Monthly Archives: Settembre 2022

La farmacia come filtro per non andare al pronto soccorso

PALERMO – Più della metà degli accessi al pronto soccorso potrebbero essere evitati. I pazienti in codice bianco sono costretti a fare ore d’attesa per casi, anche di banale febbre, che potrebbero essere invece trattati meglio e rapidamente da una medicina territoriale pienamente funzionante e integrata da medici di medicina generale, guardie mediche h24 e le 19mila farmacie presenti capillarmente in tutte le aree del Paese. Questo è lo spirito della legge che istituì la “farmacia dei servizi” e questo è l’obiettivo della riforma della medicina territoriale contenuta nel decreto ministeriale numero 77 del 2022, che riconosce il ruolo fondamentale della farmacia quale presidio di prossimità integrato nel Servizio sanitario nazionale. Il fondamentale apporto fornito dalle farmacie durante l’emergenza Covid dimostra che adesso è il momento di tradurre queste norme in servizi concreti ai pazienti, come hanno chiesto oggi i farmacisti europei del Pgeu riuniti a Palermo su iniziativa dei giovani farmacisti dell’Agifar, con il patrocinio di Federfarma e dell’Ordine dei farmacisti di Palermo.
“In quasi tutti i Paesi europei – ha detto Roberto Tobia, presidente del Pgeu – le farmacie svolgono già numerosi servizi sanitari, molti più vaccini e test rapidi di noi. Eppure la farmacia italiana non ha nulla da invidiare a quella europea, anzi in alcuni casi è stata modello ed eccellenza in Ue. Ad esempio, siamo stati i secondi a vaccinare contro il Covid pochi giorni dopo i colleghi francesi, i due terzi dei tamponi sono stati fatti nelle nostre farmacie e ora anche il vaccino antinfluenzale è una realtà acquisita. Quindi, siamo professionalmente in grado di svolgere molti altri servizi purché ne sia garantita la sostenibilità. L’Italia è pronta ad introdurre i servizi svolti in Europa. Continueremo ad essere al fianco dei cittadini e delle istituzioni. Inoltre, a breve, avremo un incontro con l’assessorato alla Salute della Regione siciliana per fare sì che anche le farmacie possano somministrare i nuovi vaccini bivalenti”.
“Lo stesso medico di medicina generale – ha spiegato Paolo Levantino, presidente dell’Agifar Palermo – spesso per fare una diagnosi deve attendere giorni per i risultati delle analisi di laboratorio, così si allungano i tempi dell’intervento terapeutico e della guarigione. Nell’ambito della fornitura di cure, c’è una spinta continua a fornire i risultati dei test diagnostici in modo rapido e conveniente ai pazienti nelle farmacie. L’assistenza più vicina a casa può essere migliorata fornendo servizi diagnostici utilizzando i test ‘Poc’ (Point of care) nella comunità, come già realizzato nelle farmacie europee. I pazienti possono beneficiare di un processo decisionale clinico più immediato, in quanto tali servizi riducono i ritardi causati dall’invio di campioni ad un laboratorio centrale e la necessità di ripetere visite o rinvii una volta che i risultati sono disponibili. Inoltre i sistemi sanitari potrebbero beneficiare dei potenziali risparmi sui costi ottenuti grazie alla valutazione e al trattamento di un numero maggiore di pazienti in ambito comunitario. Basti pensare ai test per lo streptococco, realizzati in Francia, che permettono di evitare l’uso inappropriato di antibiotici e di fare una sorta di triage tra faringiti virali e batteriche”.
“Guardiamo oggi a ciò che fanno i nostri colleghi europei per introdurre nuovi servizi in farmacia – ha osservato Luigi D’Ambrosio Lettieri, vicepresidente della Federazione nazionale degli ordini dei farmacisti – . La norma di partenza per farlo c’è già ed è il decreto di riforma della medicina territoriale. Il Covid ha fatto comprendere a tutti che al pronto soccorso devono andare solo le urgenze, per il resto il paziente deve trovare risposte di prima istanza nel territorio, anche presso le farmacie sotto casa che sono destinate a trasformarsi da punti di dispensazione di farmaci in centri polifunzionali di erogazione di servizi di concerto con il medico. Il principio è quello di garantire la continuità territoriale attraverso i vaccini, i test, i tamponi, il controllo dell’aderenza alla terapia e l’indicazione di corretti stili di vita”.
“Per introdurre nuovi servizi in farmacia – ha concluso Eugenio Leopardi, presidente dell’Utifar – occorre una formazione adeguata. Noi già ad agosto 2020 avevamo con lungimiranza formato 9mila farmacisti vaccinatori quando ancora questo ruolo non era riconosciuto dalla legge. E quando in piena emergenza il governo ha avuto necessità, ha trovato questa platea pronta da utilizzare. L’ottima risposta e il gradimento manifestato dai cittadini confermano che la farmacia italiana è pronta a gestire altri servizi, e Utifar è in grado di fornire conoscenze, preparazione e formazione adeguate”.

