KLEOS - lunedì, 26 Novembre 16:01

La scuola elementare a Partanna dopo l’unità d’italia (1877-1899) 2° parte

Una svolta considerevole nel campo dell’Istruzione pubblica si ha con la Legge del 1877 del ministro Coppino. In essa si prescrive, tra l’altro: l’obbligo per i Comuni di istituire e mantenere le scuole, pena l’intervento coercitivo della Deputazione Prov.; l’obbligo per gli alunni della frequenza delle prime tre classi, nonché le pene riservate agli inadempienti. […]

Una svolta considerevole nel campo dell’Istruzione pubblica si ha con la Legge del 1877 del ministro Coppino. In essa si prescrive, tra l’altro: l’obbligo per i Comuni di istituire e mantenere le scuole, pena l’intervento coercitivo della Deputazione Prov.; l’obbligo per gli alunni della frequenza delle prime tre classi, nonché le pene riservate agli inadempienti. Viene sollecitata, inoltre, l’istituzione di scuole festive per le vacanze e di scuole serali per il completamento dell’obbligo dopo il nono anno di età.

Un crescendo di classi

L’Amministrazione Comunale di Partanna non aspetta, però, l’intervento coercitivo per adempiere i suoi obblighi. E, infatti, all’inizio degli anni ‘80 le classi maschili passano da 6 a 9, quelle femminili da 4 a 6 e quella serale da 1 a 2. E già nel Bilancio per il 1886 si prevede un aumento dello stanziamento“per nuovo stipendio a maestra già nominata, Sig. na Lucia Pernice”. Addirittura, anzi, ad anno scolastico inoltrato, nel gennaio del 1886, per effettuare lo sdoppiamento delle due classi di 1^ elementare maschile, che “contengono più di 70 alunni per classe”, e per alleggerire il carico del maestro della scuola serale “frequentata da un numero considerevole di allievi”, si ricorre allo stratagemma di nominare un “sottomaestro”, nella persona di Giuseppe Gargano, con lo stipendio di £ 1,50 per ogni giornata di servizio. Nel 1893, poi, a seguito di un ulteriore sdoppiamento di una 1^ classe, l’organico delle classi maschili viene portato a 10. Da una dichiarazione del Sindaco, avv. Nicolò Tortorici, si apprende che nel 1897 la popolazione scolastica supera le 900 unità.

Scuole festive e serali

Ma l’Amministrazione Comunale non si limita ad intervenire soltanto nel campo in cui è costretta per legge. Essa interviene anche laddove non esiste un vero e proprio obbligo. E così, al fine di contribuire “all’istruzione dei fanciulli e delle fanciulle nel periodo delle vacanze e al completamento dell’istruzione di coloro che abbandonano la scuola”, nel 1878 la Giunta (Sindaco cav. Giuseppe Patera Giliberti) delibera l’istituzione di scuole festive e serali, nominando come maestri delle scuole festive maschili due maestri comunali patentati, Caracci Pietro e Napoli Giuseppe; come Maestri delle scuole serali maschili i due maestri comunali della scuola serale, Napoli sac. Cosimo e Asaro Luigi; come maestre delle scuole festive femminili, due maestre comunali patentate, Signorelli Antonia e Molinari Caterina. Purtroppo, però, tali istituzioni nel1894 vengono soppresse da un Regio Commissario piemontese eccessivamente ligio al mandato conferitogli di tagliare le spese superflue. Per fortuna, cinque anni dopo un altro Regio Commissario, il trapanese rag. Salvatore Zinna, ripristina la scuola serale, affidandola al maestro Giuseppe Sanfilippo, bollando come “un errore” la sua soppressione e riconoscendone la validità sociale.

Organizzazione scolastica

Le scuole funzionanti a Partanna vanno dalla 1^ alla 5^ classe, distinte in maschili e femminili. Il piano di studi adottato è quello ministeriale. Così come allineato a quello del resto del Regno sembra essere il calendario scolastico, pur essendo la sua determinazione di competenza comunale. Lo testimoniano due delibere adottate da Giunte diverse in tempi diversi. La prima, del 1881 (Sindaco il cav. Benedetto Patera Emanuele), demanda al Cons. Scol. Prov. l’incarico di stabilire in merito. La seconda, del 1888 (Sindaco il dr. Paolo Patera), dichiara di attenersi alle date fissate dal Ministero. L’anno scolastico, pertanto, inizia il 15 ottobre e si conclude il 15 agosto. Riguardo all’organizzazione, è interessante notare la presenza all’interno della scuola di due figure professionali particolari: le maestre supplenti, destinate “a supplire in tutte le classi elementari femm. e sulle prime due maschili tanto per occasionali mancanze dei titolari come per assistere ai lavori donneschi”, e i bidelli, un uomo e una donna, rispettivamente addetti alle scuole maschili e a quelle femminili.

