Dopo venti anni di onorata carriera, la mia vecchia ma sempre in forma “carretta” (una simpatica Panda), è costretta in questi giorni a sobbarcarsi a inaspettate quanto deleterie prove di salto in alto con contorsioni e avvitamenti vari. Non che prima tutto scorresse liscio. Da quando, infatti, un amministratore comunale del passato (non tanto lontano!) aveva scoperto che per essere al passo con i tempi fosse necessario infiocchettare le strade cittadine di “dissuasori”, la mia “carretta” è costretta a sobbalzare ad ogni piè sospinto. Il motivo ufficiale della loro presenza?: la prevenzione contro gli incidenti; una scusa smentita dalla constatazione che, laddove , per un qualche motivo particolare (per esempio, il passaggio di una gara ciclistica!), i dissuasori sono stati tolti, nessun incidente si è mai verificato. Segno che il partannese è rispettoso dello “stop” opportunamente collocato; e ciò dovrebbe rassicurare i nuovi amministratori comunali che, (fedeli al principio secondo cui “un sigaro non si rifiuta a nessuno”!), purtroppo, non sanno dir di no alla richiesta di un “dissuasore” anche da parte di privati cittadini. A questi ostacoli “istituzionali”, benvisti soltanto da carrozzieri e meccanici, da qualche mese se ne è aggiunto uno ancora più subdolo e, perciò, più pericoloso. Si tratta di una ragnatela di chilometri e chilometri di trincee scavate per la posa di cavi elettrici e di fibre ottiche telefoniche. Per carità, lavori senz’altro utili e opportuni! Ma, ditemi voi, a Milano o a Torino, “ferite” stradali simili resterebbero aperte sine die? E quando vengono sanate, restano “bozzolose” e “’mprapocchiate” per mesi, mettendo a dura prova autovetture e autisti? Ora, dico io, se a Milano o a Torino simili attentati non vengono messi in atto, perché a Partanna sì? Forse perchè a Milano o a Torino circolano auto di lusso mentre a Partanna arrancano solo povere “carrette”? La verità credo stia nel fatto che al nord gli amministratori comunali, a differenza di quelli del sud, sono più attenti a far rispettare le regole. E ciò, non tanto perché sanno parlare in italiano, ma semplicemente perché sanno garantire i diritti di tutti i cittadini: sia delle imprese edilizie che dei proprietari di autovetture (“fuori serie” o “carrette” che siano!).

Parva Favilla di Kleos di ottobre 2025 EST MODUS IN REBUS (C’è modo e modo di lavorare!)
da
Tag:


