Ogni partannese è sicuramente deviante, ma è convinto di essere normale. No, non è l’ennesima discussione parolaia sul concetto di normale che contrappone a quelle persone fragili che chiamavano diversi. Per fortuna oggi il problema, almeno nominalmente è stato superato. Nominalmente visto che oggi si è preso coscienza che integrare non è solo socializzare, ma imparare e il solito slogan sembra aver risolto tutto: Si SOCIALIZZA IMPARANDO, SI IMPARA SOCIALIZZANDO (si chiamano abilità sociali). I fautori delle scuole speciali sono serviti. E chi scrive ha diretto la scuola speciale TreveS-De Sanctis di Milano denunciando la vera natura, quella di una gabbia seppure d’oro. Ci si chiede finalmente “Diversi da chi?” La diversità dei partannesi si affaccia con mille ragioni. Ne esamineremo solo una.
Quella che ci fa assomigliare a Guy Montag, protagonista di un romanzo ignorato perché il partannese non vuol guarire o migliorare: vuole solo stare meglio. Il Romanzo è FAHRENHEIT 451 scritto da Red Bradbury che ipotizza un mondo di gente che non legge, non si informa, non studia. E’ ciò che succede al protagonista del romanzo, tutto immerso in un contesto virtuale fatto solo per ammazzare il tempo e isolato dal resto del mondo. Nel romanzo la gente vive nel divertimento, nella tranquillità di una vita sempre uguale sempre prevedibile. Vige il divieto di leggere, proprio come nel nostro paese. Conseguenza di ciò è che i vigili del fuoco non hanno il compito di spegnere il fuoco, ma di accenderlo per bruciare libri e giornali di informazione. L’unica norma di vita è dettata, imposta dalla televisione che trasmette solo le norme volute dal potere. L’ edicola nostra della villa che era un centro di informazione e di aggregazione tace, è stata bruciata e trasformata in quello che noi psicologi sociali chiamiamo non-luogo. Il capo dei vigili – in Bradbury – spiega che un tempo i libri si rivolgevano ad un numero limitato di persone, che così potevano essere differenti. Intanto la popolazione – poca- interessata alla informazione e soprattutto alla conoscenza – si è allargata, la durata degli studi si fa sempre più breve, le discipline (storia, geografia, ortografia) sono neglette. I congiuntivi? (All’italiana “IO CI VENIVO SE TU CI ANDAVI), dopo le ore lavorative. La cultura? Una rottura di palle! Perciò – raccomanda il capo dei vigili – un libro o uno dei giornali di vera informazione “è un fucile carico, nella casa del tuo vicino“. DIAMOLO ALLE FIAMME. Chissà chi potrebbe essere il bersaglio dell’uomo istruito?
Perciò salutiamo l’interesse della nuova amministrazione per la cultura visto che il precedente governo della cittadina stava in rapporto con la cultura come i vampiri stanno con i donatori di sangue.
La scuola non è solo scuola: è luogo di incontri, di dialogo, di crescita.
L’edicola non è solo edicola. E’ presenza non solo fisica che promuove nei partannesi lo spirito critico. Salutiamo quel mostro edilizio che impedisce la vista e pone fine ai ricordi. La sua collocazione è in quel deserto che abbiamo dedicato a Rita Atria. Res derelicta. Res nullius.
Ho detto che i partannesi sono diversi? Mi correggo: la conformità è l’unica risposta non deviante. I partannesi ne hanno la laurea, honoris causa.
Vito Piazza

L’EDICOLA come l’isola che non c’è
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