% dopo il primo anno dalla frattura”, sottolinea il prof. Stefano Lello, Fond. Policlinico Gemelli

Il calo dei contagi che emerge dai dati del Covid sta permettendo a diversi malati cronici di riprendere visite, controlli, monitoraggi. Se però il ritardo nell’attuazione di programmi e protocolli per la prevenzione si sta colmando in alcune patologie, ve ne sono altre che rischiano di finire in secondo piano, nonostante i numeri elevati e le conseguenze sociali ed economiche che possono provocare. È il caso di osteoporosi e osteoartrosi.
L’osteoporosi è una malattia sistemica dell’apparato scheletrico, caratterizzata da una bassa densità minerale e dal deterioramento della micro-architettura del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità ossea legato prevalentemente all’invecchiamento. Questa situazione porta, conseguentemente, ad un aumentato rischio di frattura (in particolare di vertebre, femore, polso, omero, caviglia) per traumi anche minimi. Nel corso della vita, circa il 40% della popolazione incorre in una frattura di femore, vertebra o polso, in maggioranza dopo i 65 anni. Queste fratture possono arrivare ad essere mortali, e, proprio per questo, è molto importante attuare un efficace ed appropriato programma di prevenzione. La compromissione e la rarefazione della struttura ossea è data dall’esame di due parametri: densità e qualità dell’osso, entrambi crescono di pari passo, nella cosiddetta Banca Minerale del singolo, che si costruisce da sé nei primi 30 anni di vita grazie a fattori ormonali e ambientali.
Il tema è stato messo in luce in recenti manifestazioni con la partecipazione di diversi specialisti. Il loro appello è volto alla necessità di formazione e di sensibilizzazione per raggiungere un precoce riconoscimento dell’osteoporosi e una significativa prevenzione delle fratture. Purtroppo nella valutazione clinica, quando si debbono prendere decisioni in merito a scelte terapeutiche, l’osteoporosi viene talora penalizzata e resta in coda rispetto alle altre malattie croniche di larga diffusione, quali diabete o dell’apparato cardiovascolare. Non viene considerato a sufficienza il rischio della frattura imminente e l’importanza della tecnologia nella prevenzione, le avanzate metodiche per la densitometria a ultrasuoni a due sonde (preferibile rispetto alla tradizionale ecografia), nonché il ruolo della telemedicina.
“L’osteoporosi rappresenta una patologia di grande interesse e di notevole impatto da un punto di vista clinico e sociale – ha sottolineato il Prof. Stefano Lello, Consulente Scientifico dipartimento Salute Donna e Bambino Fondazione Policlinico Gemelli. – La prevenzione è l’arma vincente: deve essere attuata attraverso un approccio multidisciplinare che coinvolga diverse figure specialistiche, fra cui ortopedici, endocrinologi, ginecologi, geriatri, fisioterapisti riabilitativi, internisti. I Medici di famiglia poi, rivestono un ruolo strategico nel riconoscimento e nella diagnosi precoce della patologia. Le fratture più comuni sono quelle femorali, e assieme, gli schiacciamenti vertebrali. La frattura del femore è gravata da un rischio di morte del 20% dopo il primo anno dall’evento occorso. Specialisti e società scientifiche sono dunque molto impegnati a individuare nuove strategie terapeutiche”.
Le fratture da fragilità per osteoporosi hanno rilevanti conseguenze, sia in termini di mortalità che di disabilità motoria, con elevati costi sia sanitari che sociali. Si riduce l’aspettativa di vita, si compromette la qualità della stessa, la mortalità da frattura del femore è del 5% nel periodo immediatamente successivo all’evento e del 15-25% a un anno. Nel 20% dei casi si ha la perdita definitiva della capacità di camminare autonomamente e solo il 30-40% dei soggetti torna alle condizioni precedenti la frattura.
A determinare la patologia concorrono diversi fattori su cui si può intervenire nel tempo per rafforzare la cosiddetta “banca di riserva di minerali” contenuti nelle ossa che, come detto, si costruisce in ogni individuo nei primi 30 anni di vita grazie al concorso di fattori ambientali e ormonali.
“I fattori di rischio per l’osteoporosi sono un’alimentazione povera di calcio, un basso peso corporeo, un problema ormonale in età giovanile: questi elementi possono alterare la massa ossea, cioè la crescita scheletrica e quindi porre un rischio di osteoporosi e di fratture nelle età successive – ha concluso il prof. Lello. – Per combattere l’osteoporosi uno strumento in più si può rivelare la vitamina D, che permette di migliorare l’assorbimento del calcio a livello intestinale e di coadiuvare

Coronavirus la situazione a Trapani e provincia. Aggiornamento di giovedì 30 settembre 2021

TRAPANICoronavirus la situazione a Trapani e provincia. Aggiornamento di giovedì 30 settembre 2021.

