KLEOS - venerdì, 12 Ottobre 23:49

L’influenza “La Spagnola”

Nel 1918 si diffuse la SPAGNOLA un’epidemia influenzale che in sei mesi, tra la fine dell’ottobre 1918 e l’aprile 1919 colpì in tutto il mondo un miliardo di persone uccidendone circa 20 milioni,(qualcuno cita 50 milioni) di cui circa 375.000 (ma alcuni sostengono 650.000) soltanto in Italia. Fu descritta come la più grave forma di […]

influenza-spagnola-4-300x180Nel 1918 si diffuse la SPAGNOLA un’epidemia influenzale che in sei mesi, tra la fine dell’ottobre 1918 e l’aprile 1919 colpì in tutto il mondo un miliardo di persone uccidendone circa 20 milioni,(qualcuno cita 50 milioni) di cui circa 375.000 (ma alcuni sostengono 650.000) soltanto in Italia. Fu descritta come la più grave forma di pandemia della storia dell’umanità, avendo ucciso più persone della terribile peste nera del XIV secolo e della stessa I Guerra Mondiale. All’influenza venne dato il nome di “spagnola” poiché la sua esistenza fu inizialmente riportata soltanto dai giornali spagnoli l’8 marzo 1918, essendo la sua stampa non soggetta alla censura di guerra; negli altri paesi, il violento diffondersi dell’influenza venne tenuto nascosto dai mezzi d’informazione, che tendevano a parlarne come di un’epidemia circoscritta alla Spagna. In realtà, il virus fu portato in Europa dalle truppe statunitensi che, a partire dall’aprile 1917, confluirono in Francia per la Grande Guerra. Dalle analisi effettuate sui corpi di alcuni militari americani deceduti per l’influenza, i ricercatori hanno potuto ricavare dei frammenti del virus e studiarlo alla luce delle attuali conoscenze. Allo scoppio dell’epidemia, il conflitto mondiale durava ormai da quattro anni ed era diventato una guerra di posizione: milioni di militari vivevano ammassati sui vari fronti, in trincee anguste con condizioni igieniche terribili favorendo la diffusione del virus. La prima guerra mondiale aveva ucciso dieci milioni di persone, quasi esclusivamente militari; Il particolare contesto storico in cui si diffuse causò una decimazione della popolazione civile più di quanto non avessero fatto gli eventi bellici di per sé. Non è mai stato tuttavia possibile quantificare con esattezza né il numero delle vittime né quello dei contagiati. La spagnola mise in ginocchio l’intera Europa con un altissimo tasso di mortalità, che raggiunse in alcune comunità anche il 70%. Va tenuto presente che a quel tempo gli antibiotici non erano stati ancora scoperti (la penicillina verrà scoperta da Alexander Fleming solo nel 1928) e che inizialmente non venne capita la gravità e l’origine della malattia.

Vito Marino


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