KLEOS - sabato, 27 Marzo 16:14

L’I.C Radice-Pappalardo celebra il sommo poeta

CASTELVETRANO – Il 25 marzo, giorno che gli studiosi di Dante hanno individuato come il giorno dell’inizio del viaggio di Dante nei tre regni dell’oltretomba, gli alunni dell’I.C Radice–Pappalardo hanno cominciato il loro viaggio di riflessione sulla figura di Dante come autore dell’identità nazionale. Il Dantedì è stato il motore di un diffuso entusiasmo e […]

CASTELVETRANO – Il 25 marzo, giorno che gli studiosi di Dante hanno individuato come il giorno dell’inizio del viaggio di Dante nei tre regni dell’oltretomba, gli alunni dell’I.C Radice–Pappalardo hanno cominciato il loro viaggio di riflessione sulla figura di Dante come autore dell’identità nazionale. Il Dantedì è stato il motore di un diffuso entusiasmo e spiegamento di forze all’interno dell’istituto. Tante sono state le iniziative e i lavori prodotti che hanno coinvolto gli alunni a costruire il loro apprendimento anche in modo creativo: alcuni alunni hanno vestito i panni di docenti e, avvalendosi di presentazioni digitali da loro prodotte, hanno tenuto una lezione sugli aspetti più significativi della Divina Commedia, altri hanno effettuato un viaggio di istruzione virtuale che li ha condotti a Ravenna per visitare la sua tomba, in compagnia di Alberto Angela come guida d’eccellenza. Altre classi hanno realizzato cartelloni, video con un focus su alcuni canti scelti dalla “Commedia”, e-book con lettere scritte a Dante e hanno creato una pagina internet, altre ancora hanno pensato ad attività di scrittura con la produzione di articoli. Non è mancato il contributo orchestrale degli alunni di una classe ad indirizzo strumentale del plesso Pappalardo che, con il sottofondo di una composizione musicale creata per tale ricorrenza, hanno dato vita ad una performance teatrale. I docenti, grazie al Dantedì, ancora una volta, hanno riscoperto il senso del loro ruolo di mediatori della conoscenza, avendo avuto un’occasione di grande gratificazione nell’osservare e testimoniare il fascino che Dante ha esercitato sugli alunni di questa generazione che sembra tanto lontana dalla cultura di riferimento del poeta, a riprova dell’immortalità della sua opera e della sua attualità. Mai fu più appropriato l’uso dei superlativi per Dante e la sua opera: sommo e Divina.


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