Appartamento adibito a negozio della droga

TRAPANI – I Carabinieri della Compagnia di Trapani hanno eseguito una serie di perquisizioni, alla ricerca di armi, droga e materiale esplodente, in oltre dieci appartamenti insistenti nel rione San Giuliano ad Erice Casa Santa.
In un’abitazione di via Ciullo D’Alcamo, apparentemente disabitata, sono stati rinvenuti 45 gr. di sostanza stupefacente del tipo crack; – 10 gr. del tipo cocaina; – 22 gr. del tipo marijuana; – 430 euro in banconote di piccolo taglio; – nr . 1 bilancino di precisione; – materiale per il confezionamento e per il taglio delle sostanze stupefacenti; – 3 bombolette spray al peperoncino da 16 ml; – nr. 1 telecamera di videosorveglianza con relativo dvr perfettamente funzionante; . nr. 1 televisore 32” pollici; e uno smartphone.
Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro con la conseguente apertura di un’indagine, da parte del reparto operante, per cercare di capire la provenienza dello stupefacente tramite l’analisi delle immagini di videosorveglianza e dello smartphone ritrovato all’interno dell’abitazione.
Continua senza sosta l’attività di controllo del territorio messa in atto dai Carabinieri della Compagnia di Trapani volta a contrastare lo spaccio di stupefacenti, reati contro la persona ed il patrimonio facendo sentire la costante presenza delle Istituzioni anche in quartieri particolarmente sensibili.

Precisazioni dell’Amministrazione in risposta al comunicato di “Italia Nostra” sulla Torre del Giglio

CASTELVETRANO – L’Amministrazione comunale di Castelvetrano fa le seguenti precisazioni in merito al comunicato di “Italia Nostra” sulla rinuncia alla proprietà della Torre del Giglio:

“E’ obiettivo strategico dell’Amministrazione Comunale di Castelvetrano valorizzare e promuovere i beni culturali della città, quali strumenti di rilancio turistico e simbolo dell’identità culturale cittadina. In merito alla nota di ‘Italia Nostra’, l’Amministrazione, guidata dal sindaco Enzo Alfano, ritiene opportuno fare le dovute precisazioni.

Appare alquanto semplicistico l’intervento di “Italia nostra”, che contesta la scelta di rinuncia alla quota di proprietà della Torre del Giglio, in una discussione salottiera ed intellettualistica, che non tiene conto delle condizioni del comune e della reale ed oggettiva situazione dello stato della proprietà.

Questa Amministrazione si è trovata davanti ad un dubbio amletico: acquisire la torre con gli oneri che comporta o rinunciare alla donazione, malgrado il suo inestimabile valore culturale?