I casi attuali positivi sono 1021 (il dato è al netto di decessi e guarigioni) così distribuiti:

Alcamo 143; Buseto Palizzolo 2; Calatafimi-Segesta 6; Campobello di Mazara 66; Castellammare del Golfo 43; Castelvetrano 59; Custonaci 14; Erice 108; Favignana 10; Gibellina 1; Marsala 146; Mazara del Vallo 63; Paceco 32; Pantelleria 14; Partanna 9; Petrosino 31; Poggioreale 1; Salaparuta 0; Salemi 9; Santa Ninfa 5; San Vito Lo Capo 10; Trapani 218; Valderice 31; Vita 0.

deceduti 403.

guariti   18550.

Ricoverati in Terapia Intensiva 0.

Ricoverati in Terapia non intensiva 27.

Tamponi molecolari effettuati: 318.

Tamponi per la ricerca dell’antigene: 247.

Quarta edizione del teatro festival “Pubblic-Azione 2021” – prospettive -, rassegna dedicata alla scena contemporanea

PALERMO – Dopo il lunghissimo periodo di chiusura forzata a causa del Covid domani, venerdì 1 ottobre alle 21.15 il teatro Sant’Eugenio di Palermo tira su il sipario con la quarta edizione del teatro festival “Pubblic-Azione 2021” – prospettive -, rassegna dedicata alla scena contemporanea.

“PUBBLIC-AZIONE”: La manifestazione, diretta da Marco Pupella, predilige il teatro contemporaneo di qualità e per tutto il mese di ottobre offrirà un ricco cartellone che prevede anche tre prime nazionali.

“Avremo in cartellone molti artisti noti nel panorama teatrale siciliano e non solo – spiega il direttore Marco Pupella -: Gianfranco Perriera, Paride Cicirello, Rosario Palazzolo, Roberto Burgio, Leonardo Campanella, Luciano Sergio Maria ed altri ancora. Ma daremo spazio anche all’entusiasmo di giovani attori di teatro contemporaneo come Benni Aiello, Marta Fogazza, Silvia Messina, Salvatore Ventura, a conferma della nostra voglia di valorizzare le nuove realtà teatrali. Offriremo allo spettatore un’ampia “prospettiva” sullo stato del teatro di scena contemporanea post covid che, sotto il profilo artistico, gode di ottima salute ed eccellente creatività”.

La rassegna ha ottenuto un contributo dell’Assessorato del Turismo della Regione siciliana, l’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti. “Public-Azione – aggiunge Pupella – è già molto cresciuto in pochi anni diventando un appuntamento imperdibile per pubblico e addetti ai lavori, lo confermano le tante richieste di partecipazione che arrivano da tutta Italia”.

Il Teatro Sant’Eugenio, parallelamente, aprirà la sua stagione con la commedia “Nati abbbusivi”, di Antonio Di Stefano e Gino Carista, spaccato della vita popolare intrisa di grottesca verità; in scena con la grande maschera del teatro palermitano Gino Carista, menestrello delle piccole pessime “cose” della gente di borgata, Daniela Pupella, Caterina Salemi, Valentino Pizzuto e Massimiliano Sciascia. Lo spettacolo andrà in scena dal 9 al 24 ottobre ogni sabato alle 21.15 e ogni domenica alle 18.15. Costo del biglietto: intero € 15; ridotto (over 65) € 12.

Tutta la stagione si preannuncia all’insegna del divertimento: nel programma c’è la ripresa del divertentissimo “Parenti Costretti”, per la regia di Maurizio Bologna (con le sorelle Daniela e Lavinia Pupella insieme a Leonardo Campanella e Daniele Vespertino), al cavallo di battaglia di Gino Carista “Miles Curnutus” e il suo sequel di “Pidocchi Riusciti” che sarà “Pidocchi Scaduti”, poi ancora a “Figli degli anni ‘80” con Rosario Terranova.

Non sono previsti abbonamenti, considerata l’incerta situazione pandemica.

Per gli spettatori più piccoli, a partire dal 30 e 31 ottobre, alle 17.15, ci sarà il debutto di “Nina e la Pupa di zucchero” di Lavinia Pupella, spettacolo delicato e poetico sulla tradizionale festa dei morti, in cui cannistro, biscotti tetù, taralli e frutta martorana faranno da ponte tra vivi e morti, indissolubilmente legati da amore eterno; i morti saranno divertenti e simpatici e correranno ad esaudire il sogno della piccola Nina.

