KLEOS - domenica, 21 Settembre 14:52

Controllo democratico e bilancio di previsione a Santa Ninfa

SANTA NINFA – Batman affronta il problema della trasparenza e della privacy sull’uso delle risorse comunali.

SANTA NINFA – Quando ho iniziato a scrivere, non sapevo a cosa andavo incontro. Per questo ogni tanto getto la spugna, ma il direttore con umorismo sottile mi acchiappa per i capelli. Di sicuro non posso abbandonare la postazione con indagini in sospeso. Nelle prossime settimane leggerete i nostri resoconti su TASI, TARI e Bilancio a Partanna. Vedremo poi come si evolveranno le cose all’Unione con i nuovi Presidenti e con il gruppo Indipendente, di matrice esclusivamente partannese, che appare sempre di più un fiume in piena. Riuscirà il vecchio modo di fare politica ad arginare le loro richieste ed aspettative? Riusciranno i “nostri eroi partannesi” a dare nuovo impulso all’Unione? Non dipende solo da loro, ma da altri 13 consiglieri, 5 sindaci e tutta la “nave”. Ma, esistono questioni lasciate “a metà” e che non posso chiudere. Di queste mi scuso anticipatamente con i lettori. La prima riguarda il bilancio di previsione del Comune di Santa Ninfa, che non potrà definirsi fino a quando non leggerò il processo verbale della seduta. Dopo una diatriba tra il segretario del circolo cittadino del PD e l’attuale sindaco, ex segretario PD. Tutto tace. Nemmeno a Batman hanno voluto rispondere. In fondo sono solo un uomo mascherato. Ma nei confronti dei cittadini? Chi ha interesse a fare “silenzio”? Per chi è utile che i santaninfesi non abbiamo la versione ufficiale di ciò che è accaduto in aula? Sono domande che meritano risposte? O frutto di onanismo di un pseudo giornalista? E quanto tempo ci vuole per scrivere e pubblicare un verbale? E dire che a Santa Ninfa erano conosciuti per la celerità e determinatezza nell’affrontare i problemi. Ma queste domande batmaniane hanno attinenza con l’andamento in generale della pubblica amministrazione oppure sono “cavilli giuridici”? Dopo attenta riflessione, la risposta è: Entrambe. Ed allora bisogna sciogliere i cavilli per informare i cittadini. Cos’è il bilancio comunale? Per definizione scolastica (ma si può prendere pure da internet), nell’ordinamento contabile degli enti locali, la delibera consiliare di approvazione del bilancio rappresenta l’atto attraverso cui il Consiglio comunale autorizza preventivamente, all’inizio dell’anno, le spese e le entrate previste in termini valoristici nel bilancio, ovvero si tratta del documento contabile, predisposto dall’esecutivo, con funzione programmatoria, in cui sono elencate tutte le spese che saranno sostenute nel corso dell’esercizio di riferimento e tutte le entrate che serviranno per finanziarle. In questo documento, che a volte sembra un geroglifico, sono programmate tutte le attività e sono destinate le risorse ai servizi che il comune eroga. Dal punto di vista politico, l’approvazione del bilancio consente il preventivo controllo democratico sulla gestione finanziaria, indirizzandola verso il miglior utilizzo delle risorse, al fine del soddisfacimento dei bisogni della collettività di riferimento. Controllo democratico significa controllo partecipativo e per ciò stesso politico. Controllo democratico implica dibattito tra forze contrapposte, tra una maggioranza ed una minoranza. A queste forze spetta fare delle scelte sulla base dei numeri. Ma ai cittadini i numeri da soli bastano? O i cittadini hanno diritto a conoscere le motivazioni politiche che stanno dietro i numeri? Per i cittadini è un onanismo leggere i numeri senza le parole e senza “capire” le motivazioni che stanno alla base delle scelte che stanno dietro quei numeri. L’altra questione in sospeso attiene ai rapporti tra trasparenza e privacy, ed collegata in qualche modo anch’essa con l’andamento della politica santaninfese. Il garante della privacy il 04 settembre ha dichiarato: “La trasparenza è presupposto di democrazia, perché consente ai cittadini di conoscere l’uso che delle risorse, dei beni e dei poteri pubblici viene fatto da parte degli amministratori pubblici, ma incrociamo anche qui un problema di protezione dei dati personali quando, volendo interpretare questo dovere di trasparenza in modo eccedente, si pubblicano e si rendono conoscibili a tutti in modo indiscriminato anche informazioni che non hanno nessuna utilità rispetto al fine che la trasparenza si proponeva. Conoscere le procedure di appalto di un’impresa è assolutamente utile per sapere che uso viene fatto delle risorse pubbliche, così come conoscere anche l’indennità e lo stipendio del ministro, del presidente della Regione o dell’assessore; conoscere la patologia di chi beneficia di rimborsi sanitari, è del tutto irrilevante e gravemente lesivo della dignità delle persone. Se la trasparenza, se la sicurezza, se l’informazione sono un obiettivo, dobbiamo comprimere la vita privata soltanto per quella parte che è essenziale rispetto a questa finalità.” Ed allora perché dopo 15 giorni dalla loro pubblicazione le delibere di consiglio e di giunta a Santa Ninfa passano nell’archivio storico non accessibile per questioni di privacy? E’ davvero una questione di privacy? Chi ha deciso che a Santa Ninfa la privacy è superiore alla trasparenza? E’ indubbio, che per un esercizio dei loro diritti elettorali i cittadini hanno bisogno, non solo degli atti contabili, ma soprattutto di conoscere ciò che le parti hanno detto per sostenere i loro “voti” in consiglio comunale; hanno bisogno di leggere le delibere di approvazione del bilancio, non solo oggi, ma anche nel momento in cui andranno a votare. A Partanna, abbiamo iniziato ad avere numeri, parole, voti e volti. A Partanna abbiamo tutto, delibere con dentro i processi verbali e sedute videoregistrate che rimangono a disposizione. Abbiamo il forum cittadino e magari un giorno avremo pure la relazione semestrale considerato che i partiti e l’opposizione l’hanno già chiesta. Cosa ci manca? E cosa veramente manca a Santa Ninfa? Forse è bene per tutti gli attori, politici, amministratori, partiti, giornalisti e soprattutto cittadini ricordarsi ciò che è scritto in un vecchio manuale ovvero che “Le amministrazioni pubbliche sono una delle cose più imperfette che esistano per la loro essenziale contraddizione: sono spaventosi di potenza e insieme inermi, sopraffanno ma si lasciano puerilmente gabbare, hanno ricchezze immense e vivono lesinando, sono concepite secondo ordine e vivono in disordine. In questo c’è il dramma dello Stato contemporaneo. (M. S.Giannini, 59).” Il dramma dello Stato. Ed il dramma dei cittadini? Il loro diritto ad essere informati ed avere un’amministrazione aperta, equa e giusta, e pertanto, politicamente nobile?

Batman

 

 


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