KLEOS - lunedì, 14 Ottobre 8:03

Blue Sea Land si è concluso, Cartabellotta: “pronti alla riedizione 2014”

MAZARA DEL VALLO – “Esportare il modello del Distretto della pesca con la sua funzione sociale oltre che economica in Somalia o in Siria o nell’Africa subsahariana e dove ci sono le condizioni oggettive nel settore ittico e agroalimentare, significa tentare di creare una organizzazione, occupazione lavorativa e dunque un modo per frenare tante braccia di disperati che […]

Blue Sea Land_ Convegno conclusivo

MAZARA DEL VALLO – “Esportare il modello del Distretto della pesca con la sua funzione sociale oltre che economica in Somalia o in Siria o nell’Africa subsahariana e dove ci sono le condizioni oggettive nel settore ittico e agroalimentare, significa tentare di creare una organizzazione, occupazione lavorativa e dunque un modo per frenare tante braccia di disperati che ogni giorno tentano di varcare le soglie dell’Europa, attraverso il Mediterraneo, perdendo la vita”.

Lo ha affermato Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto della Pesca a conclusione della manifestazione Blue Sea Land che si è tenuta a Mazara del Vallo.

“Il Distretto – ha aggiunto Tumbiolo – è un luogo dove si producono relazioni. Non è un caso se numerose delegazioni estere, enti e istituzioni hanno risposto positivamente a questa iniziativa dei distretti agroalimentari, denominata appunto Blue Sea Land”.

“Per molti di loro non era la prima volta, sono giunti in Sicilia per studiare il modello del Distretto della pesca, un modello di sviluppo – ha precisato il presidente del Distretto Pesca – si tratta di un pubblico interessato, erano presenti 4 ministri dell’Agricoltura e della pesca, sette capi missione, ambasciatori, 14 consoli”.

“Questo è quanto accaduto a Mazara del Vallo che non è proprio il centro del mondo – ha ribadito – l’Europa dovrebbe esportare questo simbolo di convivenza e multiculturalità”.

“I distretti italiani sono 157 e 27 quelli dell’agroalimentare, in Sicilia ne sono stati riconosciuti otto – ha sottolineato – mettere su questo modello così complesso in una terra come la Sicilia non è stato semplice, ma in questa Città vi è anche la prova pratica che la convivenza è possibile. Incontrare 50 buyer per le nostre imprese è stata una opportunità. A Mazara c’è qualcosa di diverso. La differenza sta nel territorio, la gente vuole riconoscersi in un territorio e riscoprire il gusto dell’identità e delle radici”.

“Blue Sea Land diventerà un appuntamento fisso, una palestra di allenamento in proiezione di Expo 2015”.

Lo ha annunciato l’assessore regionale alle Risorse agricole e alimentari, Dario Cartabellotta, in una conferenza stampa organizzata a conclusione della manifestazione Blue Sea Land. “Dall’esperienza di questa edizione di Blue Sea Land – ha aggiunto Cartabellotta – il Governo regionale ha tratto gli spunti per avanzare la candidatura al coordinamento del padiglione dedicato al “biomediterraneo” a Milano.

“Blue Sea Land rappresenta l’anno zero di nuovo modello culturale, economico e sociale che la Regione intende esportare nel Mediterraneo – ha precisato – per promuovere in questa area il dialogo interculturale e rafforzare il processo di cooperazione ed integrazione multietnica”.

“L’edizione 2013 – ha spiegato Cartabellotta – rappresenta una sorta di allenamento preparatorio per raccogliere le istanze anche di altri Paesi dell’area Med, del Medio Oriente e dell’Africa”.

“Il Governo regionale – ha concluso Cartabellotta – intende sostenere non solo il brand “Born in Sicily” ma anche il marchio “biomediterraneo”, un contenitore di prodotti, tipicità e culture che tuteli e valorizzi le produzioni e le tipicità, espressione dei territori dei singoli stati”.

A margine della conferenza stampa di chiusura di Blue Sea Land, l’assessore Cartabellotta si è soffermato sulla vicenda tonno che ha messo in ginocchio alcune marinerie siciliane.

“Ho raccolto il grido di allarme della marineria di Sciacca sulla sparizione delle acciughe nel Canale di Sicilia – ha dichiarato – una delle ragioni è la massiccia presenza di tonni nel Mediterraneo”.

“Non possiamo più permetterci – ha aggiunto – che le lobby dominanti nel settore continuino ad assorbire quote tonno sottraendole alla marineria siciliana e agli stati che si affacciano nel bacino Mediterraneo. Da Blue Sea Land – ha sostenuto Cartabellotta – parte l’idea di rinegoziare con l’Unione Europea e l’Iccat, l’assegnazione delle quote tonno nel Mediterraneo. Soltanto nell’isola di Favignana – ha concluso – fino a qualche decennio fa si catturava una quantità di tonno superiore all’intera quota oggi assegnata al Mediterraneo”.

 


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