Purtroppo, però, non ha potuto scegliere. E per capire le motivazioni, occorre intanto fare le seguenti due premesse:

1) Il Comune potrebbe essere proprietario soltanto di un terzo e non dell’intero edificio. E quindi, dovrebbe fare i conti con chi detiene la maggioranza della proprietà, per ogni scelta. Dal 2011, i proprietari hanno offerto gratuitamente alle amministrazioni succedutesi la intera proprietà, con accettazione verbale dei vari sindaci, che non hanno mai attivato le procedure per una formale accettazione. Anche la donazione da parte di uno degli eredi al comune, peraltro avvenuta nel 2015, non è stata mai accettata formalmente dall’allora amministrazione Errante.

2) La Torre del Giglio rappresenta un centro di costi. Castelvetrano è un comune in dissesto finanziario e oggi ha difficoltà a chiudere i bilanci, soprattutto anche in virtù dei tanti aumenti nell’ambito dell’energia elettrica.

Pertanto sarebbe veramente difficile, se non impossibile, reperire i fondi per comprare le altre due quote, per non parlare dell’ingente somma necessaria per ripristinare l’edificio. Edificio che è pericolante e minaccia l’incolumità pubblica. La insana accettazione da parte del Consiglio Comunale con i conseguenti elevati costi sarà a discapito di più importanti interventi in servizi essenziali alla cittadinanza .

L’Amministrazione, infine, coglie l’occasione per informare ‘Italia nostra‘, che le numerose interlocuzioni con l’Assessorato Regionale competente e la Soprintendenza per la Vasca Selinuntina, sono state vane, per cui appare improbabile che si trovi accoglimento per la Torre del Giglio.

Resta la certezza che, né il vincolo della Soprintendenza, né la destinazione d’uso potranno essere ignorate dal privato, tanto meno modificate arbitrariamente. Tale certezza avrebbe fatto da garanzia al bene monumentale, su cui l’Amministrazione scrivente avrebbe vigilato, nell’interesse della comunità e anche di Italia nostra”.

Alla scoperta del Parco archeologico di Segesta alla luce della luna

SEGESTA – Scoprire Segesta alla luce delle stelle, un punto di vista diverso, affascinante, un’esperienza immersiva in notturna: il Parco archeologico aprirà la sera per due weekend (stasera 17 e domani 18 settembre / poi 24 e 25 settembre) e si potrà partecipare a “Tra costellazioni e miti”, una speciale visita alla sola area del Tempio dorico. Due le partenze previste ogni sera, alle 21 e alle 22,15: alla luce di speciali lanterne che rischiareranno il percorso, gli operatori di CoopCulture coinvolgeranno il pubblico in uno storytelling affascinante, popolato da miti tramandati per millenni. La visita culminerà con il racconto dell’attribuzione del tempio al culto di Afrodite Urania: qui la narrazione lascerà il campo all’osservazione ad occhio nudo delle principali costellazioni, visibili dal Tempio. La visita di sabato 24 settembre ricadrà nelle GEP – Giornate europee del Patrimonio in cui l’ingresso ai siti culturali costerà 1 euro.

E sempre in occasione delle GEP, domenica 25 settembre alle 10 è prevista una visita guidata pensata per le famiglie al cantiere di restauro della straordinaria Casa del Navarca che sta pian piano tornando alla luce. Attribuita al navarca Eraclio, ricchissimo armatore citato da Cicerone nelle Verrine, l’abitazione era una sorta di torre di avvistamento, da dove lo sguardo arrivava fino all’odierna Castellammare. Qui i restauratori stanno lavorando per riportare alla sua originaria bellezza un’importante pavimentazione unica nel suo genere, una sorta di antico gioco illusorio a tessere romboidali a tre colori, “sectilia” marmorei (bianco, celeste e verde scuro) che raffigurano una sequenza concatenata di cubi dall’effetto tridimensionale, racchiusi da una cornice a treccia. Nel corso della visita speciale gli archeologi avranno modo di parlare dell’impianto urbanistico di Segesta, delle tecniche edilizie e delle tipologie musive più diffuse tra quelle coeve alla Casa del Navarca e riscontrabili nel centro Elimo. Il percorso fino agli scavi avverrà a piedi, in un contesto naturalistico straordinario: il Parco di Segesta è immerso in un paesaggio praticamente intatto, da scoprire passo dopo passo.

Visite guidate

Tra costellazioni e miti

Ore 21 e ore 22,15

Durata: 1 ora.

17 e 18 settembre: biglietto: 7/5 euro + ingresso Parco 3 euro

24 settembre : biglietto: 7/5 euro + ingresso Parco 1 euro

Si può anche accedere al Parco archeologico senza visita guidata.

La casa del Navarca

25 settembre | ore 10

Durata: 2 ore

Biglietti: 13/7 euro, gratuito fino a 3 anni.

Percorso a piedi adatto anche alle famiglie con bambini dagli 8 anni in poi.

Percorso in salita di media difficoltà. Munirsi di scarpe adatte

Precisazioni del Sindaco Alfano sulla chiusura per 5 giorni delle attività commerciali a Marinella

MARINELLA DI SELINUNTE – Il sindaco di Castelvetrano, Enzo Alfano, interviene a chiarimento della chiusura al pubblico per 5 giorni di alcune attività commerciali di Marinella di Selinunte:

“In merito alla situazione di alcune attività commerciali, insistenti sulla piazzetta lignea di Marinella di Selinunte, sono state propinate notizie prive di fondamento, che mi inducono ad intervenire, per evitare che ai cittadini giunga una ricostruzione distorta della realtà.

In questi giorni, i nostri vigili hanno disposto la chiusura al pubblico per 5 giorni di quelle attività che continuavano ad occupare abusivamente il suolo pubblico.
Ribadisco, ancora una volta, che chi non è in regola con il pagamento delle tasse comunali, non può ottenere l’autorizzazione per occupare il suolo pubblico. Per i debiti tributari arretrati gli esercenti morosi avrebbero potuto chiedere ed ottenere una comoda rateizzazione.

Preciso inoltre che è falso l’importo riportato su qualche articolo e sui social network: nessuna attività arriverebbe a pagare più di 20 mila euro all’anno. E’ previsto un costo di poco più di 55 euro a metro quadro all’anno, per cui un locale che vuole disporre i tavoli, occupando 20 metri quadrati, andrebbe a pagare €1.100,00 all’anno.

Sono consapevole dell’aumento dovuto alle disposizioni del dissesto e che, purtroppo, alcuni di questi imprenditori non hanno mai versato un euro alle casse del comune.

Qualche consigliere di opposizione preferisce cavalcare il malcontento. Ma, proprio per il ruolo che ricopre, dovrebbe riflettere meglio sul messaggio che trasmette. Il cammino verso la legalità passa anche dal pagamento delle tasse e dal sanzionare gli abusivismi, in rispetto di tutti quei cittadini e di quelle attività commerciali, che pagano quanto dovuto e rispettano le regole.

La verità non può essere una questione di tifoseria o di populismo.

Quanto sopra è una precisazione doverosa che, come Sindaco, ho sentito il dovere di fare per onore di verità e per riconoscere pubblicamente l’impegno e la professionalità degli agenti della polizia municipale, che vigilano sul nostro territorio”.

Detenuto siciliano minaccia di morte e aggredisce agente di polizia in carcere

VERCELLI – Fatto gravissimo quello accaduto ieri nel carcere di Vercelli, a poche ore dalla visita nel penitenziario di una delegazione del SAPPE. Un detenuto siciliano ha prima minacciato di morte un poliziotto penitenziario addetto alla Sala colloqui del carcere e lo ha poi improvvisamente aggredito con inaudita violenza. A dare la notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

“E’ accaduto un fatto gravissimo, l’ennesimo”, denuncia il Segretario Regionale del SAPPE per il Piemonte Vicente Santilli. “Il detenuto si è scagliato improvvisamente contro un Assistente Capo Coordinatore della Polizia Penitenziaria e, dopo averlo minacciato di morte, lo ha ripetutamente colpito con violenti calci e pugni, in particolare al viso. Il tempestivo intervento degli altri Agenti ha permesso di fermare il malcapitato, una furia, e fornire le prime cure al poliziotto ferito”.

