KLEOS - venerdì, 11 Marzo 10:43

PNRR: A rischio un miliardo e mezzo di euro per il fotovoltaico a disposizione degli imprenditori agricoli, zootecnici e agroindustriali

PALERMO – Dopo i due flop siciliani per la partecipazione a bandi chiave del PNRR, quello sugli asili e quello per i progetti idrico-irrigui, un terzo settore rischia di essere penalizzato dai criteri adottati a livello nazionale e dall’immobilismo della Regione. E stavolta sarebbe un risultato paradossale, perché parliamo del settore del fotovoltaico per il […]

PALERMO – Dopo i due flop siciliani per la partecipazione a bandi chiave del PNRR, quello sugli asili e quello per i progetti idrico-irrigui, un terzo settore rischia di essere penalizzato dai criteri adottati a livello nazionale e dall’immobilismo della Regione. E stavolta sarebbe un risultato paradossale, perché parliamo del settore del fotovoltaico per il quale la Sicilia è oggettivamente la regione italiana con le maggiori potenzialità produttive, senza considerare il vantaggio in termini di riduzione dei costi energetici per le imprese.
Ad essere a rischio sono ben un miliardo e mezzo di euro, quelli che a fine mese saranno messi a disposizione degli imprenditori agricoli, zootecnici e agroindustriali che volessero installare sui tetti delle proprie aziende gli impianti di produzione energetica fotovoltaica.
L’allarme è stato lanciato da Valentina Palmeri, deputata di Europa Verde, che ha chiesto una urgente convocazione della Commissione Attività Produttive dell’ARS per audire l’Assessore competente e capire come il Governo regionale si stia muovendo per evitare l’ennesima debacle.
“Le Regioni hanno ricevuto da mesi le linee guida su cui si baserà il bando nazionale – spiega Palmeri – e diversi aspetti ci fanno temere che le imprese siciliane rischiano di rimanere in larghissima parte escluse dal beneficio, perché il bando potrebbe essere di fatto più favorevole alle grandi e grandissime imprese del nord”.
A destare preoccupazione sono infatti alcuni aspetti tecnici delle linee guida per quanto riguarda i criteri di ammissibilità, che escludono le piccolissime imprese con fatturato fino a 7.000 euro e, soprattutto l’entità dei contributi previsti e le modalità di erogazione degli stessi.
“Oltre alla esclusione delle piccolissime aziende – spiega Palmeri – anche il limite massimo del contributo al 65% e il fatto che comunque l’impresa debba anticipare oltre l’80% dei costi sono condizioni che spingeranno le piccole e medie imprese agricole e zootecniche siciliane, cioè oltre il 90% del comparto nella nostra regione, a non partecipare a questo bando”.
Di fronte al rischio che anche nel settore strategico del fotovoltaico la Sicilia resti al palo rispetto ai fondi del PNRR, la deputata dei Verdi ha quindi chiesto al presidente della Commissione competente dell’ARS, Orazio Ragusa, di convocare con urgenza una riunione con l’Assessore Scilla per capire come il Governo intende intervenire.
“Il bando dovrebbe essere pubblicato a fine mese – conclude Palmeri – e le imprese siciliane non possono permettersi l’ennesima beffa”.
Palmeri intende attivare sulla vicenda anche il Governo nazionale, “perché – spiega – mentre si parla di creare le condizioni per l’indipendenza energetica nazionale, non si può pensare di escludere la Sicilia dal settore strategico del fotovoltaico, soprattutto quando questo può essere realizzato ad impatto zero rispetto al consumo dei suoli”.


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