KLEOS - domenica, 21 Novembre 18:37

Cipolla rossa, emigrazione, connessioni, il male dei partannesi

PARTANNA- Non amiamo i gialli in cui l’assassino si scopre alla fine del libro o del film e non vogliamo costringere nessuno a leggerci fino in fondo: il male dei partannesi lo diciamo subito: è la mancanza di progettualità. Qualche seguace di Freud ebbe a dire che sono tre gli elementi che fanno la differenza […]

PARTANNA- Non amiamo i gialli in cui l’assassino si scopre alla fine del libro o del film e non vogliamo costringere nessuno a leggerci fino in fondo: il male dei partannesi lo diciamo subito: è la mancanza di progettualità. Qualche seguace di Freud ebbe a dire che sono tre gli elementi che fanno la differenza tra un uomo SANO e un uomo che sano non è: la capacità di AMARE (in senso lato, inclusa la capacità empatica che permette di voler bene anche al prossimo chiunque esso sia), la capacità di LAVORARE (che non riguarda solo chi è in servizio attivo, ma anche i pensionati che amano i nipotini e la vita in tutte le sue forme) e la capacità di PROGETTARE, vale a dire quella capacità di proiettarsi nel futuro, da “proicio”, tendere a… andare verso, non appiattirsi sul presente e soprattutto non rinvangare il passato, abitudine di molti, vizio che porta inevitabilmente all’infelicità. Detto questo, spieghiamo il perché partendo dalla cronaca. La sera del 14 novembre c’è stata l’ennesima presentazione di un calendario, presente l’ennesimo (si può dire?) sindaco, presenti i soliti membri del gruppo e i loro familiari. Il gruppo era quello di “Tu ami Partanna” un gruppo fb, l’unico fra i gruppi dedicati a Partanna che non sia autorefenziale e che oltre che al passato (foto, documentazioni storiche, notizie e chicche preziose) guarda anche al futuro. “Senza memoria non c’è futuro” come ebbe a dire il dott. Castrenze Accardo, uno dei più attivi membri capace di raccontare come un “cuntu” pure le storie più intricate e complesse della nostra cittadina. In seguito, le canzoni di Franco Giacomarro – rigorosamente partannesi, una delle quali scritte dalla madre, quella signora Giacomarro che a buon merito potrebbe chiamarsi la Maria Montessori partannese e poi tutti gli altri. La specificità del gruppo è il suo costante collegamento con la società Concordia di N. Y che la sera prima aveva omaggiato Tony Mulè insignito del Cavalierato. Sono intervenuti tutti usando una condensazione verbale ignota ai nostri politici: e così Giovanna con i suoi alunni vestiti da cuochi che hanno recitato belle poesie come dei bei piatti culinari, Anna Scovazzo con il suo elogio dei nostri prodotti tipici, Nino Crinelli che ha recitato come un tsunami irrefrenabile l’abitudine partannese di criticare sempre gli altri. E qui sta il punto: qualcuno ha lanciato la proposta di ALLUNGARE LA VITA alla cipolla partannese. La sede sembrava quella giusta, visto che TU AMI è un gruppo, come usa dire oggi di VISIONARI”. Perché il gruppo “Tu ami Partanna” è fatto di sognatori. E i sognatori aspettano sempre un mondo migliore: senza violenza, senza inquinamento, pieno di verità e non di pettegolezzi o palcoscenico per eroi ed eroine. Il gruppo si vuole illudere di saper fermare il tempo, questo scorrere di vita che fissiamo nello spazio – il calendario appunto – mentre dovrebbe essere scritto nel tempo. Ma il tempo non si può scrivere: si fa solo ricordare. La vita è memoria e non c’è futuro senza memoria. Il nostro calendario ha l’originalità di iniziare con la cucina cui Levi Strauss attribuiva il significato comune a tutte le culture: la nostra “partannesità” si caratterizza per la cipolla più dolce della cassata siciliana. La nostra cipolla dura poco: perciò è così preziosa e cresce e vive in quella che prima del riscaldamento terrestre era la stagione per eccellenza: “stasciuni” significava estate. Oggi pomodori, cucuzze, uve, piruna ecc. ci sono tutto l’anno. Ma sono falsi. La cipudda è vera. I Partannesi sono veri e sanno che il tempo non gli appartiene, ma sono loro che appartengono al tempo. Come appartengono a questa terra dove ogni giorno, tutti i giorni – come scriveva il sacerdote Mendolia – puoi assistere al passare delle stagioni tutte: primavera, estate, autunno, inverno”. Perché non fare un progetto di ricerca per allungare la vita (almeno fino a Natale) alla NOSTRA CIPUDDA? I vantaggi per l’economia sarebbero immensi. Non abbiamo solo il Castello, la Fontana, S, Rocco… La cipudda è viva. Allungarle la vita in un tempo in cui il vaccino anticovid è stato “inventato” in un anno, non dovrebbe essere difficile a ricercatori qualificati, centrare l’obiettivo. Inoltre i legami con la Concordia di N. Y potrebbero dare un respiro internazionale alla ricerca, senza contare la possibilità di RI-stabilire i contatti con i giovani e tra i giovani. Oggi non esistono più legami, ma connessioni e i giovani seduti al bar che sembrano conversare amabilmente in realtà chattano e paradossalmente anche tra di loro. Hanno perduto i neuroni a specchio mentre a far perdere tutti i rimanenti neuroni ci pensa già una scuola che è tutto tranne che scuola: fabbriche di asini ed è un insulto averle dedicate a Rita Levi Montalcini. Cosa faranno da grandi? Senza neuroni rimarrà solo una strada: fare gli psicologi o le psicologhe, il peggio. La cipolla partannese salverà il mondo? Non lo sappiamo. Anche Fleming trovò la penicillina cercando tra la muffa. Si chiama SERENDIPITA’. MA: la mancanza di progettualità fa di Partanna un paese non sano. Meglio ripetere che inventare, troppa fatica. Al diavolo Fleming. Einstein e i sognatori. Noi siamo di Partanna e “a un parmu di me culu…”.

Vito Piazza


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