Je suis….Kleos

di Antonino Bencivinni        Siamo stati un po’ in dubbio se uscire con il titolo di questo mese: il rischio era che qualcuno ci accusasse di megalomania o di sicumera. Ma poi abbiamo rotto ogni indugio perché abbiamo ritenuto che in questo particolare momento fosse e sia un imperativo categorico di tutti i cittadini democratici e a maggior ragione di tutte le testate giornalistiche solidarizzare con la rivista francese Charlie Hebdo non tanto per i suoi contenuti (per la verità molto spesso discutibili e blasfemi nei confronti delle diverse religioni senza sconti neppure a quella cristiana) quanto perché la solidarietà a Charlie ha assunto e assume dopo l’efferato attacco alla sua redazione da parte di terroristi islamici un valore simbolico: la solidarietà a Charlie oggi rappresenta la difesa della libertà di espressione che è un caposaldo della civiltà europea ed un principio fondamentale delle diverse Costituzioni europee compresa quella Italiana. Non è il caso di citare la più volte richiamata ed abusata affermazione attribuita all’illuminista francese Voltaire per chiarire il significato della libertà di espressione: “Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa dirlo”.

Ovviamente con i dovuti grandi distinguo e le diverse proporzioni, Kleos (che ha con i suoi collaboratori festeggiato al Parco dei Pini di Partanna ai primi di gennaio l’inizio del suo ottavo anno di attività), ha da sempre ribadito l’essenzialità della libertà di espressione che deve essere difesa e rispettata anche quando giudizi e/o vignette presenti nella rivista (o in qualsiasi altro strumento di comunicazione, cartaceo o on line) non siano di gradimento a qualcuno: nel nostro piccolo non sempre (in particolare e non solo) le copertine sono state a tutti gradite, ma la libertà di espressione comporta anche l’accettazione di giudizi e di vignette pur se fin troppo “critici”. Ad onore dei politici e degli amministratori oggetto di interesse delle nostre copertine, c’è da dire però che finora, tranne episodiche eccezioni, abbiamo trovato interlocutori capaci di “incassare” la frecciata di Kleos che, per la verità secondo il nostro parere, non è stata mai semplicemente distruttiva, ma ha voluto con ironia mettere in risalto i problemi o le situazioni del momento, presenti nel nostro territorio ed a Partanna in particolare.

Non possiamo non concludere questo nostro editoriale riaffermando la nostra ferma condanna ad ogni attentato terroristico e ribadendo il nostro “viva la libertà di espressione e di stampa”.


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