KLEOS - sabato, 19 Gennaio 12:31

La scuola elementare a Partanna dopo l’unità d’italia (1900-1922) 4° parte

Il nuovo secolo fa registrare un’innovazione sul piano delle assunzioni del personale scolastico. Viene, infatti, affermato il principio che ogni nomina deve essere preceduta da un regolare concorso per titoli, gestito dal Consiglio Scolastico Provinciale. Arbitro della scelta resta, però, il Consiglio Comunale, il quale, pur in presenza di una graduatoria, ha “piena libertà di […]

Il nuovo secolo fa registrare un’innovazione sul piano delle assunzioni del personale scolastico. Viene, infatti, affermato il principio che ogni nomina deve essere preceduta da un regolare concorso per titoli, gestito dal Consiglio Scolastico Provinciale. Arbitro della scelta resta, però, il Consiglio Comunale, il quale, pur in presenza di una graduatoria, ha “piena libertà di scelta del candidato fra i concorrenti giudicati idonei”.
Concorsi per posti di maestri…
Il primo concorso a Partanna viene bandito il 12/5/1900 dalla Giunta guidata dal cav. Benedetto Patera Emanuele. Esso riguarda un posto di insegnante nelle scuole elementari femminili di grado superiore, cui viene attribuito uno stipendio annuo di £ 880. Il bando in questione risulta abbastanza interessante per il fatto che esplicita la documentazione richiesta, anche se si rivela alquanto scarso sul piano della valutazione dei titoli. Esso si sofferma, infatti, minuziosamente sulla documentazione da accludere alla domanda redatta in carta bollata da £ 0,60, prevedendo “1-Patente di idoneità per l’insegnamento di grado superiore; 2-Certifi- cato di ginnastica; 3-Certificato medico di sana e robusta costituzione; 4-Certificato di moralità; 5- Certificato penale; 6- Atto di nascita debitamente legalizzato”. Riguardo ai titoli valutabili, invece, si limita a citare genericamente “tutti quei documenti che l’aspirante crederà opportuno di presentare nel proprio interesse”, specificando soltanto che “saranno titoli di preferenza l’insegnamento già prestato in questo o altro Comune del Regno”.

