KLEOS - sabato, 11 Novembre 16:29

Attività Fisica e Nutrizione

Per ottenere il mantenimento di buone condizioni di composizione corporea, flessibilità metabolica e quindi un corretto stato di salute serve la capacità di gestire il binomio perfetto Nutrizione-Attività fisica. Sulla base del TDEE (Total Daily Energy Expenditure ovvero Fabbisogno energetico giornaliero) discusso in un recente articolo del giornale Kleos, abbiamo visto che una delle voci […]

Per ottenere il mantenimento di buone condizioni di composizione corporea, flessibilità metabolica e quindi un corretto stato di salute serve la capacità di gestire il binomio perfetto Nutrizione-Attività fisica.

Sulla base del TDEE (Total Daily Energy Expenditure ovvero Fabbisogno energetico giornaliero) discusso in un recente articolo del giornale Kleos, abbiamo visto che una delle voci su cui possiamo agire per incrementare il dispendio energetico è l’EAT (Termogenesi indotta dall’attività fisica). Infatti, con la capacità di gestire la qualità e la quantità di attività fisica possiamo ampliare di molto il dispendio energetico giornaliero. Nello stesso tempo, con la capacità di gestire la qualità e la quantità della nutrizione possiamo assecondare ed incentivare in modo complementare i vantaggi ottenuti con l’attività fisica. Il tutto permette quindi di gestire al meglio composizione corporea, flessibilità metabolica e stato di salute.

Possiamo suddividere l’attività fisica in due grandi categorie:

• Attività Aerobica – Attività fisica caratterizzata da continua ossigenazione dei muscoli in allenamento, condizione che permette di utilizzare i grassi del tessuto adiposo come principale “carburante”.

• Attività Anaerobica – Attività fisica caratterizzata da scarsa o nulla ossigenazione dei muscoli in allenamento, condizione che obbliga i muscoli ad utilizzare come “carburante” prevalentemente i carboidrati ricavati dalle riserve di glicogeno muscolare.

Questa semplicistica divisione della tipologia di attività fisica praticabile può darci informazioni sulla necessità di rendere complementare la programmazione dell’attività fisica con la strutturazione di un piano alimentare. Infatti entrambe le due categorie di attività fisica possono portare ad un mantenimento/miglioramento della composizione corporea, della flessibilità metabolica e dello stato di salute soprattutto se la nutrizione risulterà complementare all’attività fisica praticata. Ed in modo assolutamente funzionale, le energie giornaliere ed i “mattoncini” da fornire ad un soggetto che svolge prevalentemente attività fisica aerobica rispetto al soggetto che svolge attività fisica anaerobica vedranno una combinazione di macro e micronutrienti differente, proprio perché differente è l’adattamento fisico che viene imposto dall’allenamento e differente è la strada intrapresa nella “costruzione” del proprio corpo.

dr. Davide Traina Biologo Nutrizionista


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