KLEOS - sabato, 17 Aprile 18:37

PARTANNA SARÀ CITTÀ TURISTICA SE SARÀ APERTA AL TURISMO

Capisco che parlare di turismo in piena pandemia è, quantomeno, da ingenui o da esaltati. Il turismo, infatti, presuppone la libera circolazione delle persone; e, in atto, questo è impossibile. Ma, vivaddio, presto o tardi la “cinese” cederà il passo; e a quel punto si dovrà essere in grado di attrarre i “curiosi” nel migliore […]

Capisco che parlare di turismo in piena pandemia è, quantomeno, da ingenui o da esaltati. Il turismo, infatti, presuppone la libera circolazione delle persone; e, in atto, questo è impossibile. Ma, vivaddio, presto o tardi la “cinese” cederà il passo; e a quel punto si dovrà essere in grado di attrarre i “curiosi” nel migliore dei modi. Usciamo da ogni infingimento: le potenzialità presenti nel nostro territorio (arte, storia, paesaggistica, clima) da sole non bastano. E’ necessario che queste vengano ben “incartate”, ben messe in “vetrina”, ben “attrezzate” e ben “pubblicizzate”. Dove, ben “incartate” sta per tenute in ordine: niente, quindi, erbacce, sterco di piccioni, sacchetti di rifiuti,  palizzate di metallo e muretti sbrindellati perfino nella strada principale. A sua volta, ben messe in “vetrina” sta per fruibili: perché non stipulare una convenzione con la parrocchia in vista di una apertura prolungata della Matrice?, perché non recedere dalla gestione del sito archeologico dello Stretto in favore della Soprintendenza?, perché non rendere più ospitale la zona del Santuario della Libera, magari con delle semplici panchine o incentivando l’apertura di un locale di ristoro? Ben “attrezzate”,  inoltre, sta per adeguatamente  rifornite di verde, di attrezzature per il tempo libero, di punti d’incontro: caratterizzata da un clima mite, la zona Montagna si presta al turismo-soggiorno estivo, sol che venga ripreso quel progetto di ristrutturazione dell’ex baraccopoli Casina di Mistretta che ha visto nascere l’anfiteatro e che prevedeva campi di bocce, sentieri da diporto, pista ciclabile, “braceria”, immersi in un mare di verde. E, infine, ben “pubblicizzate”, giacchè si cerca solo ciò di cui si viene a conoscenza: quindi una adeguata pubblicità, a cominciare dal nome dello svincolo autostradale, nato, sulle carte, come Santa Ninfa-Partanna.   A tutto questo, poi, è da aggiungere la facilitazione nel raggiungere Partanna.  E qui è da notare che la situazione stradale  non è delle più felici: perchè non riprendere allora quel progetto che prevedeva la trasformazione dell’ex (ma non troppo!) trazzera Torre di Maggio in strada a scorrimento veloce?


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