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L’istituto Magistrale “Dante Alighieri” di Partanna dal 1935 al 1940

  Introduzione Gli Istituti Magistrali nascono a seguito della Riforma Gentile (R.D. 1054 del 1923), in sostituzione delle Scuole Normali, col fine di assicurare ai futuri insegnanti elementari una migliore offerta formativa. Il piano di studi, dominato dalle materie umanistiche, è distinto in due corsi: il corso inferiore, quadriennale, a cui si accede dopo la […]

 

Partanna: La prima sede del Magistrale, in via Garibaldi n. 55

Introduzione

Gli Istituti Magistrali nascono a seguito della Riforma Gentile (R.D. 1054 del 1923), in sostituzione delle Scuole Normali, col fine di assicurare ai futuri insegnanti elementari una migliore offerta formativa. Il piano di studi, dominato dalle materie umanistiche, è distinto in due corsi: il corso inferiore, quadriennale, a cui si accede dopo la scuola elementare, previo esame di ammissione, ed il corso superiore, triennale, a cui si accede dal precedente.

La situazione scolastica in Provincia

Fino al 1935, la mappa dell’istruzione secondaria in provincia di Trapani registra la presenza di una serie di Ginnasi statali (Castelvetrano, Mazara del Vallo, Marsala, Trapani, Alcamo) e privati (Salemi, Partanna), alcuni Istituti Tecnici (Marsala, Trapani) ed un solo Istituto Magistrale (il “Rosina Salvo” di Trapani).

Una scuola secondaria a Partanna

Il desiderio di assicurare stabilmente a Partanna una scuola secondaria era stato sempre vivo nei partannesi. Di questo desiderio si erano fatti interpreti i vari amministratori succedutisi negli ultimi cento anni istituendo, quando possibile, ginnasi privati. L’ultimo in ordine di tempo era stato fondato nel 1922 ed era ancora in vita nel 1935, quando, con felice intuizione e tempismo, il Podestà dell’epoca, il sig. Nunzio Patera, con atto n. 16 del 26/1/1935, delibera di “fare voti all’On.le Ministero dell’Educazione Nazionale perché voglia esaudire il più ardente desiderio di questa popolazione istituendo in Partanna un Regio Istituto Magistrale”. La delibera viene “vistata da S.E. il Prefetto in data 28 stesso mese col n. 2200”, e inoltrata immediatamente al Ministero dell’Educazione Nazionale tramite il Provveditore agli Studi per la Sicilia. Sia il Prefetto che il Provveditore fanno proprie le ragioni esposte dal Podestà e ne caldeggiano presso il competente Ministero l’accoglimento.

La richiesta del Comune

La richiesta del Comune di Partanna, ben circostanziata sul piano delle motivazioni e su quello della ubicazione, risulta ben chiara anche sul piano degli impegni. Riguardo alla motivazione, viene fatto presente che “circa cento giovani” partannesi sono “avviati alle scuole secondarie, presso gli Istituti e Ginnasi di Castelvetrano e Mazara del Vallo” con grave dispendio delle famiglie, o “presso scuole private” con conseguente “insufficiente preparazione”.  Quanto alla scelta del luogo viene fatto rilevare che Partanna si trova “al centro della popolatissima zona interna della provincia” e limitrofa alla provincia di Agrigento. A Partanna, infatti, “fanno capo tutti i Comuni del Mandamento (Santa Ninfa, Gibellina, Salaparuta e Poggioreale) comodamente allacciati da diverse coppie di treni al giorno”, per cui gli alunni di quei Comuni potrebbero frequentare seguitando a risiedere presso le proprie famiglie. Ma l’Istituto potrebbe essere frequentato anche dai giovani  “dei vicini Comuni di Castelvetrano, Campobello di Mazara, Mazara del Vallo, pure comodamente allacciati con Partanna, nonché quelli dei Comuni di Montevago, Santa Margherita, Menfi e Sambuca”. Quanto ai problemi logistici, infine, il Comune si dichiara “disposto ad addossarsi tutte le spese relative alla fornitura dei locali, arredamento, illuminazione, riscaldamento, bidelli, ecc., nonché tutte le altre spese sia ordinarie che straordinarie”. Ad abundantiam, viene poi ricordato che “nel Comune esiste una ricca biblioteca, della quale potrà proficuamente usufruire la popolazione scolastica” e che l’Amministrazione è disposta a “sostenerne la spesa per aggiornarla in conformità delle richieste delle Superiori Autorità”. La disponibilità a soddisfare ogni richiesta dell’amministrazione scolastica dimostra il desiderio grande di ottenere quanto richiesto, tanto da far considerare tali spese un “lievissimo sacrificio, di gran lunga compensato dai benefici che verrebbero a risentire tutte le famiglie”.

