KLEOS - domenica, 5 Maggio 10:05

Spunti culturali nell’incontro fra Roberto Vecchioni e gli studenti degli I.C. “Borsellino-Ajello” e “G. Grassa” di Mazara del Vallo

MAZARA DEL VALLO – Sui versi di alcune delle sue migliori opere musicali e sull’onda di nozioni linguistiche e semantiche di forte impatto, il prof. Roberto Vecchioni ha incontrato gli studenti delle scuole “Borsellino-Ajello” e “G. Grassa” di Mazara del Vallo. A fare gli onori di casa sono state rispettivamente le dirigenti scolastiche Eleonora Pipitone e Teresa Guazzelli, che […]

MAZARA DEL VALLO – Sui versi di alcune delle sue migliori opere musicali e sull’onda di nozioni linguistiche e semantiche di forte impatto, il prof. Roberto Vecchioni ha incontrato gli studenti delle scuole “Borsellino-Ajello” e “G. Grassa” di Mazara del Vallo. A fare gli onori di casa sono state rispettivamente le dirigenti scolastiche Eleonora Pipitone e Teresa Guazzelli, che hanno ospitato il cantautore milanese in occasione degli incontri organizzati dalla Rete Sophia del coordinatore nazionale Giovan Battista Marrone.

Per più di un’ora, il professore ha tenuto col fiato sospeso la platea composta per la maggior parte da ragazzi, spronandoli ad interagire con lui su argomenti posti in modo semplice e con termini comprensibilissimi. Vecchioni ha esordito partendo dai versi della sua canzone “Samarcanda”, intonata in apertura dal coro della scuola “BorsellinoAjello”, per passare poi ad elargire preziosi insegnamenti di vita, primo fra tutti l’importanza della scoperta. Il professore ha anche sottolineato per gli alunni l’importanza delle parole e della loro origine, invitando i ragazzi ad una riflessione comune: “Oggi, voi ragazzi – ha detto Vecchioni – siete abituati a cercare risposte immediate su Internet, senza tentare di scoprirle da soli mediante lo studio o il ragionamento, abituatevi ad utilizzare l’intuito e la ragione”.

A conclusione dei suoi interventi, il maestro ha ricordato ai ragazzi che la vita in tutte le sue sfaccettature, nel bene e nel male, deve essere vissuta con il sorriso sulle labbra e con il desiderio di scoprire ed imparare ogni giorno qualcosa di nuovo.

Le dirigenti scolastiche dei due Istituti Comprensivi e l’organizzatore per Rete Sophia, prof. Giovan Battista Marrone hanno rilasciato le loro considerazioni sull’incontro, scegliendo una parola, argomento principale dello stesso Vecchioni in entrambi gli incontri, per descrivere questa esperienza.

Eleonora Pipitone, Preside dell’I.C. “Borsellino-Ajello”: «Direi che è stato un privilegio per tutti noi ospitare un’artista del calibro di Roberto Vecchioni, che attraverso un linguaggio ricco di contenuti e di significati ha sollecitato in noi e nei nostri alunni l’entusiasmo della scoperta, quale antidoto contro la noia. Credo che ciascuno di noi porterà questa esperienza nel cuore come una delle tappe più importanti della propria vita formativa e professionale. La parola più adatta secondo me per descrivere questa esperienza è ‘illuminante’ una sintesi perfetta per descrivere ciò che lui è stato per noi».

Teresa Guazzelli, preside dell’I.C. “G. Grassa”: «Un incontro particolarmente significativo per i ragazzi che hanno avuto modo di dialogare con il prof. Vecchioni, spinti dalla grande curiosità, ponendo lui anche delle domande. Vecchioni ha messo a nostra disposizione la sua cultura nonché la sua esperienza di vita. È stato bello parlare dei significati nascosti della vita di tutti noi. Una parola che racchiude il significato dell’incontro di oggi? “Senso”, perché, appunto, bisogna sempre trovarlo per le cose che facciamo».

Prof. Giovanni Marrone, già coordinatore nazionale della Rete Sophia: «Abbiamo chiuso in bellezza questa mia decennale esperienza da coordinatore nazionale della Rete Sophia e mi riempie di orgoglio averlo fatto con il prof. Roberto Vecchioni. I nostri docenti e i nostri meravigliosi ragazzi hanno fatto il resto con la loro curiosità e la loro partecipazione. Questo incontro fra un grande cantautore e i ragazzi rimarrà indelebile nella vita di chi ha avuto modo di parteciparvi. Se posso scegliere una parola per descrivere tutta la mia esperienza con la Rete Sophia arrivata fin qui, dico “immensa”, ma anche “meravigliosa”. È con emozione che passo il testimone alla professoressa Annamaria Di Bartolomeo del Liceo “Piranesi” di Paestum, gesto che per me è un po’ come portare una figlia all’altare, si è un po’ gelosi, si è felici, si ha anche un po’ paura, ma credo che quando le idee cominciano a venire meno e il tempo a disposizione si riduce è giusto passare la mano a chi ha una ‘vision’ molto più proiettata in là rispetto alla mia che ho già svolto parecchi anni di carriera».


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