Sarà poi la volta de “La bella e la Bestia”, “Il Mago di Oz”, “Mary Poppins” e “ I miei Giocattoli”: costo del biglietto per gli spettacoli per bambini: € 8.

Nella foto Marco Pupella.

Gestione incontrollata di rifiuti pericolosi. Denunciato un uomo dai carabinieri

PANTELLERIA – Nei giorni scorsi i Carabinieri Forestali del Parco Nazionale Aspromonte di Reggio Calabria in servizio provvisorio sull’isola di Pantelleria, reparto specializzato in reati ambientali, hanno denunciato, per il reato gestione illecita di rifiuti, un isolano, gestore di un noleggio di imbarcazioni.
Durante un servizio di perlustrazione i Carabinieri notavano, in località Gadir, la presenza di un deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi e non, composto da pneumatici, batterie, motori marini fuori uso, barche dismesse e attrezzatura nautica.
Posta l’intera area sotto sequestro, i Carabinieri in poco tempo sono risaliti al responsabile dell’illecito che è stato denunciato all’A.G.

Ricerche senza sosta sugli Elimi che impararono a scrivere dai Greci

ERICE – «Gli Elimi impararono a scrivere dai Greci, e quindi presero l’alfabeto greco e lo utilizzarono per scrivere nella loro lingua. Questo denota lo sviluppo culturale non da poco che denota come questo popolo era strutturato molto bene dal punto di vista storico e sociale». Lo ha detto Valentina Mignosa, ricercatrice siciliana presso l’Università di Oxford, intervento al Convegno internazionale “Elymos 2.0” che si chiuderà oggi al Centro “Ettore Majorana” di Erice. La Mignosa sta partecipando ai lavori di Erice insieme a Jonathan Prag, docente di Storia antica presso lo stesso Ateneo inglese. «Lo studio delle epigrafi ci aiuta a far luce sui rapporti che i popoli indigeni ebbero tra di loro e con i Greci», dice ancora la Mignosi. «Dallo studio degli archeologi sugli Elimi, che hanno abitato la parte occidentale della Sicilia, è emerso un numero molto notevole di frammenti su vasetti che a volte non solo leggibili ma che alle volte sono molto interessanti e che ci ha permesso di capire qualcosa in più della scrittura di queste popolazioni», ha concluso la Mignosa. Il gruppo di lavoro in questi giorni, continuando il lavoro già avviato in Sicilia, avvierà un’analisi petrografica proprio in Sicilia, nell’ambito del progetto “Crossreads”, studiando frammenti di pietre: «Inizieremo da Siracusa e continueremo le analisi in Sicilia per 4 anni», ha detto il professor Prag. A Erice il docente ha anche presentato “I.Sicily”, avviato nel 2017 e che rappresenta una ricca e aggiornata banca dati epigrafica in Sicilia consultabile online sia da appassionati che studiosi.

«Gli Elimi rappresentano la prima storia della Sicilia – ha detto Rossella Giglio, direttore del Parco di Segesta – qui a Erice abbiamo fatto il vero punto della situazione della ricerca su questo popolo. Di loro abbiamo notizie soltanto dagli scavi archeologici». Gli Elimi arrivano in Sicilia dal XII secolo a.C. in poi e, con molta probabilità, provenienti dall’Italia meridionale. Il Convegno di studi internazionale sulla Sicilia e sull’area elima è stato il primo organizzato in presenza dal Parco di Segesta dopo lo scoppio della pandemia Covid-19. Le giornate di studi erano in programma lo scorso anno poi rinviate a ora per via delle restrizioni anti Covid-19.

Incendio presso l’ex cementificio “Cascio” sede di una baraccopoli abusiva. Intervento dei Carabinieri e dei WW.FF. Rinvenuto un corpo carbonizzato

CASTELVETRANO – In contrada Bresciana Soprana, verso le ore 23.30 per causa in corso di accertamento, si è sviluppato un incendio presso l’ex cementificio “Cascio” sede di una baraccopoli abusiva dove erano stanziati circa 350 lavoratori stagionali extracomunitari. Le fiamme interessavano l’intera area di circa 3000 MQ. Dopo l’intervento dei Carabinieri della Compagnia di Castelvetrano e dei VV.FF e durante i soccorsi è stato rinvenuto il corpo carbonizzato di un uomo in fase di identificazione.

