ROMA – Nella sua informativa Musumeci continua a presentare come ‘eccezionali’ eventi che, da almeno quattro anni, si ripetono con continuità e gravità crescente in molte parti del Paese, dall’Emilia-Romagna alle Marche, dalla Toscana fino alla Calabria e alla Sicilia.
Musumeci non aggiunge nulla a quanto già letto sui giornali e conferma un vuoto politico grave. Un modo di governare irresponsabile e che impone una riflessione seria sulle responsabilità di chi oggi ha il compito di guidare il Paese e le Regioni più esposte. Per questa ragione il Ministro Musumeci dovrebbe dimettersi, così come dovrebbe dimettersi il presidente della Regione Sicilia. Parlare ancora di eccezionalità significa non voler riconoscere la natura strutturale del problema. Non c’è stata una spiegazione su quale sia il piano sul clima, sul dissesto idrogeologico, sulla messa in sicurezza del territorio. Al contrario, emerge una linea politica che continua a minimizzare il cambiamento climatico, quando non addirittura a negarne l’impatto, mostrando un’impostazione arretrata e ostile alle politiche di prevenzione e di transizione ambientale. Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.
Questo vuoto, non può essere colmato da una difesa personale: qui non si tratta di processare nessuno, ma di valutare responsabilità politiche, prosegue l’esponente rossoverde. Il Ministro Musumeci è un politico di lunga esperienza, ha avuto ruoli di primo piano, anche di governo regionale. In Sicilia, una regione che Musumeci conosce bene, il 92% del territorio è esposto a rischio idrogeologico. Questo dato non è una scoperta recente, è noto da decenni. La domanda, allora, è semplice: che cosa è stato fatto sulle infrastrutture, sulle ferrovie, sulle strade, sulla prevenzione delle frane? Perché si continua a scaricare la responsabilità sui comuni, quando la Regione dispone di competenze e poteri esclusivi che altre regioni non hanno? Il messaggio che arriva ai cittadini è devastante. Si indicano come strategiche grandi opere, come il Ponte sullo Stretto, mentre la messa in sicurezza del territorio viene trattata come un tema secondario. Di fronte a una condizione di fragilità diffusa e a fenomeni franosi, la priorità politica del governo Meloni è altrove e lo dimostra questa informativa inconcludente, conclude Magni. Lo rende noto l’ufficio stampa del gruppo Misto Alleanza Verdi e Sinistra del Senato.