L’11/9/1900, il Consiglio, con 14 voti su 24 votanti, sceglie la prima della graduatoria. Segno che l’autorevolezza dell’organo giudicatore, il Consiglio Scolastico Provinciale, fa sentire i suoi effetti. E dire che la “discrezionalità” del Consiglio non manca di creare un curioso inconveniente: una lettera anonima con minacce al Sindaco “per il caso che la nomina non riesca favorevole alla…” seconda della graduatoria.
… e di Direttore Didattico
Nel 1903, scaduto il “mandato” quinquennale all’ins. Vincenzo Napoli di Direttore Didattico, attribuito per semplice incarico, la Giunta Municipale, così come prescritto dal Consiglio Scolastico Provinciale, bandisce finalmente un regolare concorso per la copertura di tale ruolo. Purtroppo gli atti in nostro possesso non ci consentono di illustrare le formalità relative all’ammissione e allo svolgimento del concorso. Si può, comunque, ipotizzare che si tratti di un concorso per titoli, riservato a candidati altamente qualificati sia sul piano culturale che professionale. Purtroppo non si conosce neppure l’elenco o quanto meno il numero dei partecipanti. Si conoscono tuttavia i risultati. Risulta vincitore e, quindi, viene nominato il prof. Vito Molinari, cui viene attribuito lo stipendio annuo di £ 1.430.
Concorsi interni
Un interessante esempio di Tabella di valutazione di titoli viene fornito da un bando di concorso interno del 1910 per l’attribuzione di una nomina nelle classi elementari maschili di grado superiore riservato ai maestri del grado inferiore. Il concorso viene bandito nel giugno del 1910 (Sindaco avv. Pietro Molinari) e già nell’ottobre successivo la Commissione preposta all’esame dei documenti produce la relativa graduatoria: 1° Giuseppe Sanfilippo con punti 87, 5375; 2° Emanuele Sanfilippo con punti 21,721; 3° Pietro Caracci con punti 19,6875. Anche in questo caso viene nominato l’insegnante che ha conseguito il maggior punteggio, pur in presenza di sollecitazioni da parte del cons. Gatì perché venga scelto per “atto di umanità il maestro Caracci, gravato di numerosa famiglia e in non buone condizioni finanziarie”. Il bando, come si è detto, risulta interessante sia perché elenca minuziosamente i titoli valutabili, distinti per categoria (“Abilitazione … Esercizio di magistero … Qualità del servizio … Titoli di cultura … Onorificenze … Pubblicazioni”) con i relativi punteggi, sia perché dichiara esplicitamente che i criteri cui si ispira risultano “identici a quelli adottati in tutti i concorsi banditi in Provincia”.
Locali scolastici
L’unico punto dolens del sistema scolastico partannese, però, continua ad essere quello dei locali scolastici. All’inizio del nuovo secolo, si può dire che essi risultino ancora “insufficienti” oltre che in uno “stato deplorevole”. All’insufficienza si cerca di riparare ricorrendo a sempre nuovi affitti. E così nel gennaio del 1900 si stipula un contratto di locazione per l’importo di £
150 con la Congrega di Gesù e Maria per l’utilizzo della sacrestia dell’omonima chiesa; alcuni mesi dopo se ne stipula un altro per un non meglio precisato “nuovo locale” (con ogni probabilità nel Palazzo Pisciotta sito in via Vittorio Emanuele), per allocarvi una “nuova 3^ femminile”, per un importo, tra fitto e necessari riattamenti, di £ 75. Allo “stato deplorevole”, invece, non si può che opporre sporadici interventi manutentivi, avversati talvolta anche per ripicche politiche. Emblematico è il caso verificatosi nel 1904 relativo alla proposta dell’Assessore alla P.I. avv. Valvo: “in ordine alla pavimentazione con mattonelle in cemento del cortile coperto dell’ex Convento di S. Francesco per una spesa che oscilla fra £ 1.000/1.200”. Ad essa si oppone il cons. Giovanni Molinari col pretesto che, “essendo i locali fatiscenti, sarebbe sprecata una spesa così rilevante”; la proposta dell’assessore viene, pertanto, bocciata e si concede soltanto una mano di calcestruzzo con una spesa di £ 500.
Progetti per nuovi locali
Nel 1906 (Sindaco l’avv. Nicolò Patera) si provvede finalmente alla redazione di un progetto di rifacimento dell’ex Convento di S. Francesco, affidandolo all’ing. Capo del Genio Civile di Trapani, Francesco Savagnone Leone. A tale progetto nel 1912 (Sindaco l’avv. Pietro Molinari) se ne affianca un secondo, redatto da un tecnico locale, l’ing. Stefano Bianco, che prevede la realizzazione di un nuovo edificio scolastico da costruire nell’”area compresa tra la piazza Matrice, la discesa Monteleone e la piazza Castello”, previo esproprio e abbattimento delle costruzioni esistenti. L’obiettivo è quello di destinare i locali dell’ex Convento di S. Francesco alle scuole femminili e quelli di piazza Matrice alle scuole maschili. Nel 1913 la realizzazione dei due progetti sembra a portata di mano. La Delegazione Scolastica Provinciale, infatti, delibera sia la spesa relativa al rifacimento dell’ex Convento di S. Francesco, sia quella per la costruzione del nuovo edificio, ammontanti rispettivamente a £ 93.995 e a £ 110.000. Un terzo di tali somme è a carico dello Stato e due terzi a carico del Comune, che può provvedervi, però, mediante il ricorso a mutui agevolati, al tasso dell’1,50%, da parte della Cassa Depositi e Prestiti “da ricevere a partire dal 1914 e da restituirsi in 50 annualità”.