Uguali mosaici nella Casa del Navarca di Segesta e dei Grifi sul Palatino a Roma. I risultati degli scavi di Segesta illustrati a Erice

ERICE –  Il pavimento a mosaico a rombi scoperto nella Casa del Navarca a Segesta durante gli scavi che si sono conclusi a luglio è uguale a quello che si trova nella Casa dei Grifi sul Palatino a Roma. La scoperta è stata illustrata dal Direttore del Parco di Segesta Rossella Giglio che è intervenuta al Convegno internazionale di studi sulla Sicilia e gli Elimi in corso al Centro “Ettore Majorana” di Erice. La Giglio ha illustrato come i resti del mosaico della Casa del Navarca, nell’Acropoli sud di Segesta, mostrano una similitudine veritiera col mosaico che è presente al centro della Casa dei Grifi sul Palatino a Roma, sotto l’ala settentrionale del palazzo di Domiziano, che la seppellì. Il mosaico a Segesta (così come nella Casa dei Grifi sul Palatino) si trova al centro del vano centrale della Casa, quello che doveva rivestire una certa importanza. Un ampio riquadro realizzato con “sectilia” marmorei romboidali a tre colori (bianco, celeste e verde scuro) raffiguranti il motivo della sequenza concatenata di cubi illusori. Stessa decorazione, stesse tessere musive che compongono un pavimento eccezionale qual è sia quello di Segesta sia quello presso la Casa dei Grifi a Roma.

Nella Casa del Navarca a Segesta gli scavi si sono conclusi a luglio ma i risultati non erano stati ancora illustrati prima. La Casa è un edificio abitativo di grande pregio appartenuto al navarca Eraclio, amico di Cicerone. La figura di Eraclio testimonia che tra il II e il I secolo a.C. vissero nella zona personaggi di spicco, ambiziosi al punto da costruire dimore decorate con grande sfarzo e ricercatezza. «Quello che faremo nei prossimi mesi è lo studio dei marmi pregiati trovati e della loro provenienza – spiega Rossella Giglio – e completeremo lo studio dei materiali ceramici e la ricostruzione virtuale della Casa».

Gli scavi archeologici a Segesta evidenziano, dunque, il ruolo che ebbe la città nella storia antica. «Grazie allo studio dei Decreti di Entella possiamo ipotizzare che per Segesta ci fu la chiara volontà, in parallelo coi rapporti politico-diplomatici con i Romani, di farla vedere come una nuova città di Ilio, quella che era stata la Troia del mito; cioè di farne una grande città avanzata dal punto di vista urbanistico, disposta su grandi terrazze, così come in quel periodo si immaginava Troia», ha detto Carmine Ampolo, docente emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa.

Coronavirus la situazione a Trapani e provincia. Aggiornamento di mercoledì 29 settembre 2021

TRAPANICoronavirus la situazione a Trapani e provincia. Aggiornamento di mercoledì 29 settembre 2021.

I casi attuali positivi sono 1005 (il dato è al netto di decessi e guarigioni) così distribuiti:

Alcamo 138; Buseto Palizzolo 2; Calatafimi-Segesta 6; Campobello di Mazara 65; Castellammare del Golfo 42; Castelvetrano 56; Custonaci 13; Erice 103; Favignana 11; Gibellina 1; Marsala 149; Mazara del Vallo 63; Paceco 29; Pantelleria 16; Partanna 9; Petrosino 31; Poggioreale 1; Salaparuta 0; Salemi 9; Santa Ninfa 5; San Vito Lo Capo 11; Trapani 212; Valderice 33; Vita 0.

deceduti 403.

guariti   18516.

Ricoverati in Terapia Intensiva 1.

Ricoverati in Terapia non intensiva 29.

Tamponi molecolari effettuati: 355.

Tamponi per la ricerca dell’antigene: 201.

Arrestato trafficante di droga dai carabinieri. Deve scontare 18 anni

CAMPOBELLO DI MAZARA – Nel pomeriggio di ieri (28 settembre) i Carabinieri della Stazione di Campobello hanno tratto in arresto un catanese classe 88, B.D. in ottemperanza di un provvedimento emesso dalla Procura della Repubblica di Catania dovendo lo stesso espiare una pena di 18 anni e 10 mesi di reclusione per una serie reati principalmente di droga e traffico di sostanze stupefacenti.
L’uomo, in atto sottoposto alla pena detentiva degli arresti domiciliari presso una comunità sita nel comune di Campobello, era evaso circa una settimana fa e catturato a Giarre (CT) dai Carabinieri della locale Sezione Radiomobile. Sottoposto nuovamente ai domiciliari e collocato sempre presso la stessa comunità i Carabinieri di Campobello avanzavano la richiesta di una misura più afflittiva vista l’insofferenza a quanto disposto dal Giudice. Notificato il provvedimento, al termine delle formalità di rito l’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale Pietro Cerulli di Trapani a disposizione dell’A.G.