Fausto Pirandello: Ricorre il 50° anniversario della morte. La mostra e il Premio a lui intitolato

ROMA – Ricorre oggi, 30 novembre, il 50° anniversario della morte di Fausto Pirandello, pittore, figlio del drammaturgo Luigi, premio Nobel per la letteratura nel 1934. Non c’è stata alcuna manifestazione istituzionale per ricordare la sua scomparsa, ma soprattutto per fare conoscere meglio un artista tra i più proficui del Novecento e per apprezzare il valore delle sue opere pittoriche. Ci ha pensato nei giorni scorsi la Fondazione Fausto Pirandello che ha annunciato la mostra dei dipinti dei finalisti del Premio di pittura “Fausto Pirandello”.
Saranno presentate le opere di Niccolò Devecchi (Verona, 2003), vincitore del primo premio; Yuxiang Zhao (Nocera Inferiore, 2003), vincitore del secondo premio; Barbara Coco (Palermo, 2004), vincitrice del premio under 30; e le opere di Michele Bellini (Roma, 1990); Giulio Gamba (Lugano, 1997), Iuliia Lialina (Mosca, 2004), Albert Licciardi (Bari, 1999), Iger Nuellari (Tirana, 2004), Musafer Qassim (Shingal, 1991) e Teo (Tewodros Abebaw Zeleke) (Addis Abeba, 1994).
Il tema scelto per la terza edizione del Premio, fortemente voluto da Giovanna Carlino Pirandello, moglie del compianto Pierluigi, figlio di Fausto, è il corpo. I pittori, che, come da bando, potevano provenire da ogni nazionalità e avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni, sono stati invitati a riflettere sul nudo come veicolo di espressione introspettiva, esplorandone tutte le possibili sfaccettature.
Il Premio è organizzato in collaborazione con il Comune di Anticoli Corrado (Roma).
L’inaugurazione della mostra e la cerimonia di premiazione si terranno il 6 dicembre 2025 alle ore 11:30 presso lo “Spazio Arte” di Anticoli Corrado, adiacente al locale Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea.
A dialogare con le dieci opere dei finalisti del Premio, verranno esposti pastelli e dipinti di Fausto Pirandello che esplorano il tema del nudo, soggetto nel quale l’artista riversa tensioni interiori e inquietudine. Il corpo – soprattutto quello femminile – diventa per lui campo privilegiato di un’indagine instancabile, nella quale l’umanità viene rappresentata senza idealizzazione, con un linguaggio materico e crudo.
La mostra dura fino al 20 dicembre 2025.

Enzo Minio

Chi era Fausto Pirandello?

Ecco una biografia del pittore, nato a Roma il 17 giugno 1899 e morto nella capitale il 30 novembre 1975.
“Figlio del drammaturgo Luigi Pirandello, Fausto si forma dapprima come scultore, frequentando lo studio di Sigismondo Lipinski, e poi dal 1920, come pittore, alla Libera Scuola di Nudo dell’Accademia di Roma, sotto la guida di Felice Carena.
Le prime opere sono grafiche e risentono degli influssi della Secessione viennese di Klimt e dell’espressionismo tedesco che aveva avuto modo di ammirare alla “Mostra della Secessione Romana” nel 1913.
Dal 1923 inizia a dipingere, esordendo due anni più tardi alla Biennale di Roma e poi a quella di Venezia.
Nel 1927 parte con l’amico Giuseppe Capogrossi alla volta di Parigi, dove entra in contatto con l’opera di Cézanne, di Matisse e dei Cubisti, e con i pittori italiani Severini, Tozzi, De Chirico e Campigli, fondamentali nella definizione del suo linguaggio artistico degli anni Trenta.
Nel 1931 visita Vienna e Berlino, approfondendo la conoscenza dell’Espressionismo.
Tornato a Roma tiene la sua prima personale alla Galleria di Roma.
Da questo momento avvia un’intensa attività espositiva nelle principali rassegne italiane.
La pittura degli anni Trenta, dopo una fase tonale, vicina alla Scuola Romana, in particolare a Mafai e Scipione, evolve in modo autonomo, secondo una personale rielaborazione delle suggestioni europee e della grande tradizione antica, con opere anti-classiche, dalla forte componente materica e dall’originale impaginazione compositiva. I soggetti sono quelli della vita quotidiana, nature morte e vedute.
Dal 1937 si lega alla Galleria La Cometa di Roma, partecipando anche all’esposizione d’inaugurazione della sua sede newyorkese.
Nel 1939 partecipa alle mostre del gruppo antifascista Corrente, a Milano e all’Esposizione Universale di New York.
Nel dopoguerra vive il dissidio, che coinvolge gran parte degli artisti italiani, tra figurazione post-cubista, in ottemperanza alle direttive del Partito Comunista, e astrazione. Nelle sue opere la scomposizione cubista porta a spostare l’attenzione dal soggetto agli elementi specifici della pittura, come la materia cromatica.
L’attività espositiva prosegue con particolare successo sia in Italia che negli Stati Uniti. Nel 1956 la Biennale di Venezia gli dedica una personale. Muore nel 1975”.

(Biografia tratta dal sito della Fondazione Fausto Pirandello)


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