Due interrogativi
Questa notizia non può non sollevare due interrogativi. Il primo è relativo al “trattamento speciale” adottato dalla Delegazione Scolastica nei confronti del Comune di Partanna. L’altro riguarda la mancata realizzazione delle opere. La prima risposta ci viene fornita dallo stesso Sindaco, avv. Pietro Molinari, che, pur rilevando che si è trattato di un atto di “giustizia”, non può non ammettere che “fu del pari favore particolare ottenuto mercè il patriottico interessamento del nostro concittadino cav. Francesco Gargano”, che, nella sua veste di Ragioniere Capo dell’Intendenza di Finanza di Trapani, fa parte della Delegazione Scolastica. Purtroppo, però, tanta fortuna non produce gli esiti sperati. Le due opere non si riescono a realizzare a causa delle continue lievitazioni dei costi della mano d’opera e delle materie prime che si innescano con l’inizio della Grande Guerra. E così, nel 1915 la gara per l’appalto resta deserta. Si procede, quindi, ad un nuovo aggiornamento dei prezzi e ad una nuova richiesta di mutui complementari. Ma quando l’iter burocratico è concluso, nell’autunno del 1919, al Commissario Prefettizio non resta che constatare che ancora una volta i prezzi riportati nei progetti non corrispondono a quelli correnti del mercato. Nel 1921 viene esperito un terzo tentativo dall’Amministrazione guidata dal sig. Vito Bruscia. Si procede ad un nuovo aggiornamento e ad una nuova richiesta alla Cassa DD.PP. e, per bruciare i tempi, si delibera di “dare immediata esecuzione alle opere prima ancora che venisse approvato il mutuo suppletivo” utilizzando le somme già concesse dalla Cassa DD.PP. Una procedura prevista dal Decreto Legge 20/8/1915, ma probabilmente non convincente agli occhi degli imprenditori. Ancora una volta la gara va a monte.
Ancora in locali di fortuna
La scuola partannese continua quindi ad essere allocata in locali di fortuna. Le scuole femminili funzionano parte nei locali del Collegio di Maria e parte in edifici privati. Dopo la Grande Guerra, in seguito alla disdetta dei rispettivi locatari, le scuole femminili vengono concentrate pressoché totalmente nell’ex Orfanotrofio Renda sito in via Vespri (“Badiella”), costituito dan.4stanzeapianoterrae8aprimo piano. L’unica classe decentrata resta quella funzionante nella sacrestia di Gesù e Maria. Anche per le scuole maschili la situazione permane grave: esse continuano ad essere allocate nell’ex Convento di S. Francesco e nei locali della Gancia. Nel 1921, però, sembra aprirsi una nuova via: essendo sorta la necessità di nuove aule, l’Amministrazione del tempo (Sindaco il sig. Vito Bruscia) decide di utilizzare alcune stanze dell’ex Monastero di S. Benedetto. L’iniziativa, è vero, viene contrastata dal Commissario Prefettizio dell’”Ospizio del Boccone del Povero – Riggirello” che ne rivendica il diritto d’uso. Ma l’idea appare buona e presto darà i suoi frutti.
A Partanna un Congresso Magistrale
Nel 1911 si registra a Partanna un avvenimento che sembra sancire la validità della politica scolastica comunale. Nei giorni 18 e 19 aprile di tale anno viene tenuto a Partanna un Congresso Provinciale della Federazione Magistrale, cui prendono parte centinaia di insegnanti di tutta la provincia. L’imponenza della manifestazione è testimoniata dal fatto che le autorità scolastiche provinciali dispongono per quei giorni la chiusura di tutte le scuole. Purtroppo non ci è dato conoscere il tema del Congresso. Per la data in cui si svolge, però, si può ragionevolmente supporre che abbia a che fare col problema dell’avocazione delle scuole elementari allo Stato. La scelta di Partanna, per altro, fa pensare ad un giusto riconoscimento all’azione svolta in tale lotta dal nostro Comune. Di certo si sa che l’Amministrazione (Sindaco l’avv. Pietro Molinari), “sia per non venir meno alle sue vocazioni di cortesia e di ospitalità, sia per deferenza alla benemerita classe degli educatori dei figli del popolo”, offre ai congressisti un ricevimento che comporta una spesa di £ 150.
(Continua)

di Nino Passalacqua


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