La Direzione Didattica

Malgrado il Regolamento sulla P.I. del 15/9/1860 preveda la nomina di un Direttore Didattico, a Partanna fino al 1888 non si riscontra alcun provvedimento in tal senso. E non fornisce maggiori lumi la delibera del 3/3/1888 con cui la Giunta, presieduta dal dr. Paolo Patera, nomina quale “Direttore Didattico per le scuole elementari l’Egregio dr. Gianvito Alagna”. La formula con cui “si revoca qualsiasi precedente riguardante la Direzione Didattica”, infatti, è così generica da ingenerare il sospetto che viene formulata solo per salvaguardare l’atto da eventuali pretendenti. Dagli atti risulta, infatti, che la Direzione Didattica viene istituita a Partanna dal Regio Commiss. il 15/5/1897, che affida il compito all’ins. Vincenzo Napoli, l’unico fornito di abilitazione specifica. Nel proporne la conferma per il quinquennio 1897-1902, il Sindaco, avv. Nicolò Tortorici, dopo aver esaltato le qualità del Napoli, si sofferma sull’opportunità di tale istituzione “per dare unicità d’indirizzo all’insegnamento elementare in Partanna”. Per lo svolgimento di tale incarico il Napoli riceve un compenso annuo di £ 200 più £ 30 per rimborso di cancelleria. E’ interessante notare, però, che il Cons. Scol. Prov., nell’approvare la nomina, prescrive “che il Comune faccia subito il Regolamento prescritto dall’art. 28 del Regolamento Generale”, che prevede non già una nomina “ad libitum”, ma un regolare concorso.

Vigilanza comunale

L’art. 30 e l’art. 32 del Regolamento per l’istruzione elementare del 1888 prevede che, al fine di vigilare sul buon andamento delle scuole, l’Amministrazione Comunale possa eleggere rispettivamente un Soprintendente Scol. e una Ispettrice pei lavori donneschi. All’incarico di Soprintendente nel 1890 il Consiglio Comunale (Sindaco il cav. Giuseppe Patera Giliberti) elegge l’avv. Nicolò Patera. A questi succedono poi nel 1892 (Sindaco il farm. Matteo Accardo Palumbo) l’avv. Giovanni Molinari e nel 1894 (Sindaco l’avv. Nicolò Patera) il sig. Giuseppe Patera. Dopo di che la figura di Soprintendente non compare più negli atti. Lo stesso avviene per la carica di Ispettrice per i lavori donneschi, cui viene chiamata nel 1892 (Sindaco il farm. Matteo Accardo Palumbo) la sig.ra Marietta Cusumano nata Previti, moglie del prof. Vito Cusumano.

Personale della scuola

Una particolare attenzione viene riservata dall’Amministrazione Comunale al personale della scuola. E così, si provvede ad adeguare puntualmente lo stipendio degli insegnanti quando la legge lo prescrive; si prevede lo stanziamento dei fondi per il Monte Pensioni; si esonera il “servo per la polizia della scuola” (bidello) dall’obbligo di fornire a suo carico gesso e inchiostro (nel 1880 la spesa per gesso e inchiostro ammonta a £ 100, di contro al salario di £ 365). Purtroppo continua ad esistere una disparità di trattamento tra il Maestro e la Maestra: nel1886 il Maestro percepisce uno stipendio di £ 766,66 annue di contro a quello di £ 584,51 della Maestra. Tale disparità si riscontra anche tra il personale ausiliario: al bidello viene garantito uno stipendio di £ 365, alla bidella quello di £ 121. Nel 1888 lo stipendio del Maestro viene portato a £ 849, 66 e quello della Maestra a £ 695,31. Alla bidella nel 1893 viene offerto un aumento di £ 50. Ma l’intervento più importante in favore degli insegnanti è senza dubbio la loro stabilizzazione. La prima delibera con cui a Partanna vengono nominati “a vita” degli insegnanti è del 20/6/1890 (Sindaco il cav. Giuseppe Patera Giliberti) e riguarda 3 “insegnanti di grado superiore”, Pietro Giliberti, Leonarda Amato e Antonia Signorelli, i quali ottengono la “nomina” con i voti favorevoli rispettivamente di 9 consiglieri su 16; 13 su 16 e 8 su 15. A questi seguono nel 1895 altri 9 insegnanti: Luigi Asaro; Giuseppe Sanfilippo; Francesco Squarciapino; Vincenzo Napoli; Caterina Molinari; Concetta Di Stefano; Lucia Pernice; Francesca Varvaro e Santa Molinari. Dall’analisi del Bilancio del 1892 apprendiamo che il Comune di Partanna solo per emolumenti al personale docente della scuola elementare impegna la rilevante somma di £ 17.082,50.

