La nciuria ovvero il soprannome era molto usata nella nostra regione, specialmente nei paesi dell’interno isolati dal contesto sociale della città. In molti paesi ancora oggi vi verrà difficile cercare una persona col solo nome e cognome, basta invece aggiungere il ‘nomignolo’ o la nciuria propriamente detta e chiunque ve ne indicherà il luogo. Mi capitò una volta, in un paesino vicino, di cercare una persona di cui conoscevo solo il cognome. Ero nei pressi della sua casa, ma nessuno nel vicinato sapeva darmi indicazioni. Fu per caso che descrivendo la persona, alta, magra e con pochi capelli, mi venne subito detto: “ma chistu è Minicu lu tignusu, e ci vulia tantu…, tuppuliassi a lu purtuni appressu”. Le circostanze che concorrono all’origine di molti soprannomi nascono dall’osservazione casuale di determinati modi di fare, o abitudini. Altri nascono e si appiccicano alla persona da una caratteristica fisica come, Cicciu lu longu, o Peppi lu sciancatu, altri come don Vitinu vrachi-lenti perché abitualmente stava sempre con i pantaloni cadenti. Vi sono soprannomi che si applicano a chi se li merita e gli calzano a pennello. Viveva a Palermo un medico molto noto Giacomo Riccio. Chiamato dai pazienti, rispondeva sempre “ora vengo”, senza poi recarvisi mai. Da qui la nciuria Don Japicu-ora-vegnu. Fra i tanti soprannomi voglio citarvene alcuni: Baffi-di-lupu; un tale che gridò al lupo, al lupo. Caca–zuccu; uno che venne visto scaricare gli intestini su un ceppo di vite. Affuma-petri; un tale che cuocendo la calce gli si affumicò. Allampa-vecchi; uno che andando a caccia sparò e quasi uccise un vecchio. Ammazza-muggheri; uno che sposò fino a sette mogli, tutte morte una dopo l’altra dopo un anno di matrimonio. Culu di pagghia; un tale che seduto sopra la paglia, si alzava con la paglia attaccata al sedere. Per citare poi: Stampa-lasagni, piscia-e-trema, turiddu lu curtu, Turi lu sciddicatu, vasa-cozzu, Gaspanu mezz’aricchia, Rosa la nivura. Giovanni Meli racconta: “Eranu chisti a tavula assittati Cu li so amici li cchiù cunfidati. ‘ntra l’autri cunvitati Cc’era assittata a punta di buffetta Catarina la nivura, Narda caccia-diavuli, Bittazza la linguta, Ancila attizza-liti e Rosa Sfincia ’ntossica-mariti”.
di Antonio Pasquale Passerino


