Anci Sicilia e l’Ordine dei giornalisti di Sicilia esprimono solidarietà al giornalista Salvo Palazzolo

PALERMO – “Anci Sicilia esprime la propria piena e convinta solidarietà al giornalista Salvo Palazzolo, da oltre un anno costretto a vivere sotto scorta per il suo impegno professionale e civile nella difesa della legalità e del diritto di cronaca”. Lo dicono in una nota il presidente, Paolo Amenta e il segretario generale, Mario Emanuele Alvano. “Le gravi minacce apparse sui social network nei suoi confronti rappresentano un attacco non solo alla persona, ma alla libertà di stampa e ai valori democratici su cui si fonda il nostro Paese”, dichiarano i vertici dell’associazione dei Comuni siciliani.
Infine, per Amenta “è necessario promuovere forme sempre più efficaci di monitoraggio, responsabilizzazione e verifica della qualità delle informazioni diffuse sui social network, nel pieno rispetto dei principi di libertà di espressione e pluralismo, favorendo al contempo trasparenza, correttezza e consapevolezza nell’uso degli strumenti digitali”.

“L’Ordine dei giornalisti di Sicilia condanna con fermezza le minacce ricevute dal collega de La Repubblica Salvo Palazzolo attraverso alcuni messaggi pubblicati a commento di un video presente sul profilo Instagram della testata giornalistica.  «Giornalisti sporchi infami», recita un commento; «Fucilata in mezzo agli occhi no?» appare in un altro. Pochi giorni fa il collega, che dal gennaio 2025 vive sotto scorta, aveva raccontato del concerto del neomelodico Anthony, tenuto in una sala Bingo Snai, in cui l’artista cantava la storia di  due carcerati tornati in libertà dopo anni di carcere. Secondo Palazzolo quei due uomini potrebbero essere Giuseppe Caserta e Claudio D’Amore, condannati in appello per associazione mafiosa e presenti in prima fila durante quella esibizione. L’Ordine dei giornalisti di Sicilia si dichiara senza tentennamenti al fianco di Palazzolo, invitando le autorità preposte a fare chiarezza su quanto accaduto, al fine di individuare e punire i responsabili di questi attacchi, che provocano indignazione in tutta la categoria.”


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