“Si intervenga al più presto perché il Personale di Polizia Penitenziaria di Vercelli è allo stremo”, conclude Santilli, che esprime solidarietà al collega ferito. “Non si può continuare così, senza un minimo di sicurezza per i colleghi che vanno a lavorare e non sanno se e quando ritorneranno a casa, senza contusioni o quant’altro”.

Solidarietà al poliziotto ferito ed a tutti i poliziotti di Vercelli arriva anche da Donato Capece, segretario generale del SAPPE, che proprio mercoledì aveva denunciato la situazione penitenziaria vercellese: “Mi preoccupa questo nuovo grave episodio avvenuto nel carcere di Vercelli. Restano inascoltate le nostre segnalazioni al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ed al Provveditorato regionale di Torino sulle disfunzioni e sugli inconvenienti che si riflettono sulla sicurezza e sulla operatività delle carceri piemontesi e del personale di Polizia Penitenziaria che vi lavora con professionalità, abnegazione e umanità nonostante una significativa carenza di organico. Ed è incomprensibile che chi ha il dovere di intervenire, ossia l’Amministrazione penitenziaria regionale e nazionale, non intervenga tempestivamente. Mi appello alla Ministra della Giustizia Marta Cartabia perché fermi questa spirale di inaccettabili e quotidiani violenze contro il personale di Polizia Penitenziaria e definisca, con i vertici del DAP, un piano urgente di intervento per fronteggiare le gravi criticità del carcere di Vercelli e delle altre strutture detentive regionali”.

Turismo sostenibile e innovazione: il “nuovo” futuro delle Saline del Mediterraneo

MARSALA – Senza attività di turismo sostenibile, innovazione e sviluppo di prodotti secondari le saline medio-piccole del Mediterraneo non hanno futuro. «La sola produzione di sale non è più redditizia», ha detto Antonio D’Alì Staiti della “Sosalt Spa” che, al mulino “Ettore e Infersa” di Marsala, ha aperto i lavori del workshop finale del progetto europeo “Mediterranean Artisanal Salinas”: una giornata di lavori che ha messo a confronto le esperienze delle saline artigianali di Libano, Italia, Spagna e Tunisia. Due anni d’attività che sono arrivati al culmine con il meeting a Marsala che è servito per illustrare i risultati del progetto con l’obiettivo di definire un modello di gestione sostenibile e adattabile per le saline, avendo così la possibilità di rimanere competitive sul mercato, garantendo di migliorare il valore ambientale e sociale. «Gli alti costi di raccolta e la mancanza di manodopera pesano sulla produzione del sale marino – ha detto Giacomo D’Alì Staiti, Presidente di “Sosalt Spa” – ma è necessario non far morire quest’attività e le stesse saline che riqualificano un territorio e lo arricchiscono anche da un punto di vista storico e culturale». Nel mondo dalle saline medio-grandi viene prodotto il 30% del sale che finisce sulle tavole, mentre il restante 70% proviene dalle miniere.

Nell’ambito del progetto con 480 mila euro sono state finanziate alcune azioni pilota in 15 saline del Mediterraneo: 2 in Italia (Marsala e Cervia), 60 mila euro, 6 in Libano e 3 in Tunisia, 180 mila euro e 4 in Spagna, 180 mila euro. A Marsala, presso le saline “Ettore e Infersa” è stata recuperata la “Traversa a mare”, ossia l’argine esterno della salina, riutilizzando in parte i conci di tufo antichi. «La zona recuperata è stata ora inserita come percorso ecoturistico da attraversare a piedi e ci consentirà, in futuro, di promuovere attività di birdwatching», ha detto Antonio D’Alì Staiti. Le saline “Ettore e Infersa” già da anni hanno iniziato ad affiancare alla tradizionale raccolta del sale (quest’anno effettuata in notturna) l’attività di saliturismo: a visitatori e turisti viene data la possibilità di fare i salinari per un giorno, oppure di immergersi nelle diverse vasche per un percorso benessere, in uno dei posti più belli e fotografati della Sicilia.