L’istituzione del Magistrale

La sospirata notizia perviene al Comune in datal 22/8/1935: con note n. 7441 e 7450 il Regio Provveditore agli Studi per la Sicilia dà comunicazione del favorevole ”intendimento del Ministero”, previa “dichiarazione impegnativa con la quale il Comune si assume tutti gli obblighi prescritti dagli artt. 97, 100 e 103 del R. Decreto 6/5/1923, n. 1954”. Spetta al nuovo Podestà, ins. Giuseppe Iemmola, farsi carico degli impegni relativi alla organizzazione logistica. E lo fa con un entusiasmo tale da apparire talvolta retorico.  Con la delibera n. 109 del 23/8/1935, il Podestà, oltre ad “impegnare il Comune per le spese necessarie previste dal R. Decr. 6/5/1923, n. 1054”, manifesta la “riconoscenza di Partanna all’on. Ministero dell’Educazione Nazionale” e tributa “vivi ringraziamenti a S.E. i Prefetto di TP e all’Ill.mo Sig. R. Provveditore agli Studi di PA per avere validamente sostenute le buone ragioni di questa Amministrazione”. Si diffonde, poi, a sottolineare che la notizia, “ha avuto un’eco di viva soddisfazione nella cittadinanza che vede realizzata un’aspirazione che mette tante modeste famiglie in condizione di dare ai propri figli un avvenire nobile qual è quello di diventare educatori del popolo”. Una considerazione che può valere anche per i cittadini dei Comuni viciniori. Ma ciò che lo conforta nell’affrontare la spesa è la convinzione che essa si risolverà sicuramente in un vantaggio per il Comune “solo che si pensi che centinaia di studenti dimoreranno in Partanna per non meno di nove mesi all’anno” e che la vita del paese risentirà di “una nuova aureola di civiltà”. E cita a tal proposito una celebre frase di Giovanni Bovio: “Aprite una scuola e chiuderete un carcere”. A seguito degli impegni assunti dal Comune, il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 18/9/1935, decreta la creazione dell’Istituto Magistrale di Partanna con decorrenza immediata.

Locali scolastici

Il primo provvedimento messo in atto dal Podestà è quello relativo ai locali scolastici. Il Comune chiede ed ottiene dal R. Provveditore agli Studi per la Sicilia, l’utilizzazione, “in linea del tutto provvisoria”, del nuovo edificio scolastico sorto sull’area dell’ex Convento di S. Francesco, costruito per le scuole elementari. L’operazione è agevolata dalla disponibilità della Direttrice Didattica, d.ssa Angela Marchese. Ma il Comune deve impegnarsi a dotare di locali propri la nuova scuola o a fornire alle scuole elementari altri locali idonei. Il 28/10/1935, pertanto, si procede all’inaugurazione dell’Istituto Magistrale, oltre che dell’edificio scolastico. E’ presente alla cerimonia addirittura lo stesso Provveditore agli Studi di Palermo, comm. Pisanò, cui viene offerta “ospitalità” dal sig. Fabrizio Adragna, proprietario del Castello. Durante i pasti dei commensali vengono offerti da parte del Comune dolci locali e una “cassata”, confezionata dai fratelli Garofalo di Castelvetrano per il “prezzo di £ 78”. Nella primavera del 1936, per ottemperare all’impegno assunto con il R. Provveditore, il podestà dell’epoca, sig. Pietro Lentini, avvia la pratica per la redazione di un progetto di un nuovo edificio scolastico.  Il 4 aprile la Commissione tecnico-sanitaria provinciale individua nello spazio compreso tra la via Prete Battaglia, la piazza Umberto I e la campagna posta a nord ovest, il luogo adatto per la costruzione di un nuovo edificio scolastico e il 9 aprile il Podestà delibera di affidare l’incarico della redazione del progetto all’ing. Giuseppe Cascio. Ma tutto finisce lì.

