Ruvolo, Confimprenditori: “Bene la richiesta di dimissioni della ministra Santanché, ma il turismo è abbandonato a se stesso da mesi”

ROMA – “Il voto referendario non è stato soltanto un passaggio istituzionale. È stato un segnale politico netto, che il governo non può più fingere di non vedere. Quasi sei italiani su dieci sono andati alle urne e hanno trasformato quel voto in un giudizio sull’azione dell’esecutivo. Quando un Paese si mobilita così, vuol dire che il disagio è profondo e reale”.

“Anche questa resa dei conti – tardiva – a cui stiamo assistendo all’interno del governo, per quel che riguarda la richiesta di dimissioni della Ministra del Turismo Daniela Santanchè, dimostra uno scollamento con il paese reale. La presidente del consiglio si accorge solo oggi che un tassello strategico determinante per l’economia del paese, il turismo, è abbandonato a sé stesso ormai da mesi, a causa del commissariamento, di fatto, della sua ministra, per le vicende giudiziarie che la vedono coinvolta. E a farne le spese sono proprio gli imprenditori che lavorano in questo settore così importante e troppo spesso trascurato, specie in quelle regioni del Sud che vivono di turismo e avrebbero bisogno di scelte forti e una visione strategica al passo con la competizione internazionale”.

“Questo esecutivo ha scelto di rassicurare banche e grandi gruppi, mentre sulle piccole imprese continua a calare la scure fiscale e burocratica. È un errore politico grave, oltre che economico. Se il governo non torna subito ad ascoltare chi produce, chi investe e chi crea lavoro, il messaggio arrivato dalle urne rischia di essere solo il primo di una lunga serie”.


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