Tra le saline del Mediterraneo in quella chiamata “La Esperanza” a Cadiz (Spagna), da anni viene praticata l’attività di birdwatching. A Marsala è stato Alejandro Perez dell’Università di Cadiz a illustrare il percorso di gestione sostenibile praticato, grazie all’Ateneo. L’attività nei 39 ettari della salina è stata riavviata 33 anni fa, da 17 viene praticato il birdwatching: «Oggi per il nostro Ateneo la salina è un laboratorio naturale – ha spiegato Perez, docente di Conservazione di spazi naturali e Biologia – abbiamo provveduto al recupero della salina che era abbandonata e oggi, grazie alle attività collaterali di ecoturismo alla tradizionale raccolta, l’impianto è diventato redditizio». I nidi di uccelli in salina sono passati da 50 a 500. L’esperienza di birdwatching di Cadiz è ripetibile anche a Marsala: «Le saline Ettore e Infersa sono un habitat straordinario per molti uccelli migratori che attraversano il Mediterraneo, quindi sono terreno fertile per sviluppare attività di birdwatching – ha detto Girolamo Culmone, consigliere della Società italiana di geologia ambientale – mantenere in vita questi impianti deve essere l’obiettivo comune di istituzioni e privati insieme».

Anziana in stato confusionale soccorsa dai Carabinieri

MARSALA – I Carabinieri della Stazione di Marsala sono intervenuti in assistenza di un’anziana che, in stato confusionale, provava a mettersi in contatto col figlio senza riuscire nell’intento per l’errata composizione del numero telefonico.
La donna, classe 1927, vive da sola in un appartamento nel marsalese e nel tentativo di chiamare il figlio non convivente ha più volte sbagliato la composizione del numero telefonico contattando soggetti a lei sconosciuti.
Uno degli interlocutori ha subito intuito lo stato confusionale della donna dando l’allarme al 112 lasciando il numero telefonico dell’anziana ai Carabinieri della Compagnia di Cammarata (AG) che immediatamente contattavano i colleghi di Marsala spiegando nei particolari quanto accaduto.
Una volta risaliti all’intestataria dell’utenza ed alla sua residenza veniva inviata subito una pattuglia sul posto per accertare le condizioni di salute della donna.
I Carabinieri, dopo aver accertato le buone condizioni dell’anziana, la quale dichiarava che voleva fare una chiacchierata col figlio, rimanevano insieme a lei a farle compagnia in attesa dell’arrivo del nipote alla quale la stessa veniva affidata.

Coronavirus la situazione a Trapani e provincia. Aggiornamento di venerdì 16 settembre 2022

TRAPANICoronavirus la situazione a Trapani e provincia. Aggiornamento di venerdì 16 settembre 2022.‍‌

I casi attuali positivi sono 965 (il dato è al netto di decessi e guarigioni) così distribuiti:

Alcamo 84; Buseto Palizzolo 0; Calatafimi-Segesta 25; Campobello di Mazara 50; Castellammare del Golfo 18; Castelvetrano 58; Custonaci 11; Erice 45; Favignana 13; Gibellina 5; Marsala 192; Mazara del Vallo 146; Misiliscemi: 10; Paceco 22; Pantelleria 27; Partanna 17; Petrosino 13; Poggioreale 5; Salaparuta 9; Salemi 15; San Vito Lo Capo 7; Santa Ninfa 8; Trapani 164; Valderice 20; Vita 1.

deceduti 759.

guariti 142100.

Ricoverati in Terapia Intensiva: 0.

Ricoverati in Terapia semiintensiva: 2.

Ricoverati in degenza ordinaria: 9.

Ricoverati in Rsa e Covid hotel: 4.

Tamponi molecolari effettuati: 131.

Tamponi per la ricerca dell’antigene: 264.