Palestra

Una favorevole congiuntura, intanto, mette in condizione il Comune di assicurare al Magistrale una palestra per l’educazione fisica. Nell’estate del 1935 il Comitato provinciale dell’Opera Nazionale Balilla avanza al Comune la richiesta di utilizzare “lo spiazzale aggregato all’edificio scolastico S. Benedetto, sito in questa via Palermo”, come palestra per i propri tesserati. Come contropartita l’O.N.B. si impegna a sistemare e ad attrezzare adeguatamente l’impianto sportivo. Il Podestà Iemmola coglie la palla al balzo: accoglie la richiesta dell’O.N.B. e le concede lo spiazzale con l’intesa che esso possa servire anche per lo svolgimento dell’educazione fisica da parte degli studenti del Magistrale.

Personale ausiliario

Il 3 novembre arriva intanto il Preside, prof. Attilio Manfrino, incaricato di avviare le operazioni necessarie all’apertura del nuovo anno scolastico. Questi fissa al 19/11/1935 il termine per la presentazione delle domande di iscrizioni alle varie classi e prende i necessari contatti con il Podestà per le incombenze di competenza comunale. Si tratta di provvedere all’assunzione del personale ausiliario e alla fornitura di suppellettili, di materiale di cancelleria, di materiale di pulizia. Il tutto rapportato al numero degli alunni, le cui domande di iscrizione arrivano a circa 300 (alla fine, però, ne saranno accolte solo 226). D’accordo con il Preside, pertanto, il Podestà delibera l’assunzione di n. 4 bidelli, due maschi e due femmine, col salario di £ 2.000 annue, oltre ad un addetto al funzionamento della pompa di sollevamento dell’acqua dalla cisterna, col compenso forfettario di £ 40 al mese.

Arredamento

Un po’ più elaborata risulta l’operazione per la fornitura di banchi, di cattedre e di attaccapanni.  Già nel mese di ottobre, prima ancora che si insedi il Preside, il Commissario Prefettizio si reca a Castelvetrano presso la ditta Lucentini, titolare di un brevetto di banco; ma il prezzo risulta esagerato e la modalità di pagamento anticipato inaccettabile. Si rivolge allora ad artigiani partannesi, in ciò incoraggiato anche dal Segretario Politico del Fascio che caldeggia il ricorso alla manodopera locale per lenire la disoccupazione. I falegnami locali garantiscono di essere in grado di fornire i banchi “ad un prezzo inferiore, di migliore qualità e con pagamento a bilancio 1936 approvato”.  Fa pertanto approntare da falegnami locali dei modelli di banco biposto, di banco da disegno, di cattedra e di attaccapanni, li sottopone al giudizio del Preside e, ottenuto il suo gradimento, ripartisce la commissione fra i vari artigiani. Sono ventitré i falegnami che si dichiarano disposti ad accettare le commissioni. Vengono così realizzati nel breve volgere di alcune settimane n. 131 banchi biposto, n. 29 banchi da disegno, n. 12 cattedre e n. 12 attaccapanni. Per la fornitura di materiale vario e di cancelleria si ricorre, quando è possibile, alle mercerie, alle botteghe artigianali e alle tipografie locali (la Tipografia Alessi, la Tipografia-cartoleria Nicolò Gargano); per i prodotti tecnologici e per i sussidi didattici, alla Olivetti o alle Case Editrici Spaggiari, Paravia e Vallardi.


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