Fossi, penuria di acqua e di luce…povera Partanna!

di Antonino Bencivinni Partanna non sta vivendo in questi anni un periodo particolarmente felice. Kleos ha dedicato le sue ultime copertine a problemi eclatanti che hanno messo e mettono a dura prova la capacità di sopportazione che purtroppo o per fortuna la maggior parte dei suoi cittadini ancora possiede. I numerosi fossi di Partanna, chiamata da qualche tempo la città dei Fossati (in riferimento ai ritrovamenti neolitici dell’area archeologica di Contrada Stretto), non sono quelli preistorici ma quelli di oggi che, per quanto per fortuna ora il fenomeno si è un po’ attenuato, hanno “disturbato” non poco la vita quotidiana dei cittadini e dei loro mezzi di locomozione (Kleos di novembre 2025). La grave crisi idrica (che Partanna condivide con altri centri della Provincia di Trapani e non solo) ha da tempo messo in seria difficoltà tante famiglie che sono state “scippate” di un bene così prezioso come l’acqua (Kleos di dicembre 2025). In questo numero del giornale ci stiamo dedicando alla ciliegina sulla torta che è la vergogna della illuminazione (si fa per dire) pubblica che caratterizza ormai da molti anni la cittadina belicina. Già allepoca dell’amministrazione del sindaco Nicolò Catania, quella vergogna faceva gran bella mostra di sé, ma oggi, dopo due anni e mezzo, non è da meno, con la differenza che ora i tanti cittadini che due anni e mezzo fa non hanno più votato quel sindaco anche per la cattiva gestione dell’illuminazione pubblica, ora, in molti, non hanno più lo stesso coraggio (che avevano prima) di lamentarsi. Oggi ci sono intere zone al buio completo o con scadente illuminazione e, purtroppo, sembra che non ci siano soluzioni adeguate a breve scadenza: Partanna sembra destinata ancora per molto a vedere solo da lontano l’illuminazione pubblica decente (ad esempio quella dei paesi vicini, come Santa Ninfa). A fronte di un’accorata interrogazione consiliare sul problema, nella seduta del 26 gennaio, da parte del consigliere di opposizione Massimo Cangemi che lamentava la mancanza, in diverse parti del paese, di illuminazione pubblica (con particolare riferimento alla contrada Montagna dove per di più si sono verificati continui furti di cavi di rame), la risposta dell’amministrazione, rappresentata in quell’occasione dall’assessore Luca Triolo, uno dei tre assessori presenti, in assenza del sindaco, del vicesindaco e di un altro assessore, è stata la seguente, dopo avere ribadito l’attuale obsolescenza
dell’impianto di illuminazione cittadino: “Agiremo in due direzioni, istallazione di nuove telecamere di sorveglianza e affidamento ad un’impresa della gestione degli impianti”. La richiesta di Cangemi di inserire soldi nel bilancio di previsione per risolvere il problema almeno in contrada Montagna, data l’entità della cifra necessaria, è destinata ovviamente a non essere accolta. Si dovrà dunque aspettare l’intervento della masochista nuova azienda. Povera Partanna!


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