PUBBLICA ILLUMINAZIONE ALLO SFASCIO, A CHI/CHE COSA LO DOBBIAMO?

Rubrica Parva Favilla di Kleos 10 maggio 2025
Non passa mese senza che la pubblica illuminazione partannese non faccia registrare una qualche dèfaillance. Oggi qui, domani là, con una malaugurata puntualità, intere zone piombano di notte nel buio più fitto, affidate soltanto al chiarore della luna. E con la stessa regolarità, nel migliore dei casi l’agognata luce elettrica torna solo dopo quattro/cinque o più giorni. E dire che avevamo la rete elettrica più efficiente della Sicilia occidentale! Come mai, allora, oggi siamo costretti a subire le conseguenze di un simile sfascio? A chi o a che cosa dobbiamo tale disservizio? Per quanto riguarda il misfatto della soppressione del precedente efficientissimo impianto, risalente addirittura all’immediato pre-terremoto, oggetto d’invidia delle popolazioni dei paesi circonvicini, pare che il movente risieda nel desiderio di economizzare il costo della gestione con l’uso di lampade a led che ha richiesto, però, il rifacimento della rete. Ma, il gioco è valso la candela? Non so se in effetti si consegue un risparmio (aspettiamo ancora i dati!); so, però, che ad una illuminazione mirabolante è succeduto un vero e proprio oscuramento da periodo bellico e che ad una rete inossidabile è subentrata una rete sensibile alla più flebile pipì di un topolino! Quanto, poi, al sistematico ritardo negli interventi di ripristino della normalità sconvolta da un guasto, aspettiamo ancora una risposta chiarificatrice. Comprendiamo benissimo che nella pianta organica non esiste in atto un elettricista, ma cosa vieta all’Amministrazione comunale di effettuare un contratto a termine per assicurarsene temporaneamente uno da fare intervenire tempestivamente entro le dodici ore? Nell’epoca dei telefonini, poi, è così difficile rintracciare l’addetto a tale servizio? Che se poi vogliamo essere più lungimiranti, cosa vieta all’Amministrazione Comunale di programmare un serio intervento per riportare la pubblica illuminazione agli antichi splendori? Certo, capisco che, con i chiari di luna sul piano finanziario in atto, è difficile reperire la grossa somma necessaria per ripristinare in toto la rete. Si proceda, pertanto, a stralci. Un passo dopo l’altro porterà alla meta.


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