KLEOS - sabato, 19 Gennaio 15:36

Designazione commissari interni agli Esami di Stato: la competenza è del consiglio di classe

Siamo a gennaio e, come ogni anno, nelle Istituzioni Scolastiche della Secondaria di 2^ grado, subito dopo l’indicazione, da parte del MIUR, delle materie affidate ai commissari esterni, della materia oggetto della seconda prova scritta e dell’effettuazione delle operazioni di abbinamento delle classi /commissioni negli Esami di Stato, si comincia a “ragionare” sulla designazione dei […]

Siamo a gennaio e, come ogni anno, nelle Istituzioni Scolastiche della Secondaria di 2^ grado, subito dopo l’indicazione, da parte del MIUR, delle materie affidate ai commissari esterni, della materia oggetto della seconda prova scritta e dell’effettuazione delle operazioni di abbinamento delle classi /commissioni negli Esami di Stato, si comincia a “ragionare” sulla designazione dei commissari interni.
I genitori si chiedono chi, fra gli insegnanti, sappia meglio guidare i propri figli a sostenere le prove dell’ESAME DI STATO; gli studenti cominciano a sfogliare la margherita del consiglio di classe:
questo docente sì, questo docente no. E così, qualche stranezza, ancora, si registra nella designazione dei commissari interni:
• In nome della partecipazione e della democrazia si convocano assemblee di classe degli studenti, chiamati a indicare i docenti come commissari interni;
• In nome della condivisione delle scelte si ascoltano anche i genitori che argomentano, avanzano proposte e /o pongono veti;
• In nome della conservazione del prestigio della scuola ci si pone il traguardo di un buon bottino di votazioni eccellenti (tanti 100, meglio se cento e lode) e si cerca, nella designazione dei commissari interni, di porre un contrappeso ad ogni peso: in una stessa commissione ad un docente di matematica esterno, si affianca un docente di fisica interno, ad un docente di storia esterno si affianca un docente di filosofia interno, ad uno di italiano esterno un docente di latino interno e così via, sottovalutando, però, il rischio di dar vita a sovrapposizioni, conflitti professionali, che andrebbero alla fine a danno esclusivo degli studenti;
• In nome di una difesa d’ufficio dei candidati, sempre e in ogni caso, si vanno a ricercare i docenti più combattivi, talora, i più aggressivi.
E poi, in ultimo, con molta superficialità, si acconsente al rifiuto di qualche docente che per motivi vari (non sto qui a rappresentarli) si sottrae ad un preciso dovere professionale, quello di accettare la nomina di membro interno.
Il risultato, alla fine, nella ripartizione delle materie oggetto di prove d’esame, tra la componente interna ed esterna, è la formazione di commissioni totalmente sbilanciate, che vengono, perciò, fin dalla seduta preliminare, disapprovate e criticate dal Presidente e dai Commissari esterni, con il pericolo di compromettere quella fiducia e quella serenità, all’interno della commissione, ingredienti indispensabili per una conduzione degli esami all’insegna della professionalità e della piena disponibilità nei confronti degli studenti.
Eppure, le norme (la legge 425/97, il DPR 323/98, il DM n.359/98 con successive modificazioni e integrazioni, le circolari successive annuali e puntuali), a tal proposito, sono ben conosciute e chiare:
• La designazione dei commissari interni avviene da parte del Consiglio di classe nella sola componente docente e non da parte degli studenti, dei genitori o del solo Dirigente;
• i commissari interni, il cui numero deve essere pari a quello degli esterni, sono designati tra i docenti appartenenti al Consiglio della classe/commissione, titolari dell’insegnamento delle materie non affidate ai commissari esterni […];
• le materie affidate ai commissari interni devono essere scelte in modo da assicurare una equilibrata presenza delle materie stesse e, in particolare, una equa e ponderata ripartizione delle materie oggetto di studio dell’ultimo anno tra la componente interna e quella esterna, tenendo presente l’esigenza di favorire, per quanto possibile, l’accertamento della conoscenza delle lingue straniere;
• sia i commissari interni che i commissari esterni conducono l’esame nelle materie per le quali hanno titolo secondo la normativa vigente;
• la scelta deve essere, altresì, coerente con i contenuti della programmazione organizzativa e didattica del Consiglio di classe, al fine di consentire ai commissari interni di offrire in sede di esame alla componente esterna tutti gli elementi utili per una valutazione completa della preparazione del candidato.

Vita Biundo Dirigente Scolastico Istituto Superiore ”F. Ballatore” Mazara del Vallo


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