Prendere due piccioni con una fava e scadere nell’inciviltà

Rubrica Parva Favilla di Kleos cartaceo di novembre 2025

Chissà quante volte avrai sentito profferire il detto “prendere due piccioni con una fava”. E forse mai ti sei chiesto da dove esso abbia avuto origine. Ti è bastato sapere che ha il significato di “raggiungere un doppio risultato con una sola azione”. Sapere, infatti, che tale detto risale ad un metodo di caccia che prevedeva l’uso di una fava legata ad un filo, fatale per il piccione che l’ingoiava, non ti serve a far chiarezza sulla procedura messa in atto. A ben riflettere, non riusciresti mai a trovare una spiegazione logica.  Una volta ingoiata, infatti, non si capisce come la medesima fava possa inguaiare un secondo piccione. Ma tant’è! Ciò che non è logico a volte risulta fattibile. Prendi il caso di un signore che la mattina esce di casa per andare al lavoro fuori città e che riceve dalla moglie l’ordine perentorio di smaltire il sacchetto di immondizia non differenziata. Il poveretto sa che non può depositarlo davanti alla porta di casa perché il netturbino non l’accetterebbe. Ma non si sente di trasgredire l’ordine, né può perdere il tempo necessario a scartare dal sacchetto ciò che non può essere smaltito in quel tale giorno. E allora cosa fa? Preso a malincuore il fardello incriminato, si avvia a tutto gas e, appena fuori di città, se ne libera buttandolo sul ciglio della strada. Ditemi voi se non ha preso in tal modo due piccioni con una fava. Riesce, cioè, ad  arrivare in orario sul luogo del lavoro e nel contempo ad ottemperare ad un obbligo che gli consente di evitare una lite coniugale. Certo, a piangere le conseguenze di un tale stratagemma è l’igiene e il decoro dell’ambiente. Ma di questo, a suo modo di vedere, deve preoccuparsi l’Istituzione Pubblica che non ha una moglie cui rendere conto. E che, però, diciamo noi, potrebbe mettere in atto tutti gli strumenti (telecamere, VV.UU., ricerca di pezzi identificabili) atti a “scoraggiare” quei gesti di inciviltà che si trasformano in discariche a cielo aperto lungo i bordi della S.S. Partanna-S. Ninfa, all’incrocio tra la via Torre di Maggio e la S.S. Castelvetrano-S. Ninfa,  all’incrocio tra le strade provinciali Zangara-Seggio, nella zona di sosta vicino al ponte sul fiume Modione, tanto per citare le più vistose. Che ne dice, signor Sindaco?  

Pubblicato

in

, ,

da