KLEOS - sabato, 11 Febbraio 17:38

Che ce ne facciamo del vasto patrimonio edilizio comunale?

PARTANNA – Vi siete mai chiesti chi sia il più grande proprietario immobiliare di Partanna? Sì, è proprio il Comune. Per avere un’idea del patrimonio edilizio comunale provate un po’ a fare scorrere di fronte ai vostri occhi la serie di edifici scolastici (Istituto Magistrale, Istituto Commerciale, Scuola Media, i plessi De Amicis, Capuana, Collodi […]

PARTANNA – Vi siete mai chiesti chi sia il più grande proprietario immobiliare di Partanna? Sì, è proprio il Comune. Per avere un’idea del patrimonio edilizio comunale provate un po’ a fare scorrere di fronte ai vostri occhi la serie di edifici scolastici (Istituto Magistrale, Istituto Commerciale, Scuola Media, i plessi De Amicis, Capuana, Collodi e S. Lucia, l’Asilo-Nido, il complesso Italia-Francia), le sedi degli uffici comunali (Palazzo di città, Palazzo Calandra, ex scuole di via XX Settembre e di via Garibaldi, l’ex Maternità e Infanzia, l’ex Macello, la Gancia, il localino di piazza Galileo), gli ex Conventi (il Convento Carmelitano, il Monastero delle Benedettine, la Badiella), il complesso del Centro Sociale, i locali di Villa Lentini, il locale dell’ex Tribunale. Un patrimonio che ad occhio e croce potrebbe superare largamente…gli ento milioni di euro, sol che fosse in buone condizioni. E invece? Invece, a parte gli edifici adibiti a scuole e ad uffici, il resto del patrimonio edilizio è ridotto in pessime condizioni. E ciò che fa più rabbia è la constatazione che di esso nessuno si prende cura, forse perché nessuno ha una visione chiara di ciò che se ne potrebbe trarre. E’ stato mai fatto uno studio sul Centro Sociale o sulla Badiella per verificarne una eventuale utilizzazione? E’ stata mai tentata una qualche avance per l’affidamento dell’ex Convento Carmelitano? E, d’altronde, quegli stessi edifici che vengono utilizzati, vengono sfruttati in maniera razionale e consona alle regole della gestione del “buon padre di famiglia”? Spesso, per la verità, si ha l’impressione che il proprietario (il Comune) non si preoccupi di ispirarsi al principio che vuole “ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa”. Era proprio necessario destinare un intero “palazzo” (l’ex Magistrale di via Garibaldi), costituito da più di venti vani, ad un’unica istituzione? Era proprio necessario distribuire gli uffici dei Servizi Sociali in tre strutture (Palazzo Calandra, ex Tribunale, Biblioteca), costringendo, tra l’altro, gli utenti a dei faticosi andirivieni? E tutto ciò mentre non si trova un buco per la sede dell’Unione dei Comuni della Valle del Belice, né una sistemazione dignitosa per l’Ufficio del Giudice di Pace!


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