Locali scolastici

Mano a mano che aumentano le classi aumenta il bisogno di sempre nuove aule. Purtroppo i locali di cui il Comune dispone non sono né tanti né in buone condizioni. La situazione più precaria riguarda l’ex Convento di San Francesco: qui la scuola è costretta a convivere con l’Ufficio del Registro in locali fatiscenti che richiedono continui interventi di manutenzione. Nel 1886 il Regio Commissario, cav. Benedetto Patera Emanuele, commissiona all’ing. Capo dell’Uff. Tecn. Prov., cav. Nicolò Adragna, un progetto per sistemare razionalmente i locali prevedendo in bilancio la somma di £ 10.000. Purtroppo, però, le buone intenzioni del Commissario vengono frustrate dalle ristrettezze finanziarie del Comune. E così, all’Amministrazione che gli succede, retta dal cav. Giovanni Favara, non resta altro che “fare istanza al Real Governo” di un sussidio pari a £ 14.700. E intanto si cerca di correre ai ripari: si individua un locale (“l’ex sepoltura del Carmine … che presenta tutte le condizioni considerevoli, cioè capacità, arie, luce ed anco commodità per una latrina ed un camerino”); si fa redigere una relazione tecnica “dal perito murifabbro Scaduto Giuseppe fu Francesco”; si reperiscono £ 1.290,30 e si dà il via ai lavori di ristrutturazione utilizzando “travi e tegole di cui il Comune trovasi provvisto”. La storia si ripete nel 1890. All’inizio dell’anno l’Amministrazione stanzia in Bilancio £ 5.500 per la ristrutturazione dell’ex Convento, ma pochi mesi dopo (11 maggio) è costretta a stornare £ 5.000 dal capitolo della scuola “per ripianare dei debiti e far fronte al pagamento di un mutuo”, lasciando solo £ 500 per lavori di riparazioni urgenti.

Patronato Scolastico

Nasce in questo periodo una benemerita istituzione in favore degli alunni poveri, il Patronato Scolastico. Purtroppo, poco si sa della data di fondazione e dei suoi fondatori. La prima notizia certa riguarda un provvedimento del 1898 con cui la Giunta Municipale presieduta dall’avv. Nicolò Tortorici, destina al Patronato Scolastico locale l’intera somma di £ 200, stanziata “per libri, carta ed altro per gli alunni poveri”. Il lodevole gesto viene l’anno successivo ripetuto dal Regio Comm., rag. S.re Zinna, il quale annota che “è opportuno e conveniente che tutto quanto è possibile ottenere dalla pubblica beneficenza in vantaggio degli alunni poveri faccia capo ad un’unica istituzione”.

Una premiazione scolastica

Degna di nota mi sembra una notizia riguardante la premiazione scolastica voluta dal Regio Commiss., rag. S,re Zinna, nel 1899. La cerimonia si svolge all’interno della chiesa di S. Francesco, adeguatamente addobbata dal sig. Raffaele Gambina, e viene allietata dalle esecuzioni di musici sistemati su un bancone in legno. A ciascuno dei 54 alunni meritevoli viene consegnata una medaglia e un attestato personalizzato, redatto da un bravo calligrafo, il sig. Gaspare Valenti. Per la cronaca, alla medaglia doveva essere associato un libro, ambedue forniti dalla ditta Silvestri di Palermo. Ma i libri vengono restituiti al mittente perché ritenuti “non corrispondenti al bisogno” e cambiati con un ugual numero di attestati. Non ci è dato conoscere la spesa complessiva, mancando ogni nota sull’onorario dei musici e sul costo delle medaglie; ma essa supera certamente la somma di £ 170 se si considera che al sig. Gambina vengono versati £ 63,30; al sig. Valenti £ 20; e che nessun rimborso, relativo alla differenza tra il costo dei libri (£ 54) e quello degli attestati (£ 33), viene effettuato dal Silvestri in favore del Comune, in quanto “le spese di spedizione esaurirono il fondo”.

di Nino Passalacqua


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