KLEOS - venerdì, 10 Settembre 12:51

Il Vino si studierà a scuola in Sicilia, Piemonte ed Emilia Romagna. Progetto pilota per istituti alberghieri e turistici annunciato a Vinimilo, sull’Etna

MILO – Il vino diventa materia di studio a scuola. E parte dalle “Donne del Vino” l’innovativo progetto che dall’anno scolastico in partenza porterà il mondo e la tradizione della viticoltura italiana nel piano formativo (POF) di alcuni istituti alberghieri e turistici di tre regioni pilota italiane: Sicilia, Piemonte ed Emilia Romagna. L’8 settembre l’annuncio […]

MILO – Il vino diventa materia di studio a scuola. E parte dalle “Donne del Vino” l’innovativo progetto che dall’anno scolastico in partenza porterà il mondo e la tradizione della viticoltura italiana nel piano formativo (POF) di alcuni istituti alberghieri e turistici di tre regioni pilota italiane: Sicilia, Piemonte ed Emilia Romagna.

L’8 settembre l’annuncio alla ViniMilo 2021 per voce di Roberta Urso, Delegata per la Sicilia delle Donne del Vino, associazione nazionale che, nata nel 1988, riunisce un migliaio di tesserate fra produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier e giornaliste esperte del settore con l’obiettivo di diffondere la cultura e la conoscenza del vino attraverso la formazione e la valorizzazione della donna nel settore vitivinicolo. In Sicilia il progetto riguarderà gli istituti di Randazzo (Istituto Enrico Medi), Erice (Ist. Ignazio Florio) e Bisacquino (Ist. Di Vincenti).

“Abbiamo scoperto con grande stupore – spiega Roberta Urso – che in Italia negli istituti tecnici per il turismo e negli alberghieri il vino non è materia didattica come in quegli agrari. Una lacuna enorme se consideriamo la crescente richiesta di professionalità da parte delle cantine, dei ristoranti, dei distretti turistici e delle Strade del vino. Per questo abbiamo deciso di formare le nuove generazioni con lezioni dinamiche e non solo frontali che cureranno aspetti come la mescita, la lettura dell’etichetta, il dialogo con produttori ed enoturisti: un racconto reale anche con visite in azienda su come si lavora in vigna e in cantina. Per i minori ci limiteremo alla parte visiva e olfattiva, mentre i maggiorenni potranno anche accedere alla parte degustativa”. La notizia è stata particolarmente apprezzata dal sindaco di Milo, Alfio Cosentino, che ha sottolineato come “ancora una volta ViniMilo si dimostra una piazza strategica per il confronto, lo sviluppo e la crescita culturale di comunità e territori non solo in Sicilia”. All’incontro, moderato dalla giornalista Valeria Lopis, hanno preso parte Aurora Ursino, di recente premiata da Vinoway come migliore agronoma dell’anno; Valeria Agosta (Palmento Costanzo), Enza La Fauci (Tenute La Fauci), Michela Luca (Fischetti), Giusy Calcagno (Vini Calcagno) e la sommelier Maria Grazia Barbagallo.

Martedì il focus di ViniMilo era stato dedicato alle uve carricante e al progetto di inserire il vitigno a bacca bianca nel disciplinare dello Spumante Etna Doc. Un dibattito pubblico fra enologi, produttori e il direttore del Consorzio Etna Doc, Maurizio Lunetta, per il quale “se l’assemblea dei soci è d’accordo, e con l’avallo della sperimentazione positiva attuata da alcune aziende dell’Etna, si potrà certamente procedere con l’introduzione di questo vitigno nel disciplinare di produzione che al momento prevede solo il nerello mascalese”.

Gli ultimi tre giorni di ViniMilo 2021 vedono degustazioni e approfondimenti su: olii siciliani (9/9), enoturismo sostenibile (10/09), gelato gastronomico e passiti dell’Etna (10/09), percorso di avvicinamento al vino e al bere consapevole con un prezzo popolare (11/09), la sfida delle bollicine con gli spumanti dell’Etna e quelli di Francia, Germania e Spagna (11/09), degustazioni di Carricante e Nerello mascalese in due diversi eventi domenica 13/09 e infine gran chiusura con la serata al Vecchio Mulino di Milo, ingressi su prenotazione per una cena open-air fra le eccellenze del vulcano a cura della Strada del vino e dei Sapori dell’Etna. Tutto il programma su www.vinimilo.it


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