“E chissi…su fossa!”

Editoriale del numero di novembre del mensile cartaceo Kleos

di Antonino Bencivinni Alcuni decenni fa Partanna ha cominciato ad essere chiamata Città della Civiltà dei Fossati, per via dell’Area archeologica di Contrada Stretto (caratterizzata dai “Fossati” risalenti ad epoca neolitica), Area archelogica che non è riuscita mai veramente a decollare come sarebbe stato auspicabile. Oggi piuttosto si sente spesso parlare da parte di tanti partannesi, che assistono impotenti alla presenza nella cittadina di numerose buche che danneggiano pneumatici e sospensioni delle loro auto, di Partanna solo come Città dei fossi (nella foto qui accanto ce n’è uno in una strada centrale). Il problema si è aggravato da alcuni mesi a causa della creazione, come coloritamente si legge nella rubrica Parva Favilla di Kleos di ottobre, “di una ragnatela di chilometri e chilometri di trincee scavate per la posa di cavi elettrici e di fibre ottiche telefoniche”, alcune ripristinate ma “a la scurdata”. La gente è veramente stanca, certamente qualcuno farà causa di risarcimento al Comune. Il ripristino di alcune “trincee” è avvenuto molto lentamente e spesso con una rabberciatura che non coinvolgeva l’intera base stradale. Perfino per la Festa della Madonna della Libera, particolarmente sentita dai partannesi e da tanti fedeli dei paesi vicini, non si è avvertita la necessità di far trovare un paese presentabile (a chi veniva da fuori) se non altro relativamente alle strade da percorrere per raggiungere il Santuario, che per di più quest’anno, come le volte precedenti, è luogo giubilare. Il quadro paradossalmente si è aggravato con lavori condotti nella strada Santa Ninfa-Partanna che è rimasta “scarificata” per lunghi tratti e per alcune settimane. Al punto che alcuni per consolarsi hanno ribadito che forse non tutti i mali vengono per nuocere: ora, infatti, molti avrebbero capito e ricordato bene il significato di “strada scarificata”, dato che per lungo tempo ci sono stati tre lunghi tratti “scarificati” che ulteriormente hanno fatto la gioia degli automobilisti locali. Ma finalmente hanno imparato bene un nuovo vocabolo.


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