KLEOS - domenica, 7 Giugno 9:52

Giornalisti per un giorno

PARTANNA – Questi sono alcuni degli articoli degli alunni del Plesso S. Lucia dell’I.C. Rita Levi Montalcini pubblicati nel numero di giugno del mensile Kleos: Giornalisti per un giorno Dopo un’attenta analisi sui consigli dati dal prof. Bencivinni, durante l’intervista in videoconferenza avvenuta il 18 maggio e a conclusione dell’UDA “Giornalisti per un giorno” gli […]

PARTANNA – Questi sono alcuni degli articoli degli alunni del Plesso S. Lucia dell’I.C. Rita Levi Montalcini pubblicati nel numero di giugno del mensile Kleos:

Giornalisti per un giorno

Dopo un’attenta analisi sui consigli dati dal prof. Bencivinni, durante l’intervista in videoconferenza avvenuta il 18 maggio e a conclusione dell’UDA “Giornalisti per un giorno” gli alunni delle classi quinta E/ F, del plesso S. Lucia dell’I.C. Rita Levi Montalcini, hanno deciso di messo nero su bianco le loro opinioni, le loro preoccupazioni e il loro vissuto durante la pandemia di COVID-19, scrivendo degli articoli. Per comporre l’articolo i gruppi virtuali di lavoro si sono dati appuntamento sulla piattaforma Cisco Webex o su Skype. Ogni gruppo agiva come una piccola redazione, suddividendosi i compiti con senso di responsabilità e dimostrando grande maturità intellettuale. In un tempo dove tutto è stato difficile, loro con grande spirito di iniziativa hanno dimostrato un’ottima resilienza.

Cronaca di una Pandemia

Tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 si è manifestato, in Cina, un nuovo e pericoloso virus che molto rapidamente si è diffuso in tutto il mondo. Questo ha cambiato all’improvviso le nostre vite, costringendoci a rinunciare a molte abitudini che prima ci sembravano naturali e abbiamo dovuto trascorrere un lungo periodo di quarantena nelle nostre case, isolati dagli affetti dei nostri nonni, zii, cugini, amici, compagni e maestre. Durante questo periodo tutto è cambiato, e anche noi siamo cambiati, abbiamo scoperto nuovi modi per fare le cose, per esempio a scuola abbiamo abbandonato le nostre aule e ci siamo ritrovati davanti ad un computer, scoprendo così che la tecnologia non serviva solo per giocare, ma anche per imparare o incontrare tutte le persone e gli amici che all’improvviso non abbiamo più potuto incontrare. Abbiamo così iniziato un’esperienza per noi tutta nuova, la didattica a distanza, che, all’inizio, ci era sembrata un po’ una vacanza ma poi abbiamo capito che attraverso il computer potevamo imparare, scoprire nuove cose e soprattutto vederci e incontrarci anche se solo virtualmente. Oggi siamo in una nuova fase di questa strana pandemia e speriamo di poter tornare alla nostra vita ma questa esperienza non la dimenticheremo mai. Cominciamo piano piano a uscire ma il nostro viso è coperto da mascherine che coprono i nostri sorrisi ma che rappresentano una barriera importantissima contro questo virus minuscolo ma terribile. Dal 18 maggio possiamo uscire da casa ma dobbiamo rispettare tante nuove regole tra cui l’uso della mascherina e le distanze di sicurezza e quindi questo vuol dire che non siamo ancora tornati alla normalità, anche se ci stiamo tentando. Tornare alla normalità rappresenta però un rischio perché ancora non si è trovato un vaccino, quindi se una persona è contagiata e non lo sa si potrebbe ricominciare da capo. Lavoro di gruppo realizzato dagli alunni 5^E: Di Giuseppe Nino, Gullo Alessandro, Gullo Simona, Macaluso Alessandro, Nastasi Vincenzo, Clara Colletta

Due ipotesi sulla nascita del Coronavirus

Il Covid-19 si dice che è nato il 25 novembre in un laboratorio, oppure che sia stato trasmesso agli uomini tramite i pipistrelli, però non sappiamo del tutto la verità. La prima opinione sostiene che il virus sia stato creato di proposito in un laboratorio, in modo da poter fare ammalare gran parte della popolazione mondiale e causare migliaia di morti. L’altra opinione sostiene, invece, che questo virus provenga dai pipistrelli, e che essendo stati mangiati da alcuni cinesi, il contagio è stato inevitabile. I primi casi sono stati rilevati in Cina, esattamente nella città di Whuan e molto rapidamente il contagio è arrivato in Italia fino a diffondersi in tutto il mondo. Nella nostra penisola siamo arrivati alla fase 2, ovvero in una fase in cui i casi di contagio stanno notevolmente diminuendo, con la speranza che potremmo presto ritornare alla vita normale. Per far in modo che questo avvenga, bisogna però usare delle precauzioni come quelle indicate qui sotto. Lavoro di gruppo realizzato dalla 5^ E: Desiree Ancona, Sofia Caporelli, Ester Teri Francesco Casciotta, Silvia Scalia, Gabriele Bruscia

• Tenere la distanza di almeno un metro • Non andare in luoghi troppo affollati • Mettere la mascherina • Indossare i guanti • Lavare almeno un minuto le mani


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