TRAPANI – È stato catturato dalla Polizia Penitenziaria il detenuto evaso ieri (12 luglio) durante il trasferimento dalla Casa circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani all’ospedale “Sant’Antonio Abate”, dove era stato accompagnato per accertamenti sanitari.
A confermarlo è Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), precisando che il fuggitivo è stato rintracciato e arrestato a poca distanza dall’ospedale grazie al tempestivo e professionale intervento del personale del Corpo.
“Rivolgo il mio più convinto plauso agli agenti della Polizia Penitenziaria che, con sangue freddo, professionalità e determinazione, hanno individuato e catturato in tempi rapidissimi il detenuto, riportandolo in stato di detenzione. Ancora una volta il Corpo ha dimostrato efficienza operativa e altissimo senso del dovere”, dichiara Capece.
Per il segretario generale del SAPPE, l’episodio deve però indurre a una riflessione più ampia. “Non possiamo continuare ad affidarci esclusivamente all’abnegazione del personale. I servizi di traduzione e piantonamento sono tra i più delicati e rischiosi che la Polizia Penitenziaria svolge ogni giorno, spesso in condizioni di grave carenza di organico e con carichi di lavoro sempre più pesanti”.
“Il Governo e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria devono investire con decisione nel potenziamento degli organici, nell’ammodernamento delle dotazioni operative e nella revisione delle procedure di sicurezza per i servizi esterni. Le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria garantiscono quotidianamente la sicurezza del Paese ben oltre le mura degli istituti penitenziari e meritano strumenti, risorse e tutele adeguati”.
Capece conclude rivolgendo un appello al Ministro della Giustizia e al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinché venga aperto con urgenza un tavolo di confronto sulle criticità dei servizi di traduzione e piantonamento.
“Il brillante epilogo di questa vicenda è merito esclusivo della professionalità della Polizia Penitenziaria, ma non possiamo continuare a confidare soltanto nel sacrificio e nello straordinario senso del dovere del personale. Occorrono interventi concreti e non più rinviabili: rafforzamento degli organici, revisione dei protocolli operativi, adeguamento delle dotazioni e delle misure di sicurezza per i servizi esterni. Ogni traduzione comporta rischi elevati e deve poter essere svolta nelle migliori condizioni possibili”.
“Chiediamo al Ministro della Giustizia e al Capo del DAP di convocare al più presto le Organizzazioni sindacali rappresentative del Corpo per affrontare queste problematiche e individuare soluzioni efficaci. La sicurezza del personale, degli operatori sanitari e dei cittadini non può essere affidata all’emergenza, ma deve poggiare su programmazione, risorse e scelte organizzative adeguate. La Polizia Penitenziaria continua a dimostrare di essere all’altezza della propria missione istituzionale; ora è lo Stato che deve dimostrare di essere all’altezza dei suoi uomini e delle sue donne”.



